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Search Results for: fillossera

La fillossera torna a fare paura

Le estati più lunghe e calde, gli inverni tiepidi e il biologico hanno fatto aumentare la fillossera e il processo di selezione ha favorito gli insetti più aggressivi

Di Donatella Cinelli Colombini

Fillossera della vite

Fillossera della vite

Paradossalmente la diffusione dell’agricoltura biologica ha favorito <<l’aumento della fauna pedologica>> cioè dei fitofagi come la fillossera Daktulosphaira vitifoliae . L’agricoltura più rispettosa dell’ambiente << laddove non esistano gli antagonisti naturali, come nel caso della fillossera, può creare squilibri>> spiega Astrid Formeck responsabile dei ricercatori che studiano la fillossera all’Università di Vienna.
A Montalcino abbiamo notato le foglie con galle di fillossera nei vigneti. Fino all’anno scorso nella zona Ovest e ora nella zona Nord.
In Europa, al momento il terribile fitofago produce danni alle foglie in cui si formano galle tondeggianti dove le femmine depongono fino a 500 uova per volta. Favorita da un clima caldo umido, come negli ultimi tre anni, la fillossera si riproduce a dismisura infestando interi distretti viticoli. Da qui l’allarme e il tentativo di contenere il numero degli insetti. Si tratta della sola cosa che gli agricoltori possono fare, contenere la popolazione di fitofagi usando estratti vegetali, mentre non possono affrontare il problema più grosso. Il timore vero è infatti, quello di una possibile mutazione del pestilenziale fitofago e che i “mutanti” riescano ad attaccare le radici americane delle viti facendo morire le piante come avvenne con quelle “a piede franco” cioè con impianto radicale europeo, un secolo e mezzo fa. Il variare delle condizioni climatiche avvenuto negli ultimi anni potrebbe infatti favorire un simile processo.

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Champagne più cari in vendita

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Devi fare un regalone a un wine lover e cerchi una bottiglia importante? Ecco i 10 Champagne più cari fra cui scegliere quello per un dono super

champagne-più-cari-Boerl-e-Kroff

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Via dall’elenco le bottiglie tempestate di diamanti oppure di una serie talmente limitata da essere in un solo punto vendita. L’elenco pubblicato da Wine Searcher comprende solo gli Champagne più cari effettivamente in vendita in molti Paesi e con diverse annate, insomma quelle alla portata dei molto ricchi o di chi deve fare un regalo memorabile.
La classifica viene pubblicata ogni anno e nel 2016 era monopolizzata dagli Champagne LVMH cioè da quelli distribuiti dalla multinazionale del lusso guidata da Bernard Arnault che anche quest’anno hanno un ruolo dominante ma non esclusivo.

Champagne-oiù-cari-Krug-clos-d-ambonnay

Champagne-oiù-cari-Krug-clos-d-ambonnay

Infatti per trasformare le bollicine dorate in una pioggia d’oro ci vuole l’associazione di strutture produttive perfette con eventi di lusso, pr, pubblicità con budget milionari nel marketing…. tutte cose che LVMH realizza ai livelli inarrivabili in tutto il mondo.
1) Boërl & Kroff Brut costa 2.809 Dollari a bottiglia e nasce dalla collaborazione fra un produttore di tappi e un esperto di marketing web e la maison di Champagne di Michel Drappier. L’uva viene da una sola vigna di un ettaro circa e viene confezionato solo in grandi formati.
Si tratta dunque di un’operazione di comunicazione fatta su un ottimo vino.
2) Krug Clos d’Ambonnay costa di meno (2.383$) ma ha un nome di tutt’altro livello. Pinot noir. Ed eccoci nella galassia LVMH dove Krug ricopre un ruolo di grande prestigio
3) Boërl & Kroff Rosé un blend di Pinot Meunier e Pinot Noir prodotto solo in grandi formati al prezzo di 2.067$. Per chi vuole risparmiare c’è la normale bottiglia che costa solo (si fa per dire) 296$. Leggi tutto…


Vigne di Brunello 2017 al Casato Prime Donne

Un anno che richiede maestria vignaiola per gestire le vigne di Brunello 2017 rese disomogenee dal freddo e dallo stess idrico a macchia di leopardo

Vigneto 2017 giugno Sangiovese

Vigneto 2017 giugno Sangiovese

Di Donatella Cinelli Colombini

Dalle vigne di Brunello 2017– la cronaca di un anno pazzesco – L’inverno è stato mite salvo qualche, ma proprio qualche, giorno di freddo in compenso intorno al 20 di aprile abbiamo visto la maggiore gelata primaverile mai avvenuta in Europa. Dall’Alsazia alla Spagna, dall’Inghilterra all’Irpinia i vignaioli hanno acceso fuochi tentando di arginare il freddo notturno che è durato molte ore ed è stato intenso per molte notti. Una catastrofe senza precedenti per gravità e estensione che, l’anticipo vegetativo causato da un marzo insolitamente mite, ha reso ancora più apocalittica. Il colpo di grazia è arrivato dopo, in molte zone, con le grandinate.

