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Il prezzo del vino e le medaglie dei concorsi

Vincere medaglie dei concorsi enologici può far aumentare il prezzo del vino del 13% con un effetto combinato che riguarda i critici e i consumatori

medaglie dei concorsi

medaglie dei concorsi Giuria a lavoro

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Il Journal of Wine Economics  organo dell’ AAWE – American Association of Wine Economists, è uno dei più letti e autorevoli repertori di studi economici sul vino. Pubblica, quasi contemporaneamente, due articoli sugli effetti delle medaglie vinte nei concorsi  dimostrando come abbiano un’influenza rilevante sui critici e, forse con effetto combinato, sui consumatori.
E’ l’analisi di Christopher Bitter a evidenziare questo aspetto curioso.  In base alle sue analisi ricevere una medaglia d’oro in un concorso enologico, di per sè, non serve a influenzare i consumatori e quindi a far crescere le vendite ma permette a un vino di uscire dal coro e di essere notato dai critici. Sono poi i punteggi dei grandi esperti a

Concorso enologico, giuria a lavoro

Concorso enologico, giuria a lavoro

produrre il vero effetto sul mercato. C’è quindi un invisibile ma solido fil rouge che lega il successo in un concorso importante, con giuria affidabile e una bassa percentuale di premi rispetto al numero dei partecipanti, e il successivo successo di vendite.
Va notato tuttavia, come ha giustamente sottolineato Bitter che i concorsi enologici spuntano come funghi e, in certi casi, hanno giurie poco competenti a cui vengono fatti assaggiare un numero enorme di vini in poche ore, inoltre incentivano la partecipazione dando medaglie a gran parte dei vini concorrenti.Lo studio di Emmanuel Paroissien e Michael Visser è andato più al sodo cercando di capire l’affidabilità dei giudizi espressi dalle giurie cioè quanto sono capaci di distinguere i vini di buona qualità dagli altri e qual’è il profitto generato dalla vittoria.

medaglie dei concorsi enologici

medaglie dei concorsi enologici

Anche l’analisi di Paroissien e Visser costata, in primo luogo, l’enorme numero dei concorsi 130 solo in Francia, e l’eccessiva distribuzione di medaglie che ha portato a un regolamento nazionale in cui si vieta di superare il limite del 33% di vincitori.
Tirando le somme della loro indagine, affermano che solo le medaglie vinte nei concorsi con più storia e rigore metodologico danno un reale riscontro commerciale. Ovviamente è la medaglia d’oro quella che ha maggiore impatto sul mercato ma globalmente il produttore può sperare di aumentare il prezzo del vino premiato del 13%.
<<Finally we contribute to a literature that sheds doubt on the reliability of juries and evaluation committees in all sorts of contexts>> Alla fine noi contribuiamo alla letteratura che mette in dubbio l ‘affidabilità delle giurie e dei comitati di valutazione in tutti i tipi di contesti, dicono i due autori, concludendo che solo una minoranza di concorsi attribuisce medaglie realmente correlate alla qualità del vino.

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