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Salviamo le vigne dalla malattia delle macchie rosse

Dopo l’arrivo della Xylella l’America potrebbe regalarci un altro patogeno pericoloso: la cicalina tricornuta causa della malattia delle macchie rosse

Red-Blotch-Disease-Malattia-delle-Macchie-Rosse

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

La Red Blotch Disease o malattia delle macchie rosse fu osservata per la prima volta intorno al 1940 a Sonoma Valley ma ha cominciato a fare davvero paura dopo il 2011. L’insetto vettore del virus che causa la malattia nelle viti è stato identificato da Brian Bahder e Frank Zalomm dell’Università di Davis in California ed è la cicalina tricornuta dell’erba medica. Il “Red Blotch Disease”, che in Italia chiamiamo “malattia delle macchie rosse” causa macchie vermiglie seguite da accartocciamento delle foglie, i

fillossera- sulle-foglie-della-vite

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grappoli e gli acini diventano più piccoli e di dimensione irregolare ma soprattutto con inferiore contenuto zuccherino e polifenolico. Si diffonde colpendo i vigneti in forma grave e epidemica per cui in California la considerano il maggiore problema degli ultimi 10 anni.
Porta a forti cali della produzione d’uva e, al momento non esiste nessuna cura per guarire le viti colpite.
Per ora non è stata notata in Europa ma sarebbe opportuno prendere qualche misura cautelare affinché non avvengano contaminazioni come è successo con la Xylella.Poi c’è la questione fillossera, il fitofago ormai presente in tutti i vigneti del mondo e che torna a far paura. Come tutti sanno questo terribile insetto, di origine americana, fece strage del vigneto europeo nell’Ottocento finché gli agronomi francesi capirono

Malattia-delle-macchie-rosse-effetti

Malattia-delle-macchie-rosse-effetti

che era possibile porvi rimedio innestando le viti preesistenti su impianti radicali americani che il fitofago non riusciva a mordere.
Ma la fillossera ha avuto una nutazione e i vigneti californiani hanno avuto grossi problemi fra il 1980 e il 1990. La nuova varietà di fillossera riusciva ad attaccare le radici ARx1 (AXR 1) delle viti, che precedentemente erano considerate immuni e il risultato fu grave, anche se la perdita della metà della superficie vitata, indicata da The Drinks Business, appare una stima esagerata.
Anche in questo caso urge una riflessione sulle nuove malattie delle piante e la loro propagazione allestendo azioni di prevenzione che impediscano la diffusione delle epidemie finché la scienza non ha trovato le cure per contrastarle. In particolare la fillossera è presente in modo più che evidente nel vigneto europeo e ha avuto un deciso accrescimento a causa del clima più caldo e delle piogge che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Il fotofago si riproduce più volte nella stessa stagione e per ora attacca solo le foglie. C’è da chiedersi quando avverrà la mutazione che lo rende capace di distriggere l’apparato radicale cioè quando avverrà una mutazione simile a quella verificatasi in California. Attualmente le ricerche per contrastare la fillossera si concentrano sul DNA e l’ipotesi più verosimile di contrasto alla malattia appare l’individuazione e la diffusione dei predatori che sono stati trovati nelle galle delle foglie dove la fillossera si riproduce.
Peter Schwappach dell’Istituto bavarese per la viticoltura, in Germania che ha esaminato i vigneti intorno al lago di Garda in cui è presente la fillossera lancia l’allarme <<qualora la tolleranza dei portinnesti attualmente in uso dovesse venire meno, cosa che peraltro in alcuni luoghi è già accaduta, sarebbe molto difficile trovare in breve tempo nuove varietà con le stesse performance>>. Bisogna studiare subito delle soluzioni prima che il problema si presenti.

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