Vivi e rivivi l'esperienza in Fattoria

Wine tours, cantine e strane domande

Tour dopo tour, anno dopo anno, le domande dei turisti in cantina sono state tante e diverse ma alcune, più che altro, strane…davvero strane!

Wine tours a casato Prime Donne, Montalcino

Wine tours a casato Prime Donne, Montalcino

Di Sara MazzeschiFattoria del Colle

Uno degli aspetti più entusiasmanti  del mio lavoro a Fattoria del Colle è il tempo che passo in cantina o in giro per la struttura con i turisti. Sia qua che a Casato Prime Donne a Montalcino è davvero bello mostrare a inesperti o appassionati wine lovers dove produciamo e affiniamo Chianti, Doc Orcia e, nel caso dell’altra azienda, Brunello.

Ho sempre pensato che far conoscere alle persone ciò che sta “dietro” ad una bottiglia, quanti sforzi e decisioni difficili portano – si spera – ad un vino di alta qualità, è l’aspetto più importante del mio parlare e raccontare, per questo sono sempre contenta quando leggo curiosità nelle facce di chi mi segue e quando mi vengono fatte domande . Va detto, non c’è limite a ciò che mi è stato chiesto, ogni volta che penso di aver sentito tutto arriva un ragazzino sveglio o un professore che solleva gli occhiali per guadarmi meglio e…resto senza parole!

Prima domanda che mi viene in mente è rigorosamente fatta dalla sfacciata del gruppo di americani: “Scusi Signorina, ma dove siamo? “ e io “a Fattoria del Colle, nel

Panorama da Fattoria del Colle , Val d'Orcia

Panorama da Fattoria del Colle , Val d’Orcia

Sud di Siena, insomma in Toscana, ha presente?” “Ah in Toscana dunque…”  E tutti dopo di lei, felici e anche un po’ sollevati: “ Ah in Toscana, in Toscana!” Sembra impossibile ma molti stranieri arrivano da noi credendo di essere in Veneto o , al limite, in Umbria e io penso: Iniziamo bene stamani!!

Spesso mi trovo davanti ai sapientoni, quelli che vogliono fare bella figura, che mi chiedono di portarli tra le vigne per mostrare e far provare ai loro amici l’esperienza della vendemmia…a maggio! Io, con il mio miglior sorriso ricordo loro che si raccoglie a Settembre e che se anche fosse, non si può dare un paio di forbici al primo che vuole dilettarsi, è la legge. Qui di solito svicolano sulla vendemmia e concentrano l’attenzione sull’Italia, lamentandosi del fatto che non si può più fare niente in questo Paese.

In un’altra categoria interessante stanno quelli con le convinzioni indistruttibili: “ il Brunello è buono solo dopo 10 anni, chi lo beve dopo 5 commette infanticidio!” E noi a spiegare che i grandi Brunello sono buoni – ma diversi – dopo 5, 10, 20 anni ed oltre.

Tempo fa mi trovavo in cantina di produzione insieme ad un bel gruppo e ad un certo punto, con la coda nell’occhio, noto una signora tutta intenta a scandagliare ogni angolo ed anfratto. Era così presa da essere riuscita a coinvolgere prima uno poi due poi l’intera comitiva, dunque le chiedo: “Signora cosa sta cercando?” e lei “La vasca dove schiacciate l’uva con i piedi, si Quella vasca, dove la tenete?” Come dirle che non lo facciamo più da decenni e che anzi, eravamo circondate da tini d’acciaio termoregolati?

Oppure, altro tour e altra signora  ma sempre in cantina di produzione: “ Ma come, usate solo Sangiovese per il rosato?!? A me hanno sempre detto che si fa mescolando vino rosso e vino bianco, è sicura?” “Si, sono abbastanza sicura…”

Casato Prime Donne Montalcino

Casato Prime Donne Montalcino

Ogni degustazione finisce con le domande di rito sugli anni di conservazione di un Brunello ma ricordo un signore che mi chiese: “Io ho una bottiglia del 1991, mia moglie la tiene con gran cura nella vetrina del tinello che dice, è pronta?” Ricordo che mi presi alcuni secondi per pensare e poi risposi: “ Se il Brunello ha una bella etichetta dia retta a me, lo lasci lì altri 25 anni che fa fare bella figura a sua moglie” Purtroppo tenere un gran vino in vetrina, lontano dalla polvere o dal gatto, non significa esattamente aiutarlo a sfidare il tempo, anche se ne ha le capacità. Donatella invece mi ha raccontato di quando le si presentarono in cantina delle persone che volevano il vino sfuso di Montalcino per fare il Brunello a casa perché così “poi ci mettiamo l’etichetta con il nostro nome”.

Però non mi ha mai detto cosa ha risposto loro.

Oppure quella volta che parlavamo di Riserva, la tipologia di Brunello con tempi di invecchiamento in botte più lunghi e, dopo aver spiegato tutto nel dettaglio o almeno così credevo, sento: “ allora, se compro un Brunello base oggi e lo tengo un anno a casa diventa Riserva!?”  “No, così sarebbe troppo facile, la regola non vale se il vino è già in bottiglia e soprattutto…venduto, forse mi sono spiegata male io!”

E tutti a ridere

Un’altra volta ho “beccato” un signore a sputare un’oliva presa e messa in bocca da uno degli alberi intorno alla tenuta, era convinto che le olive nei barattoli dei supermarket

Olive della Fattoria del Colle

Olive della Fattoria del Colle

fossero raccolte e sigillate tempo zero, senza alcun tipo di lavorazione e c’era rimasto proprio male del saporaccio!

Senza parole poi è rimasta una mia collega quest’estate quando dei signori, vegetariani convinti e dichiarati, elencandole tutto quello che non volevano mangiare dalla carta del ristorante: pollo, coniglio, vitello…esclamarono estremamente sicuri : “ecco cosa vogliamo per cena: una bella fiorentina di chianina!” Al chè, perplessa, la collega si sentì in dovere di puntualizzare “ ma è manzo ?!?” “Ma certo, lo sappiamo bene!”

Mai puntualizzare!

Nessuno si è mai offeso alle battute, almeno non per ora, anzi abbiamo sempre scherzato tutti  insieme perché la verità è che  non ci sono mai domande stupide ed in fondo il vino è anche questo, allegria, didattica e poi, al limite, ci beviamo su!

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