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Turista del vino in California? E’ donna

L’identikit del turista del vino USA vi stupirà: è donna! Ricca e coltiva la sua passione associandosi a un wine club e assaggiando almeno una volta la settimana

Turisti-del-vino-in-California-ingresso-Opus-One

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Di Donatella Cinelli Colombini, turismo del vino, Montalcino, Casato Prime Donne

43 anni, 86.00$ di reddito annuo, donna (53%) sposata (68%) laureata (58%).
Nella stragrande maggioranza dei casi vive in città o in zone limitrofe. E’ californiana (50%).
Ha grande passione per il vino e infatti è iscritta a un wine club (30%) e beve vino almeno una volta alla settimana spendendo 29 $.
Chi l’avrebbe mai detto! Eravamo così certi che il turista del vino fosse maschio da rimanere sbalorditi per una simile rivelazione. Donna, ricca, colta e bevitrice competente. Il panorama dei consumatori sta davvero cambiando!

Mondavi winery ingresso

Turismo-del-vino-in-USA-Mondavi-winery ingresso

Il profilo della turista del vino californiana scaturisce da un’indagine del 2016 su un campione di 2.000 persone effettuata dal Wine Institute in collaborazione con USDA Dipartimento USA per l’Agricoltura e reso noto in Italia dal “Corriere Vinicolo”.
Va tenuto presente che il business enotuiristico in USA è gigantesco: 7,2 miliardi di Dollari cioè più che il doppio di quello italiano. Se consideriamo che normalmente la vendemmia italiana è doppia di quella statunitense e che l’intero business del vino italiano è di circa 10 milioni di euro, c’è da mangiarsi le mani.
E sono le contee di Napa e Sonoma hanno fatturati enoturistici per oltre 3 miliardi.
Un turismo in piena espansione che nella sola Napa Valley ha ormai toccato i 3,5 milioni di visitatori. Leggi tutto…

Pasqua sacra e profana alla Fattoria del Colle

Spiritualità, natura, visite guidate in cantina, degustazioni di grandi vini, piccole lezioni di cucina, e qualche peccato di gola per Pasqua alla Fattoria del Colle

Pasqua-Fattoria del Colle - Agriturismo in toscana

Pasqua-Fattoria del Colle – Agriturismo in toscana

Chi ama trascorrere la Pasqua con la famiglia, con gli amici e con gli amici a quattro zampe, troverà alla Fattoria del Colle, nella Toscana più panoramica e intatta,  il luogo ideale. Il giusto mix di nobili tradizioni e informalità campagnola, grandi vini con premi internazionali e piatti poveri fatti a mano secondo una tradizione centenaria.
Nel programma ci sono la visita con degustazione della cantina del Brunello Casato Prime Donne e quella della Fattoria del Colle che comprende anche le 4 sale storiche della villa cinquecentesca e con i racconti, anche molto romantici, della fattoria.

Pasqua- Vinoterapia-Fattoria del Colle

Pasqua- Vinoterapia-Fattoria del Colle

Due appuntamenti da non perdere sono la degustazione verticale di 5 Brunello dal 1999 al 2013 e la piccola lezione di cucina per imparare a “tirare” i pinci e preparare un dolce primaverile veloce e prelibato: la ricotta montata.
Hanno un posto particolare nel programma le cene e i pranzi che introducono nella civiltà della Toscana: ecco il baccalà alla fratina di Trequanda della venerdì santo, ecco il peposo degli artigiani della terracotta la cui leggendaria invenzione è attribuita a Filippo Brunelleschi autore della cupola del Duomo di Firenze. Il principe della tavola è la bistecca e la tagliata di bue chianino, gigante bianco che vive libero sulle colline intorno alla fattoria ma ha una storia che rimanda agli antichi romani. Leggi tutto…

Andrea Rea: come compro il vino? Trendy, fine, icon

Basta con la proposta basata sui prezzi. Il marketing del vino deve basarsi sulle mode, i territori e i vini mito. Andrea Rea rivoluziona le logiche del mercato

Rea, Acuri, Boscaini, ICE, Zonin, Bocconi SDA

Andrea Rea, Acuri, Boscaini, ICE, Zonin, Bocconi SDA

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Il Wine management lab dell’Università Bocconi di Milano diretto dal Professor Andrea Rea ha detto qualcosa che è sotto gli occhi di tutti ma nessuno aveva ancora avuto il coraggio di dire esplicitamente.
Il consumatore italiano è “assente dallo scaffale” del vino perché lo scaffale è sbagliato.
Il mio amico Gianluca Atzeni di Trebicchieri ha raccolto le opinioni del Professor Rea: l’offerta attuale è basata sul prezzo – basic, entry level, popular, premium, super-premium etc- mentre chi compra pensa a procurarsi la bottiglia adatta all’ occasione in cui l’aprirà. Vuole cioè soddisfare i bisogni che scaturiscono dall’ organizzazione di un momento conviviale, cognitiva o memorabile.
Ovvio! Penserete tutti.

