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Donatella: no al turismo che fanno tutti

Non fate i turisti, esplorate: l’Italia è piena di tesori da scoprire: arte, artigianato, cibo, vino, paesaggio. No al suvenir tarocco e al turismo da pecoroni

No-al-turismo-che-fanno-tutti

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Fattoria del Colle

E’ nelle cantine che il viaggiatore esploratore può divertirsi di più. Ovviamente nella Cantina Antinori nel Chianti Classico rimarrà estasiato ma era più che prevedibile. Il divertimento vero è nel cercare qualche gioiello poco conosciuto partendo dal bicchiere e non dal nome scritto sull’etichetta. Insomma cercando fuori dai “soliti noti” .
Il mio lavoro sul turismo mi ha reso allergica ai luoghi “dove vanno tutti”. A me piace esplorare e scoprire cose o persone che emozionano. L’avventura comincia sotto casa, non serve andare in Birmania o sulle Ande basta una qualsiasi delle nostre città d’arte: capolavori, botteghe artigiane, ristoranti, persone, vini ….

Souvenir-per-turisti

Souvenir-per-turisti

Ovviamente a Venezia il livello si alza. Ci sono chiese dove nessun turista entra mai ma c’è un Giovanni Bellini da infarto, oppure calli assolutamente irraggiungibili con ceramiste straordinarie e veri bacari dove finalmente i clienti parlano veneziano. Lo stesso succede a Firenze, Roma, Napoli … ma anche nelle piccole città d’arte la scoperta è più che probabile. Due anni fa andai a un matrimonio a Torrita e quasi per caso entrai nella chiesa di Santa Flora e Lucilla per trovarmi di fronte a due lunette con il Battesimo di Cristo di Donatello e allievi. Da sola, nell’assoluto silenzio, con la luce delle candele a creare un’atmosfera magica avevo l’impressione che Donato di Niccolò di Betto Bardi con i suoi garzoni

Giuseppe Olivi vigneti Le Buche

Turismo-delle-scoperte-doc-Orcia-Le-Buche

stessero per arrivare …. questo è il piacere di vivere in Italia e in Toscana. E’ complicato ma anche straordinariamente sorprendente.
Lo stesso vale per gli alberghi. Io dormo spesso fuori casa ma l’unica camera che ricordo, fra quelle usate nel 2016 è nella Masseria Celentano di Alberto Longo nei pressi di Lucera. Era una chiesa sconsacrata con tanto di altare; confesso che io e mio marito abbiamo dormito con la luce accesa. Nel suo insieme la masseria è un luogo fantastico, pieno di storia, con vini meravigliosi ma l’esperienza di dormire in una ex chiesa è stata davvero memorabile.
Le scoperte più divertenti sono nelle botteghe di artigianato d’arte e nei ristoranti. I maestri d’arte sono ovunque e di livello straordinario. Ogni zona ha una tradizione storica: i coltellinai a Scarperia, i tappeti di Samugheo in Sardegna, la cartapesta di

Ferro-battuto-Gurdiagrele-

Ferro-battuto-Gurdiagrele-

Lecce …. Spesso gli artigiani sono personaggi scorbutici ma vale la pena essere pazienti. Nella mia casa di Siena c’è un meraviglioso lume in ferro battuto realizzato a Guardiagrele in Abruzzo dove ero andata per “Vino e salute” e dove esiste una tradizione storica di fabbri artisti. Ero entrata nella fucina per comprare un lampadario tradizionale e mi innamorai di un modernissimo pannello che sembra una scultura contemporanea. Trasportarlo fu un’impresa perché la lamina di ferro era talmente lunga da costringermi a fare l’intero viaggio di ritorno seduta di traverso ma ne è valsa la pena. Questi sono i veri souvenir di viaggio, mica quelli tarocchi comprati nei negozi per i turisti! Nella stragrande maggioranza non sono stati realizzati dalle

Saxa Cuntaria insegna

Saxa Cuntaria insegna

botteghe del luogo. Altro che tradizione locale!
A tavola il viaggiatore esploratore fa le scoperte più piacevoli: dalle piante coltivate “solo li” come il cece del solco dritto di Valentano nel viterbese, alle preparazioni in barattolo come la neonata calabrese, fino alle ricette che variano di paese in paese. Il bello arriva quando si riesce a battere sul tempo anche le guide dei ristoranti. A me piace far scoprire agli amici gastronomi quelli del Granaio a Rapolano Terme oppure di Saxa Cuntaria a Piancastagnaio dove fiori e erbe selvatiche danno un tocco di magia a piatti di origine antichissima.
Ripeto la parte più divertente del viaggio da esploratore è sicuramente nelle cantine. Per esempio perché non venite a vedere quelle dell’Orcia? E’ un mondo di vignaioli appassionati nella campagna più bella del mondo.

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