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Colloqui di assunzione nel vino

Consigli per chi cerca lavoro o fa colloqui di assunzione nel vino: le cantine cercano personale con esperienza e competenza, la laurea serve ma non basta

Ristorante-Fattoria-del-Colle-colloqui-di-assunzione

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Di Donatella Cinelli Colombini, ToscanaLovers, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Nel colloquio di assunzione è determinante avere una chiara cognizione della propria azienda e delle mansioni per cui si cerca personale. Senza questi due elementi è impossibile selezionare il candidato giusto e conviene delegare a uno specialista esterno.
Su questo Fabio Piccoli ha scritto un articolo in WineMeridian che conviene leggere con attenzione. Spiega come la prima cosa da fare sia scrivere lista delle cose che il new entry deve fare.
Altro problema riguarda i canali da usare per trovare i candidati. Evidentemente più l’incarico è importante e più serve un head hunting. Per mansioni più semplici e per

ToscanaLovers-Siena-colloqui-di-assunzione

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stipendi più piccoli è molto meglio cercare nella zona in cui si trova l’azienda anche attraverso i Centri per l’impiego – Uffici del lavoro. Infatti la persona che ha già una casa, una famiglia nel territorio e soprattutto vuole rimanerci sarà più propensa ad accettare il lavoro che gli viene offerto anche se è bravissimo e sogna di fare qualcosa di più.
Ovviamente chi fa il recruiting deve tenere d’occhio la motivazione di ogni candidato. Sarà infatti questa molla a spingerlo nel successivo impegno ma all’interno della motivazione vanno messi vari elementi: prospettive di carriera, mansioni e possibilità di qualificazione professionale, carattere dell’azienda, retribuzione, orario di lavoro …. Distanza dal luogo di residenza e dal centro dei propri interessi…. Leggi tutto…

Clean Lifers vi presento i nuovi consumatori

Comprano prodotti onesti, mettono il loro benessere personale prima della carriera e dei soldi. I Clean Lifers sono idealisti e scettici, minimalisti e salutisti

clean-lifers-amano-cibi-locali

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Di Donatella Cinelli Colombini, fattoria del Colle, agriturismo con orto

Lifestyle Survey di Euromonitor ci fa scoprire i nuovi 10 trend globali del 2018. Il modello di comportamento più forte è basato su minimalismo, integrità e esperienze uniche. E’ lo stile di vita dei “Clean Lifers” o “Lifer Clean” i personaggi che sconvolgono le logiche del consumismo imperante nel Novecento e costringeranno le imprese -grandi e piccole- a tenere conto dei loro valori.
E’ la generazione rivoluzionaria che sta cambiando il mondo attraverso i  suoi comportamenti e milioni e milioni di post. I Clean lifers sono disposti a spendere per denunciare chi inquina, chi fa del male agli animali oppure ha comportamenti disonesti.

20-29 anni istruiti, molto connessi a internet, sono una generazione che pensa

clean-lifers-amano-cibi-locali

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all’interno delle community virtuali e crede nello sharing più che nel possesso dei beni.
In primo  luogo i Clean Lifers  non hanno le priorità dei loro genitori <<compro quindi sono>> loro seguono i loro interessi, cercano uno stile di vita capace di dare benessere senza preoccuparsi della carriera o dei soldi. Per i Lifer Clean contano molto le esperienze, i momenti unici, ciò che li arricchisce di informazioni e può essere condiviso con amici e familiari. Si perchè sono rivoluzionari, sempre connessi ma molto legati ai genitori.

