Forum Vigne e vini

L’enoturista: non chiede solo vino

Come cambia l’offerta turistica nelle cantine lontane dalle wine destination e come recuperare il “costo turista” – Parte 2

Ceretto-Cubo-sala-degustazione-Bricco-Rocche

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Di Donatella Cinelli Colombini

Nelle zone dove le cantine attrezzate per l’accoglienza sono rare e isolate ma soprattutto manca una denominazione celebre, le cantine hanno cercato di creare un microcosmo dove il visitatore trova quasi tutto: da mangiare, da dormire, da comprare e ovviamente da assaggiare. Una simile strategia è in diretta correlazione al “costo turista” cioè all’investimento necessario per portare il visitatore sul posto, cifra inversamente proporzionale alla capacità attrattiva del territorio come wine destination. Per spiegare questo concetto userò le mie due aziende: il “costo turista del vino” è basso a Montalcino dove il Brunello è una calamita formidabile e ci sono milioni di visitatori, mentre è alto alla Fattoria del Colle nella giovane e poco

Ceretto-sala-da-degustazone

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conosciuta Doc Orcia. Qui c’è bisogno di un ampio numero di servizi e prodotti per attrarre il visitatore ma anche per recuperare l’investimento di comunicazione e marketing necessario a portarcelo.
Il caso più emblematico, è rappresentato dalle Cantine Lungarotti con il Museo del Vino, l’albergo Le tre Vaselle, il wine bar, la vinoterapia … Con un lavoro assiduo durato cinquant’anni, i Lungarotti sono riusciti a dare visibilità al paese di Torgiano e maggiori prospettive commerciali al loro vino sviluppando un’offerta turistica articolata e di altissimo, direi anzi inarrivabile, livello culturale. Ovviamente il buon risultato finale ha richiesto la presenza di vini prestigiosi e di un enorme lavoro di marketing e comunicazione. Basta ricordare che le mezze bottiglie dei vini Lungarotti servite sui voli Alitalia avevano tutte un cartiglio legato al collo che invitava alla visita di Torgiano. Se

Lungarotti-Museo-del-Vino-Torgiano-l'enoturista-non-vuole-solo-vino

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l’azione, come in questo caso, ha successo, fa crescere i flussi dell’intera zona e, paradossalmente, anche nelle cantine concorrenti dei dintorni.
Le offerte turistiche accessorie al vino che hanno carattere occasionale sono spesso rafforzative delle infrastrutture fisse cioè le utilizzano e le rinnovano. Ecco la sala da degustazione della cantina Ceretto sulla sommità del Bricco Rocche, a Castiglione Falletto (CN) un enorme cubo in cristallo chiuso da vetrate che offre la sensazione emozionante di volare sui vigneti e vivere dall’interno un’opera d’arte. Ma se ogni sabato i wine lovers vi trovassero una degustazione verticale che inizia con il barrel tasting e arriva alle bottiglie antiquarie, diversa ogni settimana e spesso guidata da uno dei Ceretto … questo sarebbe in grado di imprimersi nella memoria dei partecipanti chiunque essi siano: dal miliardario al normale wine lover.
Le attività accessorie al vino con carattere occasionale devono dunque creare

Badia-Coltibuono- cantina-ricettività-ristorazione-scuola-di-cucina-negozio

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momenti unici che “valgono il viaggio”. C’è una crescente richiesta di intrattenimenti, anche di più giorni, capaci di insegnare e divertire, oppure di spettacolarizzare il vino mediante concerti, performance teatrali o altri appuntamenti che facciano leva sulla suggestione dei sotterranei di Bacco.
Ecco che gli itinerari nei vigneti sono percorsi anche da segway, veicoli elettrici a due ruote con una piattaforma per stare in piedi. Così come altre cantine organizzano corsi di yoga e summer school di fotografia sfruttando la bellezza del paesaggio e dei vigneti.
In questo settore c’è spazio per tutti, anche per le piccole cantine familiari, non è necessario avere il ristorante stellato e i letti costruiti dentro le botti come The Yeatman Vila Nova da Gaia in Portogallo per attrarre l’attenzione. L’unica regola per avere successo è puntare su cose uniche e autentiche. In questo caso invito a diffidare delle mode. I piccoli distinguo non bastano per apparire unici bisogna avere il coraggio di proporre qualcosa di davvero esclusivo. L’esempio più esplicativo, in questo senso è rappresentato dalla ricettività e ristorazione di lusso delle grandi cantine. Ormai l’emulazione si è talmente diffusa nel mondo che i grandi brand del vino senza resort 7 stelle si sentono in imbarazzo. Ma per distinguersi ed essere ricordati serve qualcosa di diverso: una storia e un carattere unico come le cellette dei frati Vallombrosani di Badia Coltibuono (1051).
Quella che consiglio, dunque, è una strada più difficile, che all’inizio sembra pagare di meno rispetto al “così fan tutti”, ma alla lunga produce i migliori risultati e dura nel tempo.

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