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I distretti agroalimentari volano: insieme si vince!

Il successo dei distretti agroalimentari e su tutti quelli del Prosecco e delle Langhe. Un monito a fare squadra e a mettere in rete imprese e filiere

Montalcino-CasatoPrimeDonne-Il distretto-del-Brunello-prossimo-futuro

Montalcino-CasatoPrimeDonne-Il distretto-del-Brunello-prossimo-futuro

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne
Perché i distretti sviluppano economia e qualità della vita mentre gli altri territori no? L’ex ministro Calenda la chiama economia 4.0 ma la parola magica è “organizzazione” cioè usare la tecnologia e l’innovazione all’interno di una regia condivisa.
I tedeschi ci riescono e noi no. Siamo italiani! Ognuno vuol pensare con la sua testa e decidere in base ai tempi, le scelte che gli sembrano giuste. C’è chi apprezza questo sistema considerandolo più libero e democratico ma il risultato è il disastro economico perché le imprese vanno fuori mercato.
C’è chi invece fa squadra e ottiene risultati strabilianti, sono i distretti agroalimentari.

Langhe-Barolo

Distretto-agroalimentare-Langhe-Barolo

I distretti Langhe-Roero-Monferrato, quello del Prosecco, delle Mozzarelle di bufala e della frutta del Trentino volano e sono un monito per tutti.
Nel Rapporto di Intesa San Paolo che esamina il periodo 2008-2016 la differenza balza agli occhi: crescita del fatturato agro alimentare dei distretti 25,7% crescita delle aree non distrettuali 17%.
Tutti i parametri sono nettamente più performanti nelle aree collegate da un network di territorio: produttività del lavoro e EBITDA. Leggi tutto…

Starbucks o espresso italiano?

L’incredibile successo del primo Starbucks italiano è frutto di provincialismo, disaffezione dall’espresso nostrano oppure semplicemente curiosità?

Starbucks

Starbucks

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, cantine, Toscana

Io viaggio tanto, ho sempre viaggiato tanto e ho vissuto all’estero per 6 mesi consecutivi in un’epoca in cui il caffè, fuori dai confini italiani, era una vera ciofeca. Per questo, a volte quando sono in Canada, in Germania … amo fare colazione da Starbucks dove il cappuccino è meno cattivo rispetto a quello liofilizzato dell’albergo. Ma non mi sarei mai aspettata che gli italiani facessero la fila in Piazza Cordusio, in pieno centro di Milano, per bere del caffè americano un bicchieri di polistirolo quando la città meneghina è piena di caffetterie dove è anche possibile assaggiare grani e tostature straordinarie.
Qualche giorno fa telefono a una mia amica (sommelier, sempre attenta alle

Starbucks n°1 Violante a Seattle

Starbucks n°1 Violante a Seattle

prelibatezze gastronomiche) e mi sento rispondere <<scusa sono in metro, vado in centro, da Starbucks>> e io casco dalle nuvole << ma che ci vai a fare?>> e lei si stupisce del mio stupore <<è la curiosità, è una cosa nuova >>, il caffè è una cosa nuova? Nella patria del vero espresso suona incredibile.
E’ come se a Epernay, capitale dello Champagne, i francesi facessero la fila davanti alla prima “Spumanteria”. Oppure se l’enoteca “Di sole grappe” mettesse in fila gli scozzesi a Edimburgo nella terra delle distillerie di Whisky. Mi piacerebbe ma non lo credo possibile. Leggi tutto…

Abbona e Allegrini finalisti del WS Video Contest

Due dei sei video finalisti al concorso del Wine Spectator sono italiani: Abbona – Marchesi di Barolo e Allegrini e sono decisamente i più belli

Marilisa Allegrini presenta il suo Amarone ai Gourmet di Siena

Marilisa Allegrini presenta il suo Amarone ai Gourmet di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Bisogna votarli entro domenica 16 settembre, mi raccomando non perdete tempo aprite il Wine Spectator Video Contest per vederli e votarli. Gli altri quattro video sono molto, ma molto più brutti, mentre quello delle mie amiche e Donne del Vino Marilisa Allegrini, Anna e Valentina Abbona –Marchesi di Barolo, sono avvincenti, trasmettono passione e bellezza.
Vincono a mani basse se li confrontate con l’enologo californiano che parla senza sorridere neanche una volta, oppure l’appassionato che sogna Bordeaux e finisce in un

