Vigne e vini

Giappone: racconti di viaggio e di vino

Dietro le quinte di una missione all’estero: in Giappone con il Brunello per scoprire i wine lovers con gli occhi a mandorla e le curiosità nipponiche 

Giappone, viaggio di vino con il Brunello

Giappone, Osaka viaggio di vino con il Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Fra gli inconvenienti più frequenti dei viaggi di lavoro all’estero c’è quello di sentirsi male; il Jet-lag, gli appuntamenti di lavoro troppo fitti, il cambio di clima … fanno un mix terribile. Una volta Violante si è salvata dalla bronchite rastrellando tutti gli antibiotici nelle valige dei produttori di Brunello che erano con lei. Questa volta, durante il viaggio in Cina, sono diventata verde come un ramarro con capogiri e vomito. Sono andata all’ospedale di Shenhzen e posso testimoniare che è enorme, attrezzatissimo, efficientissimo e ha dei medici formidabili. Nonostante il mio scetticismo la cura che mi hanno dato ha funzionato e sono arrivata alla tappa successiva del viaggio, in Giappone, sulle mie gambe anche se vedendo le scale ondeggiare e con continui attacchi di mal di mare.

Giappone Donatella Cinelli Colombini al tempio per il lavaggio rituale

Giappone Donatella Cinelli Colombini al tempio per il lavaggio rituale

Però si va avanti!
Altro inconveniente dei viaggi di lavoro è di andare in giro senza vedere niente. A Tokyo ho scoperto per la prima volta la baia quest’anno dopo essere stata nella capitale nipponica altre tre volte. Beh, meglio tardi che mai!
Gli inconvenienti di viaggio più piccoli sono i meno i più fastidiosi, come quello di dimenticare cose che non si possono comprare. Questa volta ho lasciato a casa la spazzola per i capelli, quella senza i pallini in cima alle punte. Sembra una cosa da niente ma è indispensabile per le chiome mediterranee come la mia. In Cina o in Giappone hanno capelli dritti come spaghetti per cui le spazzole senza pallini non ci sono e ora io ho letteralmente i capelli dritti. Leggi tutto…

Rebecca Meïr-Liebman sommelier blogger rock

Qualche giorno fa mi è arrivata una splendida foto rock della sommelier-blogger canadese Rebecca Meïr-Liebman, con il mio Brunello Prime Donne in mano

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Una foto talmente intrigante e inconsueta da spingermi a indagare su questa giovane donna che assaggia mille vini all’anno e recensisce solo quelli che le piacciono. Ho scoperto un personaggio appassionato, talentuoso ma soprattutto capace di raccontarsi e raccontare il vino in un modo nuovo e affascinante. Per questo voglio presentarvela.
Il suo linguaggio è diretto, sincero, fino a raccontare le sue vicende sentimentali quasi come un’adolescente: <<amo Eyal Liebman e ogni anno che passa lo amo di più>> scrive riferendosi al bravissimo chef e pubblica immagini che li ritraggono abbracciati fra pentole e calici di vino.

Rebecca Meïr-Liebman-

Rebecca Meïr-Liebman-

La foto che mi riguarda la ritrae vestita di nero seduta a terra mentre versa il Brunello in un calice in primo piano. Ha un’espressione dura del viso e guarda diritto davanti a sé. Insomma pare una cantante rap più che una sommelier. E’ fatta da Bill Leontaritis un grandissimo fotografo e l’accompagna un frase che, per me, suona come musica <<Donatella Cinelli Colombini wine bottle that symbolizes a lot to me>>. Brava Rebecca e W la donne!
L’articolo che accompagna la foto è pubblicato nel blog di Rebecca Meïr-LiebmanSommelier Selects” dove lei si diletta a condividere le sue esperienze di assaggio, dopo 10 anni di lavoro come sommelier nei migliori ristoranti di Toronto << I’m excited to share the knowledge and palate I have developed>>. Leggi tutto…

Da Napoli alla Cina progetto cantine divine

La storia di quattro giovani napoletani che diventeranno famosi in Cina e non solo. Una settimana con loro per vendere bottiglie special edition ai milionari

Napoletani in Cina Donguangg Masterclass di Donatella Cinelli Colombini

Napoletani in Cina Donguangg Masterclass di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini
Questa storia inizia all’Università di Napoli L’Orientale nel corso sull’estremo oriente e riguarda tre studenti: Ivana, Ferdinando ed Enrico. Dopo la laurea vanno in Cina e scoprono che il cinese che avevano studiato non lo parla nessuno.
Sconcertati ma non scoraggiati i tre amici si rimettono a studiare la lingua e partecipare a fiere per comprare prodotti da rivendere in Italia. Aggregano il fratello di Ivana, Alessandro e creano una società partendo dal niente. Siamo al 13 aprile del 2007, e i nostri intraprendenti napoletani fanno una presentazione dei loro progetti a Castel dell’Ovo. E’ l’inizio di un’avventura che li porta alle fiere di Shenzhen –Hong Kong – Canton dove vanno con i

