Vigne e vini Vivi e rivivi l'esperienza in Fattoria

Casato Prime Donne dove l’enoturismo emoziona

Casato Prime Donne a Montalcino una cantina capace di raccontare e raccontarsi: vino, storia, musica, tradizioni per arricchire e emozionare i visitatori

Enoturismo-CasatoPrimeDonne_tinaia-ambiente immersivo

Enoturismo-CasatoPrimeDonne_tinaia-ambiente immersivo

Il Casato Prime Donne è una cantina diversa da tutte le altre perché è capace di raccontare la passione per il vino e il territorio. E’ circondata da vigne coltivate come giardini ma questo non è così eccezionale a Montalcino. Ha due tinaie con tini troncoconici a cappello aperto e follatore, in una i tini sono d’acciaio e nell’altra in cemento nudo. Questo è meno comune anche perché proprio in questi contenitori sono stati sperimentai i lieviti indigeni selezionati di Montalcino. Nell’edificio antico ci sono botti e tonneau di rovere provenienti da tonnellerie artigiane francesi dove tutto viene fatto con cura manuale. Anche questo è abbastanza normale nelle cantine che puntano ad affermarsi a livello internazionale.

Visita-con-degustazione-itinerante-CasatoPrimeDonne-Montalcino

Visita-con-degustazione-itinerante-CasatoPrimeDonne-Montalcino

Allora dov’è l’unicità del Casato Prime Donne?
E’ la prima cantina italiana con un organico di sole donne. Sono donne titolare, enologa, cantiniera, addette alla produzione, all’accoglienza e alla commercializzazione. Un progetto nato nel 1998 quasi per ripicca quando Donatella Cinelli Colombini uscì dalla storica azienda di famiglia per creare un progetto tutto suo. Aveva delle proprietà dei genitori da ristrutturare e una piccola quantità di Brunello in botte che aveva bisogno di un cantiniere. Ma quando telefonò alla scuola di enologia di Siena chiedendo un buon studente le dissero che erano tutti prenotati. Solo quando chiese una donna le arrivò un’intera lista di possibili candidate perché le buone cantine non volevano donne. Leggi tutto…

La certificazione delle cantine turistiche

Dal Grand Wine Tour e il suo enoturismo lussuoso all’accoglienza coi fiocchi del Movimento Turismo del vino. Perché  certificare le cantine aperte al pubblico

Certificazione-delle-cantine-turistiche-Barone di Villagrande-Sicilia

Certificazione-delle-cantine-turistiche-Barone di Villagrande-Sicilia

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Ha riscosso una grande interesse la presentazione del marchio The Grand Wine Tour.Si tratta di un tour operator che propone qualcosa di nuovo  rispetto alle normali agenzie di wine-winery tour, si basa infatti su un manifesto e una carta della qualità che danno origine a un marchio.  Il manifesto è suddiviso in 10 punti sugli scopi del Grand Wine Tour; esso si ispira ai viaggi settecenteschi di chi percorreva la Francia e soprattutto l’Italia acculturandosi attraverso la vista delle opere d’arte   e il rapporto con i circoli culturali delle varie località.  Il Gran tour era una sorta di rito iniziatico per i più talentuosi rampolli dell’aristocrazia europea e apriva loro la mente verso le diverse civiltà del presente e del passato, in certi casi durava più di un anno.

Certificazione-delle-cantine-turistiche-visita in cantina

Certificazione-delle-cantine-turistiche-Donatella-Cinelli-C0olombini

Il Grand Wine Tour ha dunque un obiettivo ambizioso e per realizzarlo chiede alle cantine la sottoscrizione di una carta della qualità con 50 criteri suddivisi in tre sezioni di valutazione:  tour e tasting, ristorante e ospitalità, vino. Dei tecnici verificano l’esistenza dei  requisiti che puntano decisamente sul lusso. Una proposta turistica sicuramente gradita al segmento più danaroso dei viaggiatori  che vuole dormire in strutture cinque stelle superiore, predilige i ristoranti stellati e compra i vini più cari.  Per ora le cantina prescelte sono 19 sparpagliate nelle principali regioni . Leggi tutto…

