Vigne e vini

Calici di Stelle 2018 a Castiglione d’Orcia

Ieri cena degustazione al ristorante Il Rientro, stasera festa grande con musica, gastronomia, acrobati e grandi vini Orcia nel cuore di Castiglion d’Orcia

Calici-di-stelle-2018-a-Castiglione-d'Orcia

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Vi aspettiamo per una serata magica in un luogo che sembra uscito da un dipinto medioevale. Castiglion d’Orcia con i suoi due castelli, le stradine che si inerpicano fra le case in pietra è una delle piccole città d’arte più belle e intatte della Toscana. Il 10 agosto, per Calici di Stelle, fa festa al vino Orcia Doc animando il centro storico con degustazioni, musica, piatti della tradizione valdorciani, spettacoli di acrobazia aerea, musiche popolari interpretate anche in chiave moderna.

Al-Rientro-Castiglione-d'Orcia-Calici-di-stelle-2018

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Il 10 agosto è la notte delle stelle cadenti e dei desideri che nelle città, nei paesi delle zone di produzione enologica come in moltissime cantine, diventa la notte delle feste e dei brindisi all’aperto. L’evento Calici di Stelle è una mia creatura, l’ho ideato nel lontano 1997 e poi è stato portato al successo dall’Associazione Nazionale Città del Vino e dal Movimento del Turismo del Vino.
A Castiglion d’Orcia ha avuto un’anteprima ieri con il concerto della Leggera electric folk band e le cene con i produttori. La Leggera è una formazione musicale unica nel suo genere in Toscana, che unisce la potenza del rock alla poesia del canto popolare e soprattutto i canti dei minatori amiatini. Per me la serata è stata gustosissima: ho partecipato alla cena del ristorante “Al rientro” che ha servito uno stracotto intenso e morbidissimo, con la Doc Orcia Cenerentola. Il risultato era degno del Principe azzurro. Leggi tutto…

Gozo la seconda casa (col buco) di Donatella e Carlo

L’ampliamento della casa di Carlo e Donatella a Gozo-Malta è in ritardo e c’è un buco dove finisce la scala per andare nella terrazza sul tetto. Speriamo non piova

Lo scheletro della scala e il buco nel tetto nella casa di Gozo di Donatella e Carlo

Lo scheletro della scala e il buco nel tetto nella casa di Gozo di Donatella e Carlo

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Io e mio marito Carlo Gardini abbiamo una casa nell’isola di Gozo da 8 anni e un nutrito gruppo di amici italiani, maltesi e gozitani. Sulla stessa isola Ulisse rimase con la dea del mare Calipso per sette anni. Quindi noi abbiamo superato l’eroe di Omero e anzi promettiamo di rimanere qui molto più a lungo.
Da qualche anno desideravamo creare una terrazza sul tetto, per godere dello splendido panorama su Comino, la blue lagoon e Malta. Questo è stato all’origine dei nostri guai. L’architetto che ha ritardato l’inizio dei lavori per due anni e ha creato intoppi sulle forniture fino alla fine, i muratori introvabili, il fabbro sovraccarico di commesse … insomma dopo nove mesi abbiamo ancora buco al posto della chiusura del vano scale che porta alla terrazza. Speriamo che non piova perché altrimenti si allaga la casa.

Gozo-terrazza-casa-di-Carlo-e-Donatella

Gozo-terrazza-casa-di-Carlo-e-Donatella

Generalmente facciamo delle vacanze periodiche di una settimana ciascuna, da maggio a ottobre, ma quest’anno non è stato possibile e tutt’ora, per prendere il sole in terrazza, bisogna arrampicarsi sullo scheletro della scala rischiando di precipitare di sotto. Che avventura!
La lunghezza dei lavori di costruzione è una sorta di saga maltese, c’è chi, come Azzurra la sinalunghese che fa i cappuccini migliori di Gozo, ha ottenuto la consegna delle nuove porte dopo mesi e mesi, altri, come Marco e Orietta Lambrocchi della Foresteria Ogygia, aspettano la fine lavori da un anno all’altro. L’unico che riesce a costruire a tempo di record è Abraham Said il re di Gozo che è riuscito ad ampliare lo store “Vini e Capricci” trasformandolo nel quartier generale della sua rete di distribuzione di eccellenze enogastronomiche. Chi sa se tiene fruste e forconi nell’armadio, come Lucifero! Leggi tutto…

