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Un suonatore di viola falso con una storia vera

Il ritratto di un suonatore di viola con la data 1513 ci racconta una storia veramente appassionante con finale a sorpresa

Suonatore-di-Viola-copia-da-Sebastiano-del-Piombo

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Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Toscanaagriturismo, cantine

Il dipinto è sul camino della sala degli stemmi della Fattoria del Colle con la data 1513 e raffigura un giovanissimo suonatore di viola visto di spalle. Studiare questo dipinto è stata per me appassionate e mi ha riportato indietro nel tempo, quando giovane storica d’arte, cercavo di capire la data e l’autore delle opere studiando giorno e notte in biblioteca. Il lavoro dei critici d’arte è simile a quello di Sherlock Holmes sempre a caccia di indizi finchè la verità viene fuori.

I MIEI ANTENATI ALLA CORTE DEL PAPA

Cominciamo dall’inizio. Circa dieci anni fa mia madre mi regala questo dipinto che lei aveva ricevuto in eredità da sua nonna Francesca Barluzzi discendente da due famiglie legatissime al papato. Il padre Camillo era nella segreteria di Stato di Sua Santità e la madre Anna Maria Busiri Vici nasceva nella famiglia dei “primi architetti della Fabbrica di San Pietro” . Il capostipite Jean Beausire (1651-1743) ) fu

Suonatore-di-Viola-1513-copia-ottocentesca

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architetto della città di Parigi e maestro consigliere del re maìtre général directeur controleur des edificies de la ville de Paris. Successivamente la famiglia si sposta in Italia e italianizza il cognome in Busiri e poi in Busiri Vici per via di un matrimonio, continuando sempre a esercitare l’architettura ad altissimi livelli.
Il nostro dipinto con il suonatore di viola viene dunque da Roma e da una famiglia con molto nome e molti mezzi.
Sicuramente è un’opera di pregio penserete voi. Ma allora perché viene data a Teresa Barluzzi la più piccola e la zitella della famiglia? ESAME DEL SUONATORE DI VIOLA
La data 1513 scritta nel ritratto è un riferimento importante.
Le dimensioni del dipinto sono quelle di un ritratto per uso privato. La cornice è dorata, semplice e facilmente riferibile all’epoca neoclassica, cioè i primi dell’Ottocento.

Suonatore-di-viola-stampa

Suonatore-di-viola-stampa

Raffigura un uomo molto giovane con un archetto in mano e un mazzo di violette a indicare il tipo di strumento suonato: la viola. Si tratta di uno strumento musicale simile ma più grande del violino che viene elaborato proprio nei primi anni del Cinquecento nel Nord Italia e già nel 1535 prende la forma con cui lo conosciamo oggi. All’inizio del XVI secolo era un’autentica novità.
Il giovane del ritratto veste in velluto verde con un colletto di pelliccia. L’abbigliamento ha un valore simbolico nel ritratto e indica il censo della persona raffigurata che, in questo caso, è evidentemente molto elevato. L’acconciatura è quella di moda nel primo Cinquecento con i capelli lunghi fino a coprire il collo arricciati all’indentro. Siamo dunque di fronte a un nobiluomo di circa vent’anni, ricco e amante della musica al punto da suonare uno strumento nuovo. Tutti gli elementi confermano la data 1513.

ICONOGRAFIA E STILE
Altro elemento da esaminare è lo schema compositivo. La posa del nostro

Suonatore-di-Viola-altra-replica

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suonatore di viola è teatrale, l’uomo è ritratto mentre si volge indietro. Esistono altri esempi simili il più noto dei quali è il ritratto del banchiere fiorentino Bindo Aldoviti del 1515 (Washington National Gallery) l’altro di Andrea del Sarto del 1517 è alla National Gallery ( questo pittore userà spesso questa posa molto articolata in vari ritratti). Si tratta comunque di una iconografia inconsueta che nasce proprio nel secondo decennio del Cinquecento da artisti che gravitavano su Roma ( Andrea Del Sarto è a Roma per un breve periodo nel 1510 mentre Raffaello vi arriva nel 1508).
Anche la struttura compositiva conferma la datazione.
Ma quali artisti sono a Roma nel 1513 l’anno in cui viene dipinto il ritratto di suonatore di viola? Ce ne sono un numero enorme, Papa Giulio II vuole intorno a se tutti i migliori: Michelangelo sta dipingendo la volta della Sistina, Raffaello è impegnato nelle stanze vaticane ( 1512-13 Stanza di Eliodoro con la Cacciata di Eliodoro dal Tempio, il Miracolo di Bolsena, Liberazione di San Pietro, Incontro di Leone Magno con Attila). Insieme a Raffaello ci sono Sodoma, Lorenzo Lotto, Baldassarre Peruzzi. Contemporaneamente Raffaello lavora per il banchiere senese Agostino Chigi al palazzo della Farnesina (Galatea 1511) insieme a Sebastiano del Piombo.

