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I brindisi in tutte le lingue escludendo CIN CIN

Tanti modi per fare un augurio levando il calice. Le parole che significano quasi sempre salute escluso cin cin che vuol dire prego prego ma anche una parolaccia

Brindisi-Violante Gardini 30 anni tondi

Brindisi-Violante Gardini 30 anni tondi

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Partiamo dal cin cin che spesso accompagna i brindisi in Italia. Non deriva dal suono dei calici che si toccano, bensì dalle parole cinesi “Ch’ing Ch’ing” che significano “prego, prego” ed erano frequentemente usate dai marinai di Canton. Fu poi adottata per i brindisi nelle navi inglesi che, nel XVIII secolo, facevano vela sulla costa cinese. La piacevolezza dell’espressione ne ha determinato il successo e la diffusione in tutta Europa.
Il problema è che cin cin in Giappone è una parolaccia e quindi bisogna evitarla con cura.
Oggi in Cina il brindisi è accompagnato dall’espressione “ganbei” mentre nel Paese del sol levante dicono “kanpai”. E attenzione a non scambiarli, cinesi e giapponesi non si amano.

Cheers brindisi in inglese per la festa di fine corso

Cheers brindisi in inglese per la festa di fine corso

Ma andiamo a vedere la parola augurale che viene usata in Europa; gli inglesi durante i toast (brindisi) dicono cheers cioè salute. I tedeschi e gli olandesi usano il latino prosit e battono i bicchieri di birra anche più di quelli del vino ma a volte usano anche le parole zum Wohl che equivale al nostro alla salute cioè all’augurio di stare bene, allo scozzese Yeh-chid dah [ˈjɛχɪd ˈdaː] e dal russo zer z’derovijey. Parola decisamente difficile così come il polacco: Na zdrovee.
Il brindisi degli scandinavi è Skol che diventa kippis in Finlandia.
Il Spagna dicono salud che è di derivazione latina come il nostro salute e assomiglia molto al portoghese Salood. Anche in Francia l’augurio è salud che in occasioni formali diventa à votre santé.
In Turchia il significato del brindisi cambia e la parola che tradizionalmente viene detta alzando i calici è onore sair uh fay.
Ce ne sono poi tanti altri che traggo dal Wine point e riporto di seguito
afrikaans (Sud Africa): gesondheid.
bulgaro: наздраве (nazdrave).
cantonese: gom bui.
coreano: konbae (più raro: chukbae).
croato: živjeli.
ebraico: l’chaim.
egiziano (arabo): fee sihetak, bisochtak.
esperanto: je via sano.
estone: tervist.
gaelico: slangiva.
georgiano: vakhtanguri.
greco: στην υγειά σου/σας (stín ygeiá sou/sas); Εις υγείαν! (eis ygeían)
groenlandese: kassutta, imeqatigiitta.
hawaiano: okole maluna.
hindi: pro.
irlandese: sláinte.
islandese: skál.
lettone: uz veselibu.
libanese (arabo): kessak.
lituano: į sveikatą.

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