Non solo vino ...

Fattoria del Colle ponti di primavera con animazione

Ponti di primavera -25 aprile e I° maggio – alla Fattoria del Colle la prima fattoria toscana con animazione permanente. La campagna da Oscar diventa divertente

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In occasione delle “vacanzine” che segnano l’inizio della bella stagione, i ponti di primavera collegati al 25 aprile e al I° maggio prende il via l’attività di animazione che continuerà, in modo permanente, tutto l’anno. Almeno 5 appuntamenti al giorno che caratterizzano la Fattoria del Colle (Trequanda-Siena, a 18 km dall’uscita A1 Valdichiana in direzione Montalcino, Pienza, Montepulciano) come la prima destinazione green dove le nobili tradizioni della campagna toscana possono essere viste, toccate, annusate, assaggiate. Visite guidate con degustazioni itineranti, lezioni di cucina, assaggi verticali e persino preparazione di un vino Super Tuscan come “piccoli enologi”. E tutto questo nel

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Fattoria-del-Colle-ponti-di-primavera-Foto-Leslie-Brienza

contesto autentico di una fattoria del 1592 abitata da Donatella Cinelli Colombini che apre le sue sale antiche ai visitatori perché siano affascinati dalla storia dei suoi antenati filosofi eretici e dal Granduca donnaiolo che, proprio alla fattoria, aveva il suo nido d’amore.
La fattoria del Colle è anche un luogo in cui soggiornare (per informazioni e prenotazioni clicca qui). Ci sono ville, appartamenti e camere arredati con mobili di piccolo antiquariato che danno la sensazione di essere nella casa dei nonni toscani. Leggi tutto…

Il vestito di luce di Cenerentola

Una storia di-vino che somiglia a una bella fiaba: la Doc Orcia Cenerentola si veste di luce, va al grand ballo e infine diventa principessa

Cenerentola-Doc-Orcia

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Vinitaly 2018 tiene a battesimo la special edition in 50 esemplari magnum “vestiti” da una spettacolare lampada tuscan style.

LA FIABA DI CENERENTOLA DIVENTA VINO
C’era una volta una giovane bella e buona che si chiamava Cenerentola. Il principe invita alla sua festa le sorelle di Cenerentola ma lei rimane a casa finchè non arriva una fata che la veste con un abito meraviglioso …. C’era una volta una giovane denominazione chiamata DOC Orcia. Anche lei con due sorelle, più vecchie e celebri, il Brunello e il Vino Nobile, che hanno il loro territorio a destra e a sinistra del suo. Anche lei vorrebbe andare alle feste dei principi, dove arrivano le bottiglie delle sorelle, ed ecco la fata nelle sembianze prosaiche di Donatella Cinelli Colombini, che veste la nostra DOC Orcia Cenerentola con un abito di luce e la manda alla festa del principe.
Questa è davvero una storia che somiglia a una fiaba a lieto fine.

Lampada Cenerentola

Lampada Cenerentola

LA VERA STORIA DI CENERENTOLA DOC ORCIA
La giovane e grintosa Doc Orcia nasce il 14 febbraio 2000. Nel suo territorio c’è il comune di Trequanda (SI) dove si trova la Fattoria del Colle costruita, nel 1592, dagli antenati dell’attuale proprietaria Donatella Cinelli Colombini.
Donatella crede in questa denominazione al punto da essere presidente del suo Consorzio. E crede nei vitigni autoctoni come elementi di un’identità antica capace di dare un timbro unico ai vini di specifici territori. Per questo ha recuperato il vitigno senese Foglia Tonda, abbandonato da quasi un secolo, ed ha sperimentato il modo migliore per coltivarlo arginando la sua naturale tendenza a produrre troppa uva. Una lavoro lungo con qualche insuccesso e tante prove che trova l’aiuto del professor Cesare Intrieri dell’Università di Bologna e il sostegno convinto dell’enologa Valérie Lavigne dell’Università di Bordeaux. Leggi tutto…

Le 10 donne del vino più potenti del mondo

Sono 10 leonesse, una per nazione, donne del vino celebri, coraggiose e talentuose, scelte da The Drinks Business come esempi del nuovo protagonismo femminile

10 donne del vino più potenti del mondo Domaine Leroy

10 donne del vino più potenti del mondo Domaine Leroy

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Lalou Bize-Leroy – La vera prima donna della Borgogna. 85 anni, tenace e intransigente non ha paura di sporcarsi le mani. Dopo essere stata con-direttore di Romanée Conti insieme all’attuale proprietario Aubert de Villaine, a causa del disaccordo con lui, nel 1992 ha rassegnato le dimissioni e ha comprato Domaine Leroy creando dei vini capolavoro come il suo Chambertin Grand Cru.
Albiera Antinori – la prima donna a capo del business familiare dei celebri marchesi fiorentini in 632 anni di storia e 27 generazioni. Albiera è un manager di talento che ha dato un grande contributo alla diffusione dei vini più prestigiosi delle cantine Antinori – Tignanello e Solaia – nel mercato asiatico.
María Vargas, direttore tecnico di una delle più prestigiose cantine della Rioja – Marqués de Murrieta. Il rosso Castillo Ygay da lei creato è un vino mito che nelle aste viene venduto a prezzi da capogiro

