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I difetti dei vini spariscono dai giudizi dei critici

Perché le recensioni scritte dai wine critics non menzionano mai difetti come brettanomyces o acidità volatile? Svelato il mistero

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Difetti dei vini- perchè i critici non li citano Oliver Styles

Difetti dei vini- perchè i critici non li citano Oliver Styles

Oliver Styles, in un delizioso articolo pubblicato in Wine Searcher si chiede <<perché i difetti dei vini non appaiono mai nelle recensioni?>>
Forse i wine critics non li sentono? Impossibile
Oppure seguono la regola <<se non puoi dire niente di buono non dire niente>>? Anche questo è impossibile, i wine critics sono giudici senza peli sulla lingua e stroncano i vini senza esitazione
Terza possibilità: il rischio di essere citati per diffamazione.
Dire che un vino fa schifo è legittimo. Invece scrivere che ha l’acidità volatile alta oppure ha un terribile odore di

botti vecchie una causa dei difetti dei vini

botti vecchie una causa dei difetti dei vini

sterco a causa dei brettanomyces potrebbe portare a una causa per danni. Se il produttore riesce a dimostrare che il critico ha torto, la cosa potrebbe costare moltissimi soldi all’incauto assaggiatore. Infatti scrivere che un vino puzza di brett è come accusare qualcuno di pedofilia, è un marchio di infamia. Si tratta di difetti facilmente accertabili con le analisi di laboratorio. Quindi perché rischiare? Nella recensione verrà scritto che il vino è pessimo senza menzionare alcun difetto o al massimo usando metafore come “odore di smalto da unghie” per l’acidità troppo vivace oppure “pelle e chiodi di garofano” per il brett. Ecco perché nelle recensioni mancano i riferimenti ai difetti salvo i riferimenti all’ossidazione e all’odore di tappo che non costituiscono delle accuse rivolte ai produttori. Non l’avevo mai notato ma è vero: leggendo Wine Spectator, Wine Advocate, Wine Enthusiast o Decanter troviamo migliaia di schede descrittive dei vini ma nessuna rileva difetti ….. eppure i vini con difetti ci sono, soprattutto adesso che la percentuale di bottiglie ottenute in modo biodinamico e con bassissimo uso di solforosa è molto molto alta. Persino a Montalcino, che prima del global warming, grazie alle acidità sostenute, quasi non conosceva questo problema, ora deve porre una grande attenzione in tutte le operazioni di cantina, per ottenere vini di aroma impeccabile.
Va detto che non tutti considerano l’odore di pelliccia bagnata causato dal brettanomyces un difetto grave.
Ricordo una degustazione all’Università di Bordeaux, intorno al 1999, in cui il Professor Yves Glories ci fece assaggiare il vino arrivato primo nella classifica TOP 100 del Wine Spectator che in bocca era maestoso come un velluto di seta ma al naso era tutt’altro che pulito.

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