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Saywine: basta figuracce col nome del vino

L’importanza del nome del vino: quelli impronunciabili, difficili da ricordare o molto lunghi sono un vero ostacolo alla vendita ma arriva “Saywine”

Di Donatella Cinelli Colombini

Le storpiature dei nomi dei vini sono il soggetto di un delizioso video di The Artists Movement in cui tre millennials provano a dire Aglianico, Zibibbo, Blaufränkisch … e scopriamo che il vino austriaco apparentemente impronunciabile, per uno statunitense, risulta più facile di quelli italiani. Soprendente vero?
In Cina, dove i nomi sono sempre composti da due sillabe, quelli lunghi sono decisamente tagliati fuori a meno che la loro fonetica non permetta una traduzione in concetti diversi. E’ ben nota la storia di quel vino il cui nome in cinese diventa “porta soldi” ed ha avuto un successo strepitoso.Sembra una cosa giocosa invece il problema è serio. C’è una stretta correlazione fra il potenziale commerciale del vino e il suo nome. I nomi brevi, facili da dire e soprattutto con storie e etichette che formano un tutt’uno aiutando la loro memorizzazione, sono enormemente avvantaggiati nel mercato. Il mio Cenerentola DOC Orcia che in America tutti chiamano Cinderella, deve una parte del suo successo alla  facilità di ricordare un nome famoso, tradotto in ogni lingua del mondo e evocato dall’immagine della scala e dall’abito da sera in etichetta.
Soprattutto in ambienti eleganti e soprattutto per chi tiene alla propria immagine di persona vincente il desiderio di evitare figuracce spinge verso vini con nomi ben noti e di facile pronuncia. Avete presente i manager fighetti nei ristoranti stellati che vogliono apparire come quelli che sanno tutto? Figurati se vogliono diventare ridicoli storpiando il nome di un vino!

Per ovviare al problema nasce Saywine una app che dice il nome nella lingua di origine e con la pronuncia inglese. L’idea è geniale e arriva dallo chef e linguista italo americano Robert Aiudi e da Laura Strassman. Una volta completata la app conterrà anche mini schede sui territori del vino partendo da quelli toscani per i quali Aiudi ha una particolare predilezione. Aiudi è già noto per il suo lavoro sulle parole relative al cibo Thelanguagechef e sviluppa il linguaggio come un messaggero di cultura e come una chiave per capire culture e territori diversi. Un approccio bellissimo con un solo problema: l’omonimia con SayWine sito dell’Associazione Italiana Sommelier AIS per l’e-commerce del vino.

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