La magia della Fattoria del Colle

Quando mio padre mi donò la Fattoria del Colle e andai ad abitarci non mi piaceva ma arrivarono dei segni  di benvenuto quasi magici, come se mi aspettasse

Agriturismo Fattoria del Colle

Fattoria del Colle-magia- e -passato

Di Donatella Cinelli Colombini

Come ogni posto con una lunga storia anche la Fattoria del Colle è piena di magia e segreti.  Continuo a scoprirli anche adesso, dopo vent’anni da quando mio padre Fausto Cinelli mi donò questa proprietà chiedendomi di farla rifiorire.

Quando arrivai la Fattoria del Colle  mi spaventava, c’era una situazione finanziaria difficile e un’enorme quantità di investimenti da fare, mancavano di punti forti su cui appoggiarsi per costruire un progetto con qualche probabilità di successo.  Inoltre ero sola, mio marito e mia figlia abitavano a Firenze e il posto mi appariva lontano da tutto, freddo, con cinghiali che di notte arrivavano quasi davanti alla porta… insomma oltre ad apparirmi preoccupante non ci stavo affatto volentieri.

Fattoria del Colle villa

Fattoria del Colle villa- come è oggi

Ma quasi subito cominciarono a succedere delle cose strane, quasi a volermi dire <<benvenuta, ti aspettavamo da tanto>>. Durante il primo inverno, che fu il più difficile anche sotto il profilo psicologico, i segnali furono talmente tanti da suonare come un coro di incoraggiamento.   Andavo a Trequanda per assistere alla presentazione di Roberto Barzanti della guida del paese di Elio Torriti e scopro che alla Fattoria del Colle c’era l’eremitaggio di Sant’Egidio di Querciola. Un santo del XII secolo di cui non avevo mai sentito parlare e di cui sembrava non fosse rimasta traccia ma …. Leggi tutto…

Fattoria del Colle: il passato riappare per magia

Le piccole scoperte che facevano riaffiorare il passato delle Fattoria del Colle continuavano senza sosta, come un fil rouge che mi legava a quel posto

Donatella Cinelli Colombini

antica cucina Fattoria del Colle

antica cucina Fattoria del Colle

Per Natale andai a trovare il patriarca della mia famiglia paterna, l’Ingegner Luigi Socini -quasi centenario ma ancora lucidissimo- nella sua casa di Siena in Via San Martino. Zio Gigi, come lo chiamavamo in famiglia, mi raccontò alcuni aneddoti della vita alla Fattoria del Colle all’inizio del Novecento << in campagna c’erano ancora i briganti che, di giorno, quando le donne erano sole, entravano in cucina per rubare polli, uova, cacio, olio, farina … ma c’era un allarme, una campana sul tetto che si suonava dal salotto di fattoria. Gli uomini ritornavano di corsa e acciuffavano i birboni>>. La mattina dopo, alla

Stemma Socini Fattoria del Colle

Stemma Socini Fattoria del Colle

Fattoria del Colle dove i muratori stavano rifacendo il tetto, vidi la campana a forma di cloche, una settimana dopo sarebbe scomparsa per sempre. Poi, con qualche ricerca, capii come le donne suonassero la campana senza farsi scoprire, tirando una corda nascosta dentro un grande orologio a muro. Quando mostro questo congegno ai visitatori della fattoria rimangono sbalorditi dall’ingegnosità del trucco.
Le scoperte più sensazionali avvennero in cantina. Il sotterraneo della villa cinquecentesca fu trasformato in bottaia con un restauro eseguito a tempo di record nella primavera del 2001. Volevo costruire una scala esterna che collegasse la base dell’edificio con il sottotetto dove c’erano i caratelli del Vinsanto in modo da riunire tutta la zona destinata alla maturazione dei vini in contenitori di legno. Leggi tutto…

Rebecca Meïr-Liebman sommelier blogger rock

Qualche giorno fa mi è arrivata una splendida foto rock della sommelier-blogger canadese Rebecca Meïr-Liebman, con il mio Brunello Prime Donne in mano

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Una foto talmente intrigante e inconsueta da spingermi a indagare su questa giovane donna che assaggia mille vini all’anno e recensisce solo quelli che le piacciono. Ho scoperto un personaggio appassionato, talentuoso ma soprattutto capace di raccontarsi e raccontare il vino in un modo nuovo e affascinante. Per questo voglio presentarvela.
Il suo linguaggio è diretto, sincero, fino a raccontare le sue vicende sentimentali quasi come un’adolescente: <<amo Eyal Liebman e ogni anno che passa lo amo di più>> scrive riferendosi al bravissimo chef e pubblica immagini che li ritraggono abbracciati fra pentole e calici di vino.

