Forum Vigne e vini

The Queen of Wine Jancis Robinson

La regina per antonomasia “The Queen” è Sua Maestà Elisabetta II, ma la regina del vino è sicuramente Jancis Robinson

Jancis Robinson

Jancis Robinson

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ proprio lei, infatti, che sceglie le bottiglie per Buckingham Palace. Jancis Robinson ha acquistato una fama mondiale quando, nel 1980, divenne il primo Master of Wine donna che non proveniva dal business del vino e oggi molti la considerano ‘the most respected wine critic and journalist in the world’ la persona che strappa le raccomandazioni ed è impermeabile ad ogni influenza. Per la sua competenza, autorevolezza ma anche per la sua onestà Decanter la mette al 10° posto nella lista dei personaggi del vino più potenti del mondo. Il suo www.jancisrobinson.com ha abbonati in 100 Paesi  ed ha vinto il Wine Writers’ Award 2010 come miglior portale di vino del mondo. La Robinson ha 206.000 follower in Twitter. Ha scritto 20 libri fra cui due opere monumentali: World Atlas of Wine insieme a Hugh Johnson e l’Oxford Companion to Wine. Ma non basta ha anche una rubrica fissa nel “ Financial Times”.
Non aggiungo altro! Avete capito che Jancis Robinson è l’unica donna in grado di far sentire la sua voce sopra quella degli uomini che dominano il mondo del vino. Bionda, minuta, femminile in modo molto sofisticato ma senza nessuna ostentazione, di una gentilezza molto

Jancis Robinson awarded Commendador do Ordem do Mérito Empresarial

Jancis Robinson awarded Commendador do Ordem do Mérito Empresarial

british -formale ma non fredda- ha uno spiccato senso dell’umorismo e una capacità narrativa che va dritto al centro degli argomenti. E’ sposata ed ha tre figli. Ho cenato con lei una sola volta a Verona in occasione della premiazione del Comitato Grandi Cru d’Italia. Ero così intimidita che quasi non riuscii a proferire parola.
Perché oggi vi parlo di lei? Il pretesto è una intervista pubblicata nella rivista “L’Enologo” in cui la Robinson racconta di sé e parla dell’Italia del vino. Senza vergogna racconta di quando, nel 1968, lasciò l’Università di Oxford (dove studiava matematica e filosofia) per lavorare come cameriera all’Hotel Ristorante Il Pellicano, uno dei più belli del Monte Argentario nella costa Toscana <<durante quella esperienza rimasi stupita di come potessi bere la maggior parte dei vini rossi locali gratuitamente, alla mensa dei dipendenti… mentre dovevo pagare per una bottiglia d’acqua ..>>. Quando Riccardo Cotarella presidente di Assoenologi e qui in veste di giornalista, le chiede come vedono i produttori italiani all’estero, lei è molto diretta << relativamente anarchici e individualisti molto preoccupati del look dei loro vini>>. Poi la doccia fredda tocca agli enologi perché il << focus sta passando dalla cantina ai vigneti …>>. Jancis Robinson conferma anche in questo caso la filosofia che la contraddistingue e, negli anni scorsi, l’ha vista in opposizione all’altro grande wine

Jancis Robinson and Whitney Schubert,

Jancis Robinson and Whitney Schubert,

critic, Robert Parker in una sorta di “wine war” che ha appassionato tutto il mondo. La Robinson ritiene che il terroir sia l’elemento portante e la qualità del vino vada cercata proprio nella sua capacità di esprimere ciò rende unico ogni territorio.
C’è una sola cosa su cui la mia opinione contrasta fermamente con la sua: Jancis adora il Vin Santo <<un vino unicamente italiano in grado di fornire dolcezza, grande coraggio e sapidità>>. Mi inchino al suo giudizio ma, anche se ne produco una piccolissima quantità, proprio non riesco a berlo!

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