Gozo e i lavori infiniti in casa

Io e mio marito Carlo adoriamo Gozo, la piccola isola sospesa nel tempo, dove le vacanze rigenerano … ma i lavori di ampliamento della casa ci sfiniscono

Gozo-terrazza-sul-tetto

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Di Donatella Cinelli Colombini

Chi legge spesso questo blog ed ha riso per la scala da equilibristi e il buco sul tetto della casa continuerà a ridere perché i lavori non sono finiti. La scala ha una ringhiera in acciaio e raffinati scalini di vetro che, tuttavia, quando si bagnano, diventano scivolosissimi e visto che il coperchio che chiude il vano scale ancora non funziona e arriva l’inverno, la situazione è critica.
E dire che il fabbro è un tipo geniale, il migliore dell’intero arcipelago. Ha una chioma ricciuta, un carattere dolcissimo,  fa il motocross e ha un aiutante siciliano. Solo che a Malta nessuno sa come motorizzare una botola pesante come la nostra e lui sta provando di tutto.

Gozo-la-scala-del-bravissimo-fabbro-Fantin

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Ma i nostri guai non finiscono qui. La connessione internet, che ha sempre funzionato benissimo, adesso fa i capricci. Pare che tutta la zona sia senza

internet e senza telefono a causa del passaggio alla fibra ottica e quindi non ci sono connessioni. Fatto sta che per rimediare a questo problema bisogna andare alla società telefonica, farsi dare una chiavetta che funziona a singhiozzo …. Piccole cose capaci di rovinare la vacanza perchè io ho bisogno di collegarmi agli uffici almeno qualche ora al giorno e senza internet sono nei guai. Aggiungo la pompa sul tetto per dare acqua calda al nuovo bagno, la consegna dei mobili, il montaggio di uno scaffale metallico …. Alla fine io e Carlo rimpiangiamo l’albergo. Anche perché il bello di avere una casa con uno spettacolare panorama come la nostra è di condividerla con gli amici. Uffa! Per fortuna Carlo si è scatenato nelle sue migliori performance culinarie ed ha preparato dei piatti di pesce strepitosi. Leggi tutto…

Tappi da vino: come sceglierli, conservarli e usarli

Da Amorim tanti piccoli segreti per tappare il vino in modo perfetto. E poi non preoccupatevi se le bottiglie stanno in piedi non è un problema come si credeva

tappi-di-sughero-le-regole-per-usarli-meglio

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Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia, Cenerentola

Le principali tipologie di tappi in sughero da bottiglie di vino sono 6
TAPPO IN SUGGHERO NATURALE monopezzo, il più tradizionale. Ha un’enorme varietà di prezzi in base a lunghezza, larghezza e qualità del materiale
TAPPO IN SUGHERO COLMATATO monopezzo in sughero naturale che superficialmente è stato trattato con polvere di sughero mista a collante per avere un aspetto levigato
TAPPO ACCOPPIATO – MULTIPEZZO costituito da due o più pezzi di sughero uniti da un collante

tappi-di-sughero-le-regole-per-usarli-meglio

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TAPPO AGGLOMERATO fatto di granulato di sughero ricomposto
TAPPO AGGLOMERATO CON RONDELLE tappo tecnico che ha una o due rondelle di sughero sulle facce rotonde e il granulato di sughero nel corpo centrale
TAPPO AGGLOMETARO DI NUOVA GENERAZIONE tappo tecnico ottenuto unendo il 75% di granulato di sughero con collanti

DIFETTI DEL SUGHERO
• Sughero ripollato, se la quercia ha avuto un anno con clima difficile ed ha perso le foglie, nel sughero si formeranno strati di cellule appiattite che spesso sono visibili come fesurazioni allungate (a forma di fuso) che poi tenderanno ad aprirsi durante la stappatura. Leggi tutto…

Amorim toglierà il TCA dai tappi entro il 2020

Entro 2 anni Amorim, il più grande produttore mondiale di tappi di sughero, eliminerà da tutti i suoi 4,5 miliardi di tappi il malefico TCA: la puzza di tappo

Amorim promette di eliminare TCA da tutti i tappi entro il 2020 Antonio Amorim

Amorim promette di eliminare TCA da tutti i tappi entro il 2020 Antonio Amorim

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

TCA, tricloroanisolo è la puzza che affligge i produttori di vino da quando i diserbanti hanno inquinato la corteccia delle querce da sughero che servono per produrre i tappi naturali.
La parola eliminare è esatta. Amorim intende produrre solo tappi sicuri cioè senza questo difetto entro il 2020 si tratta di 4,5 miliardi di esemplari l’anno, un’enormità! Ma il grande capo, Antonio Amorim, non è spaventato da questa sfida titanica e sta investendo cifre enormi nella ricerca della tecnologia capace di raggiungere l’obiettivo entro due

