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Vuoi un finto Petrus? Vai in Cina, costa 3$

Pacurs con l’etichetta che sembra Petrus, il solo Lafite prodotto legittimamente in Cina, un inesistente Clos du Cheval Blanc con rating di Robert Parker

Petrus-falso-Chengdu-wine-fair

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Avete mai visto un cartello che invita a comprate vini contraffatti? Basta andare in Cina per trovarlo!
Il racconto di The Drinks Business riguarda la fiera Chengdu Tangjiuhui (糖酒会) che tutti familiarmente chiamano “China Food, Wine & Spirits Trade Fair” ed è il maggior evento dedicato al vino nel gigante asiatico.
Lìarticolo originale che è davvero spettacolare e vi invito a leggerlo riassumendo qui qualche perla.
Nella fiera il vino era presentato in due alberghi e in centro convegni. Le bottiglie false erano soprattutto all’hotel Kempinsky dove c’erano persino cartelli pubblicitari sui ‘DIY Penfolds’ che vuol dire “vini famosi fatti in casa”. Quindi una spudorata e esplicita pubblicità delle bottiglie imitate…. Mica le nascondono, anzi!

Cina-falsa-recensione-di-Robert-Parker-per-falso-Cheval-Blanc

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Ed ecco a voi il simil Petrus con etichetta giallina, bordo di stile ottocentesco e caratteri tipografici simili all’originale ma con un nome leggermente diverso “Pacurs” e la scritta rassicurante “marchio con antica licenza” e poi “Grand Vin” e “Good Chateau & Oak wine” frasi che farebbero pensare all’origine in uno chateau francese. In realtà leggendo meglio e domandando in giro il giornalista di The Drinks business scopre che il vino è importato in cisterna dall’Europa e imbottigliato sulle navi davanti alle coste cinesi. Ullallà che finesse! E infatti costa dai 3 ai 7 Dollari.
Poi c’è il vino “La Ture” con un etichetta che richiama direttamente la torre del celebre Chateau di Bordeaux e Lafite anzi “China’s only legitimate Lafite” il solo legittimo Lafite in Cina. In effetti qualche anno fa i Rothschil, proprietari del vero Chateau francese, avevano fatto causa alla società di Changhai che produce il finto Lafite ma sorprendentemente la persero perché la società cinese riuscì a dimostrare di aver usato il marchio prima che la cantina bordolese venisse importata. Di Lafite c’è proprio tutto, persino la cassetta in legno con la scritta “Lafei Manor” e un castello di vaga tipologia europea .Penfolds cantina australiana con un’enorme influenza in Cina ha un imitatore che propone bottiglie con un’etichetta pressoché identica ma un nome diverso e ben augurale, ricavato dalla translitterazione in cinese e da una successiva traduzione in inglese “Rush rich” cioè prosperità. Tocchiamo il vertice dello “stile cinese” non vi pare?
In questa galleria di falsi non poteva mancare la magnum “Clos du Cheval Blanc’, prodotto in 1.200 esemplari per celebrare la leggendaria annata 2010 di Bordeaux. Ovviamente è tutto inventato così come il cartello con la foto del celebre critico americano Robert Parker Jr e il rating sul vino del suo giornale “Wine Advocate”. Una messa in scena davvero impressionante.
Nell’insieme la cosa lascia basiti. Finché le false borse di Hermes o di Fendi vengono vendute nel retro bottega dei negozi, la cosa è grave ma rimane nello spirito truffaldino di una cultura millenaria, ma quando una fiera internazionale propone prodotti falsi e veri negli stessi stand la cosa prende un altro aspetto e richiede una seria riflessione sulle norme che regolano il mercato a livello internazionale. E dire che i maggiori chateau francesi sono arrivati a piazzare fino a 4 sistemi anticontraffazione sulle loro bottiglie! Ma a che servono in un Paese che legalizza il commercio dei prodotti contraffatti?

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