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I cinesi vincono il Championnats du Monde de Dégustation

I nostri diciottesimi su 21 concorrenti. Il Championnats du Monde de Dégustation della « Revue du Vin de France>> si basa sull’assaggio bendato di 12 vini

Vincitori-cinesi-del-Championnats-du-Monde-de-Dégustation

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne
Il risultato chock ha fatto il giro del mondo perché nessuno si aspettava una simile performance da parte della squadra di assaggiatori cinesi. Invece la loro vittoria del Championnats du Monde de Dégustation è stata netta 108 punti, davanti alla “nazionale” di Francia che ne ha ottenuti 102 e al team USA con 100 punti. Per i nostri sommelier FISAR Andrea Podazza, Stefania Turato, Valerio Sisti, Alessandro Barbieri e il coach Pierre-Yves Challier un risultato davvero deludente di 48 punti superati dalle squadre di Paesi, in certi casi, molto piccoli e meno blasonati del nostro: Belgio, Principato di Andorra, Sudafrica,

team-italiano-al-Championnats-du-Monde-de-Dégustation

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Finlandia, Lussemburgo, Polonia, Spagna, Regno Unito, Russia, Svizzera, Svezia, Ungheria, Portogallo e Argentina. Peccato perché, anche se in parte imputabile alla sfortuna, la figuraccia resta.
L’assaggio bendato ha riguardato 12 vini rappresentativi di zone produttive e vitigni molto importanti e con qualche concessione alle aree emergenti: 4 vini francesi, e poi una proposta per Australia, Nuova Zelanda, Spagna, USA, Sud Africa, Germania, Libano e Italia rappresentata da un Sangiovese Fontalloro 2010 di Felsina.

Championnats-du-Monde-de-Dégustation

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Anche sui vitigni il panorama era più che rappresentativo: Chemin Blanc, Chardonnay, Riesling, Sauvignon blanc, Malbec, Shiraz anche in bland con Mourvèdre … Qualche piccolo trabocchetto nella proposta di un Pinot Noir statunitense e di un Malbec francese che avrebbero potuto indurre nell’errore gli assaggiatori collocando i vini nelle aree geografiche dove la produzione è più forte cioè in Francia e in Argentina. C’erano poi uve meno note come il Monastrell + Cabernet Sauvignon del vino spagnolo e il Petit Manseng proveniente dal Domaine Cauhapé del Jurançon.
Di ogni assaggio bisognava individuare la provenienza, il vitigno, l’annata, la denominazione e possibilmente il produttore. Qualcosa di difficilissimo per cui, al talento di chi ha vinto, si è associata anche una bella dose di fortuna. Resta il fatto che il team cinese è riuscito alla grande dimostrando la voglia di imparare e

Campionato-del-mondo-di-degustazione-a-squadre

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l’internazionalità con cui gli assaggiatori del gigante asiatico interpretano il loro lavoro. I giornali francesi e britannici hanno espresso la loro delusione per i risultati delle loro squadre e lo stesso sentimento è evidente nel commento di WineNews per quanto riguarda il team italiano. Nel mondo del vino che cambia con l’emergere di nuovi Paesi produttori e lo spostamento dei consumi fuori dall’Europa è indispensabile che i nostri enologi, produttori e degustatori acquisiscano un’esperienza maggiore dei vini di tutto il mondo per non ritrovarsi in una posizione periferica e provinciale. Il vino, come ogni espressione culturale, ha bisogno di interpretare la civiltà del momento storico mantenendo la propria identità esattamente come la musica, l’architettura, il design, il cinema … per questo la conoscenza del panorama enogastronomico mondiale è così importante per chi vuole puntare in alto. E noi lo vogliamo, nelle cantine ma anche nella sommellerie.

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