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DOCG un segno di qualità distintiva o di confusione?

E’ un vecchio argomento ma sempre di attualità: DOCG contraddistingue sempre vini di qualità superiore? Forse all’inizio ma ormai non è più vero

Brunello-una-delle-prime-denominazioni-DOCG

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Tom Hyland scrive su Wine Searcher un articolo duro e capace di suscitare la riflessione. L’istituzione delle DOCG è avvenuta nel 1980 come un tentativo di differenziare poche denominazioni di livello più alto rispetto alle normali DOC. Ebbero questo riconoscimento per primi Barolo e Barbaresco in Piemonte, Brunello e Vino Nobile in Toscana ma poi le cose hanno preso una dinamica diversa <<today, there are 74 wines that are DOCG in Italy, including such humble offerings as Bardolino Superiore, Frascati Superiore (a dry white from Lazio) and Colli Bolognesi from Emilia-Romagna>> ora le DOCG sono circa 74 e fra loro Bardolino Superiore, Frascati Superiore e Colli Bolognesi spiega Hyland. In

Fine Wines BaroloBrunello 2014 Barolo Ceretto

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effetti le DOCG sono troppe, lo ammette anche Riccardo Ricci Curbastro Presidente di Federdoc e spesso beneficiano di questo riconoscimento denominazioni che non la meriterebbero perché la legge destinava la DOCG solo a vini di qualità intrinseca superiore e grande reputazione internazionale.
E’ anche vero, come dice Sandro Boscaini, <<che la qualità non si fa per legge>> ed è vera la riflessione di Gianluca Grasso di Monforte d’Alba circa i <<i controlli che riguardano più le quantità che le qualità>>.
Sta di fatto che ancora oggi il marchio DOCG è un segno distintivo che in certe denominazioni ha funzionato nel modo giusto e in altre ha creato confusione.
Ha giustamente distinto il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG prodotto in un’area circoscritta della Provincia di Treviso dal normale Prosecco DOC con centinaia di milioni di bottiglie.Caso molto diverso quello del Barbera: il Barbera d’Asti può essere etichettato DOCG, mentre il Barbera d’Alba è DOC. Se pensiamo a eccellenti esempi di quest’ultima tipologia la differenza appare ingiustificata: Vietti Scarrone, Pio Cesare Fides, Elio Grasso Vigna Martina per citarne alcuni. In questo caso la differenza fra DOC e DOCG crea forse più confusione che classificazione.
Situazione simile nel Soave. Nel 1998 il Recioto di Soave, uno splendido vino da dessert, è stato approvato DOCG, nel 2001 anche il Soave Superiore è diventato un vino DOCG, ma i migliori produttori di questa denominazione -Pieropan , Coffele, Gini e Suavia ….. – continuano a imbottigliare il Soave Classico DOC con il risultato che spesso i vini DOC sono meglio di quelli DOCG che provengono soprattutto dalle cooperative.
Per concludere Sassicaia, il vino simbolo della grande enologia italiana e l’unica denominazione aziendale esistente. Sassicaia è una DOC e quando Tom Hyland ha chiesto alla Marchesa Priscilla Incisa della Rocchetta se pensava di chiedere il riconoscimento DOCG per il suo vino lei gli ha risposto di no <<would not serve a purpose in identifying and further defining the profile of the wine and its quality. We have never thought of asking for the extra “G” and I am not sure we will do it>> non servirebbe a identificare e definire ulteriormente il profilo del vino e la sua qualità. Non abbiamo mai pensato di chiedere la” G “in più e non credo che lo faremo.

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