SALUTISMO
Fitness e moderazione; lo stile di vita sano passa attraverso il cibo, l’attività fisica e la cura di sé. La percezione di alcol e fumo cambia in collegamento all’aspirazione verso la salute del corpo. Non a caso questi giovani preferiscono la birra analcolica. Leggi tutto…

Galateo a tavola: utile nei rapporti e nella carriera

Non mettere il coltello in bocca. La forchetta non è una clava da tenere nel pugno chiuso. Non mangiare a bocca aperta. Far vedere il cibo masticato è schifosetto

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

<<La presunzione è figlia di ignoranza>> diceva mia nonna e questo è vero soprattutto per le regole della buona educazione. C’è un numero enorme di persone, specialmente giovani, anche laureate, che vestono in modo elegante, magari sanno perfettamente due lingue estere, aspirano a brillanti carriere …. ma quando si siedono a tavola sembrano usciti dalle caverne e fanno la figura dei provincialotti cafoni.
Magari finchè sono molto giovani la cosa passa inosservata. Ma quando il nostro rozzacchione cresce di grado oppure cambia ambiente, i colleghi si mettono a ridere <<ecco l’uomo delle caverne!>>. C’è il tipo accorto che si accorge presto dei suoi modi grossolani e li modifica e c’è quello che invece va dritto verso la figuraccia. Questa seconda situazione è frequente in chi cresce in campagna o in piccoli paesi ed è aumentata a dismisura in epoca recente. Un tempo il bon ton della tavola veniva insegnato a casa oppure a scuola. Oggi sono le università che formano i futuri manager a preoccuparsi di insegnare loro come usare le posate e a non mettere i gomiti sul tavolino. Si perché il loro successo futuro dipenderà anche dai pranzi di lavoro. Ricordo che Enzo Ferrari, prima di assumere un nuovo manager, lo portava al ristorante perché riteneva che fosse un momento rivelatore. In realtà molti affari avvengono a tavola ed è utilissimo sapersi comportare in modo educato con disinvoltura dopo aver acquisito le regoline del bon ton nel proprio stile di vita. download
Di recente la stampa russa ha scritto dei feroci sfottò la Premier britannica Theresa May per il suo modo grossolano di tenere i bicchieri di vino con le dita sulla coppa facendola sembrare inadeguata al suo ruolo anche oltre la sfera politica. Le regole del galateo a tavola servono a tutti i livelli e possono causare inciampi che è bene evitare.
Quindi permettete a una signora di campagna di dare qualche buon consiglio ai giovani che, magari, non hanno avuto una guida in famiglia o nell’ambiente in cui sono cresciuti. Sono certa che servirà loro nella vita e nella carriera professionale.
Prima di iniziare a mangiare bisogna aspettare che tutte le persone delle stesso tavolo abbiano la pietanza nel piatto.
Sarebbe opportuno che gli uomini più giovani offrissero l’acqua e servissero il vino ai loro vicini di posto.
Il tovagliolo va aperto per lungo e disteso sulle ginocchia. Prima di bere bisognerebbe pulirsi la bocca con il tovagliolo.
Mai mangiare a bocca aperta e mai parlare a bocca piena. Questo è un comportamento particolarmente volgare.
Ltavola_apparecchiatae posate vengono usate procedendo dall’esterno verso l’interno e quindi la prima da utilizzare è quella più lontana al piatto. Le posate non si sventolano come bandierine gesticolando. Non si tocca il cibo con le mani.
Le posate si impugnano dal fondo del manico. Il cucchiaio e forchetta non sono palette da afferrare col pugno chiuso vanno invece tenute delicatamente come fossero una penna per scrivere. Il coltello non deve mai, ma proprio mai essere messo in bocca.
Non si succhia la minestra dal cucchiaio e non si porta alla bocca dei bocconi esageratamente grandi.
Tagliare la carne infilzandola verticalmente con la forchetta e per tagliare il coltello va usato …..
imagesDopo aver finito le posate vanno messe sul piatto una accanto all’altra. Se invece sono incrociate il cameriere capirà che gli chiedete di ripassare con il vassoio.
Non si fa scarpetta con il pane. Se proprio il sugo è irresistibile prima di asciugarlo col pane meglio chiedere scusa agli altri commensali. Pane e grissini vanno spezzati e poi messi in bocca e non strappati coi denti tipo uomo delle caverne.
Non è necessario finire tutto ciò che arriva nel piatto ma sarebbe meglio lasciare pochi avanzi.
Penultima raccomandazione: chi deve fare incontri di lavoro dopo i pasti eviti cipolla, aglio o simili. Appestare gli interlocutori è il peggior inizio di una trattativa, come andare a un colloquio di assunzione e puzzare di sudore.

