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Marie Antoinette brinda con le Donne del vino

A Prato nel Museo del Tessuto le Donne del Vino onorano con una degustazione la mostra sui costumi -Premio Oscar- di Milena Canonero per il film Marie Antoinette

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Sposa a 14 anni regina di Francia a 19 Maria Antonietta è passata alla storia con la frase <<se non hanno pane che mangino brioches>> rivolta al popolo affamato e per le frivolezze, l’irresponsabilità, gli sprechi e di lussuosi divertimenti a cui dedicava tutto il suo tempo.
Il film Marie Antoinette che la regista Sofia Coppola ha girato nel 2006 ottenendo un enorme successo ce la racconta nel fasto della corte di Versailles oltre che nel letto di Luigi XVI. Il Re aveva una tale avversione per lei da riuscire ad avere il primo rapporto sessuale solo dopo sette anni di

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

matrimonio. Ovviamente i vestiti hanno un ruolo importante nel definire il personaggio e sono dei piccoli capolavori realizzati patendo dai ritratti e dalle fonti storiche. Sono stati realizzati dalla costumista Milena Canonero che con questa produzione ha vinto il premio Oscar.
Da febbraio a maggio sono stati esposti a Prato nel Museo del tessuto e le Donne del Vino hanno voluto dare il loro contributo al successo di questa mostra organizzando una degustazione. Oltre a me con il Rosso di Montalcino, erano presenti Badia Coltibuono, Cantine Dei, Castello di Querceto, Castello di Sonnino, Fattoria Dianella, Castello del Corno, Scopone, Distilleria Nannoni, Fattoria Le Pupille, Fortulla, Tenuta di Capezzana.
Poco afflusso di pubblico ma alcuni contatti utili e persino un importatore USA in cerca di cantine. Alla fine un bilancio positivo soprattutto grazie all’azione sulla stampa regionale curata da Marzia Morganti anche lei Donna del vino e alla degustazione guidata da Pietro Palma enotecario di grande talento e ambasciatore 2017 dello Champagne. L’occasione mi ha permesso di visitare il Museo del Tessuto, ricavato nella Cimatoria Campolmi di cui rimangono la ciminiera e il forno. Un museo bellissimo che fa riscoprire la storia recente di una città e del costume. Prato, città dalle 100 ciminiere e delle 9.000 imprese del settore tessile si è sempre distinta per l’innovazione e la ricerca di materiali e processi di produzione.
Nel medioevo Prato dette i natali al mercante Francesco Datini inventore della “lettera di cambio” cioè di un sistema di pagamento simile all’assegno, il tempi recenti Prato è stata la culla di grandi innovazioni nei tessuti come il Tepso impalpabile e antibatterico nato per chi soffre di psoriasi e ora usato in Paesi caldi come l’Arabia Saudita per i letti degli ospedali. Poi c’è il tessuto antismog che grazie alle nanoparticelle e al biossido di titanio ‘mangiano’ gli inquinanti sparsi nell’aria e li trasformano in elementi innocui.
Insomma dal mantello di Francesco Datini alle sete di Maria Antonietta ai tessuti tecnologici di oggi la storia continua e il Museo di Prato la propone in modo molto esperienziale facendo toccare e indossare filati e indumenti di varie epoche.
Ultima curiosità sulla frivola Marie Antoinette, la regina aveva un guardaroba ridotto se confrontato a quello che abbiamo noi nei nostri armadi: 12 tenute importanti e 12 più quotidiane. Per la campionessa del frivolo e del lusso mi aspettavo di peggio!

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