Rebecca Meïr-Liebman-

Rebecca Meïr-Liebman-

La foto che mi riguarda la ritrae vestita di nero seduta a terra mentre versa il Brunello in un calice in primo piano. Ha un’espressione dura del viso e guarda diritto davanti a sé. Insomma pare una cantante rap più che una sommelier. E’ fatta da Bill Leontaritis un grandissimo fotografo e l’accompagna un frase che, per me, suona come musica <<Donatella Cinelli Colombini wine bottle that symbolizes a lot to me>>. Brava Rebecca e W la donne!
L’articolo che accompagna la foto è pubblicato nel blog di Rebecca Meïr-LiebmanSommelier Selects” dove lei si diletta a condividere le sue esperienze di assaggio, dopo 10 anni di lavoro come sommelier nei migliori ristoranti di Toronto << I’m excited to share the knowledge and palate I have developed>>. Leggi tutto…

Denise Cosentino prima enologa italiana in Cina

Trent’anni appena compiuti la calabrese Denise Cosentino dirige la cantina del banchiere tedesco Karl Heinz Hauptman nella penisola dello Shandong in Cina

Denise-Cosentino-enologa-italiana-in-Cina

Denise-Cosentino-enologa-italiana-in-Cina

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ la prima enologa donna italiana nel gigante asiatico. Bruna, capelli lunghi, sguardo diretto in un volto dai lineamenti minuti, è giovane ma ha un carattere fortissimo. Denise Cosentino si è laureata in enologia a Torino ed ha proseguito i suoi studi sulla vigne e sul vino a Montpellier e a Bordeaux. Ha fatto vendemmie in molte delle zone TOP mondiali: Toscana, Paulliac e Rheinhessen. E’ in Cina dal 2014 ed ha lavorato nei distretti vincoli di Shaani e Ningxia dove ha anche partecipato al “Ningxia Winemakers Challenge. <<E’ stata un’esperienza indimenticabile>>ha detto alla fine e, anche se non ha vinto, << non capita tutti i giorni di ritrovarti un mezzo ad altri 47 enologi provenienti da tutte le parti del mondo>>

Denise-Cosentino-great-river-hill-shandong-chateau-nine-peaks-cabernet-sauvignon-2011-blind-tasting-in-beijing-china

Denise-Cosentino-great-river-hill-shandong-chateau-nine-peaks-cabernet-sauvignon-2011-blind-tasting-in-beijing-china

Ora è nello Shandong nell’Est della Cina ai piedi della montagna di Nine Peaks che da in nome allo Chateau Great River Hill costruito dal banchiere tedesco Hauptman nel 2008. 85 ettari soprattutto di Cabernet e Chardonnay. Si tratta di una zona nuova per l’enologia <<fino a 10 anni fa >> in questa parte della regione <<non avevano mai visto ne una vigna ne una cantina>> ha detto Denise a Andrea Gabbrielli del Gambero Rosso descrivendo il problema di trovare personale competente. Leggi tutto…

Da Napoli alla Cina progetto cantine divine

La storia di quattro giovani napoletani che diventeranno famosi in Cina e non solo. Una settimana con loro per vendere bottiglie special edition ai milionari

Napoletani in Cina Donguangg Masterclass di Donatella Cinelli Colombini

Napoletani in Cina Donguangg Masterclass di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini
Questa storia inizia all’Università di Napoli L’Orientale nel corso sull’estremo oriente e riguarda tre studenti: Ivana, Ferdinando ed Enrico. Dopo la laurea vanno in Cina e scoprono che il cinese che avevano studiato non lo parla nessuno.
Sconcertati ma non scoraggiati i tre amici si rimettono a studiare la lingua e partecipare a fiere per comprare prodotti da rivendere in Italia. Aggregano il fratello di Ivana, Alessandro e creano una società partendo dal niente. Siamo al 13 aprile del 2007, e i nostri intraprendenti napoletani fanno una presentazione dei loro progetti a Castel dell’Ovo. E’ l’inizio di un’avventura che li porta alle fiere di Shenzhen –Hong Kong – Canton dove vanno con i

Da Napoli alla Cina: Ferdinando, Enrico, Alessandro e Ivana con Stefano Nicodemo

Da Napoli alla Cina: Ferdinando,  Alessandro e Ivana con Stefano Nicodemo

trolley vuoti e tornano pieni di cataloghi. Si fermano da Starbucks per scroccare il Wi-Fi e vendere in Italia dove però la crisi li frenava sempre di più. I quattro si rimettono in gioco con un nuovo business: invece di esportare in Italia decidono di importare e puntando su scarpe e vini di lusso. Il vino ha un successo immediato e non c’è più tempo per le scarpe.
I risultati sono impressionanti: un ufficio con 30 persone a Shenzhen e altre sedi a Shanghai a Beijing oltre che sedi in co-sharing a Chongcing (37 milioni di persone la città più popolosa della Cina) e Xiamen. 100 container doppi importati nel 2017 con un incremento del 320% in due anni. La cosa più sbalorditiva è l’introduzione nelle parti più esclusive e danarose del mercato. Leggi tutto…

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