Calici di Stelle 2018 a Castiglione d’Orcia

Ieri cena degustazione al ristorante Il Rientro, stasera festa grande con musica, gastronomia, acrobati e grandi vini Orcia nel cuore di Castiglion d’Orcia

Calici-di-stelle-2018-a-Castiglione-d'Orcia

Calici-di-stelle-2018-a-Castiglione-d’Orcia

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Vi aspettiamo per una serata magica in un luogo che sembra uscito da un dipinto medioevale. Castiglion d’Orcia con i suoi due castelli, le stradine che si inerpicano fra le case in pietra è una delle piccole città d’arte più belle e intatte della Toscana. Il 10 agosto, per Calici di Stelle, fa festa al vino Orcia Doc animando il centro storico con degustazioni, musica, piatti della tradizione valdorciani, spettacoli di acrobazia aerea, musiche popolari interpretate anche in chiave moderna.

Al-Rientro-Castiglione-d'Orcia-Calici-di-stelle-2018

Al-Rientro-Castiglione-d’Orcia-Calici-di-stelle-2018

Il 10 agosto è la notte delle stelle cadenti e dei desideri che nelle città, nei paesi delle zone di produzione enologica come in moltissime cantine, diventa la notte delle feste e dei brindisi all’aperto. L’evento Calici di Stelle è una mia creatura, l’ho ideato nel lontano 1997 e poi è stato portato al successo dall’Associazione Nazionale Città del Vino e dal Movimento del Turismo del Vino.
A Castiglion d’Orcia ha avuto un’anteprima ieri con il concerto della Leggera electric folk band e le cene con i produttori. La Leggera è una formazione musicale unica nel suo genere in Toscana, che unisce la potenza del rock alla poesia del canto popolare e soprattutto i canti dei minatori amiatini. Per me la serata è stata gustosissima: ho partecipato alla cena del ristorante “Al rientro” che ha servito uno stracotto intenso e morbidissimo, con la Doc Orcia Cenerentola. Il risultato era degno del Principe azzurro. Leggi tutto…

Gozo la seconda casa (col buco) di Donatella e Carlo

L’ampliamento della casa di Carlo e Donatella a Gozo-Malta è in ritardo e c’è un buco dove finisce la scala per andare nella terrazza sul tetto. Speriamo non piova

Lo scheletro della scala e il buco nel tetto nella casa di Gozo di Donatella e Carlo

Lo scheletro della scala e il buco nel tetto nella casa di Gozo di Donatella e Carlo

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Io e mio marito Carlo Gardini abbiamo una casa nell’isola di Gozo da 8 anni e un nutrito gruppo di amici italiani, maltesi e gozitani. Sulla stessa isola Ulisse rimase con la dea del mare Calipso per sette anni. Quindi noi abbiamo superato l’eroe di Omero e anzi promettiamo di rimanere qui molto più a lungo.
Da qualche anno desideravamo creare una terrazza sul tetto, per godere dello splendido panorama su Comino, la blue lagoon e Malta. Questo è stato all’origine dei nostri guai. L’architetto che ha ritardato l’inizio dei lavori per due anni e ha creato intoppi sulle forniture fino alla fine, i muratori introvabili, il fabbro sovraccarico di commesse … insomma dopo nove mesi abbiamo ancora buco al posto della chiusura del vano scale che porta alla terrazza. Speriamo che non piova perché altrimenti si allaga la casa.

