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Franceschelli super sindaco di Montalcino

Votate, votate, votate il sindaco del Brunello e del tartufo bianco Silvio Franceschelli. Ha visione, coraggio, capacità di dialogo ed è persino simpatico

Sindaco-di-Montalcino-Silvio-Franceschelli-fusione-con-San-Giovanni-d'Asso

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Di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2012 Silvio Franceschelli diventò sindaco di Montalcino con il voto favorevole dell’80,03% degli elettori. Fare meglio è impossibile, solo in Bulgaria, ci riuscivano sotto la dittatura. E’ comunque certa la rielezione plebiscitaria. Nel primo mandato Franceschelli è stato un ottimo sindaco e lo sarà ancora  per i prossimi 10 anni. Si perché sotto la sua guida Montalcino si è fuso con San Giovanni d’Asso, capitale del tartufo bianco delle Crete Senesi, diventando il 37° comune più grande d’Italia. Ora amministra i 5.946 abitanti dei due vecchi comuni per cui il sindaco che verrà eletto il prossimo giugno sarà al primo mandato anche se è “ripetente” come Silvio Franceschelli.

Premio-Casato-Prime-Donne-sindaco-di-Montalcino-Franceschelli

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Silvio è un avvocato “mastino” di quelli che studiano a fondo il processo, dicono la verità al cliente, ma poi si battono fino in fondo. E’ un ghiottone e adora la cucina tipica purché eseguita a regola d’arte. Il suo pranzo di commiato, nel dicembre scorso, è stato un trionfo di polenta girata nel paiolo, scottiglia di cinghiale, arrosti alla brace cotti all’aperto … insomma sapori che hanno emozionato tutti perché rimandavano all’infanzia. Eppure chi invita Silvio al ristorante, non avrà alcun problema con il menù, << va bene anche a me>> dice lui, e mangia esattamente quello che ordina il suo ospite. Franceschelli è un grande sindaco e un montalcinese puro sangue. Uno di quelli, al contrario di me, a cui le critiche danno ancora più grinta perché ama la battaglia e persino le discussioni. Ha un’ottima dialettica e ama le battute. Nessuno sfugge alle

futuro-sindaco-di-Montalcino-Fracneschelli-con-Stefano-Scaramelli-a-Vinitaly

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sue prese in giro <<ma non ti vorrai mica arrabbiare?>>. Ogni suo racconto è commentato da iperbole, paragoni esagerati, con effetto esilarante che tuttavia lo rendono più convincente e lo fanno capire da tutti. Silvio ama stare con la gente e raccontare quello che fa. Questo crea un forte consenso intorno ai suoi progetti. Nel referendum per la fusione Montalcino-San Giovanni ha ottenuto il SI del 90% dei suoi concittadini e il 81% degli altri. E’ insomma un sindaco che ha visione e riesce a coinvolgere tutti: dal vecchietto al multimiliardario estero che ha investito in vigneti e cantine.
Questo vale sia per le piccole iniziative che per i grandi progetti, come il recupero del complesso monumentale di Sant’Agostino su cui è riuscito a convogliare le risorse della Curia di Siena, della Fondazione Bertarelli e del Consorzio del

Silvio-Franceschelli-&-fiends

Silvio-Franceschelli-&-fiends

Brunello. In tre anni, l’immobile più grande del centro storico di Montalcino è stato restaurato ed è diventato la regia economica e culturale dell’intero territorio. Anche con il mondo del vino è riuscito a stringere un forte unità d’intenti, che mai prima c’era stata.
Ha dei difetti? Certamente si, chi non li ha? E’ troppo estroverso. Tende a correre avanti da solo senza preoccuparsi di fare squadra con gli altri sindaci della zona, un atteggiamento che a Montalcino, tradizionalmente isolazionista, piace, ma nel circondario molto meno. Non è un manager e con l’attuale penuria di risorse e di talenti degli enti locali, ha difficoltà a organizzare i dipendenti comunali per ottenere i migliori risultati, ma spesso compensa con la psicologia che gli deriva dalla professione di avvocato. Quando il tetto del settecentesco teatro degli Astrusi ha ceduto, per un errore nel precedente restauro, Silvio non si è perso d’animo, ha cercato i finanziamenti come un cane da tartufi, poi ha fatto correre i lavori di ripristino, convincendo anche me, contro il parere di tutti i suoi tecnici, che saremmo riusciti a organizzare nel teatro il Premio Casato Prime Donne 2016 << non gli dire che abbiamo un piano B, comportati come se non ci fosse>> mi diceva, alla fine ha avuto ragione, ce l’abbiamo fatta. Fantastico!
Nei prossimi 5 anni la sfida maggiore sarà quella di unire la popolazione dei due vecchi comuni di Montalcino e San Giovanni d’Asso perché non ci sia più <<noi e loro>> ma solo <<noi>>, premiando la fiducia che hanno avuto in lui gli abitanti della terra del tartufo bianco con progetti che li coinvolgano e ridiano slancio alla loro economia. Ecco che il castello di San Giovanni, dove c’è già il museo del tartufo, potrebbe diventare un centro di alta formazione, attraendo personaggi di statura internazionale. Una specie di incubatore di idee.
Io spero che la fusione avvenuta nei mesi scorsi a Montalcino, sia solo l’inizio di un più ampio progetto riguardante i 6 comuni della Val d’Orcia e della Val d’Asso. Un distretto agricolo senza eguali nel mondo per bellezza paesaggistica, ricchezza culturale, eccellenze enogastronomiche e offerta turistica. Un progetto difficile, anzi difficilissimo, in terra senese dove l’istinto spinge a ostacolare il prossimo piuttosto che fare squadra. Tuttavia se c’è qualcuno che può lanciarsi su grandi progetti di territorio è lui: Silvio Franceschelli.
E allora vai Silvio, ce la puoi fare, facci sognare!

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