Fattoria-del-Colle-Punto-Vendita-cantina

Fattoria-del-Colle-Punto-Vendita-cantina

Allora perché tutti gli scaffali di vendita fanno riferimento a cose diverse dal momento del consumo del vino? Le enoteche dividono spesso le bottiglie in base alla sua origine, oppure al metodo produttivo dividendo, ad esempio, i vini biologici. C’è chi usa il prezzo come elemento discriminante e chiude, in scaffali blindati e climatizzati, le bottiglie più costose oppure chi ha dei veri e propri caveau come quelli delle banche. Ma praticamente nessuno organizza le sue bottiglie in base al momento in cui verranno consumate. Invece è questo il motivo che determina l’acquisto: il bisogno di realizzare un’esperienza appagante e gratificante. Leggi tutto…

Enoturismo: cosa cambia con l’emendamento Stefano

Le cantine che fanno enoturismo – 20.000 in Italia – hanno finalmente una disciplina fiscale e amministrativa chiara e uguale in tutta la nazione

Enoturismo-SebastianoDiCorato-Vittoria-Cisonno-Dario-Stefano-Donatella-CinelliColombini

Enoturismo-SebastianoDiCorato-Vittoria-Cisonno-Dario-Stefano-Donatella-CinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini, enoturismo, Montalcino, Casato Prime Donne

Fino ad ora c’erano enormi diversità da regione e a regione: in Toscana le attività enoturistiche di somministrazione e animazione erano legittimate e regolamentate all’interno delle attività agrituristiche. In Veneto invece ogni compenso per assaggi o visite guidate era praticamente vietato salvo per cifre irrisorie.
Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2018 entra in vigore l’emendamento sul turismo del vino del Senatore Dario Sefano, capogruppo nella commissione agricoltura di Palazzo Madama. L’enoturismo è finalmente definito nell’Art 1 commi dal 502 al 505.

Enoturismo-Dario-Stefano

Enoturismo-Dario-Stefano

Con i termini enoturismo o turismo del vino si intendono tutte le attività di conoscenza del prodotto vino espletate nel luogo di produzione cioè degustazioni, visite, wine class, trekking nei vigneti e altre offerte di tipo ludico o didattico delle cantine. Esse diventano attività complementari a quella agricola in tutto il territorio nazionale. La nuova normativa riguarda le aziende agricole e a quelle di imbottigliamento, se nei territori dei vini Docg, Doc e Igt che producono, in pratica esclude gli imbottigliatori industriali. Leggi tutto…

Packaging del vino: quanto conta

Il “wine package design” è un driver degli acquisti soprattutto in USA e soprattutto fra i giovani: vino in lattina e bottiglie sempre più elaborate

Packaging-del-vino-Violante con la magnum di Opus One

Packaging-del-vino-Violante con la magnum di Opus One

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle
Secondo Nielsen, non c’è alcun dubbio. In USA l’influenza del contenitore sulle vendite è talmente alta da spingere i produttori a cercare soluzioni innovative sia sui vini a basso costo sia su quelli cari.
Ecco che nella grande distribuzione c’è chi confeziona i vini premium in boxed wine cioè bag in box o in Tetra Paks. Cose impensabili in Italia dove un vino di qualità scriverebbe la sua fine presentandosi nei cartoni. C’è da dire che in USA la progressione dei contenitori alternativi è impressionate: il vino in lattina -canned wine– ha segnato un + 59,5% negli ultimi tre mesi dell’anno scorso e in generale tutti i nuovi formati hanno registrato incrementi maggiori delle bottiglie di vetro. In effetti le bottiglie tradizionali sono fra i packaging più vecchi, pensanti e complicati da usare che esistano ma forse proprio la loro immutabile forma ne decreta il successo nei momenti di consumo più formale e elegante: al ristorante. E’ infatti fuori casa che le bottiglie in vetro riconquistano la leadeship con il 72,5% dei consumi, seguite dai

Packaging-del-vino-enoteca-USA

Packaging-del-vino-enoteca-USA

magnum da 1,5 litri (15,4%). <<Come si vede>> sottolinea Fabio Piccoli di WineMeridian << la grande crescita del vino in lattina negli Usa è tutt’oggi rappresentata da prodotti a prezzi bassi che però intercettano un target di consumatori sempre più numeroso>>.
A queste analisi è giusto collegare uno studio realizzato da Nomisma Wine Monitor per Verallia, terzo produttore globale di contenitori in vetro per l’industria alimentare. L’analisi mette a confronto i Millennials USA e italiani. Si tratta di uno studio molto interessante per il vino italiano visto che una bottiglia su dieci, del nostro prodotto finisce nel mercato statunitense. << Nella scelta del vino entrano anche fattori puramente estetici e di design come il packaging e le etichette, indicati dal 10% del campione USA e dal 5% di quello italiano>> dice Denis Pantini responsabile Wine Monitor di Nomisma. Leggi tutto…

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