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Non è tutto vero ciò che è virtuale

Un cortometraggio su youtube per dimostrare come presentarsi al meglio sui social aiuti ad essere popolari, a costo di mentire. Vale anche per hotel e agriturismi?

Visto per voi da Bonella Ciacci

"What's on your mind" video

"What's on your mind" video

Alcuni giorni fa mi sono imbattuta in un articolo online dell’Internazionale che parla di un cortometraggio che sta spopolando su Youtube (7 milioni di visualizzazioni ad oggi). Il regista Shaun Higton racconta la storia di un uomo che fa una vita un po’ triste, e che si deprime ulteriormente guardando le foto dei suoi amici su Facebook, i quali sembrano invece vivere esistenze idilliache. Così, inizia a fingere, scattando foto fuorvianti e postando commenti che raccontano l’opposto di ciò che gli sta effettivamente accadendo. Tipo quando raggiunge in auto la cima di una collina sopra la città, scende, e con un abbigliamento da jogging si scatta una foto fingendo di aver fatto una lunga ma appagante corsa.

Da lì è scattata una riflessione: quanto la reputazione online è importante anche per le aziende? E soprattutto per le strutture ricettive e i ristoranti, che hanno tra i requisiti principali per essere scelti da un cliente il proprio aspetto e ciò che promettono di dare al cliente? Ad esempio, è notizia di fine maggio, riportata da molti quotidiani, tra cui anche La Stampa, dell’apertura di un’indagine da parte dell’antitrust sulla veridicità delle recensioni sul famoso sito TripAdvisor. Si è infatti diffusa la voce, e la convinzione, che molte, troppe delle recensioni pubblicate

Chi dice la verità?

Chi dice la verità?

senza nessun controllo o filtro siano “guidate”. Nel bene e nel male, che si voglia esaltare una struttura alberghiera o un ristorante perché “recensori compiacenti e ricambiati del favore”, o che si voglia stroncare un albergo o un agriturismo perché magari ex dipendenti indispettiti, aprire un account e scrivere un commento è quanto di più semplice. Adesso sarà l’Antitrust a verificare, e forse si troverà un modo perché albergatori e ristoratori possano essere tutelati.

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C’è chi invece la reputazione online la accresce costruendosi ad arte un sito con immagini che fanno apparire l’hotel come un piccolo angolo di paradiso. Un articolo del 2012 su NanoPress Viaggi ci mostra il lavoro certosino fatto dal sito Oyster, che ha passato in rassegna siti, foto e alberghi di mezzo mondo (principalmente Sud e Nord America), svelando la dura verità. Piscine che sul sito appaiono enormi e invece sono poco più di una piscinetta per bambini, stanze grandi come una cabina di treno fatte passare per spaziose e accoglienti, e molto altro.

Per carità, non sempre la sorpresa è spiacevole…anzi. Alla Fattoria del Colle di

Online reputation

Online reputation

Donatella Cinelli Colombini ho potuto constatare di persona come alcune volte si può anche meravigliare in positivo il cliente. Mi occupo dell’organizzazione eventi e di seguire i matrimoni che ospitiamo, e molte coppie straniere che ci scelgono online, quando arrivano da noi mi dicono che non si aspettavano fosse così bello e grande. E’ bello sorprendere in positivo, ma forse potremmo fare di meglio, per aumentare le prenotazioni? Perché è dimostrato che una buona online reputation aiuta ad vendere di più.

La via migliore per distruggere le falsità in rete, in attesa di strumenti di controllo che proteggano gli operatori senza stroncare la libertà di espressione dei cliente, al momento, credo sia spingere sui propri punti di forza, senza mai deludere chi ci viene a trovare, e facendo crescere il passaparola positivo.

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