Da Napoli alla Cina: Ferdinando, Enrico, Alessandro e Ivana con Stefano Nicodemo

Da Napoli alla Cina: Ferdinando,  Alessandro e Ivana con Stefano Nicodemo

trolley vuoti e tornano pieni di cataloghi. Si fermano da Starbucks per scroccare il Wi-Fi e vendere in Italia dove però la crisi li frenava sempre di più. I quattro si rimettono in gioco con un nuovo business: invece di esportare in Italia decidono di importare e puntando su scarpe e vini di lusso. Il vino ha un successo immediato e non c’è più tempo per le scarpe.
I risultati sono impressionanti: un ufficio con 30 persone a Shenzhen e altre sedi a Shanghai a Beijing oltre che sedi in co-sharing a Chongcing (37 milioni di persone la città più popolosa della Cina) e Xiamen. 100 container doppi importati nel 2017 con un incremento del 320% in due anni. La cosa più sbalorditiva è l’introduzione nelle parti più esclusive e danarose del mercato. Leggi tutto…

Primo press tour USA per la Doc Orcia

Ecco come la giovane Orcia Doc ha lasciato a bocca aperta 4 giornalisti USA che avevano già visto quasi tutte le zone del vino del mondo

Press tour USA nella Doc Orcia cena finale alla Fattoria del Colle

Press tour USA nella Doc Orcia cena finale alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Per la Doc Orcia – il vino più bello del mondo- è una sorta di “prova del fuoco”: ospitare un press tour di opinion leader del vino provenienti dagli Stati Uniti. Wine writer che hanno già visto e assaggiato di tutto in giro per il mondo. E invece di fronte a un territorio così ricco di arte, luoghi celebri e piccoli produttori appassionati rimangono a bocca aperta.
Non solo per la qualità dei vini espressa da cantine ancora poco conosciute ma piene di entusiasmo, di sperimentazioni e di coraggio, ma anche per il gran numero di luoghi icona della Toscana: dalla Chiesa di Vitaleta, al boschetto di cipressi di SanQuirico d’Orcia … Sono rimasti

Press tour USA nella Doc Orcia ricerca del tartufo bianco

Press tour USA nella Doc Orcia ricerca del tartufo bianco

basiti davanti al podere dove è stato girato il film “Il Gladiatore” e il fosso bianco li ha entusiasmati al punto che uno di loro si è arrampicato sulla balena bianca.
Un territorio che sbalordisce per la sua bellezza, la sua ricchezza d’arte e di paesaggio ma anche per le sue eccellenze enogastronomiche. I 4 giornalisti guidati da Elisa Bosco dell’agenzia PR-Vino che ha organizzato il press tour, hanno fatto la ricerca del tartufo bianco con i cani, si sono entusiasmati nel piccolo museo della terracotta di Petroio con la storia degli orci per l’olio extravergine che in questa zona è un’eccellenza assoluta, hanno visto la produzione dell’olio extra vergine di oliva  e del cacio pecorino, trovando anche il tempo per sostare a bordo piscina nell’Hotel Posta Marcucci a Bagno Vignoni … Leggi tutto…

Il tuo Brunello e non solo un Brunello

Ecco come portare a casa un Brunello con il proprio nome in etichetta e come dal vino Cenerentola DOC Orcia è nata una storia d’amore che porta alle nozze

Il-tuo-Brunello-con-etichetta-personalizzata

Il-tuo-Brunello-con-etichetta-personalizzata

Di Donatella Cinelli Colombini

Due bei racconti di cantina: il primo riguarda l’ultima idea di mia figlia Violante Gardini. Insieme con i giovani produttori di vino AGIVI, fa spesso viaggi di studio con lezioni e visite. Da queste esperienze torna sempre con gli occhi brillanti e molte idee. L’ultima era <<facciamo in modo che i migliori clienti abbiamo le nostre bottiglie personalizzate, con la loro etichetta e il loro nome sopra >>. Io non sono favorevole a levare il nostro marchio dalle bottiglie e quindi ero piuttosto  restia ma l’energetica Violante non mollava <<dai mamma proviamo, oggi tutti cercano qualcosa di esclusivo, di diverso dagli altri>> e alla fine ho accettato. Violante si è messa in contatto con le Grafiche Federighi che realizzano etichette con carte, tecniche e effetti straordinari, ha fatto progettare una cornicina bianca a rilievo su carta bianca finemente lavorata e poi abbiamo attrezzato due punti con lapis, gomme, colori e tutto quello che serve per realizzare un’etichetta su misura. Via via che la notizia si diffonde e i visitatori delle due cantine – Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle

Stefano-e-Serena-con-il-loro-Cenerentola

Stefano-e-Serena-con-il-loro-Cenerentola

a Trequanda– notano la proposta chiedono di avere la loro bottiglia. Basta che il primo dica <<voglio 6 bottiglie di Brunello ma una con la mia etichetta perché la tengo per il mio compleanno>> che tutti gli altri lo seguono. Violante aveva ragione. Ovviamente l’etichetta personalizzata non ha l’importanza di quella aziendale che ha ottenuto alti punteggi nella stampa internazionale ma è unica e per un wine lover è un oggetto cult, perché è solo suo.
Possono essere personalizzati tutti i vini delle mie cantine (l’etichetta a norma di legge è quella nel retro) con un piccolissimo sovraprezzo di 8,5€ e i membri del nostro wine club potranno anche avere le loro bottiglie esclusive a casa.

E’ un modo nuovo per far parte della nostra cantina perché in ognuna di quelle bottiglie le nostre storie si uniscono: quella nostra di vignaioli appassionati e quella dei wine lover appassionati. Leggi tutto…

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