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Metà delle donne estere sogna l’Italia del vino

E’ un sogno o un equivoco? Secondo l’agenzia di Klaus Davi & Co una donna straniera su due vorrebbe venire in Italia per fare un’esperienza nei vigneti

donne-straniere-sognano-di-lavorare-nel-vino-italiano-Violante-Gardini-export-manager-CinelliColombini

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, cantina

Due mondi a confronto: il sogno romantico delle laureate straniere che vorrebbero venire nel nostro Paese e quello delle scoraggiatissime laureate italiane che lavorano tanto e guadagnano poco.

La prima indagine riguarda un campione di 1.500 laureate di Inghilterra, Francia, Spagna, Stati Uniti, Paesi Bassi e Germania che dimostrano un’attrazione quasi magnetica verso il mondo del vino italiano. Il 49% sono affascinate dall’idea di fare il sommelier o pigiare l’uva coi piedi ma anche dalla potatura. Nel complesso il mondo di bacco attrae di più di un’esperienza in Italia come chef o stilista.

Edonism-Wines-Brunello-Brunello

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Che questa affascinazione sia frutto dell’immagine romantica che circonda il vino italiano ma sia lontanissima dalla realtà è dimostrato dalla stranezza di alcune scelte. Infatti mentre alcune risposte appaiono ragionevoli, come il 18% che verrebbe volentieri nel Bel Paese a frequentare un master in Wine Management, c’è chi vorrebbe fare la bottaia cioè costruire botti o dedicarsi all’assaggio dell’uva e ancora sogna di produrre tappi. Sono invece, curiosamente meno gettonate le figure di accompagnatrice turistica del vino o la creatrice di siti web del vino.
Il sospetto che le risposte delle donne laureate intervistate da Klaus Davi, siano sogni romantici e quasi “desideri proibiti” da “film”, invece che reali aspirazioni verso un cambio di vita, cioè una sun migration nella terra del sole e del vino, nasce dal confronto fra queste risposte fantasiose e la realtà della vita delle donne italiane così come emerge dalle indagini pubblicate in occasione della Festa della Donna.Le donne italiane lavorano di più, sono pagate meno dei colleghi uomini e portano la maggior parte del peso degli impegni familiari. Due studi elaborati dal Censis e dall’Ocse dicono che il nostro Paese è ancora il fanalino di coda in Europa in materia di differenze di genere.

Donne-straniere-interessate-al-vino-italiano-Brunello - seminario di Berlino tenuto da C. Eder- aprile 2012

Donne-straniere-interessate-al-vino-italiano-degustazione-Berlino

Le donne estere che sognano di venire in Italia nel mondo del vino avrebbero un triste risveglio: da noi il “sesso debole” deve avere muscoli d’acciaio: ha un’ora in meno di tempo libero, quasi quattro ore in più di lavoro familiare e circa due ore in meno di occupazione retribuita ogni settimana. Secondo l’Ocse gli uomini italiani rifuggono dai lavori domestici e li lasciano volentieri alle partner, i maschietti fanno peggio solo in Turchia, Portogallo e Messico.
Se non bastasse questo a scoraggiare le donne straniere che sognano di venire a lavorare in Italia fra vigne e cantine, c’è poi la busta paga a dissuaderle del tutto.
Secondo il Censis, nel settore privato, le donne guadagnano il 19,6% in meno dei colleghi. Ultimo ma non meno importante è il tasso di disoccupazione femminile che in Italia è del 12,6 per cento, contro una media europea dell’8,8%. Le provincie di Bolzano (64,3%), Bologna e Firenze sono le prime in Italia per occupazione femminile e Caltanissetta è l’ultima (22,5%). Eppure dal 1991 il numero di donne laureate rispetto agli uomini è sempre stato maggiore, con un picco del 58,9% nel 2011.

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