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Vinitaly 2018 d’oro di Donatella

Piccoli racconti da un Vinitaly 2018 trionfale per Donatella, il Casato Prime Donne, la Fattoria del Colle ma soprattutto per le Donne del vino e i loro 30 anni

Vinitaly 2018 Donatella-CinelliColombini, Violante, Debora e Sabrina davanti a Cenerentola

Vinitaly 2018 Donatella-CinelliColombini, Violante, Debora e Sabrina davanti a Cenerentola

Di Donatella Cinelli Colombini

Il mio Vinitaly 2018 si chiama Cenerentola, il mio vino più coraggioso, ora ha una coroncina sull’etichetta, dei punteggi oltre i 90/100 da parte dei principali critics internazionali e una confezione fatta con il legno delle sue botti e pareti trasparenti che brillano di luce. E’ esposta nello stand e chi passa si ferma a fotografarla perché è bellissima. Una Cenerentola trasformata in principessa che è il simbolo di un momento magico per l’azienda che ho fondato 20 anni fa. Importatori di tutto il mondo che chiedono di comprare e il vino delle nostre vigne che non basta più a soddisfare il mercato. Il Brunello Prime Donne, letteralmente sbalordisce, ce lo ruberebbero dalle mani. Che Vinitaly da sogno!
Anche i 3 tavolini e il bancone dello stand non bastano più. Dovremo fare un secondo piano perché non ci sono spazi vuoti nei padiglioni fieristici. Come mi ha detto il Manager della fiera Gianni Bruno <<ho venduto tutto, è il Vinitaly dei record>>.

Vinitaly 2018 Donne del Vino della Toscana

Vinitaly 2018 Donne del Vino della Toscana

Cena inaugurale spettacolosa negli ex magazzini del ghiaccio trasformati in scenario fantasy della festa. 400 commensali, cena dedicata a Gualtiero Marchesi e preparata dal suo allievo Davide Oldani che ha servito il celebre risotto con la sfoglia d’oro ideato dal più grande cuoco italiano. Cena perfetta, di uno chef geniale compreso un polipo che sapeva di fegato e assomigliava a pietre semipreziose. La scelta della location, l’allestimento e persino i caschetti da cantiere certificati e con la scritta Vinitaly, fanno vedere come il team di Veronafiere (Presidente Danese, Direttore Montovani e Manager Bruno) guardi lontano, pensando alla trasformazione degli antichi mercati generali, davanti al padiglione fieristico, in qualcosa che ringiovanisca e metta il turbo a Vinitaly e non solo. Leggi tutto…

La temperatura del vino in tavola

Consigli pratici per raffreddare o riscaldare il vino prima di servirlo nei calici, ricordando che la temperatura del vino modifica il gusto e persino gli aromi

chiantifresco Fattoria-del-Colle

Temperatura-del-vino-chiantifresco Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Ricordo l’espressione schifata dei produttori francesi quando noi italiani, in estate, servivamo il Brunello a “temperatura ambiente” cioè poco meno di 30° Centigradi. Per loro quel tepore da brodino era quasi offensivo rispetto alla dignità del vino <<ma come fate a berlo così caldo, è fuori temperatura!>>. Poi si sono diffuse le cantinette climatizzate ma ancora oggi l’abitudine di portare in tavola il vino bianco prendendolo da frigo a 4°C e il vino rosso dalla credenza della sala da pranzo è diffusisissima e non solo nelle case.
Chi ama il vino lo rispetta e lo gusta con calma, nei calici di cristallo e alla temperatura giusta.
Non tutti gli esperti concordano sulle temperature di servizio. Nel manuale dei Sommelier AIS troviamo l’indicazione di temperature fresche di stile francese: 4-6°C

Temperatura-dei-vini

Temperatura-dei-vini

per gli spumanti-Champagne secchi e 6-8°C per le bollicine dolci o abboccate. La temperatura sale a 8-10°C per bianchi secchi e rosati e poi su su fino a 18°C per i rossi tannici da grande invecchiamento.

Altri manuali segnalano temperature più mediterranee ma la cosa importante è capire il motivo per cui il vino viene raffreddato o riscaldato.
Il calore aumenta le sensazioni dolci. Per questo i passiti vengono raffreddati quando accompagnano il dessert in modo che l’effetto complessivo non sia stucchevole.
Il freddo aumenta la percezione di freschezza del vino e quindi meglio evitare di raffreddare troppo i bianchi ricchi di acidità benché nel complesso l’effetto sia gradevole.
Viceversa il freddo mitiga la sensazione di alcolicità, l’astringenza tanica e il gusto amaro. Questa è la ragione per cui i sommelier servono più caldi i vini magri, tannici e in generale poco armonici, di cui vogliono mitigare i difetti.
Anche gli aromi variano a seconda della temperatura del vino: il freddo esalta i sentori varietali e il caldo i profumi complessi. Leggi tutto…

