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Enoturismo prossimo futuro

Nei prossimi cinque anni come cambierà nell’enoturismo in Italia? Più turisti del vino, più web, accoglienza in cantina più professionale e diversificata

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

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Accogliendo una richiesta di Roberta Garibaldi, la professoressa dell’Università di Bergamo che sta preparando il suo secondo “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano” in uscita a gennaio, mi sono posta la domanda di come cambierà il turismo goloso nei prossimi 5 anni. Ho tracciato quelle che, secondo me, saranno le principali tendenze del turismo del vino nel futuro prossimo. Io conosco solo questa parte del turismo enogastronomico e sono quasi certa di aver fotografato la sua evoluzione.
WEB e PORTALI

Enoturismo-CasatoPrimeDonne_tinaia-ambiente immersivo

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Sempre più digitale. Il turismo del vino è, in Italia, in realtà un escursionismo che dura dalla mattina alla sera. Pochi pernottano nei territori del vino. La stragrande maggioranza degli italiani lo considerano un passatempo rilassante in mezzo alla natura e partono da casa con una sola destinazione prefissata per decidere sul posto cos’altro vedere e dove mangiare. In questa situazione diventa sempre più importante essere ben visibili nei navigatori dell’auto e nei grandi portali come Google o TripAdvisor, anche perché le recensioni giocheranno un ruolo determinante nella scelta dei turisti. Leggi tutto…

Tartufo bianco e vino rosso nella Toscana più bella

Cercare il tartufo nel bosco, imparare a cucinarlo, visitare la cantina del Brunello e la cinquecentesca Fattoria del Colle, gustare grandi vini e cibi antichi

tartufo bianco delle Crete Senesi

tartufo bianco delle Crete Senesi

I°- 4 novembre ponte dei Santi
9 – 11 novembre abbinato alla mostra mercato del Tartufo bianco delle Crete senesi a S. Giovanni d’Asso (15 km dalla fattoria)
16 -18 novembre abbinato alla mostra mercato del Tartufo bianco delle Crete senesi a S. Giovanni d’Asso
Weekend pieni di emozioni e di esperienze per arricchirsi con i segreti di due gemme della terra toscana: il tartufo bianco delle Crete senesi e i grandi vini rossi da lungo invecchiamento Brunello e Orcia DOC. Immersi nella natura e nelle tradizioni, con panorami mozzafiato, in una fattoria toscana conservata intatta per secoli dove gli appartamenti agrituristici hanno il confort moderno e i mobili di vero antiquariato locale.
Il tartufo bianco delle Crete Senesi nasce tra le radici degli alberi nel mese di novembre e viene cercato, al mattino, con cani specificamente addestrati. Ha un aroma molto intenso e un gusto “mielato” di straordinaria eleganza. I grandi cultori del tartufo

Tartufo bianco, paesaggio e vino a San Giovanni d'Asso

Tartufo bianco, tartufaio con i suoi cani Fattoria del Colle

vengono appositamente, anche dall’estero, per gustarlo freschissimo così come lo assaggeranno i partecipanti a questi weekend. Non è tra i tartufi bianchi più cari ma è sicuramente fra quelli migliori del mondo. La Fattoria del Colle ha 5 riserve tartufigene per andare a cercarli.
Poi ci sono il Brunello, il Chianti superiore e la Doc Orcia grandi vini che maturano per anni in botti di rovere e, durante la visita dei vigneti e delle cantine, svelano la storia di ogni vendemmia. A Montalcino, il territorio dove l’uva di Sangiovese raggiunge un’ineguagliabile livello di qualità, la Cantina Casato Prime Donne offre una degustazione itinerante di 4 vini abbinati a brani musicali appositamente selezionati per ciascuno di essi da un sommelier musicista. Leggi tutto…


E se i produttori diventassero più importanti dei vini?

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Questa è l’evoluzione prospettata da Jancis Robinson: vino sempre più interattivo e esperienziale, i produttori protagonisti e in contatto con i consumatori

Jancis Robinson

Jancis Robinson

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Brunello

Jancis Robinson la Master of Wine più nota e più ascoltata ci dona un’autentica perla sulla rapida evoluzione del rapporto fra i consumatori e il vino. Come sempre visionaria e anticipatoria la super wine expert britannica individua delle tendenze prima di tutti gli altri con due premesse: il vino è ancora prevalentemente consumato da chi ha più di 50 anni e questo viene spesso dimenticato dagli addetti al marketing che si affannano sulle generazioni di nativi digitali. Altro punto di partenza sono i rapporti fra le imprese e i consumatori. Nell’industria manifatturiera o meccanica gli uffici “assistenza clienti” quelli che un tempo erano gli “uffici reclami” sono diventati il più importante anello di congiunzione con la clientela e vengono considerati di importanza strategica per fidelizzare alla marca e rendere più soddisfacente il consumo o l’utilizzo della merce venduta.
Nel vino avviene la stessa evoluzione anche se più sotto traccia ed è proprio la