SEBASTIANO DEL PIOMBO
E’ proprio Sebastiano del Piombo (Venezia 1485-Roma 1547) il pittore con lo stile più vicino al nostro suonatore di viola.
Sebastiano si forma nella bottega di Giovanni Bellini ma è attento alla poetica di Giorgione. Arriva a Roma nel 1511 quando la sua fama di pittore è già conclamata. Lavora alla Farnesina dipingendo le metamorfosi di Ovidio a contatto diretto con Raffaello che realizza i riquadri più in basso.
E’ questa la fase in cui più forte appare l’influenza artistica di Raffaello che Sebastiano interpreta con una maggiore ricchezza cromatica e una pennellata più fluida. Secondo il Vasari, Sebastiano viene poi letteralmente affascinato da Michelangelo.
Se esaminiamo la ritrattistica intorno al 1513 notiamo che (Baldassar Castiglione 1517, Bindo Aldoviti 1515 ) Raffaello mostra un intento di grande individuazione psicologica. A Sebastiano sono invece riferibili il ritratto di uomo di Budapest, in un primo tempo attribuito a Raffaello, la Dorotea e il ritratto di donna degli Uffizi entrambi del 1512.

Troviamo gli stessi elementi stilistici del ritratto di sonatore di viola che quindi ci rimanda alla fase più raffaellesca di Sebastiano del Piombo. Sono tipiche delle opere di Sebastiano le ombre pesanti sugli occhi che non si ritrovano nelle opere certe di Raffaello.

A questo punto l’indagine mi porta all’eccitazione massima: ho trovato l’autore del ritratto di suonatore di viola: Sebastiano del Piombo. Eppure c’è qualcosa di troppo pulito, troppo classicista …. Insomma sembra più neoclassico che rinascimentale … somiglia alle copie dei quadri celebri eseguite dagli studenti delle accademie dell’Ottocento …. Basta andare al museo Cassioli a Asciano oppure nelle confraternite sotto il Santa Maria della Scala a Siena per vederne a decine … e infatti

FINALE A SORPRESA
A questo punto inizia un autentico giallo.
Cerco, frugo, indago in internet e alla fine scopro un ritratto di suonatore di viola quasi identico al mio con la data 1518. E’ nella Collezione Rothschild a Parigi. Originariamente attribuito a Raffaello è stato più tardi riferito a Sebastiano del Piombo. Proviene dalla Galleria Sciarra dove lo vide Cavalcaselle e ancora prima era in Palazzo Barberini a Roma. La mia attribuzione a Sebastiano del Piombo è dunque esatta ma purtroppo il mio è una copia. Infatti il ritratto di suonatore di viola originale ebbe un grande successo nell’Ottocento e veniva copiato per soddisfare le richieste delle famiglie benestanti che lo volevano mettere in salotto. Il mercato antiquario pullula di queste repliche. Cercando in internet ne ho trovate tantissime.
Ecco spiegata la cornice neoclassica e la provenienza da Teresa Barluzzi la zia senza figli a cui, evidentemente, vennero dati dalla famiglia arredi piacevoli ma non preziosi.
Peccato! La mia tela non è un capolavoro ma una copia tarda dell’originale di proprietà dei Rothschild. L’unico vantaggio è che non devo preoccuparmi dei ladri perché il valore economico è davvero piccolo, di poche migliaia di Euro.
Rimane la bella storia di questo dipinto che mi ha permesso di sapere di più sui miei antenati e allenare la mia capacità di attribuire le opere d’arte che credevo svanita nel nulla e invece funziona ancora. Mi sono divertita e questo è quello che conta.

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2 Comments

  1. roberto caini Reply

    Forse quel dipinto non è propriamente un capolavoro ( mi fido della capacita’ critica di Donatella Cinelli Colombini ), ma questi articoli sono dei piccoli ” capolavori”. Grazie

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