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Tag Archives: Bellavista

Musica e vino l’unione dei sensi che aumenta il piacere

Comincia con da Bellavista in Franciacorta il primo vero studio sull’assonanza di brani musicali a specifici vini e ora facciamolo insieme sul Brunello

Bellavista Franciacorta e musica

Bellavista Franciacorta e musica

Di Donatella Cinelli Colombini
Jazz & wine, MelodiadelVino, EnoArmonie, Bacco&Bach, Suoni di Vini … concerti e festival si susseguono nelle cantine … e dintorni come “7 note in 7 notti” serie di appuntamenti musicali-enologici, a Siena nelle splendida cornice della sala del

Cantine Aperte 2013 Bonella

Cantine Aperte 2013 Bonella

Concistoro del Palazzo Pubblico che l’11 dicembre ha visto impegnati i produttori dell’Orcia Doc insieme all’ensemble allievi dell’Istituto “Rinaldo Franci” sul tema “I fatti e i detti memorabili di Domenico Beccafumi” riferito agli affreschi della volta della sala. L’argomento vino-musica è dunque tutt’altro che nuovo ma è invece inedita la proposta di scegliere esattamente i brani musicali più capaci di rispecchiare le sensazioni di specifici vini. Comincia Vittorio Moretti con i suoi spumanti Bellavista e l’aiuto di un violoncellista di fama mondiale: Mario Brunello. L’obiettivo è di una completa assonanza che aumenti l’intensità del piacere e la comprensione di entrambe le espressioni artistiche: il vino e la musica. Leggi tutto…

La qualità del vino che non si beve

  • Pubblicato in Forum

Gli elementi immateriali del vino valgono quasi 2/3 del valore percepito delle bottiglie e sono storia, territorio, packaging, brand, fama, mercato, prezzo

Canelli OICCE I valori immateriali

Bersanetti, Gallo, Mainardi, CinelliColombini, Macchi, Baldini

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Siamo all’Enoteca Regionale di Canelli ospiti di OICCE. Qui, dove la densità dei vigneti è forse la più alta in Italia e le cantine Gancia e Riccadonna sono parte del centro storico del paese, è difficile dire che, nel vino, l’immaginario supera il reale. Eppure è vero. Il valore percepito di una bottiglia va molto oltre la qualità del liquido che c’è dentro. Un esempio eclatante è il Lafite del 1787 di Thomas Jefferson venduto per 156.000 $. La qualità del vino all’interno non è così importante <<ma la storia della bottiglia si>> dice Giusi Mainardi che insegna proprio storia del vino all’Università di Torino.
La storia dunque, ma non solo. Il territorio del vino che diventa protagonista con il turismo -e qui entro in campo io- oppure diventa unico come i terrazzamenti della viticultura eroica che Gianluca Macchi del Cervim ci racconta. Poi c’è la qualità raccontata, la comunicazione sul vino che Fabio Gallo dell’AIS guarda con occhio critico << ce n’è così tanta che il vino rischia di morire di troppa comunicazione>>. Leggi tutto…


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