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New York Times trasforma l’olio italiano in veleno

Una sequenza di vignette spiega ai consumatori USA come l’olio extravergine non sia solo italiano e contenga additivi. Il mercato crolla?

Extra virgin suicide

Extra virgin suicide

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

C’è del vero in quello che ha pubblicato il New York Times ma il messaggio che passa dalle immagini pubblicate nel blog del quotidiano USA, il 27 gennaio è quello di una produzione nazionale interamente contraffatta.
Il boccone è amaro, soprattutto per quelli come me, che fanno l’extravergine vero, quello ottenuto spremendo solo le proprie olive.
Le immagini, si imprimono nella memoria molto più a lungo delle parole, e il primo disegno pubblicato dal blog del New York Times, con le due tibie incrociate –a somiglianza del simbolo del veleno- rimarrà a lungo nelle nostre menti.
La sequenza di immagini proposta da Nicolas Blechman è semplice e di un’efficacia preoccupante. I disegni mostrano la raccolta manuale delle olive vicino alla Torre di Pisa con un evidentissimo riferimento alla Toscana. Poi il produttore che inventa la truffa e importa, per nave nel porto di Napoli, un olio di scadente qualità che poi

New York Times blog

New York Times blog

mescola con il suo,  aggiunge clorofilla e betacarotene, lo brandizza come italiano e infine lo vende in modo del tutto legale. Alla fine, dice l’autore del post, il 69% dell’olio extravergine “made in Italy” venduto in USA è contraffatto.

blog NYT sull'olio extravergine

blog NYT sull'olio extravergine

Impossibile inchiodare i sofisticatori con le analisi. Ma anche Carabinieri del NAS e Repressioni Frodi che sono stati formati all’assaggio dell’olio proprio per riconoscere le contraffazioni, possono fare ben poco. Nicolas Blechman, autore dell’attacco all’olio italiano nel blog del New York Times, introduce a questo punto una didascalia che accredita un network politico-affaristico-fraudolento <<i produttori, molti dei quali hanno connessioni con politici potenti, sono raramente perseguiti>>
I contraccolpi sul mercato non si sono fatti attendere! Ora vendere l’extravergine italiano in USA è davvero difficile, da qui il titolo dell’articolo del blog del New York Times “extra virgin suicide” perché i produttori corrotti fanno crollare la fiducia dei consumatori, le vendite e i prezzi.

contraffazione olio extravergine secondo il New York Times

contraffazione olio extravergine secondo il New York Times

Il 29 gennaio Tom Mueller, ha presentato il suo libro “Extraverginità. Il sublime e scandaloso mondo dell’olio di oliva” alla Camera dei Deputati. Da questo testo è tratto il post del blog del New York Times. Forse l’intento di Mueller era buono e mirava a cambiare la legge che consente agli industriali di tagliare l’olio italiano con quello di altre provenienze. Certo però che il risultato è  devastante.
E da qui nasce il dubbio di Enrico Lupi Presidente delle Città dell’Olio, dubbio che condivido anch’io <<Perché? Chi c’è dietro questa sparata contro l’olio italiano? >>

 

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6 Comments

  1. maurizio gily Reply

    Vedo che anche qui, come nel caso velenitaly, si confonde artatamente la contraffazione e la frode (cose gravi, certamente) con l’avvelenamento, che è ben altra cosa, oltre a generalizzare in modo assurdo. Non so chi ci sia dietro, o davanti, forse è solo l’ennesimo caso di giornalismo “yellow” come lo chiamano laggiù. In ogni caso, una bella porcata.

    1. Donatella Reply

      Per noi agricoltori che imbottigliamo solo l’olio extravergine ottenuto dalle nostre olive è un colpo molto duro. Speriamo almeno che serva a far cambiare la legge ed a intensificare i controlli

  2. rita Reply

    le immagini parlano da sole! mi ricordano la campagna dei Nazisti contro gli Ebrei. con le ‘immagini’ sono riusciti a convincere il popolo tedesco ad odiare gli ebrei, sterminandoli in massa. Mi auguro che dopo 60 anni le persone si siano un pò evolute e sappiano riconoscere che il NYT non è la verità, ma solo un’opinione, spesso a favore di….. ecc ecc.

    1. Donatella Reply

      Indubbiamente il NYT diffonde il terrore fra i consumatori di olio extravergine italiano e soprattutto toscano. Una generalizzazione che danneggia soprattutto chi lavora seriamente e in particolare gli agricoltori.
      Mi auguro che questo brutto episodio conduca a un cambiamento delle norme e un aumento dei controlli perchè una cosa vera c’è: la Toscana produce il 4% e vende il 37% dell’olio d’oliva nazionale per cui un abuso del brand regionale esiste veramente.

  3. Donatella Reply

    Immagino che l’ intenzione di Tom Mueller sia quella di salvare il vero olio extravergine dalle contraffazioni ma il risultato è disastroso per noi agricoltori

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