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5 trend 2018 del vino caccia di successi

Cene con il produttore, lusso, ispirare fiducia, storytelling e millennial ecco le 5 trend 2018 per portare un vino al successo. Vero ma c’è di più

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

5 trend-2018-del-vino-Cene-col-produttore-Violante-Gardini-in-USA

5 trend-2018-del-vino-Cene-col-produttore-Violante-Gardini-in-USA

Women’s Wine & Spirits Awards è il nuovo concorso di vino con giuria femminile che avrà luogo a Londra nel settembre 2018 ed è organizzato da China Wine & Spirits Awards (CWSA).  Ci ricorda che, nel mondo, l’80% del vino è acquistato dalle donne e oltre il 60% è consumato dalle donne  (Women and Wine Study, Vinexpo). Insieme a questo dato molto incoraggiante per noi femminucce ci fornisce i 5 trend  2018 che portano il vino al successo.

1) CENE COL PRODUTTORE premiano i vecchi clienti e ne conquistano di nuovi. In effetti i viaggi dei produttori presso i loro importatori esteri sono diventati un tour de force di pasti. Mentre fino a vent’anni fa era importante andare a cena nel ristorante con il proprio vino “in carta” e parlare con titolare, maitre e sommelier ora la modalità è cambiata. I ristoranti organizzano cene con i propri clienti affezionati e wine-lovers chiedendo al produttore di presenziare e spiegare i vini. Il TOP è Angelo Gaja che è un autentico “uomo da palcoscenico” con un’empatia

5 trend 2018 del vino- lusso- Brunello-IOsonoDonatella

5 trend 2018 del vino- lusso- Brunello-IOsonoDonatella

spettacolare verso il pubblico ma tutti i produttori devono imparare a diventare show man e raccontare la propria storia e i propri vini in modo da farli percepire come unici e straordinari.

2) LUSSO l’epoca dei flyer a basso costo è finita. Nel futuro i vini di pregio si accompagneranno a pubblicazioni costose stampate su carta pesante e contenenti ciò che testimonia il successo di quel brand. Si tratta di un consiglio molto “cinese” ma chi scrive – China Wine & Spirits Awards (CWSA)- viene appunto dal gigante asiatico. In effetti il lusso è un drive fortissimo soprattutto in Cina, in Russia e altri mercati dove la ricchezza è alla base della scala di valori sociali. Leggi tutto…

Vini nazisti e fascisti 

Le bottiglia con immagina nazifasciste della Vini Lunardelli di Udine sono normalmente in vendita ma basta averne una per andare in prigione in Austria

Vini nazisti

Vini con etichette naziste

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Un austriaco trentunenne sta scontando una condanna a sei mesi di prigione per aver conservato in casa 4 bottiglie con immagini celebrative di Hitler. In Austria ogni forma di apologia del nazismo è vietata per legge e il nostro appassionato di Hitler, in passato era già stato condannato per dei tatuaggi nazi che aveva poi cancellato. Durante una recente perquisizione nella sua abitazione erano state rinvenute le 4 bottiglie hitleriane oltre ad alcuni cimeli.
Fin qui niente da eccepire, ogni Paese ha le sue norme, e gli austriaci sono severi sulle nostalgie naziste. Del resto i maligni dicono che gli austriaci sono stati bravissimi a far sembrare Hitler tedesco e Beethoven austriaco, mentre è vero il contrario.
La cosa curiosa in questa vicenda che è stata raccontata da The Drinks Business è la provenienza delle bottiglie che arrivano dalla cantina Vini Lunardelli di Udine.

vini con etichette fasciste

vini con etichette fasciste

Questa cantina produce dal 1995 una “Linea Storica” che insieme alle immagini di Napoleone, l’Imperatore Francesco Giuseppe e sua moglie Sissi, propone quelle sul Ventennio Fascista e 34 su Der Fuhrer. Quest’ultima propone Hitler in primo piano, a mezzo busto e in pose molto teatrali mentre arringa le folle e saluta i suoi sostenitori con il braccio teso. Alcune etichette sono dedicate a Karl Donitz , Heinrich Himmler, Rudolf Hess e Erwin Rommel insomma il fior fiore dei nazisti.
Il nostalgico hitleriano arrestato e condannato in Austria ha dichiarato di aver comprato le bottiglie in Italia dove sono legali e poi di essersele dimenticate in un armadio.
Francamente le bottiglie di Lunardelli Vini di Udine appaiono quasi come souvenir da turisti come ha scritto The Drinks Business << the range is apparently popular with tourists, but are forbidden in Germany and Austria>> che tuttavia sottolinea come prodotti del genere siano proibiti in Germania e in Austria << with police periodically discovering bottles following numerous crackdowns on the proliferation of Nazi memorabilia>> dove la polizia periodicamente scopre bottiglie inneggianti al nazzismo. Leggi tutto…

Vini dolci e dessert? Favorevoli e contrari

Io e Eric Lanlard proponiamo l’abbinamento di dessert con vini secchi e con discreta acidità. Ma tutti invece servono vini dolci con il dolce

dolci e vini dolci l'opinione di Lanlard nella foto

dolci e vini dolci l’opinione di Eric Lanlard nella foto

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, ristorante,  Fattoria del Colle

Rifiutare uno Chateau d’Yquem è sempre difficile, specialmente quando sei invitata a cena da James Suckling ma a me i vini dolci disgustano e quindi li rifiuto anche a rischio di apparire scortese. Per fortuna sono in buona compagnia, Eric Lanlard volto noto ai telespettatori britannici che amano i programmi di cucina ha incontrato i giornalisti nel suo Cake Boy a Sud di Londra raccontando che spesso, quando è invitato a cena gli offrono Chateau d’Yquem con il dolce ma <<and it’s just not for me>> non fa per lui. Preferisce il foie gras o un’altro gusto in contrapposizione con la dolcezza del vino.