Susana Balbo 10 donne del vino più potenti del mondo

Susana Balbo 10 donne del vino più potenti del mondo

Celia Welch figlia d’arte il padre era enologo, dopo la laurea in enologia ha lavorato in Nuova Zelanda e Australia per poi tornare in USA a Napa Valley. A lei si deve il vino Scarecrow 2003 che ha ottenuto 98 punti da Robert Parker
Judy Chan nata a Hog Kong ha iniziato lavorando nella finanza finchè, a 24 anni, il padre le ha affidato Grace Vineyard a Shanxi e lei lo ha trasformato nel fiore all’occhiello dell’enologia cinese con 2 milioni di bottiglie l’anno di grande qualità
Susana Balbo, la chiamano l’Evita del vino, è la più famosa enologa argentina ed è stata per tre volte presidente dei vini argentini. Dopo 20 anni come consulente ha creato la sua cantina Dominio del Plata Leggi tutto…

I bicchieri troppo grandi pro e contro

I ballon che esaltano i grandi vini sono forse anche pericolosi perché fanno bere almeno il 10% in più e riducono la percezione esatta del vino ingerito

Bicchieri troppo grandi

Bicchieri troppo grandi

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Orcia DOC

La possibile relazione fra bicchieri troppo grandi e l’abuso d’alcool è sul tavolo da diversi mesi ed è presa molto sul serio. Persino la prestigiosa Università di Cambridge ha pubblicato una ricerca sull’argomento nel “British Medical Journal”. In effetti dal Settecento la dimensione dei bicchieri da vino è aumentata di sette volte con una netta accelerazione negli ultimi vent’anni. Infatti la diffusione della cultura del vino di qualità ha causato l’aumento della dimensione delle coppe ma anche un utilizzo generalizzato dei grandi calici in cristallo che hanno smesso di essere una peculiarità di pochi ristoranti di lusso per arrivare anche sulle tavole delle osterie. La dimensione della coppa è diventato un modo per evidenziare il prestigio del vino, esaltarne i profumi ma anche per giustificare il prezzo, a volte molto alto, delle bottiglie.

Elisa-Marcocci-bicchieri-troppo-grandi-ma-grande-apprezzamento-del-vino

Elisa-Marcocci-bicchieri-troppo-grandi-ma-grande-apprezzamento-del-vino

Gli esperti della celebre università britannica hanno esaminato 411 calici, da quelli più belli esposti nei musei a quelli commerciali acquistabili su eBuy ed il risultato è un aumento della dimensione media, in tre secoli, da 66 millilitri a 449 cioè quasi mezzo litro.
Ecco che la cultura del buon bere, in quei calici di cristallo bianco dalla coppia ampia, che noi produttori di vini rossi da invecchiamento consigliamo ai nostri clienti per godere a pieno la qualità del nostro nettare, diventa un possibile elemento di rischio perché diminuisce la percezione del liquido ingerito. Chi vede il bicchiere quasi interamente vuoto pensa <<ho bevuto pochissimo>> e invece ha già nello stomaco i 180 millilitri che costituiscono la dose consigliata di un pasto per gli uomini. Leggi tutto…

Il Drago e le 8 colombe 2015 è un grande vino d’autore

Un super tuscan per chi ama la cucina toscana ma anche quella multietnica, il Drago e le 8 colombe piace ai giovani  e a chi cerca le piccole produzioni d’autore

2015 vendemmia 5 stelle, 2015 annata fortunata perché i vigneti rimanevano miracolosamente intatti mentre intorno succedeva di tutto: grandine grossa come mandarini a Torrita, bomba d’acqua che sommergeva Buonconvento …. Ma nei vigneti maturavano lentamente, piccoli grappoli perfetti, belli come non si vedevano da anni.

IL NOME

Il Drago e le 8 colombe vuole simboleggiare le 8 donne che lavorano nella cantina della Fattoria del Colle – insieme al Casato Prime Donne di Montalcino sono le prime in Italia con un organico tutto femminile- e l’unico uomo capace di influenza le scelte produttive: Carlo Gardini, marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini.

IMG_4613IL SEGRETO DI QUESTO VINO

Il Drago e le 8 colombe è un super tuscan cioè non appartiene a nessuna DOC ma è un “vino d’autore” una piccola produzione nata dalla creatività e dalla passione vignaiola che ha portato Donatella Cinelli Colombini a sperimentare a Trequanda il Sagrantino tipico della vicina Umbria.

Le uve di Sangiovese, Merlot e Sagrantino  usate per produrre questo vino nascono alla fattoria del Colle. Sono coltivate in modo biologico con grande cura manuale. Anche la vendemmia è fatta a mano in tempi diversi: prima il Merlot, poi il Sangiovese e per ultimo in Sagrantino. Leggi tutto…

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