Gozo-terrazza-casa-di-Carlo-e-Donatella

Gozo-terrazza-casa-di-Carlo-e-Donatella

Generalmente facciamo delle vacanze periodiche di una settimana ciascuna, da maggio a ottobre, ma quest’anno non è stato possibile e tutt’ora, per prendere il sole in terrazza, bisogna arrampicarsi sullo scheletro della scala rischiando di precipitare di sotto. Che avventura!
La lunghezza dei lavori di costruzione è una sorta di saga maltese, c’è chi, come Azzurra la sinalunghese che fa i cappuccini migliori di Gozo, ha ottenuto la consegna delle nuove porte dopo mesi e mesi, altri, come Marco e Orietta Lambrocchi della Foresteria Ogygia, aspettano la fine lavori da un anno all’altro. L’unico che riesce a costruire a tempo di record è Abraham Said il re di Gozo che è riuscito ad ampliare lo store “Vini e Capricci” trasformandolo nel quartier generale della sua rete di distribuzione di eccellenze enogastronomiche. Chi sa se tiene fruste e forconi nell’armadio, come Lucifero! Leggi tutto…

Giugno 2018 nelle vigne di Brunello poca uva tanta erba

E’ l’anno dell’erba e della peronospora. Tanto lavoro, poca uva e grande rischio grandine per l’alternanza di temporali violenti e giornate caldissime
Di Donatella Cinelli Colombini

Vigneti-giugno-2018-in-Toscana-Alessia-e-Giulia-mostrano-il-Foglia-Tonda

Vigneti-giugno-2018-in-Toscana-Alessia-e-Giulia-mostrano-il-Foglia-Tonda

Tenere in ordine i vigneti è un’impresa titanica perché le giornate di sole, in cui è possibile lavorare nei filari, sono state davvero poche da marzo a oggi. Come tutti i vignaioli sanno, il mix di caldo e pioggia è pericoloso perché crea le condizioni favorevoli all’orribile fungo arrivato in Europa dal Nord America nell’Ottocento: la peronospora. Quest’anno i vignaioli hanno passato le giornate sul trattore spruzzando rame, l’unico prodotto ammesso dalla coltivazione biologica. Ma non si sono mai fermati, neanche la domenica.
L’uva è poca, le cause sono principalmente tre: i caprioli che sono un numero esorbitante in Toscana e, da aprile a maggio, venivano tutte le sere nei vigneti a far merenda con i germogli. La Regione Toscana ha emanato un nuovo provvedimento per aumentare gli abbattimenti dei caprioli ma ci vorranno anni prima che il numero degli ungulati torni in equilibrio rispetto alla superficie dei boschi. Intanto noi continuiamo a recintare. Tutti i vigneti di Montalcino sono protetti da reti alte 2,20 metri e metà di quelli della Fattoria del Colle. Da un punto di paesaggistico è un’offesa a chi guarda.

Brunello-impianto-vigneto-di-Sangiovese-2018-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Brunello-impianto-vigneto-di-Sangiovese-2018-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Anche le piogge incessanti nel momento della fioritura hanno disturbato l’allegagione riducendo naturalmente il carico d’uva delle vigne.

Infine ci sono gli effetti della gelata dell’aprile 2017 che, in tre giorni, bruciò i “capi a frutto” di due annate. L’ondata di freddo artico del febbraio 2018 è stata invece ininfluente per le vigne che erano senza vegetazione. Le viti bruciate dalla gelata primaverile dello scorso anno hanno spalliere poco sviluppate, paragonate a quelle in salute sembrano rachitiche. Abbiamo due vigneti con i danni del gelo, entrambi alla Fattoria del Colle. Noi speriamo che il prossimo anno abbiano un recupero ma non è certo, infatti i vigneti con impianto radicale poco profondo a causa dei pesticidi in uso 15 anni fa, potrebbero non riprendersi. Purtroppo i due vigneti colpiti dal gelo sono stati piantati nel 1997 e 1999 e quindi sono a rischio, mannaggia!

Le piogge nei primi sei mesi dell’anno hanno ricostituito le riserve d’acqua del terreno dopo un 2017 aridissimo e caldissimo. Leggi tutto…

Seguici su : f t g p fl is l y tripadvisor icon

Log In

Create an account