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La prima donna “whisky blender”con dottorato ad honorem

Per la prima volta l’Università di Edimburgo ha assegna il dottorato honoris causa in Whisky blender a una donna: Rachel Barrie

Prima donna whisky blender ad honorem: Rachel Barrie

Prima donna whisky blender ad honorem: Rachel Barrie

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino,  Casato Prime Donne

Le donne cominciano a fare capolino fra gli alambicchi e le colonne di distillazione, ma quello degli spiriti è da sempre un monopolio maschile, anche nei consumi. Per questo la notizia di una donna insignita del dottorato honoris causa in “whisky blender” ha fatto colpo. I giornali inglesi l’hanno ribattezzata  Miss Whisky, si tratta di Rachel Barrie che da anni lavora come creatrice di Whisky e master blender., attualmente per  Brown-Forman.

Nelle foto della cerimonia del 9 luglio scorso, Rachel con indosso il mantello cerimoniale di seta rossa, appare enormemente emozionata dal riconoscimento che le è stato assegnato: prima donna al mondo a rompere un monopolio centenario maschile. <<This is one of the proudest moments of my life>> è uno dei momenti più

Prima donna whisky blender ad honorem: Rachel Barrie

Prima donna whisky blender ad honorem: Rachel Barrie

belli della mia vita ha detto Rachel <<“Master blenders and distillers are guardians of quality: honouring the legacy and tradition of the past, protecting spirit quality in the present, whilst innovating and continuously improving for the future>> I master blender e I distillatori sono I custodi dell’eccellenza qualitative: onorare l’eredità del passato e la tradizione, proteggere la qualità degli spiriti nel presente, innovando e migliorando continuamente per il futuro>> ha dichiarato a The Drinks Business. In effetti Rachel Barrie è una specie di genietto del Whisky come ha detto il dott. Andrew J. Alexander della School of Chemistry dell’Università di Edimburgo, che le ha conferito la laurea ad honorem sottolineando il suo straordinario talento creativo e di analista sensoriale.  In 24 anni di carriera professionale Rachel ha esaminato 140.000 fusti di 80 distillerie diverse. Il suo sogno è di rendere più accessibile lo Scotch alle donne. Leggi tutto…

Donne assaggiatrici più brave ma più severe

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Donne assaggiatrici, più severe dei colleghi uomini ma anche più capaci di percepire le differenze. Il gentil sesso è sensibile soprattutto agli aromi

assaggiatrici donne Fiammetta Mussio e Michela Marenco

assaggiatrici donne Fiammetta Mussio e Michela Marenco

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Che ci siano differenze fra le preferenze degli uomini e quelle delle donne è più che accettato. Quello che, invece, viene quasi sempre messo in dubbio è maggiore capacità femminile di giudicare il vino. Eppure le evidenze scientifiche si susseguono. Nel 2014 Deborah Parker professore associato del “Sensory Science Testing and Research Centre” del Kent in Gran Bretagna spiegava a The Drinks Business che nel loro centro selezionano assaggiatori capaci di percepire minime differenze fra i gusti dolce, amaro, acido, salato e umami (saporito) ebbene <<solo il 10% -15% della popolazione ha caratteristiche sufficiente per diventare “panellista” del gusto … e quando diamo ai consumatori il test sensoriale (che seleziona i membri del pannel) le donne risultano sempre le migliori>>.
Non è un caso e pochi giorni fa è arrivata un’altra conferma. Si tratta della ricerca realizzata dal team di Caroline Chaya dell’ Universidad Politécnica de Madrid

Donne del Vino degustazione Vinitaly 2018

Donne del Vino degustazione Vinitaly 2018

pubblicata su Food Quality and Preference. 208 volontari hanno assaggiato alla cieca sei vini: 2 bianchi, 1 rosè e 3 rossi. I risultati dicono che le donne danno giudizi più severi degli uomini ma colgono differenze che i colleghi maschi non sentono. La stessa ricerca ha anche evidenziato come, con il passare degli anni, i consumatori diventino più compiacenti finendo per apprezzare tutto “basta che sia vino”.
Donne giudici severi, dunque, ma molto attente soprattutto agli aromi che vengono preferiti nelle note floreali e fruttate mentre piacciono di meno liquirizia, chiodo di garofano e vaniglia cioè gli elementi aromatici più direttamente collegati alla maturazione in botte. Leggi tutto…


Federica Brunini scrittrice smart per donne smart

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Giornalista smart, scrittrice di successo, fotografa, esperta di cinema, ideatrice della Travel Therapy e fan delle Donne del Vino: Federica Brunini

Federica Brunini scrittrice e giornalista smart

Federica Brunini scrittrice e giornalista smart

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Ha capelli rossi e occhi chiari molto penetranti, ha il fisico agile di chi è sempre in movimento. Una donna notevole con un curriculum da paura: nata a Busto Arsizio, laureata in lettere si è inizialmente dedicata al cinema e poi al giornalismo scrivendo per il Corriere della Sera, l’Espresso e poi Grazia, Vanity Fair, Cosmopolitan, Vogue, Panorama e radio come Radio Monte Carlo, Kiss Kiss, Capital. Il suo libro di maggior successo è “Sarò regina. La vita di Kate Middleton come me l’ha raccontata lei” ma i suoi veri colpi di genio sono l’ideazione della Travel Therapy -basata sull’idea che il viaggio giusto al momento giusto può cambiarti la vita- e “La matematica delle bionde” titolo di un suo romanzo e un autentico manuale di autostima per le donne.
Ho conosciuto Federica Brunini come giornalista diversi anni fa e poi l’ho rincontrata a Gozo dove ha abitato prima di spostarsi a Malta. Gozo l’isolotto dove io e mio marito Carlo abbiamo la casa al mare, e anche lo scenario del suo ultimo libro “Due sirene in

