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Vino bianco: è l’anno dellla riscossa

Il simbolo della rinascita dei bianchi italiani è il Lugana. Nei ristoranti meno caraffe e più bottiglie, cresce il vino al bicchiere e le bollicine fanno il botto

vino-bianco-Sanchimento-IGT-Toscana-Donatella-Cinellicolombini

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana IGT, Fattoria del Colle

Nella ristorazione meno caraffe e più bottiglie; anche se i volumi di sfuso sono ancora molto alti gli acquisti di bottiglie aumentano mentre quelli di sfuso sono stazionari sia in valore che in quantità.
Aumentano anche i calici vista la diffusione dei locali che propongono vino al bicchiere.
Il grande protagonista 2016 è il bianco – trascinato avanti dalle bollicine – che negli acquisti all’ingrosso della ristorazione ha superato il business dei rossi con uno strepitoso +8% in valore a fronte di un +3,8% dei rossi (Iri-Sales Out pubblicato da “Ristoranti” febbraio 2017).

Vino-bianco-è-l'anno-della-riscossa?

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Degna di nota anche la performance dei rosati che finalmente, anche nei ristoranti italiani, diventano di tendenza. Ancora dall’indagine IRI qualche curiosità sullo shopping dei ristoranti: la tipologia di vino con maggior aumento è il Sangiovese ma quella che ha visto crescere di più il suo prezzo al litro è il Lugana.
Anche i dati, analizzati da WineNews, confermano: i bianchi italiani sono adesso 25,6 milioni di ettolitri salendo ben sopra i volumi consueti. Un cambiamento che ha prodotto effetti anche negli investimenti e infatti i dati UIV indicano che i nuovi vigneti sono, nel 57% dei casi, di uva bianca. Ma torniamo ai consumi. Secondo Wine Monitor di Nomisma (on-trade tracking) i vini preferiti per la cena fuori casa sono Prosecco, Pinot Grigio e Chianti.

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Nell’identikit del cliente abituale dei ristoranti troviamo una gran quantità di coppie e di persone fra i 30 e i 54 anni. I Millennials preferiscono il vino al bicchiere mentre gli over 50 scelgono la bottiglia.
Se andiamo a vedere dove le bevute fuori casa sono più diffuse troviamo in cima alla classifica 3 regioni sorprendenti: Sicilia, Abruzzo e Marche oltre che le grandi città come Torino e Milano. Fra i clienti abituali della ristorazione la donna sceglie il vino nel 41% dei casi, una rivoluzione rispetto a 10 anni fa. Altra sorpresa: negli acquisti del vino le spiegazioni scritte in etichetta sono la cosa che convince di più.
Rimanendo alle indagini di Wine Monitor di Nomisma scopriamo chi compra il vino on line in Italia, è maschio, ha un’età intorno ai 48 anni, vive nel Centro Nord, paga un prezzo medio di 13€ a bottiglia e preferisce i vini rossi e spumanti. L’e-commerce del vino è ancora solo il 2% del totale ma è trend in crescita <<basti guardare cosa sta accadendo al di fuori dei confini nazionali dove in mercati come Francia o Regno Unito l’incidenza delle vendite di vino on-line supera il 10% o addirittura il 20% nel caso della Cina>> ha scritto Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor di Nomisma nel comunicato stampa dedicato all’indagine in collaborazione di VINO72.COM.

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