Vinitaly: vino in Asia nel segno delle donne

Vinitaly 2018 delle Donne del Vino, nell’anno del trentennale, diventa memorabile: degustazioni, incontri e una cena di gala “etica”

vINITALY-2018-DEGUSTAZIONE-VINI-DA-VIGNETI CON PIU'-DI-80-ANNI

VINITALY-2018-DEGUSTAZIONE-VINI-DA-VIGNETI CON PIU’-DI-80-ANNI

Di  Donatella Cinelli Colombini

C’è qualcosa di nuovo e rivoluzionario: D-Wine la guida al grande vino italiano prodotto da donne che arriva nelle edicole di tutta Italia il primo giorno di Vinitaly. Quasi una bomba rosa nell’enologia italiana. Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica, è l’artefice di questa pubblicazione destinata a cambiare i rapporti di genere fra le botti. Un modo nuovo, più intimo e diretto, di raccontare il vino e di far entrare tutti i consumatori nel magico mondo di Bacco. 150 profili nella stragrande maggioranza di Donne del Vino e l’elenco di tutte le socie.
Un Vinitaly in festa per le Donne del vino che celebrano il 30° anniversario con messaggi forti alla comunità enoica italiana: restauro dei vigneti vecchi al posto del reimpianto con la spettacolare degustazione guidata da Ian D’Agata, importanza delle

vINITALY-2018-GUIDA-D-WINE-REPUBBLICA

VINITALY-2018-GUIDA-D-WINE-REPUBBLICA

donne nel wine business in Asia, valori etici che pervadono persino la cena di gala per 300 persone a conclusione di una fiera trionfale. Una serata di cui sono protagoniste la chef Marina Ramasso e la sommelier Cinzia Mattioli a cui si deve anche la creazione della squadra – sommelier dell’associazione ma soprattutto Massimilla Serego Alighieri conduttrice della serata.
Ma non basta, ci sono anche gli incontri con le Donne del Riso e le Donne dell’olio (rispettivamente organizzati dalle delegazioni Lombardia e Emilia Romagna) primo passo verso un’unione di forze che porterà lontano l’agroalimentare femminile italiano. Del resto le imprese di questo comparto sono, per il 28,1% dirette da donne.
C’è l’assemblea nazionale ospitata dalla Delegazione Abruzzo e lo stand progettato da WineTrade sotto la guida di Daniela Mastroberardino. Leggi tutto…

Il futuro del vino è rosa per WineMonitor di Nomisma

Rosè, biologico, vini premium, enoturismo ecco in trend del vino italiano raccontati da WineMonitor di Nomisma oltre alle bollicine regine dell’export

Nomisma-WineMonitor ai Georgofili

Nomisma-WineMonitor ai Georgofili

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Georgofili, la più antica istituzione del mondo dedicata all’agricoltura, fondata nel 1753, quasi un tempio dedicato allo studio di agricoltura, ambiente e alimenti. Parlare in un posto simile è un privilegio e mette soggezione anche perché i relatori siedono in un alto banco che somiglia a quello di un rettorato universitario. Mi sento privilegiata e emozionata.
L’incontro è organizzato da Silvana Ballotta la vulcanica CEO di Business Strategies, che è sempre un passo avanti a tutti in materia di export e mercati mondiali. Accanto a me siedono Lamberto Frescobaldi, Guido Folonari e Sergio Zingarelli pronti a commentare il libro Wine Marketing che viene presentato dal suo autore Denis Pantini responsabile Nomisma WineMonitor. Un volume che contiene dati su produzione consumi e export di vino oltre a un elenco di 125 pagine con i principali importatori in

LambertoFrescobaldi-GuidoFolonari,-SilvanaBallotta

LambertoFrescobaldi-GuidoFolonari,-SilvanaBallotta

Europa e Stati Uniti curato da Agra Editrice (che è anche l’editore dei miei manuali).
Dall’incontro emergono spunti nuovi e, in certi casi persino inaspettati soprattutto nel focus sulla Toscana. Le esportazioni sono letteralmente trascinate dal Prosecco, le bollicine segnano infatti un + 240% negli ultimi 10 anni contro un + 56% dei vini rossi. I prezzi medi all’export sono sempre stati la nota dolente delle bottiglie tricolori ecco che se la Nuova Zelanda vende a 4,9 € al litro i bianchi ed a 7,31€ i rossi, noi italiani, nel 2017 abbiamo fatturato rispettivamente a 2,8€ e 4,37€ il litro. Tuttavia stiamo migliorando, negli scorsi 5 anni, l’aumento medio dei prezzi è stato positivo: uno spettacoloso +36% in Piemonte e un buon + 24% in Toscana. C’è tuttavia una nota dolente: nello stesso arco di anni i volumi sono cresciuti in Piemonte del 6% e calati in Toscana del 12%. Leggi tutto…

Ciao Pino, amico di una vita

Ci ha lasciato Pino (Giuseppe) Sanfilippo uomo di grande talento e di grande umanità, montalcinese vero e vero amico di tutta la vita

Quando muoiono gli amici di gioventù, con i quali si è condiviso il percorso di una vita, muore una parte di noi e del nostro passato. Non è come perdere un genitore ma qualcosa di simile.

Pino-Sanfilippo

Pino-Sanfilippo

Pochi mesi fa si è spenta Antonella Buscalferri donna di grande spessore culturale, impegno civile e di ottima professionalità in campo medico. Una donna con cui ho condiviso la giovinezza e poi momenti importanti a Siena quando eravamo entrambe impegnate in istituzioni cittadine. Ho sempre avuto per lei ammirazione sincera e un affetto grande.
Con Pino Sanfilippo il mio legame è stato più forte. Oltre ai ricordi di giovinezza, mi ha aiutato in momenti difficili con parole di affetto e abbiamo collaborato in belle realizzazioni perché, con sensibilità diverse, c’era in noi la stessa voglia di raccontare la nostra terra, lo stesso orgoglio nel farla conoscere, lo stesso desiderio di salvaguardarla. Leggi tutto…

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