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Il Barone 2.0: Francesco Ricasoli instragramer italiano

Quasi mille anni di storia per la famiglia del Castello di Brolio, sempre al passo coi tempi. Francesco Ricasoli scelto come Instragramer della settimana.

 Letto per voi da Bonella Ciacci

Francesco-Ricasoli-Iger-della-Settimana

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Oggi, se si parla di titoli nobiliari tipo “barone”, si pensa a qualcosa di antico, impolverato, ingessato in costumi di un’altra epoca… Niente di più sbagliato, almeno per quanto riguarda il 32° barone Ricasoli, discendente diretto della famiglia proprietaria del Castello di Brolio, nel cuore del Chianti.

Francesco Ricasoli è stato nominato dal sito italiano degli instagramers (la comunità di utenti del social fotografico Instagram), come instragramer della settimana e intervistato dal conterraneo Antonio Cinotti il 25 luglio. Se visitate la galleria di foto di Francesco Ricasoli sarete colpiti per il grande gusto, le bellissime foto, e le sue grandi passioni, che riesce benissimo a riprodurre in immagini. E non c’è solo il suo vino, il Chianti Classico, di cui il suo antenato Bettino Ricasoli, il barone di ferro, ha creato la formula come lo conosciamo oggi. Sul suo profilo si trovano le foto dei suoi viaggi per il mondo, del mare, di cui è grande appassionato, di prelibatissimi piatti… Non è quindi un account aziendale, nato solo per pubblicizzare i suoi prodotti e il nome dell’azienda, ma un profilo personale che ci permette di scoprire il grande uomo che c’è dietro la rinascita di un’azienda che era finita in mani australiane (la cantina australiana Hardy), ed è ritornata ad essere fiore all’occhiello della produzione vinicola toscana.

La famiglia Ricasoli, come ci racconta anche Donatella Cinelli Colombini in un suo precedente articolo in occasione della

francesco-ricasoli200

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cittadinanza onoraria conferita a Francesco dal comune di Gaiole in Chianti, è la 4° famiglia più antica del mondo nel settore vinicolo. E’ grazie a questo ultimo “barone illuminato”, appassionato di fotografia e social network, che con grande intuito e sensibilità il nome di Brolio è tornato ai vertici, sapendo investire sulle tecnologie per la nuova tinaia, sul reimpianto dei vigneti e sfruttando con attenzione e autenticità un canale importante come quello dei social network, il tutto per ridare vita alla sua cantina.

La storia del Castello di Brolio è già di per sé affascinante, intensamente legata al mondo del vino tanto quanto al territorio in cui si trova, e adesso, quando lo si va a visitare (o ancora di più se si ha la fortuna di conoscere il suo proprietario), si ha la sensazione di entrare in un posto che è già parte del nostro cuore, un posto familiare. E così, riducendo la distanza virtuale tra visitatori e proprietà, il Chianti Classico del Castello di Brolio acquisisce il valore emotivo che nient’altro può dargli.

Complimenti al Barone 2.0!

 

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