Jancis Robinson MW

Jancis Robinson MW

Robinson a metterla in luce. Sullo sfondo di questa analisi c’è anche il ruolo dei wine critics. La loro influenza sugli over 50 è ancora forte ma devono imparare a dialogarci di più affrontando anche l’annoso problema dell’autenticità e della trasparenza dei giudizi.
Non sappiamo se i consumatori sono <<more empowered or just most self expressive>> più potenti o più auto assertivi ma certamente stiamo andando verso un ”economia dell’esperienza” in cui i consumatori vogliono visitare il luogo in cui nasce la loro bottiglia preferita e pagano per interagire con il brand o ancora meglio con il produttore. Leggi tutto…

DOCG un segno di qualità distintiva o di confusione?

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E’ un vecchio argomento ma sempre di attualità: DOCG contraddistingue sempre vini di qualità superiore? Forse all’inizio ma ormai non è più vero

Brunello-una-delle-prime-denominazioni-DOCG

Brunello-una-delle-prime-denominazioni-DOCG

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Tom Hyland scrive su Wine Searcher un articolo duro e capace di suscitare la riflessione. L’istituzione delle DOCG è avvenuta nel 1980 come un tentativo di differenziare poche denominazioni di livello più alto rispetto alle normali DOC. Ebbero questo riconoscimento per primi Barolo e Barbaresco in Piemonte, Brunello e Vino Nobile in Toscana ma poi le cose hanno preso una dinamica diversa <<today, there are 74 wines that are DOCG in Italy, including such humble offerings as Bardolino Superiore, Frascati Superiore (a dry white from Lazio) and Colli Bolognesi from Emilia-Romagna>> ora le DOCG sono circa 74 e fra loro Bardolino Superiore, Frascati Superiore e Colli Bolognesi spiega Hyland. In

Fine Wines BaroloBrunello 2014 Barolo Ceretto

Barolo-una-delle-prime-denominazioni-DOCG

effetti le DOCG sono troppe, lo ammette anche Riccardo Ricci Curbastro Presidente di Federdoc e spesso beneficiano di questo riconoscimento denominazioni che non la meriterebbero perché la legge destinava la DOCG solo a vini di qualità intrinseca superiore e grande reputazione internazionale.
E’ anche vero, come dice Sandro Boscaini, <<che la qualità non si fa per legge>> ed è vera la riflessione di Gianluca Grasso di Monforte d’Alba circa i <<i controlli che riguardano più le quantità che le qualità>>.
Sta di fatto che ancora oggi il marchio DOCG è un segno distintivo che in certe denominazioni ha funzionato nel modo giusto e in altre ha creato confusione.
Ha giustamente distinto il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG prodotto in un’area circoscritta della Provincia di Treviso dal normale Prosecco DOC con centinaia di milioni di bottiglie. Leggi tutto…


La botola di Gozo … l’avventura continua

Voi pensavate che dopo 10 mesi la costruzione della terrazza sul tetto della casa di Gozo-Malta fosse conclusa? Invece no! Ma ci sono progressi

Gozo-settembre-2018-gruppo-folkloristico-di-Qala

Gozo-settembre-2018-gruppo-folkloristico-di-Qala

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

La celebre botola della scala che sale alla terrazza della nostra casa di Gozo (per la verità è di mio marito Carlo) ha finalmente una chiusura. E’ una lastra metallica, provvisoria ma almeno si apre e si chiude con il motore. Piove ancora in casa ma molto meno di prima. In compenso abbiamo scoperto che il WiFi non passa da un piano all’altro e che il cavetto per la connessione internet è troppo corto per lavorare sul tavolo di quello che sarebbe dovuto diventare il mio studio al primo piano. Ci sono poi tante piccole

Donatella-Vincenzo-Rosalba-Santoro-col-Vescovo-di-Gozo-Mario-Grech

Donatella-Vincenzo-Rosalba-Santoro-col-Vescovo-di-Gozo-Mario-Grech

sorprese poco piacevoli che nella nostra ingenuità non avevamo messo in conto. Se piove forte la terrazza e la cucina – tinello che vi abbiamo costruito sono inaccessibili. Aprendo la celebre botola allaghiamo la casa e la nuova bellissima scala con scalini di vetro diventa uno scivolo dove rompersi l’osso del collo. Meglio tenere la macchina per il caffè e qualche scorta di cibo nella cucina vecchia a piano terra che è meno panoramica ma sempre accessibile.
Nella terrazza il panorama è di una bellezza straordinaria ma non c’è la TV e mangiare in quel luogo da sogno significa perdere tutti i TG rimanendo tagliati fuori dalle vicende italiane. Tutto rimediabile:  radio, scorte in cucina … Leggi tutto…

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