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La realtà aumentata del vino: etichette parlanti

Dagli australiani 19 Crimes Wine agli ambienti virtuali durante gli eventi. La realtà aumentata del vino farà parlare i produttori dalle loro bottiglie

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Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

La prima a farmi vedere le etichette che, una volta riprese con lo smartphone, iniziano a parlare, è stata Monica Larner il 29 gennaio scorso. Realtà aumentata del vino che promette di cambiare il marketing, il packaging e la comunicazione.

I vini fanno parte di una serie chiamata 19 Crimes Wine prodotte dall’australiana Treasury Wine Estates e raffigurano i primi coloni della terra dei canguri, condannati alla deportazione oltremare che partivano dalle prigioni inglesi e fecero un enorme lavoro per costruire i primi insediamenti e le prime terre coltivate trasformandosi da criminali in veri e propri pionieri. Si tratta dunque di storie vere e non di novelle.

19-crimes-wines-realtà-aumenta-del-vino

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Le immagini in bianco e nero raffigurano adulti – criminali, artisti e studiosi- con poveri vestiti, volti scavati e un cartello davanti che sembra quello delle foto segnaletiche. Sotto ogni immagine c’è un nome. Escludo che le foto siano effettivamente quelle dei deportati infatti la flotta di undici vascelli con a bordo i 736 condannati approdò in Australia il 26 gennaio 1788 (giorno ricordato come festa nazionale) mentre la fotografia fu inventata più di quarant’anni dopo. Tuttavia l’insieme è verosimile, le storie sono vere e la reazione dei consumatori è degna di nota. Su You tube è possibile vedere i video amatoriali con persone al supermercato che si fermano davanti alle bottiglie per sentire le storie dei personaggi in etichetta, poi ci sono i bambini a casa che mettono le dita fra il vino e il telefonino perché non capiscono cosa succede. Leggi tutto…

Wine Spectator: più vini e più qualità nel mondo

I giudizi 2017 del Wine Spectator premiano la Francia e soprattutto la Borgogna con rating e prezzi più alti. In Italia emerge il Piemonte e poi la Toscana

Wine-Spectator

Wine-Spectator

Di Donatella Cinelli Colombini, Rosso di Montalcino, Casato Prime Donne

Wine Spectator, il più prestigioso e influente magazine del vino a livello mondiale, tira le somme sugli assaggi 2017 con un colpo d’occhio complessivo che riserva molte sorprese. Il primo dato è l’aumento dei vini, nel mondo crescono le etichette in termini di numero e di qualità anche a prezzi abbordabili.
Per i consumatori è una buona notizia ma per noi produttori no, la competizione è sempre più dura.
Nel 2017 gli assaggiatori del Wine Spectator hanno valutato, in degustazioni bendate, circa 16.000 bottiglie. Fra quelli degni di essere recensiti il 3% ha ottenuto da 95 a 100 punti su 100. 41% ha ottenuto score fra 90 e 94/100 mentre il 94% era fra gli 85 e gli 89 punti.

New-york-wine-experience-2015

New-york-wine-experience-2015

Si nota un netto miglioramento rispetto al 2016 quando solo l’1% dei vini pubblicati nella rivista aveva superato i 95 centesimi e la fascia con punteggio da 90 a 94/100 era del 35%. Tuttavia l’oscillazione verso l’alto è talmente repentina che potrebbe dipendere dall’arrivo contemporaneo di vini prodotti in buone-ottime vendemmie provenienti da diverse zone del mondo.
Altro elemento interessante è il prezzo pagato dai consumatori. La media delle bottiglie valutate 90/100 è di 81$ (66€) ma la fluttuazione è forte. I più cari sono i francesi. Una loro bottiglia con rating di 90/100 costa 96$. Non poteva essere altrimenti, noblesse oblige. Leggi tutto…

Tempi duri per i cinghiali in Lombardia

Finalmente Liguria e Lombardia consentono agli agricoltori di difendere i loro raccolti abbattendo i cinghiali. La Toscana piena di cinghiali segua il loro esempio

Cinghiali mangiano i rifiuti

Cinghiali mangiano i rifiuti

Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia, Fattoria del Colle

La norma che permette agli agricoltori di sparare ai cinghiali per “legittima difesa” delle proprie produzioni agricole è partita dalla Liguria nel 2016 e ora è stata approvata anche dalla Lombardia.

<<Consente già agli agricoltori professionisti, titolari di azienda agricola e possessori di porto d’armi da caccia, la possibilità di abbattere gli ungulati nei loro appezzamenti, dopo averne dato comunicazione e dopo la verifica del corpo di vigilanza regionale>> spiegava due anni fa l’Assessore ligure all’Agricoltura Stefano Mai.