dolci-e-vini-dolci-Cavallucci_VinSanto_Fattoria_delColle

dolci-e-vini-dolci-Cavallucci_VinSanto_Fattoria_del-Colle

Io sorrido <<finalmente qualcuno che la pensa come me>> mi dico <<ma come si fa ad apprezzare la melassa che viene fuori sommando dolce con dolce?>>. Lanlard conclude l’intervista a The Drinks Business con una frase da incorniciare <<At home we would drink Champagne throughout the meal, and especially with dessert>> invece di bere bollicine con gli aperitivi, come fanno tanti, lui serve lo Champagne con tutto il pasto e specialmente con il dessert. Anch’io!
Eppure se leggete i manuali dei Sommelier trovate sempre la raccomandazione di abbinare i dessert con Vin santo, Zibibbo, Marsala, Recioto o Barolo chinato, passito …. Nessuno mette in dubbio questo criterio di scelta e anzi viene fortemente criticata l’abitudine a servire spumanti secchi con il dolce. Leggi tutto…

Pomodoro e vino: amici o nemici?

I vini da abbinare al pomodoro devono avere più morbidezza che freschezza essere poco tannici e molto pieni. Pomodoro e vino matrimonio complicato

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di Donatella Cinelli Colombini, ristorante agriturismo Fattoria del Colle

STORIA
Il pomodoro è originario del Perù dove veniva coltivata a scopo ornamentale ma non veniva mangiato. Si diffuse poi in Messico dove gli Aztechi lo chiamarono xitomatl. La parola tomatl indicava i frutti sugosi e la salsa di pomodoro era un elemento importante della cucina insieme a fagioli e mais.
Arrivò in Europa 1540, con le spedizioni dello spagnolo Hernán Cortés ma ebbe scarsa diffusione fino al Seicento, anzi all’inizio veniva usato solo come pianta decorativa e gli venivano attribuiti significati galanti, come dono da offrire all’amata e, per questo, fu battezzato pomme d’amour, oppure, apples of love.

Pomodoro-e-vino-gobbi-rifatti-alla-montalcinsese-FattoriaDelColle

Pomodoro-e-vino-gobbi-rifatti-alla-montalcinsese-FattoriaDelColle

Il colore giallo dei primi ortaggi diffusi in Europa, tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, ne determinarono il nome pomo d’oro. Veniva coltivato soprattutto nel bacino mediterraneo grazie al clima favorevole. Pian piano l’opportunità di mangiarlo fu conosciuta e proprio in Campania, che era sotto la dominazione spagnola, vennero definite le tecniche per cucinarlo e conservarlo.

L’industria conserviera del pomodoro è tipicamente italiana e nasce a Parma nel 1865. Dieci anni dopo, nel 1875 l’astigiano Francesco Cirio creò a Napoli la prima industria conserviera meridionale.

EFFETTI BENEFICI E DANNOSI
Tutte le parti verdi del pomodoro sono tossiche per la presenza di solanina, un glicoalcaloide steroidale e anche il pomodoro acerbo è leggermente velenoso. Nella versione matura contiene antiossidanti benefici per la salute, tuttavia contiene anche proteine allergizzanti e possono produrre allergie alimentari e dermatiti simili a orticaria. Leggi tutto…

Donne assaggiatrici più brave ma più severe

Donne assaggiatrici, più severe dei colleghi uomini ma anche più capaci di percepire le differenze. Il gentil sesso è sensibile soprattutto agli aromi

assaggiatrici donne Fiammetta Mussio e Michela Marenco

assaggiatrici donne Fiammetta Mussio e Michela Marenco

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Che ci siano differenze fra le preferenze degli uomini e quelle delle donne è più che accettato. Quello che, invece, viene quasi sempre messo in dubbio è maggiore capacità femminile di giudicare il vino. Eppure le evidenze scientifiche si susseguono. Nel 2014 Deborah Parker professore associato del “Sensory Science Testing and Research Centre” del Kent in Gran Bretagna spiegava a The Drinks Business che nel loro centro selezionano assaggiatori capaci di percepire minime differenze fra i gusti dolce, amaro, acido, salato e umami (saporito) ebbene <<solo il 10% -15% della popolazione ha caratteristiche sufficiente per diventare “panellista” del gusto … e quando diamo ai consumatori il test sensoriale (che seleziona i membri del pannel) le donne risultano sempre le migliori>>.
Non è un caso e pochi giorni fa è arrivata un’altra conferma. Si tratta della ricerca realizzata dal team di Caroline Chaya dell’ Universidad Politécnica de Madrid

Donne del Vino degustazione Vinitaly 2018

Donne del Vino degustazione Vinitaly 2018

pubblicata su Food Quality and Preference. 208 volontari hanno assaggiato alla cieca sei vini: 2 bianchi, 1 rosè e 3 rossi. I risultati dicono che le donne danno giudizi più severi degli uomini ma colgono differenze che i colleghi maschi non sentono. La stessa ricerca ha anche evidenziato come, con il passare degli anni, i consumatori diventino più compiacenti finendo per apprezzare tutto “basta che sia vino”.
Donne giudici severi, dunque, ma molto attente soprattutto agli aromi che vengono preferiti nelle note floreali e fruttate mentre piacciono di meno liquirizia, chiodo di garofano e vaniglia cioè gli elementi aromatici più direttamente collegati alla maturazione in botte. Leggi tutto…

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