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Luigi Socini Guelfi, protagonista del Novecento senese

A 10 anni dalla morte Siena rende omaggio a uno dei suoi figli più capaci, coraggiosi e appassionati: Luigi Socini Guelfi. Un uomo da cui trarre ispirazione 

Luigi Socini Guelfi e la moglie Franca con mio padre Fausto Cinelli come paggetto

Luigi Socini Guelfi e la moglie Franca con mio padre Fausto Cinelli come paggetto

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ morto a 102 anni nella notte fra il 17 e il 18 agosto 2006 chiedendo discrezione e preghiere. La sua Contrada  del Bruco, aveva appena vinto il Palio e lui, che era stato capitano vittorioso, aveva esposto fuori di casa la bandiera di cui era tanto orgoglioso. Ora, a distanza di 10 anni è giusto valorizzare la grandezza di un uomo straordinario per trarre coraggio dal suo esempio in un’epoca come quella attuale, in cui troppo spesso viene seguita la convenienza invece del dovere e la politica è diventata un mercato di interessi personali anziché la costruzione del bene comune.

Luigi Socini Guelfi Contrada del Bruco

Luigi Socini Guelfi commemorazione Contrada del Bruco

Luigi Socini Guelfi, per me zio Gigi, discendeva da una famiglia senese antica e importante, quella di Lelio e Fausto Socino che, nel Cinquecento furono fra i maggior sostenitori della riforma protestante in Italia. Il Padre di Luigi, il mio bisnonno Livio, era un industriale nel settore della distillazione ed era stato sindaco di Siena dal 1916 al 18 portando in città il tranvai e la luce elettrica. Poco più tardi Livio acquistò la Fattoria del Colle a Trequanda che oggi io amministro. Proprio a Trequanda Luigi venticinquenne, appena laureato a Pisa in ingegneria civile, fece la prima esperienza di podestà per tre anni (1931-35). Quando fu scelto come primo

Papa Paolo VI e Luigi Socini Guelfi

Papa Paolo VI e Luigi Socini Guelfi

cittadino a Siena, nel 1938, la sua giovane età gli giocò a favore facendolo apparire poco esperto e molto manovrabile. Invece si rivelò un cuor di leone. Con un capolavoro di abile diplomazia mantenne a Siena il controllo della Banca Monte dei Paschi nonostante le pressioni del governo fascista, ma soprattutto salvò la città dalla distruzione durante il burrascoso periodo dal 25 luglio 1943 (quando il Gran Consiglio sfiduciò Mussolini), al 3 luglio 1944 alle 7,30 quando consegnò il comune ai suoi successori uscendo dalla porta davanti e a testa alta << entrai nella Piazza e vidi le volte della Torre del Mangia e del Campanile del Duomo, considerai che il poter riconsegnare indenne al popolo senese e al mondo una città come Siena costituiva un motivo di soddisfazione superiore a qualunque altra aspettativa e dopo tanti giorni di ansia, all’amarezza subentrò allora finalmente grande

Socini Guelfi festeggia la vittoria del Palio nel Bruco

Socini Guelfi festeggia la vittoria del Palio nel Bruco

serenità>> Il diario da cui traggo la frase precedente e le testimonianze storiche di questo periodo rivelano la grandezza di quest’uomo ironico e coraggioso che era rimasto solo a difendere i cittadini mentre questore, comandante del presidio militare, comandanti di polizia, carabinieri e vigili del fuoco erano scappati.
Insieme al Vescovo Mario Toccabelli, riuscì a far dichiarare Siena Città ospedaliera e a chiudere l’esercito tedesco fuori dalle mura. Questo espediente salvò la città dai bombardamenti. Le opere d’arte intanto erano state nascoste nelle proprietà del Conte Chigi e a Villa di Arceno dove furono salvate dalle razzie germaniche da Enzo Carli, allora giovane storico d’arte, che spacciò

Luigi Socini Guelfi un protagonista del Novecento senese

Luigi Socini Guelfi un protagonista del Novecento senese

la villa per territorio Vaticano. Solo il reliquiario con il dito di Santa Caterina rimase in una cavità del muro medioevale dello studio del podestà per infondergli coraggio. Luigi Socini era un uomo profondamente religioso e nei giorni precedenti al passaggio del fronte <<sull’esempio degli antichi Padri nostri>> ripetè il dono della città alla Madonna del voto avvenuta nel 1260 prima della Battaglia di Monteaperti chiedendo soccorso e protezione. Anche in questo caso il suo spirito organizzativo è più che evidente e il manifesto recita << La manifestazione avrà luogo domani Domenica 18 giugno 1944, alle ore 20 e la popolazione è invitata a recarsi in Duomo. Alle 19,50 il Podestà, accompagnato dal Magistrato delle Contrade e dalle Contrade, in rappresentanza del popolo, muoverà dal palazzo Comunale alla volta della Cattedrale.>>

Luigi Socini Guelfi

Luigi Socini Guelfi

Con lo stesso “creativo coraggio” riuscì a nascondere derrate alimentari e procurarsi automezzi nelle caserme abbandonate dai soldati in fuga usandoli per il trasporto dei generi di prima necessità. Al suo fianco c’era anche mio nonno Giovanni Colombini responsabile della SEPRAL ente per gli approvvigionamenti alimentari. Un fascismo anomalo il loro che li faceva nascondere gli ebrei nei conventi e aiutare i partigiani. Sentimenti di giustizia e coraggio che portarono Luigi Socini vicinissimo alla morte.
Il 29 giugno i tedeschi saccheggiarono alcuni negozi. Luigi Socini si rivolse al comando tedesco e il feldmaresciallo Kesserling fece affiggere un manifesto in cui condannava i saccheggi e disponeva che i responsabili fossero perseguiti. In segnio di rabbia per un proclama evidentemente risibile, i senesi lo strapparono e questo portò a una reazione violenta. Il 2 luglio due militari tedeschi entrarono nello studio del podestà pretendendo che fornisse 13 nomi di senesi da trasferire al Nord. Luigi Socini Guelfi, intuendo la fine a cui i 13 sarebbero stati destinati si offrì in loro sostituzione e seguì i soldati nella caserma tedesca. Segue un acceso contrasto con l’ufficiale germanico che era visibilmente ubriaco. Alla fine il Socini lo convinse a desistere dalla rappresaglia e annotò nel diario, con l’umorismo che sempre lo caratterizzava, di essersi salvato soprattutto <<per effetto dell’alcool con il quale avevo rapporti di solidarietà come distillatore>>.
Un coraggio, una capacità di governo interamente votata al bene comune e un amore per Siena senza cedimenti che gli furono sempre riconosciuti e lo protessero dalle ritorsioni antifasciste anzi fecero in modo che continuasse, negli anni successivi, a operare per il bene della città come Presidente della Camera di Commercio e Magistrato delle Contrade.
L’ammirazione verso questo grande senese è unanime e trasversale. Fra gli autori del libro che gli è stato dedicato Luigi Socini Guelfi Un protagonista del Novecento senese, molti sono dichiaratamente di sinistra, ma tutti hanno riconosciuto la grandezza d’animo e di mente di un uomo che ispira ammirazione e rimpianto anche ai suoi oppositori.

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