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Strade del vino: perché non si chiamano come le DOC?

La maggior parte delle nostre 150 Strade del vino hanno nomi di fantasia o di territorio ma questo le rende invisibili. Anche se politicamente corretto serve?

Strada-del-Vino-Barbaresco

Strada-del-Vino-Barbaresco

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello
Attualmente ci sono Strade del Vino  con nomi di tutti i tipi: quelle classiche che si chiamano come la denominazione a cui fanno capo, quelle comprensoriali, che sono la maggior parte, e abbracciano tutto l’agroalimentare di una regione o di una zona compresi asparagi o mele, poi ci sono quelle che hanno il nome di una DOC-DOCG ma riguardano aree dove ce ne sono anche altre …. La confusione regna sovrana.
Una confusione aggravata dal fatto che ognuno fa per se. In mancanza di una regia nazionale (l’Italia non ha un ministero del turismo) ogni regione e territorio compete con quello accanto e non solo rispetto alle agenzie di incoming locali ma anche nelle fiere all’estro dove a mala pena sanno dov’è l’Italia.

Strade del vino- Strada del vino Orcia

Strade del vino- Strada del vino Orcia

Il pasticcio sui nomi delle Strade si lega a doppio filo a decisioni politiche che hanno favorito i distretti o l’unione dei comuni , oppure hanno sopperito alla chiusura delle vecchie APT … penalizzando i risultati che i network territoriali devono dare in termini di sviluppo economico diffuso.
Uso come esempio la Strada del vino Costa degli Etruschi dove persone molto volenterose riescono a fare un ottimo lavoro e vi invito a pensare quanto si avvantaggerebbero se questa struttura si chiamasse Bolgheri con gli amanti del Sassicaia, di Ornellaia o Guado al Tasso che affollano Forte dei Marmi e altre località VIP nei dintorni. Quanti di questi turisti cercheranno l’appuntamento in cantina attraverso Strada del vino Costa degli etruschi e non digiteranno invece “visit Bolgheri” oppure “wine tour Bolgheri” finendo su Tripadvisor?La Strada del Vino Costa degli etruschi comprende 5 denominazioni ma quanta visibilità offre a ciascuna di loro? Non sarebbe meglio che un consorzio comune rendesse percepibile qual’è l’area di produzione della Doc Terratico di Bibbona e quale del Montescudaio?

Strada del vino Colli del Trasimeno

Strada del vino Colli del Trasimeno

L’unico grande biglietto di invito di un territorio del vino sono le sue bottiglie che vanno in giro per il mondo e fanno desiderare ai wine lovers di andare a vederlo. Per capirlo basta ricordarsi che la maggior parte dei cinesi ricchi conosce lo Champagne, ma non sa dove sia la Francia. Questo non deve far sorridere perché la stragrande maggioranza di noi italiani non sa dov’è esattamente la valle del Rodano anche se ha bevuto con piacere il suo Syrah e il nostro Paese confina con la Francia.
Per questo l’uso oculato del nome della denominazione da parte della Strada del vino ha un ruolo chiave. Questo è soprattutto vero quando il vino è un brand celebre come Chianti o Barolo e il numero dei turisti/enoturisti è talmente alto da spostare il ruolo della Strada del vino sulla gestione dei flussi, più che sul loro incremento. Occorre infatti pensare alla Strada come il regista dell’offerta territoriale che interpreta bisogni diversi: dalla promozione, alla destagionalizzazione, dal decentramento rispetto ai luoghi di maggiore concentrazione fino alla tutela dell’identità locale contro il degrado turistico.
Tuttavia anche le denominazioni nuove e emergenti hanno bisogno di avere il loro nome sui cartelli della Strada del vino cioè lungo le vie che attraversano il proprio territorio – che è anche il loro primo mercato – in modo da essere percepite come una realtà importante da residenti e visitatori. In simili casi è indispensabile che la Strada del vino si appoggi su strutture più gradi oppure lavori di concerto con il Consorzio di tutela della DOC per utilizzare al meglio le piccole risorse disponibili al fine di accrescere visibilità e business delle cantine e in generale di tutto il sistema di offerta: musei, alberghi, ristoranti, artigiani …. In questi casi la Strada non funziona da calamita ma può rendere più appagante il soggiorno di chi è già in zona e fidelizzarlo in modo che diventi un cliente abituale dei luoghi e dei vini.
Continua domani

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