Vivi e rivivi l'esperienza in Fattoria

Toscana Lovers ha aperto a Cortona, vi aspettiamo

l terzo negozio Toscana Lovers apre nella più statunitense delle piccole città d’arte toscane: Cortona proponendo un artigianato esclusivo e raffinato

Cortona Toscana Lovers

Cortona Toscana Lovers

Cortona la città di Jovanotti, di Under the tuscan sun scritto da Frances Mayes, di Luca Berrettini detto da Cortona oppure Luca “fa presto”. Cortona città etrusca e rinascimentale, città salotto con un corso – Ruga piana- pieno di negozi eleganti e una campagna intorno che pullula di ville e fattorie trasformate in residenze di lusso di milionari USA.

Toscana Lovers a Cortona è di fronte alle scale al Palazzo Comunale e propone il meglio dell’artigianato toscano come i due negozi precedenti: quello di Piazza Indipendenza a Siena, a due passi dalla piazza del Palio e quello di Bagno Vignoni unico centro termale medioevale ancora intatto. Anche a Cortona i prodotti in vendita vengono dalle botteghe di maestri d’arte dove la creatività moderna si unisce a una manualità antica. Un assortimento creato da Carlo Gardini e sua moglie Donatella Cinelli Colombini in anni di ricerche fra gli artigiani capaci di interpretare le tendenze attuali. Niente souvenir e niente oggetti

Toscana-Lovers-Cortona

Toscana-Lovers-Cortona

vecchio stile bensì frammenti di Toscana vera, oggetti esclusivi, qualche volta unici,  da usare, indossare e regalare.  I negozi sono vere boutiques curate in ogni dettaglio grazie al tocco creativo di Paola Rossolini. A Cortona accolgono i clienti due giovani poliglotte e sorridenti Giada e Stefania.

Ecco i coltelli di Scarperia. Scarperia è uno dei luoghi con la più antica e prestigiosa produzione di “lame taglienti”; coltelli da tavola con manico in corno, ma anche coltelli da collezione che durano per secoli e, come i gioielli,  passando da una generazione all’altra, diventano sempre più preziosi come piccoli capolavori destinati al mercato antiquario. Leggi tutto…

Buona Pasqua

Buona Pasqua,  con l’auguro ogni bene vi arrivi l’augurio di una nuova luce di speranza che illumini il cammino e le scelte della vita

Crocifissione-1590-1600

Crocifissione-1590-1600

Donatella Cinelli Colombini e tutti i vostri amici del Casato Prime Donne di Montalcino e della Fattoria del Colle di Trequanda

Alla fattoria del Colle la natura insegna e diverte

Fattoria del Colle, luogo della memoria: l’ultima realizzazione è l’orto con le piante più antiche e curiose ma è in programma anche il giardino delle tartarughe

Fantabosco-Fattoria-del-Colle-albero-della.verità-albero-dell'invidial

Fantabosco-Fattoria-del-Colle-albero-della.verità-albero-dell’invidial

Fantabosco con alberi a tema, trekking nei vigneti, albero monumentale, punti panoramici, orto grande, tartufaie. Alla fattoria del Colle c’è proprio tanto da vedere e da gustare oltre alle visite guidate alle sale della villa Cinquecentesca e alla cantina della Doc Orcia, alle degustazioni e ai pasti del ristorante dedicato alla cucina locale.
Lo sapevate che i pomodori erano gialli? Eppure non si chiamano pomo-rosso ma pomo-d’oro proprio perché originariamente erano dorati. Avete mai visto la pianta del cotone o quella del pepe?
L’orto grande della Fattoria del Colle nasce per mettere in tavola verdure fresche ma anche per far scoprire ai visitatori natura e storia, leggende e gastronomia racchiuse nelle piante. E’ un gioco ma arricchisce di conoscenze.

Natura-alla-Fattoria-del-Colle-Quercia-Italia

Natura-alla-Fattoria-del-Colle-Quercia-Italia

La Fattoria del Colle, luogo della memoria, dove ogni proposta naturalistica insegna a esplorare e fa capire che la natura è tutt’altro che noiosa ma insegna e diverte perché è piena di sorprese.
FANTABOSCO Pineta a 200 metri dalla Cappella della Fattoria del Colle. Contiene alberi a tema: albero della storia, albero della paura, albero delle bugie ….. un parco capace di divertire i bambini e far riflettere i grandi ed ecco che l’albero dell’odio è circondato da un labirinto senza uscita e costringe a tornare indietro fino alla porta del perdono. L’albero dei suoni ha i rami pieni di campanelli che suonano tirando le corde…. Leggi tutto…