TCA-sconfitto-da-Amorim-querce-da-sughero

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anni. Dopo le prime sperimentazioni, molto promettenti, è sicuro di farcela.
Per la verità, attualmente,  il problema dell’orrendo puzzo di segatura è molto meno diffuso rispetto alla fine del Novecento quando la contaminazione delle querce da sughero colse impreparati i produttori di tappi. Amorim è già riuscita a certificare una parte dei suoi tappi. Io come tanti produttori di vini premium compro questa tipologia per avere la certezza di mantenere perfetto il Brunello a cui tengo di più. Tuttavia si tratta di un sistema costoso per un piccolo numero di tappi e Antonio Amorim, vuole invece sradicare il perfido TCA da tutti i suoi tappi. Il passo successivo sarà lo studio dei vantaggi del tappo in sughero sulla qualità dei vini: il Corkling <<newly-identified set of compounds that affect a wine’s colour and bitterness>> cioè l’identificazione degli effetti positivi sul colore del vino e il gusto amaro, come ha spiegato il capo ricercatore Miguel Cabral.
Amorim promette dunque una rivoluzione! Leggi tutto…

Casato Prime Donne dove l’enoturismo emoziona

Casato Prime Donne a Montalcino una cantina capace di raccontare e raccontarsi: vino, storia, musica, tradizioni per arricchire e emozionare i visitatori

Enoturismo-CasatoPrimeDonne_tinaia-ambiente immersivo

Enoturismo-CasatoPrimeDonne_tinaia-ambiente immersivo

Il Casato Prime Donne è una cantina diversa da tutte le altre perché è capace di raccontare la passione per il vino e il territorio. E’ circondata da vigne coltivate come giardini ma questo non è così eccezionale a Montalcino. Ha due tinaie con tini troncoconici a cappello aperto e follatore, in una i tini sono d’acciaio e nell’altra in cemento nudo. Questo è meno comune anche perché proprio in questi contenitori sono stati sperimentai i lieviti indigeni selezionati di Montalcino. Nell’edificio antico ci sono botti e tonneau di rovere provenienti da tonnellerie artigiane francesi dove tutto viene fatto con cura manuale. Anche questo è abbastanza normale nelle cantine che puntano ad affermarsi a livello internazionale.

Visita-con-degustazione-itinerante-CasatoPrimeDonne-Montalcino

Visita-con-degustazione-itinerante-CasatoPrimeDonne-Montalcino

Allora dov’è l’unicità del Casato Prime Donne?
E’ la prima cantina italiana con un organico di sole donne. Sono donne titolare, enologa, cantiniera, addette alla produzione, all’accoglienza e alla commercializzazione. Un progetto nato nel 1998 quasi per ripicca quando Donatella Cinelli Colombini uscì dalla storica azienda di famiglia per creare un progetto tutto suo. Aveva delle proprietà dei genitori da ristrutturare e una piccola quantità di Brunello in botte che aveva bisogno di un cantiniere. Ma quando telefonò alla scuola di enologia di Siena chiedendo un buon studente le dissero che erano tutti prenotati. Solo quando chiese una donna le arrivò un’intera lista di possibili candidate perché le buone cantine non volevano donne. Leggi tutto…

Corri, leggi, assaggia: ecco i 3 libri che ti consiglio

Come tutti quelli che hanno amici intellettuali anch’io ricevo molti libri. Qualcuno lo leggo, alcuni li sfoglio e altri li butto. Questi 3 sono da leggere

Libri-Roberto-di-Sante-Corri-dall'inferno-al-Central-Park

Libri-Roberto-di-Sante-Corri-dall’inferno-al-Central-Park

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Roberto Di Sante Corri dall’inferno al Central Park (Ultra Novel €14,5 pp. 138) L’inizio scoraggia perché parla di una depressione talmente feroce da spingere al suicidio ma poi è tutta una corsa verso la vita. Chi, come me, ha avuto una depressione, si riconosce in ogni riga. Roberto di Sante è un giornalista del “Messaggero” uno bravo, uno buono, uno versatile al punto di essere anche autore teatrale. Questo libro racconta di come la “corsa può salvarti la vita” o parafrasando Churchill “ quando traversi l’inferno non ti fermare. Continua a correre” ed è così che Roberto, nel 2013, sconfigge la depressione, diventando maratoneta. Il racconto inizia con un miracolo mentre tenta il suicidio e finisce con un miracolo perché il nipote morto

Libri Patrizia Passerini Andare per vigne e vitigni

Libri Patrizia Passerini Andare per vigne e vitigni

giovanissimo di fibrosi cistica corre con lui le maratone a Londra, Berlino e Tokio. Alla faccia di quelli che non credono agli angeli. Più che un romanzo è un manuale per affrontare la vita. Va tenuto sul comodino e applicato in caso di bisogno perché a tutti può succedere qualcosa di enormemente distruttivo , come un grande insuccesso professionale, come la fine di un grande amore … ebbene ricostruire la fiducia nella vita passa attraverso qualcosa che ricrea la fiducia nell’affrontare le proprie debolezze come la corsa per chi non l’ha mai praticata e, dopo i cinquant’anni diventa un maratoneta.
Carlo Dottor Giorni dell’erba (Kellermann Editore € 13 pp. 192) Ho conosciuto Carlo a Montalcino dove sua moglie Lucia Carle ha effettuato il più interessante e approfondito studio antropologico sulla capitale del Brunello, la patria locale, l’identità dei montalcinesi dal XVI al XX secolo. Leggi tutto…

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