Anna-Abbona-Marchesi di Barolo- Donatella-Cinelli-Colombini

Anna-Abbona-Marchesi di Barolo- Donatella-Cinelli-Colombini

costume a forma di grappolo d’uva, per non parlare del video che sembra uno spot pubblicitario basato sugli effetti sensoriali e infine quello troppo amatoriale di una coppia di wine lovers.
Invece i due video delle cantine italiane sono proprio belli. Gli Abbona ci portano a Barolo nel loro castello. La voce narrante è quella di Valentina che in un inglese perfetto ci presenta il padre Ernesto mentre apre una vecchia bottiglia del 1958. Il vino gli piace al punto da correre dalla moglie per farglielo assaggiare. Insieme decidono di chiamare i figli improvvisando una pranzetto nella terrazza affacciata sui paesi e i vigneti del Barolo. Leggi tutto…

Una Donna del Vino al concorso di Miss Italia

Nell’80° concorso di Miss Italia c’è anche una concorrente Donna del Vino è la produttrice di Aglianico Mariapina Fontana di 26 anni: bella brava e simpatica

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Per la prima volta la finale del concorso avverrà a Milano (le selezioni di Jesolo hanno riguardato 250 ragazze) e sarà trasmesso da La7 con la serata conclusiva lunedì 17 settembre. Pe la prima volta una concorrente è una Donna del Vino, Mariapina Fontana
Quest’anno il concorso che incorona la donna più bella d’Italia ha puntato su personaggi che uniscono all’avvenenza anche l’intelligenza e il coraggio di affrontare le difficoltà: una delle finaliste, Chara Boldi ha perso un piede a dodici anni per un

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

incidente col motorino e cammina con una protesi. E’ una giovane donna che non si è arresa e ora va in canoa, fa nuoto subacqueo, balla in discoteca e vive gli affetti come una ragazza normale.
Altro esempio, citato dalle riviste a testimonianza dell’evoluzione del concorso di Miss Italia, è la Donna del Vino Mariapina Fontana. Come dire “la bellezza non basta”. E infatti la produttrice di Aglianico Mariapina Fontana non è solo bella ma anche brava, anzi molto brava. Mariapina e suo fratello Antonio sono la quinta generazione della famiglia Fontana e stanno portando a grandi traguardi la tenuta di Pietrelcina (Benevento), terra natale di Padre Pio. Producono in modo biologico l’Asprinio d’Aversa a spalliera e ad alberata, con viti sorrette da pioppi fino a 11 metri e fermentazione in anfore di terracotta, il Sannio aglianico, il Falerno del Massico e il Falerno del Massico Primitivo. 25.000 bottiglie tutte con grandissima personalità distintiva. Leggi tutto…

Le nobili cantine che fanno più profitti

Sassicaia, Antinori, Cusumano, Frescobaldi, Santa Margherita le cantine più remunerative, Giv la più grande, il Marchese Antinori il maggiore “vignaiolo”

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Classifica-Anna-Di-Martino-cantine-che-fanno-più-profitti-Antinori

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casto Prime Donne

Anna Di Martino pubblica sul Corriere della Sera, la sua classifica delle cantine che moltiplicano fatturati e profitti. 104 grandi cantine che da sole rappresentano 6,2 miliardi di giro d’affari pari al 47,6% di tutto il vino italiano e il 62,3% dell’export totale.
Rispetto allo scorso anno le cantine prese in esame sono di meno ma il loro peso rispetto al business complessivo è salito: 2 miliardi di bottiglie e 11.570 dipendenti. Segno di una concentrazione che a noi italiani sembra grande ma che confrontata a Paesi come il

Sassicaia-Cantine-che-fanno-più-profitti-classifica-Anna-Di-Martino-

Sassicaia-Cantine-che-fanno-più-profitti-classifica-Anna-Di-Martino-

Cile, l’Australia o anche gli USA appare ancora bassa, forse persino troppo bassa. Siamo la nazione delle piccole imprese, anche nel vino. Il nostro problema è un numero insufficiente di realtà industriali capaci di affrontare le sfide future di un mercato sempre più globalizzato. Cioè abbiamo pochi locomotori a cui attaccare i vagoncini costituiti dalle realtà produttive medie e piccole, cantine spesso eccellenti ma prive delle risorse necessarie per aprire i mercati.
Abbiamo tuttavia dei veri assi nella manica: le cantine dei vini superstar che fanno breccia nelle aste internazionali e negli indici LIVex il portale inglese dei vini da investimento. Sono loro a tirare il successo del vino italiano nei mercati esteri: aprono, alle bottiglie tricolori, le carte dei vini dei ristoranti di lusso, accendono l’interesse dei wine critics e corrono alla velocità dei grandi chateau francesi lungo la strada dell’eccellenza. Leggi tutto…

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