Giugno 2018 nelle vigne di Brunello poca uva tanta erba

E’ l’anno dell’erba e della peronospora. Tanto lavoro, poca uva e grande rischio grandine per l’alternanza di temporali violenti e giornate caldissime
Di Donatella Cinelli Colombini

Vigneti-giugno-2018-in-Toscana-Alessia-e-Giulia-mostrano-il-Foglia-Tonda

Vigneti-giugno-2018-in-Toscana-Alessia-e-Giulia-mostrano-il-Foglia-Tonda

Tenere in ordine i vigneti è un’impresa titanica perché le giornate di sole, in cui è possibile lavorare nei filari, sono state davvero poche da marzo a oggi. Come tutti i vignaioli sanno, il mix di caldo e pioggia è pericoloso perché crea le condizioni favorevoli all’orribile fungo arrivato in Europa dal Nord America nell’Ottocento: la peronospora. Quest’anno i vignaioli hanno passato le giornate sul trattore spruzzando rame, l’unico prodotto ammesso dalla coltivazione biologica. Ma non si sono mai fermati, neanche la domenica.
L’uva è poca, le cause sono principalmente tre: i caprioli che sono un numero esorbitante in Toscana e, da aprile a maggio, venivano tutte le sere nei vigneti a far merenda con i germogli. La Regione Toscana ha emanato un nuovo provvedimento per aumentare gli abbattimenti dei caprioli ma ci vorranno anni prima che il numero degli ungulati torni in equilibrio rispetto alla superficie dei boschi. Intanto noi continuiamo a recintare. Tutti i vigneti di Montalcino sono protetti da reti alte 2,20 metri e metà di quelli della Fattoria del Colle. Da un punto di paesaggistico è un’offesa a chi guarda.

Brunello-impianto-vigneto-di-Sangiovese-2018-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Brunello-impianto-vigneto-di-Sangiovese-2018-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Anche le piogge incessanti nel momento della fioritura hanno disturbato l’allegagione riducendo naturalmente il carico d’uva delle vigne.

Infine ci sono gli effetti della gelata dell’aprile 2017 che, in tre giorni, bruciò i “capi a frutto” di due annate. L’ondata di freddo artico del febbraio 2018 è stata invece ininfluente per le vigne che erano senza vegetazione. Le viti bruciate dalla gelata primaverile dello scorso anno hanno spalliere poco sviluppate, paragonate a quelle in salute sembrano rachitiche. Abbiamo due vigneti con i danni del gelo, entrambi alla Fattoria del Colle. Noi speriamo che il prossimo anno abbiano un recupero ma non è certo, infatti i vigneti con impianto radicale poco profondo a causa dei pesticidi in uso 15 anni fa, potrebbero non riprendersi. Purtroppo i due vigneti colpiti dal gelo sono stati piantati nel 1997 e 1999 e quindi sono a rischio, mannaggia!

Le piogge nei primi sei mesi dell’anno hanno ricostituito le riserve d’acqua del terreno dopo un 2017 aridissimo e caldissimo. Leggi tutto…

Premio del Cuore Galvanina a Donatella e alle Donne del Vino

Il Premio Nazionale Galvanina assegnato a Pesaro a Daniele Cernilli,Cristina Bowerman, Damijan Podversic e Donatella Cinelli Colombini

Premio-Galvanina-a-Donatella-Cinelli-Colombini-e-alle-Donne-del-Vino

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Di Donatella Cinelli Colombini

Pesaro, salone nobile di Palazzo Mazzolari, il Premio nazionale Galvanina si svolge all’interno del Festival della Cucina Italiana e delle celebrazioni dei 150 anni dalla morte di Gioacchino Rossimi (nato nel palazzo di fronte a quello della premiazione), il personaggio centrale dell’anno della cultura italiana del cibo. Gli organizzatori del Premio sono Madia Travel-food rivista diretta da Elsa Mazzolini e Rino Mini presidente dell’acqua Galvanina.
Nelle passate edizioni il Premio è stato assegnato a Gualtiero Marchesi, Tonino Guerra, Vittorio Sgarbi, Alessandro Regoli, Anna Scafuri, Andrea Scanzi, Gioacchino Bonsignore, Bruno Gambacorta …..tanti personaggi di spicco della cultura, il giornalismo, del vino, della cucina e del cuore cioè i portatori di contenuti etici. E’