Ricciarelli e la storia affascinante dei dolci senesi

La ricetta dei ricciarelli e la storia del panforte con Duccio Balestracci, Marzia Morganti Tempestini e i Lions di Montalcino alla Fattoria del Colle

Ricciarelli-Lions-Club-Montalcino-La-Fortezza

Ricciarelli-Lions-Club-Montalcino-La-Fortezza

Di Donatella Cinelli Colombini

Comincio col presentarvi i due relatori: il professore di storia all’Università di Siena Duccio Balestracci e la gastronoma Marzia Morganti Tempestini docente all’Università di Parma. Poi ci sono gli amici del Lions Club Montalcino La Fortezza e il loro presidente Michele De Zio tutti insieme alla Fattoria del Colle per scoprire la magia dei dolci senesi, imparare a prepararli e farne una scorpacciata.
LA STORIA DEI DOLCI
Di Marzia Morganti Tempestini
Gli Egizi, Greci e Romani usavano i dolcetti più per donarli alle divinità che per mangiarli. D’altra parte forse non erano così buoni. Gli impasti di uova, farina di grano o avena, latte, miele e vino, farciti con mandorle, datteri, fichi, mele cotogne, noci e formaggi molli, cominciano ad assomigliare ai nostri dolci nel medioevo grazie agli arabi che aggiungono le spezie.

Ricciarelli-Fattoria-del-Colle-Toscana-

Ricciarelli-Fattoria-del-Colle-Toscana-

Nascono in Sicilia cassata e sorbetto, mentre il gelato viene ideato a Firenze dall’architetto Bernardo Buontalenti per stupire gli invitati ai banchetti dei Medici.
Tuttavia anticamente i dolci erano proprio pochi e solo nei conventi -soprattutto carmelitani- venivano preparati con regolarità come provano certi nomi: supplicazioni o pazienze ad esempio. Lo zucchero era merce rarissima fino al Settecento e al suo posto veniva utilizzato il miele.
Molto in uso nel Trecento il marzapane che ancora oggi caratterizza i savoiardi a riprova della buona pasticceria della corte dei Savoia. Nei banchetti reali del Quattrocento troviamo abbondanza di frutta candita, anch’essa di origine araba.
Nel Seicento la pasticceria diventa più popolare e diffusa al punto che vengono stampati i primi manuali. Leggi tutto…

La guerra dei ristoranti contro l’agricoltura

FIPE contro l’agriturismo e l’enoturismo: i pubblici esercizi si sentono abbandonati e attaccano. Nel turismo si vince in squadra! E’ meglio unire le forze

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Ristoranti contro l’ agricoltura  Fattoria-del-Colle-l’unione-fa-la-forza

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Per capire cosa sta succedendo vi racconto quello che è successo a me. Alcuni mesi fa è uscita la nuova classificazione toscana degli agriturismo con 5 livelli, come gli alberghi. La Fattoria del Colle puntava ovviamente al massimo punteggio (appartamenti, ville, camere con bagno, ristorante,  3 piscine, campo da tennis,  centro benessere, scuola di cucina, 3 parchi, 4 percorsi per trekking …) ma scopriamo che il ristorante, regolarmente autorizzato come pubblico esercizio, non può essere considerato fra i servizi offerti agli ospiti e quindi, la nostra struttura è classificata con un girasole, il punteggio minimo come i piccoli agriturismi senza servizi.

Ristoranti-presidio-dell'agroalimentare-locale-bolliti Osteria del Borgo Arrù

Ristoranti-presidio-dell’agroalimentare-locale-bolliti Osteria del Borgo Arrù

Per non avere quello che giudicavamo un giudizio disastroso per la reputazione della Fattoria del Colle e per le sue prospettive commerciali, abbiamo dovuto riportare nell’agricoltura il ristorante e tutti i suoi magazzini. Scopriamo inoltre che i ristoranti agrituristici hanno la possibilità di servire pasti anche a chi non pernotta con la sola restrizione di usare solo alimenti toscani (con eccezione di caffè, pepe e simili).

Da un punto di vista fiscale e retributivo poco cambia fra pubblico esercizio e ristorante agrituristico. Rimane l’amarezza di aver buttato via soldi e tempo per deruralizzare i locali e acquisire la licenza di ristorazione che ora riporteremo in comune.

Tuttavia è giusto fare una riflessione sulle logiche “politiche” che stanno dietro alla nuova legge sull’agriturismo toscano, così come sulle norme relative ai “Distretti del Cibo” (40 milioni in 3 anni) e all’enoturismo che sono stati inseriti all’interno dell’ultima legge di Bilancio. Leggi tutto…

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