Ultima raccomandazione il telefonino: va silenziato e riposto. Mangiare guardando i messaggi o rispondere alle chiamate durante il pasto è diventato un’abitudine ma connota persone maleducate e poco rispettose degli altri commensali.

I distretti agroalimentari volano: insieme si vince!

Il successo dei distretti agroalimentari e su tutti quelli del Prosecco e delle Langhe. Un monito a fare squadra e a mettere in rete imprese e filiere

Montalcino-CasatoPrimeDonne-Il distretto-del-Brunello-prossimo-futuro

Montalcino-CasatoPrimeDonne-Il distretto-del-Brunello-prossimo-futuro

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne
Perché i distretti sviluppano economia e qualità della vita mentre gli altri territori no? L’ex ministro Calenda la chiama economia 4.0 ma la parola magica è “organizzazione” cioè usare la tecnologia e l’innovazione all’interno di una regia condivisa.
I tedeschi ci riescono e noi no. Siamo italiani! Ognuno vuol pensare con la sua testa e decidere in base ai tempi, le scelte che gli sembrano giuste. C’è chi apprezza questo sistema considerandolo più libero e democratico ma il risultato è il disastro economico perché le imprese vanno fuori mercato.
C’è chi invece fa squadra e ottiene risultati strabilianti, sono i distretti agroalimentari.

Langhe-Barolo

Distretto-agroalimentare-Langhe-Barolo

I distretti Langhe-Roero-Monferrato, quello del Prosecco, delle Mozzarelle di bufala e della frutta del Trentino volano e sono un monito per tutti.
Nel Rapporto di Intesa San Paolo che esamina il periodo 2008-2016 la differenza balza agli occhi: crescita del fatturato agro alimentare dei distretti 25,7% crescita delle aree non distrettuali 17%.
Tutti i parametri sono nettamente più performanti nelle aree collegate da un network di territorio: produttività del lavoro e EBITDA. Leggi tutto…

Starbucks o espresso italiano?

L’incredibile successo del primo Starbucks italiano è frutto di provincialismo, disaffezione dall’espresso nostrano oppure semplicemente curiosità?

Starbucks

Starbucks

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, cantine, Toscana

Io viaggio tanto, ho sempre viaggiato tanto e ho vissuto all’estero per 6 mesi consecutivi in un’epoca in cui il caffè, fuori dai confini italiani, era una vera ciofeca. Per questo, a volte quando sono in Canada, in Germania … amo fare colazione da Starbucks dove il cappuccino è meno cattivo rispetto a quello liofilizzato dell’albergo. Ma non mi sarei mai aspettata che gli italiani facessero la fila in Piazza Cordusio, in pieno centro di Milano, per bere del caffè americano quando la città meneghina è piena di caffetterie dove è anche possibile assaggiare grani e tostature straordinarie.
Qualche giorno fa telefono a una mia amica (sommelier, sempre attenta alle

Starbucks n°1 Violante a Seattle

Starbucks n°1 Violante a Seattle

prelibatezze gastronomiche) e mi sento rispondere <<scusa sono in metro, vado in centro, da Starbucks>> e io casco dalle nuvole << ma che ci vai a fare?>> e lei si stupisce del mio stupore <<è la curiosità, è una cosa nuova >>, il caffè è una cosa nuova? Nella patria del vero espresso suona incredibile.
E’ come se a Epernay, capitale dello Champagne, i francesi facessero la fila davanti alla prima “Spumanteria”. Oppure se l’enoteca “Di sole grappe” mettesse in fila gli scozzesi a Edimburgo nella terra delle distillerie di Whisky. Mi piacerebbe ma non lo credo possibile. Leggi tutto…

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