Premio-Galvanina-2018-Antonietta-Mazzeo-Donatella-Cinelli-Colombini

Premio-Galvanina-2018-Antonietta-Mazzeo-Donatella-Cinelli-Colombini

appunto per questi che vengo premiata insieme alle Donne del Vino. Vado molto fiera del riconoscimento pubblico attribuito all’associazione che presiedo e che svolge un’opera assidua: raccolte fondi in favore dei pastori terremotati e dei grandi ustionati dell’Africa, corsi sulla “sicurezza a tavola”- disostruzione del soffocamento da cibo, accoglienza di produttrici provenienti da Paesi in via di sviluppo come il Perù, oppure azioni locali in favore dei centri antiviolenza e del volontariato. Le Donne del Vino hanno un cuore grande e una capacità di mobilitazione che commuove.
Insieme a me sono stati premiati personaggi di primo piano del panorama enogastronomico nazionale, come Daniele Cernilli uno dei padri delle guide dei vini italiani che ha insistito sul giornalismo come pratica di servizio lontana dal narcisismo di chi assaggia e giudica i vini esibendo la propria bravura. Ecco che a Elsa Mazzolini che gli presentava la coppa in vetro di Murano donata ai vincitori e <<utile per i fiori e per raffreddare lo Champagne>>. Ma Daniele, con encomiabile antisnobismao ribatteva << anche il Verdicchio>>. Leggi tutto…

AIV Académie Internationale du Vin con me in Toscana

Due giorni nel TOP del vino toscano per l’AIV: Casanova di Neri, Antinori nel Chianti Classico, Gaja Cà Marcanda, Sassicaia e naturalmente Casato Prime Donne

AIV-visita in Toscana Antinori nel Chianti Classico, Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja-Piero-Antinori-Donatella-CinelliColombini

AIV-visita in Toscana Antinori nel Chianti Classico, Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja-Piero-Antinori-Donatella-CinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Un viaggio che ha lasciato sbalorditi gli accademici AIV che non si aspettavano un livello così alto di cantine e di vini. Tanto forse troppo anche perché ovunque siamo stati accolti in modo principesco dai protagonisti in persona: Piero Antinori e Renzo Cotarella, Giacomo Neri, Priscilla Incisa della Rocchetta per non parlare di Angelo Gaja che ha invitato tantissimi produttori di Bolgheri, ha trasformato la cantina in sala conferenze e ha spiegato il suo concetto di naturalezza nella coltivazione del vigneto; poi ha fatto liberare farfalle (dai suoi addetti), coccinelle (da noi) e bachini rossi fra i filari. .
E’ vero che l’AIV – Académie internazionale du Vin nasce per salvaguardare il terroir e l’identità delle zone viticole valori che si rispecchiano maggiormente nei vitigni autoctoni e nelle piccole cantine, per questo la mia scelta di visitare anche la cantina

AIV Académie-Internationale-du-Vin-Montalcino-Ratti-CinelliColombini-Zanella-Nei-Gaja

AIV Académie-Internationale-du-Vin-Montalcino-Ratti-CinelliColombini-Zanella-Nei-Gaja

monumentale di Antinori – secondo più grande gruppo enologico italiano – e la zona di Bolgheri che tutti considerano una piccola Bordeaux per la presenza di vitigni internazionali, sembra una provocazione. Tuttavia credo di aver dato una chiara idea delle diversità che sono alla base del successo dei vini toscani. Un mix di tradizione, innovazione, artigianalità, manualità, storia, cultura, piccole e grandi dimensioni produttive. E’ questa la Toscana che vince e convince: una squadra fatta di piccole cantine come la mia, o anche più piccole, che presentano i loro vini all’estero negli stessi eventi collettivi in cui c’è anche Frescobaldi o Banfi. Leggi tutto…

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