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Château Latour a Puillac nel cuore del mito

E’ qui nel Médoc che il mito bordolese inizia. Château Latour è uno dei primi 4 Premier Grand Cru Classé del 1855 insieme a Lafite, Margaux e Haut-Brion

Château Latour

Château Latour

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Château Latour è nella regione dell’Haut-Médoc, a Pauillac, nella magica terra posta tra il Médoc e il Graves. Tre dei cinque Château mito del bordolese sono proprio da queste parti.
Guardandolo dall’alto da l’impressione di un ordine militaresco. Vigneti uno accanto all’altro, quasi in piano, a poche centinaia di metri dalla Gironda e in mezzo alle viti una cantina quadrata con un cortile in mezzo che, nella sua austera semplicità, ricorda una caserma asburgica.
In effetti il passato è guerresco, la torre – nome e simbolo della proprietà- fu costruita nel 1331 per difendere l’estuario del fiume, che dista 300 metri, durante la lunga contesa franco inglese chiamata “Guerra dei cent’anni”. Quella attuale è del 1620 e fu edificata sui resti dell’originaria. La produzione di vino ha almeno

Château Latour

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cinque secoli di storia ma il momento decisivo arriva nel Settecento quando i proprietari Alexandre e Nicolas-Alexandre de Ségur (quest’ultimo è chiamato “ Prince of the Vines” dal re di Francia Luigi XV) riuniscono sotto la stessa proprietà Château Latour, Château Lafite, Château Mouton e Château Calon-Ségur e iniziano a produrre vini di grande qualità affermandosi nel mondo come una squadra di livello imbattibile. Già all’inizio del Settecento i vini di Latour costano cinque volte di più degli altri bordolesi e alla fine dello stesso secolo sono individuati i 47 ettari più pregiati, quelli capaci di dare, con regolarità, vini superiori a tutti gli altri. Sono ancora oggi il cuore della produzione d’eccellenza. 

Château Latour

Château Latour

Segue un periodo in cui le divisioni patrimoniali fra i numerosi figli portano a disgregare la proprietà ma, nel 1855 Latour è uno dei primi 4 First Growths – Premier Grand Cru Classé insieme a Lafite-Rothschild, Margaux, Haut-Brion. In questa posizione di primato rimarrà per sempre come l’eccellenza di Bordeaux. Oggi il proprietario di Château Latour è François Pinault e il suo gruppo Artemide.
La vigna è 92 ettari fra cui i celebri 47, intorno allo château, che si chiamano “L’Enclos” e sono la vigna originaria da cui proviene l’uva usata per produrre la prima delle tre etichette di Latour, “Le Grand Vin” (18.000 casse all’anno). Il suo tradizionale uvaggio è 80% Cabernet Sauvignon, 18% Merlot, 2% of Cabernet Franc e Petit Verdot.

Le vigne sono coltivate in modo biodinamico, nel pieno rispetto della natura senza

Château Latour

Château Latour

diserbanti, con soli concimi naturali e con cavalli a lavoro in tutte le fasi della coltivazione. Il terreno è argilloso ma anche ricco di scheletro con ciottoli e sabbia. La straordinaria complessità del vino di Latour dipende dalla particolare conformazione del terreno formato dal fiume e dal mare  così come il clima piovoso in estete e asciutto in autunno. Va detto che un geniale sistema di drenaggi costruito nell’Ottocento, evita i ristagni d’acqua che potrebbero compromettere la qualità dell’uva. Il vino è caratterizzato da una straordinaria profondità e complessità. Un capolavoro di potenza e eleganza in perfetta armonia.
Accanto alle classiche bottiglie con etichette in sughero c’è un secondo vino: Les Forts de Latour, in cui l’uvaggio è leggermente diverso 70% Cabernet Sauvignon e 30% Merlot e vinene commercializzato in 11.000 casse all’anno (132.000 bottiglie). Dal 1990 c’è infine un terzo vino Pauillac de Latour.
La vendemmia nei vigneti di Latour avviene dalla metà di settembre alla metà di ottobre. L’uva è raccolta in cestini da 8 kg e all’arrivo in cantina subisce due selezioni. La tinaia è stata interamente rinnovata nel 2001. Da qui il vino arriva nelle barriques. Quelle in cui matura “Le Grand Vin” sono nuove ogni anno. Sono fatte in rovere proveniente dalle foreste del centro della Francia. Dopo il primo anno le barriques vengono spostate nella bottaia del secondo anno dove il vino rimane per 10-13 mesi finchè subisce una chiarifica secondo l’antica tecnica delle chiare d’uovo e viene quindi preparato all’imbottigliamento mescolando il contenuto delle barriques per formare una sola massa omogenea.
L’affinamento in bottiglia ha una durata diversa di anno in anno, per esempio la 2012 ha avuto bisogno di una sosta più lunga prima di venir commercializzato.
A Château Latour lavorano circa 60 persone perché ogni fase della produzione è curata in modo meticoloso. Il direttore tecnico, quello che noi chiameremmo cantiniere enologo è una donna:  Helene Genin.

Dopo la loro uscita dalla cantina le bottiglie di Grand Vin  Château Latour sono il bersaglio dei falsari e quindi ognuna di esse è chiusa con un sofisticato sistema anti-contraffazione. Se volente comprarne una usatelo collegandovi al sito della cantina.

 

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