Cuneo, Siena e Verona al top del turismo enogastronomico

Written by Donatella on . Posted in Forum

Ecco le 10 migliori destinazioni enogastronomiche italiane:  Cuneo, Siena, Verona, Bolzano, Firenze, Trento, Asti, Brescia, Udine e Gorizia

Città del Vino - Assemblea - Riccardo Margheriti

Città del Vino - Assemblea - Riccardo Margheriti

Festa grande a Siena per i 25 anni dell’ Associazione Città del Vino presieduta da Gianpaolo Pioli e riunita nelle sale del Santa Maria della Scala anche per modificare il proprio statuto. C’erano i sindaci dei  550 comuni associati e gli ambasciatori che  costituiscono l’ala più appassionata della compagine.

Nei due giorni di celebrazioni il contributo tecnico più rilevante è stato l’”Atlante

Marco Lisi - Lorenzo Palazzoli Ambasciatori delle Città del Vino

Marco Lisi - Lorenzo Palazzoli Ambasciatori delle Città del Vino

geografico dell’Italia enogastronomica di qualità” redatto dal Censis e presentato dal suo presidente, il celebre sociologo e economista Giuseppe De Rita. Un approccio nuovo che <<registra e misura il livello di competitività raggiunto dai territori >>  ha detto Fabio Taiti estensore dell’indagine e grandissimo esperto del fenomeno enoturistico. La classifica delle aree  in cui si realizza il miglior connubio fra la produzione di grandi vini e la cucina d’eccellenza scaturisce dall’esame delle guide di settore. Su tutti emerge Cuneo con i suoi 177 produttori di qualità e i 77 presenti in almeno due guide. Trento è invece la provincia con il maggior numero di bottiglie di qualità superando abbondantemente i cento milioni di pezzi ed ha anche la più grande estensione di ettari vitati -11.647 – per la produzione di vini d’eccellenza. Roma ha il più alto numero di ristoranti premiati dalle guide, ben 393 e supera di molto Milano, ferma a 321. Seguono Napoli, Bolzano, Perugia e Firenze.

Città del Vino - 25 anni di vita

Città del Vino - 25 anni di vita

L’atlante fotografa un’Italia straordinariamente ricca di giacimenti enogastronomici diversi fra loro e dotati di una grande identità e originalità. Un patrimonio di eccellenze alimentari a cui tuttavia manca un’immagine unitaria e dove esiste un forte gap tra le destinazioni più famose e quelle minori. Per queste ultime esiste il rischio dell’omologazione dell’immiserimento dell’offerta.

Ed ecco che Fabio Taiti traccia delle linee guida distinguendo le destinazioni “filtro” orientate a

Città del Vino - 25 anni di vita

Città del Vino - 25 anni di vita

proporre occasioni attrattive leggere e diffuse, dalle destinazioni “spugna”, capaci di maggiori progettualità, investimento e gestione. Diventa indispensabile capire a quale tipo di mercato orientarsi: massa, nicchia, segmento specializzato … e imparare a usare in modo efficace le nuove tecnologie di comunicazione a partire da web e social network, e attraverso la tecnica della cosiddetta “long tail”. Alla fine un panorama di grandi opportunità che, ci auguriamo, stimoli i Sindaci delle Città del vino, primi custodi di questi giacimenti enogastronomici.

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

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