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Sound sommelier: un nuovo mestiere del vino

L’idea è di Paolo Scarpellini critico musicale che si definisce music stylist e dopo le compilation per le sfilate di moda ora abbina musica e vino

Paolo-Scarpellini-sound-sommelier

Paolo-Scarpellini-sound-sommelier

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne, visite enomusicali

Come tutte le cose nuove i sound sommelier potrebbero anche sembrare uno scherzo se non ci fosse una lunga serie di esperienze nelle cantine e se il Professor Charles Spence, della prestigiosa università di Oxford non avesse studiato le correlazioni fra suoni e percezioni gustative scoprendo che ascoltare suoni profondi come “Nessun Dorma” cantato da Pavarotti <<riduce la percezione di amaro in alimenti come cioccolata fondente o dessert al caffè>>, al contrario gli acuti esaltano il sapore dolce. L’idea di un sound sommelier ha dunque dei fondamenti scientifici e potrebbe essere assimilata al lavoro di abbinare cibi e vini. Nell’uno e nell’altro caso,

Sound-sommelier

Sound-sommelier

infatti, si tratta di capire le assonanze, i contrasti e gli ambiti culturali e il luogo in cui avviene l’assaggio. Il tentativo è trovare nuovi equilibri di grande intensità e piacevolezza. Il sound sommelier, spiega Paolo Scarpellini nel suo sito, deve essere in grado << di spaziare con la medesima competenza/esperienza fra terroir e suoni indigeni, vitigni e varietà sonore, millesimati e fini orchestrazioni, tannini e impianti ritmici, aromi primari e gorgheggi da soprano, grado alcolico e tessitura strumentale. Un esperto profondamente convinto che il vino si possa benissimo pensare come “musica liquida”, o che la musica si possa benissimo raffigurare come “vino da ascoltare”>>.Io che ho visto lavorare Igor Vazzaz per trovare 4 abbinamenti con 4 dei miei vini

Montalcino-Casato-Prime-Donne-visite-enomusicali

Montalcino-Casato-Prime-Donne-visite-enomusicali

posso certificare che si tratta di un lavoro di estrema complessità e, anche nel mio caso il sommelier musicista, ha indicato il brano musicale ma anche l’esecutore. Per esempio il Brunello di Montalcino 2010 è accompagnato dalla , Sonata for solo cello opus 8, Adagio con grand’espressione (1915) di Zoltán Kodály nell’esecuzione di Paul Tortelier (1979).
Esperienze eno-musicali esistono in tutto il mondo e non solo nella mia cantina Casato Prime Donne, dove proponiamo visite enomusiacli, ma nessuno prima d’ora aveva pensato di definire la figura del sound-Sommelier e codificare il modo di associare suoni e vini.

Ecco perché Paolo Scalpellini è un personaggio degno di nota. Nato a Bergamo, cresciuto a Bologna, vissuto a Milano e poi a Torino. Dopo la laurea in scienze Politiche fa il DJ in radio e in discoteca. Poi la sua attività si amplia: musiche per campagne tv, colonne sonore per sfilate di moda – Ferrè, Soprani, Prada, Missoni…- articoli per testate di musica, moda, lifestyle e viaggi (Discoteca Hi-Fi, Stereoplay, Rolling Stone, Il Giorno, Europeo, Panorama, Carnet, Glamour, Vogue, Uomo Vogue, Dove, Grazia, 100 Cose… Panorama, L’Espresso, La Stampa, Dove, Uomo Vogue, Condè Nast Traveller, Capital, Urban, D-Donna, Gulliver, 24 Mag…Monsieur, Verve, Bespoke, nonchè direttore del luxury magazine Upper…. ).
Il suo ritorno al mestiere di Music Designer coincide con la proposta di tappeti sonori che creano la giusta atmosfera per specifici luoghi come quelli che ha realizzato per Don Alfonso a Napoli, per l’Osteria Francescana e per Da Vittorio a Bergamo. La nuova figura professionale del sound sommelier deve saper abbinare vino, birra e distillati ai brani musicali tenendo ben presente l’ora del giorno, lo stile del luogo in cui avviene la degustazione. Ci sono dunque nuovi spazi professionali per Sommelier e musicisti ma prendendo la cosa molto sul serio.

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