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Chianti, Toscana, Sangiovese, Barolo, Rosso

Queste le 5 parole più associate al vino italiano in USA. Colpisce la forza della Toscana e del Chianti

NY-Wine-Experience-vino-italiano-in USA-non solo Chianti

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Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Fattoria del Colle
Le notizie arrivano dall’indagine “Wine Opinions Vinitaly Survey” e sono state ottimamente commentate da Wine Meridian. In ordine decrescente c’è un primo gruppo di parole che comprende Chianti, Toscana, Sangiovese, Barolo, Rosso e Dry seguito da una seconda lista con termini qualificativi che indicano soprattutto le sensazioni suscitate dal vino Earthy (terroso), Prosecco, Food, Fruity (fruttato), Robust (robusto), Diversity (diversità).
Una prima riflessione sulla parola Chianti che dimostra come lo sforzo di comunicare Classico, selezione, superiore …. Abbia dato frutti solo fra gli addetti ai lavori

Houston-seminario-Brunello-USA-non-solo-Brunello-e Toscana

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mentre il grande pubblico faccia una gran confusione … quasi come quando si dice Bordeaux mettendo in un unico paniere i Premier Cru e i vin de pays, Margaux e les Graves.
Che ci sia una forbice ampia fra la percezione dei conoscitori e quella del grande pubblico risulta evidente dal confronto fra questa lista e la classifica delle denominazioni più presenti nella stampa internazionale mostrata dalla Regione Toscana all’inaugurazione delle Anteprime 2017. Il Brunello svettava primo davanti a Chianti e Chianti Classico. Invece nell’indagine “Wine Opinion Vinitaly Survery” il prestigioso vino di Montalcino è relegato in posizione molto periferica.

Denver-pasto-multietnico-con-vini-italiani

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Colpisce la forza del gruppo di termini Chianti, Toscana, Sangiovese che manifestano una larga penetrazione e una forza evocativa importante delle colline intorno a Firenze. Una presenza nell’immaginario collettivo che probabilmente si traduce anche in viaggi e wine wedding.
Dopo un piccolo numero di denominazioni più conosciute come Chianti, Barolo, Prosecco, Brunello, Amarone e Barbera …. c’è quasi un vuoto. Alla domanda << ha mai sentito parlare di … >>solo il 50% ha risposto SI per i vini Fiano, Franciacorta, Greco di Tufo, Falanghina, Salice Salentino, Vin Santo e ’Aglianico mentre tutte le altre denominazioni vanno a finire in un limbo di <<never heard>>.

Minneapolis‬ airport... Brunello-in-tavola-coi-sette-nani

Minneapolis‬ airport… Brunello-in-tavola-coi-sette-nani

Questa indagine evidenzia anche il forte legame fra il vino italiano e il cibo nell’immaginario dei consumatori. Le nostre bottiglie si associano a una percezione << food friendly>> di convivialità intorno alla tavola e a piatti cucinati. Un legame che andrebbe indagato perché il vino italiano, per decenni, è stato strettamente legato ai ristoranti di cucina italiana e al loro emergere nella ristorazione più qualificata. Contemporaneamente in USA , con maggiore anticipo e più diffusione rispetto al resto del mondo, prendeva piede l’abitudine a pasti destrutturati negli orari e nella modalità in cui si mescolavano cucine, sapori e culture molto diverse in “libera successione”. Sarebbe da capire se il rapporto fra il vino italiano e il cibo dipende dalla sua ottima versatilità e quindi alla facilità d’abbinamento con tavole multietniche oppure dal successo del made in Italy collegato al lavoro sui marchi IGP e a fenomeni come Eataly.

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