Vigneto 2017 fine giugno Fattoria del Colle

Vigneto 2017 fine giugno Fattoria del Colle

Noi ci sentiamo miracolati. Niente gelate, niente grandinate e persino la sparizione della fillossera che lo scorso anno aveva attaccato le foglie delle viti.
Tuttavia la situazione non è facile. La stretta del freddo di fine aprile ha prodotto effetti a macchia di leopardo rendendo le vigne disomogenee e in molti punti le chiome di foglie sono decisamente sottodimensionate. Per coltivarle ci vuole un colpo d’occhio da veri esperti e tanta manualità perché usare le macchine su viti con spalliere di foglie così diseguali è dannoso. Il lavoro in vigna torna ad essere totalmente artigianale. Leggi tutto…

Salviamo le vigne dalla malattia delle macchie rosse

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Dopo l’arrivo della Xylella l’America potrebbe regalarci un altro patogeno pericoloso: la cicalina tricornuta causa della malattia delle macchie rosse

Red-Blotch-Disease-Malattia-delle-Macchie-Rosse

Red-Blotch-Disease-Malattia-delle-Macchie-Rosse

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

La Red Blotch Disease o malattia delle macchie rosse fu osservata per la prima volta intorno al 1940 a Sonoma Valley ma ha cominciato a fare davvero paura dopo il 2011. L’insetto vettore del virus che causa la malattia nelle viti è stato identificato da Brian Bahder e Frank Zalomm dell’Università di Davis in California ed è la cicalina tricornuta dell’erba medica. Il “Red Blotch Disease”, che in Italia chiamiamo “malattia delle macchie rosse” causa macchie vermiglie seguite da accartocciamento delle foglie, i

fillossera- sulle-foglie-della-vite

fillossera- sulle-foglie-della-vite

grappoli e gli acini diventano più piccoli e di dimensione irregolare ma soprattutto con inferiore contenuto zuccherino e polifenolico. Si diffonde colpendo i vigneti in forma grave e epidemica per cui in California la considerano il maggiore problema degli ultimi 10 anni.
Porta a forti cali della produzione d’uva e, al momento non esiste nessuna cura per guarire le viti colpite.
Per ora non è stata notata in Europa ma sarebbe opportuno prendere qualche misura cautelare affinché non avvengano contaminazioni come è successo con la Xylella. Leggi tutto…


Biondi Santi: alleanza finanziaria

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Teniamo alta la bandiera del Brunello e di Biondi Santi. Questa famiglia racchiude la storia del vino di Montalcino

Franco-Biondi-Santi

Franco-Biondi-Santi

Di Donatella Cinelli Colombini

Dopo la morte di Franco Biondi Santi, nell’aprile 2013, le voci sulla vendita della sua tenuta del Greppo a Montalcino, cuore storico del Brunello, sono progressivamente aumentate. All’inizio i dubbi riguardavano principalmente le intenzioni della vedova e principale erede Maria Flora, che i familiari chiamano affettuosamente Boba. Donna di grandissima classe, aveva affiancato Franco Biondi Santi in una instancabile opera di valorizzazione del vino con viaggi in tutto il mondo. Era lei a ricevere gli ospiti al Greppo con raffinata eleganza. Dopo essere rimasta sola appariva provata dal dolore e dalle preoccupazioni di una gestione aziendale complicata dalla necessità di accordarsi con i figli Jacopo e Alessandra. Con il passare dei mesi sono state proprio le divergenze di vedute all’interno della famiglia la criticità di cui “radio vigna” parlava con più insistenza. Per tutto il 2016 le voci sugli elicotteri dei potenziali acquirenti che scendevano nei prati in prossimità della Tenuta del Greppo si susseguivano: Prada, gruppo LVMH …. Venivano sussurrate anche le cifre offerte, tutte molto molto sopra

Brunello-Biondi-Santi-Tenuta-Greppo

Brunello-Biondi-Santi-Tenuta-Greppo

i cento milioni di Euro. Vere o fantasiose, le voci sembravano indicare la ricerca di accordi per la vendita della proprietà e questo preoccupava tutti gli abitanti di Montalcino e gli appassionati del Brunello. La tenuta dei Biondi Santi non è un luogo come gli altri; è il simbolo stesso della storia del vino. Qui nel 1865, un nobiluomo colto e intraprendente, Clemente Santi, provò a vinificare in purezza l’uva di sangiovese acclimatata da secoli nella zona, scoprendo che produceva un vino di straordinaria longevità. Un vino capace di sfidare il monopolio francese dei grandi rossi bordolesi e borgognoni. Un vino che i discendenti di Clemente Santi hanno tenacemente continuato a produrre nonostante la fillossera, le guerre e le tante difficoltà di operare in un angolo di Toscana dove, fino a cinquant’anni fa, si arrivava solo con strade sterrate. Leggi tutto…

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