federica-Brunini-Due-sirene-in-un-bicchiere

Federica-Brunini-Due-sirene-in-un-bicchiere

un bicchiere” (Feltrinelli pp. 222 € 15). Un romanzo avvincente, divertente e capace di far riflettere sulla capacità rigeneratrice dell’amicizia. Due sirene in un bicchiere è saldamente fra i più letti dell’estate 2018 e si merita tutto il suo successo. <<Non potrei mai vivere qui (Gozo). Lo farei soltanto se fossi disperatamente triste o pazzamente innamorata>> dice Vera, il personaggio del romanzo che le assomiglia di più. E in effetti per l’energia di Federica l’isola di Gozo è troppo piccola troppo selvaggia e troppo poco glamour. Lei è smart.
<<Smart trip for a smart life>> è il suo motto e la frase che ha messo all’inizio del suo blog http://www.federicabrunini.com/ <<Volevo solo scrivere. Leggi tutto…

Le migliori 10 professioni del vino e come farle

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Critico, sommelier, enotecario, brand manager, giornalista, wine educator, organizzatore di eventi, enologo, buyer sono le migliori 10 professioni del vino

 

migliori-10-professioni-del-vino-Paolo-Basso-Campione-mondiale-sommelier-al Casato Prime Donne

migliori-10-professioni-del-vino-Paolo-Basso-Campione-mondiale-sommelier-al Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Molti arrivano a lavorare nel vino trasformando una passione in una professione ma tutti dovrebbero sapere che prima della parte scintillante di feste, abiti eleganti, viaggi e pranzi stellati c’è un lavoro davvero faticoso. The Drinks business ha provato ha elencare le migliori 10 professioni del vino, qui riassumo solo qualche appunto ma l’articolo è davvero spassoso e vi consiglio di leggerlo. Come noterete fra le 10 professioni top non c’è il produttore cioè il vignaiolo che trasforma la sua uva in vino e poi lo vende. Forse è il lavoro più duro di tutti ma, secondo me,  è il più bello.

migliori-10-professioni-del-vino-Viviana-Vecchione-buyer-Millésima

migliori-10-professioni-del-vino-Viviana-Vecchione-buyer

BUYER passa la maggior parte della giornata davanti allo schermo facendo controlli sullo stock e sulle vendite, piani marketing e corrispondenza ma viaggia per conoscere territori del vino e assaggia. La cosa migliore di questo lavoro è la possibilità di esplorare e conoscere moltissimi territori del vino e produttori.
ENOLOGO – DIRETTORE DI CANTINA lavoro duro ma anche affascinante e sempre diverso perché ogni vendemmia è una storia a sé. Per avere successo bisogna aver voglia di viaggiare e lavorare in altri Paesi.
ORGANIZZATORE DI EVENTI adatto solo a chi regge bene lo stress. Alterna un lavoro preparatorio fatto di riunioni e contatti con momenti in cui si corre notte e giorno.
WINE EDUCATOR nuova professione che si sta diffondendo richiede competenza ma anche una grande capacità di comunicare e coinvolgere Leggi tutto…


Le cantine più ricche d’Italia

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Sono in Veneto e in Toscana le cantine che guadagnano di più e hanno un miglior rapporto fra performance e patrimonio. Bene investimenti e occupazione

Infografica_vini_2018_mediobanca

Infografica_vini_2018_Mediobanca-Cantine-più-ricche-d’Italia

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Come ogni anno Mediobanca e Anna di Martino (per Corriere della Sera) pubblicano i risultati economici delle 150 grandi cantine italiane con un business annuo superiore a 25 milioni di Euro. Dopo la frenatona 2014 oggi i grandi gruppi enologici vanno con il vento in poppa e in un solo anno segnano un +6% di fatturati. La crescita record è della cooperativa La Marca che ha fatto un balzo del 30% in più passando da 101 a 131 milioni di Euro.
La più grande “cantina” italiana è la Giv-Cantine Riunite che, lo scorso anno, ha fatto

GIV-Cantine-riunite-cantine-più-ricche-d'Italia

GIV-Cantine-riunite-cantine-più-ricche-d’Italia

un fatturato di 594 milioni vendendo 210 milioni di bottiglie. E’ facile calcolare che il prezzo medio è di circa 3€ a bottiglia.
Fra i colossi del vino seguono Caviro 226 milioni di fatturato, Palazzo Antinori con 221 e Zonin con 201 milioni di Euro tutte in crescita rispetto all’anno precedente. Ma è nel prezzo delle bottiglie che emerge la diversa strategia di questi gruppi industriali. Infatti il Marchese Piero Antinori ha fatto il suo business con 25 milioni di bottiglie vendendole a un prezzo medio di oltre 11€ mentre Zonin si ferma a circa 4€.

Ecco che l’esame della redditività premia proprio chi riesce a vendere a prezzi più alti. I top performer di redditività 2017 sono Antinori (utile su fatturato al 25%), Frescobaldi (20,5%), Santa Margherita (17,2%) e Ruffino (15,7%). Tre toscane e una veneta. Leggi tutto…

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