Toscana-cinghiali-un-problema-enorme

Toscana-cinghiali-un-problema-enorme

In Lombardia le norme finalizzate a ridurre il numero dei cinghiali entro limiti accettabili hanno avuto una gestazione tormentata. Il primo provvedimento, del 17 luglio 2017, era stato infatti subito bloccato dal Governo perché riguardava l’intero territorio regionale e quindi anche nelle aree protette come i parchi dove la caccia è vietata.Ma chi la dura la vince e la Lombardia è riuscita ad approvare un provvedimento che prevede la “legittima difesa” del proprio raccolto. Per la prima volta gli agricoltori, provvisti di regolare licenza, possono abbattere, tutto l’anno i cinghiali, con l’ampliamento dell’attività di contenimento finora riservata solo alla polizia provinciale e ai cacciatori. Ci sono degli adempimenti burocratici che servono soprattutto a verificare l’esistenza di ungulati dannosi ma poi è possibile abbatterli.

Secondo la Coldiretti, in Lombardia nel quinquennio 2013/2018, i cinghiali hanno causato danni alle colture agricole per quasi 1,7 milioni di euro, somma erogata dalla Regione.  Non solo: hanno provocato anche 384 incidenti stradali che sono costati oltre 600mila euro alle casse regionali. Leggi tutto…

Tappi vegetali innovativi per vini da invecchiamento

E’ l’ultima novità nella battaglia contro la puzza di tappo. Viene da Nomacorc e riguarda tappi porosi all’ossigeno ottenuti dalla canna da zucchero

Normacorc-tappi-vegetali-innovativi

Normacorc-tappi-vegetali-innovativi

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Come scongiurare il rischio della puzza di tappo ? E’ possibile tappare i grandi vini da invecchiamento con dei tappi innovativi? Se siete dei fan di Penfolds penserete di si visto che i suoi stupendi BIN sono chiusi a vite. Ma non tutti amano lo screwcap che anzi viene spesso associato all’immagine di vini a basso costo.
L’ultima novità nella battaglia contro l’orribile puzzetta è la Nomacorc Green Line, una nuova tipologia di tappi chiamati PlantCorcTM e ottenuti dalla canna da zucchero. I tappi sono belli alla vista e morbidi al tatto. Una tecnologia rivoluzionaria promette un

DIAM-origine-conglomerato-olio-cera

DIAM-origine-conglomerato-olio-cera

controllo preciso dell’ossigeno che penetra nella bottiglia usando solo prodotti naturali con un impatto ambientale pari a zero. Nomacorc è il colosso industriale che detiene da sola il 70% delle chiusure sintetiche, ha prodotto 20 miliardi di tappi in 15 anni e lavora da tempo su tecnologie bio. La Green Line contiene una tipologia “Riserva” specificamente pensata per vini con un affinamento in bottiglia di 25 anni grazie a una permeabilità all’ossigeno programmato che si riduce nel corso del primo anno fino a stabilizzarsi a 0,6 mg ogni 12 mesi.
Il problema a cui la ricerca tenta di porre rimedio è la puzza di tappo cioè le devianze che arrivano dalle querce da sughero. I pesticidi e degli erbicidi, insomma l’uso della chimica in agricoltura, ci ha regalato questo problema. Infatti la molecola responsabile, il tricloroanisolo TCA è un derivato dal triclorofenolo che è arrivato nella natura a partire dagli anni ‘Sessanta. Leggi tutto…

Cantine profitti e assunzioni di export manager

Export manager, addetti al commerciale e esperti di e-commerce; le cantine italiane guadagnano e sono alla ricerca di chi sa vendere il vino

Nomisma-Denis-Pantini-richeste-di-export-manager

Nomisma-Denis-Pantini-richeste-di-export-manager

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Le imprese enologiche hanno due principali obiettivi: vendere di più e ottimizzare la produzione. Nell’ordine vorrebbero penetrare i mercati esteri (61%), aprirsi al turismo del vino e alla vendita diretta (51%), ridurre i costi (49%), trovare nuovi canali distributivi in Italia (47%) migliorare la qualità dei propri prodotti (34%), puntare sul biologico (24%) e sull’e-commerce (23%).
Se tuttavia andiamo a vedere in quali reparti vorrebbero assumere degli specialisti oppure acquisire nuove competenze la successione delle voci della stessa lista cambia completamente e gli addetti al commerciale (51%) schizzano in vetta seguiti dagli export manager (40%) e dall’e-commerce (35%).

Vini e Capricci Gozo Donatella Cinelli Colombini guida la degustazione 2

Vini e Capricci Gozo Donatella Cinelli Colombini guida la degustazione 2

Sorprende lo scarso interesse per le competenze che riguardano l’incoming turistico e la vendita diretta ma un simile atteggiamento riflette l’illusione tutta italiana che << i turisti verranno sempre>> e che basti aprire la porta perché qualcuno entri a comprare. In realtà fra tutti i settori quello turistico è l’unico in piena crescita ma, a causa delle sue dimensioni enormi (1.200 miliardi contro i meno di 80 del vino) richiede professionalità molto sofisticate sia a livello nazionale che nelle imprese. Leggi tutto…

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