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Donatella: all’Accademia della Vite e del Vino

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Ricevo un onore che non merito ma di cui sono felice. La mia conferenza inaugura il 2018 dell’Academia Italiana della Vite e del Vino

Accademia-Italiana-della-vite-e-del-vino-CinelliColombini-Remaschi-Stefano

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino fu istituita a Siena nel 1949. A quell’epoca la città del Palio era la capitale nazionale vitivinicola, sede dell’Enoteca Italiana e della Mostra dei Vini Tipici e Pregiati. Negli anni Siena ha perso tristemente tutte queste eccellenze ma l’Accademia, pur emigrando, è rimasta il maggior network italiano di esperti di vitivinicultura, un luogo di incontro di idee e di competenze superiore a ogni altro nel nostro Paese. Per diventare accademici bisogna venire invitati non ci sono moduli di richiesta. E’ insomma un ambitissimo cenacolo di cultura del vino.
Faccio parte dell’Accademia Italia della Vite e del Vino da molti anni ma – a causa degli impegni con l’Assessorato prima e con le Donne del Vino poi- non ho mai tempo di partecipare alle “tornate” cioè agli incontri di studio. Da pochi giorni sono diventata “Accademica ordinaria” ma rimango un membro assente a cui tirare le orecchie. Invece di brontolarmi, il Professor Antonio Calò Presidente dell’Accademia mi ha concesso un grande onore, mi ha affidato la conferenza inaugurale del 2018, quella che apre la

Accademia-Italiana-della-vite-e-del-vino-CinelliColombini-Stefano-Calò

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69°annata a Firenze nella sala Pegaso della Regione Toscana. L’idea di parlare davanti il top degli esperti di vino italiani: universitari, studiosi, grandi produttori, dirigenti ministeriali…. fa venire i brividi.
Il tema della mia conferenza “Il turismo del vino in Italia alla luce delle attuali normative” è, per fortuna, un tema poco conosciuto in ambito accademico. Nessuna facoltà di agraria ha ancora un insegnamento di turismo o di turismo del vino benchè questi comparti riguardino fette sempre più consistenti del business rurale e i manager delle imprese agricole debbano quasi sempre occuparsene. Sta di fatto che sono soprattutto le facoltà di Economia del turismo che mi chiedono le lezioni e io ho già pubblicato 3 manuali sull’argomento. Salgo sul palco dei relatori con il piccolo scudo delle mie competenze e vedo davanti le facce incuriosite del mondo accademico. Si stanno chiedendo << questa donna vorrebbe insegnarci a vendere il vino?>>. Sta di fatto che i turisti sono il mercato migliore delle cantine, in termini di remuneratività, fidelizzazione, liquidità e prospettive di crescita. Leggi tutto…

Le stelle del Brunello e la valutazione precoce

E’ possibile giudicare la qualità di un vino con 4 anni di anticipo? Le 5 stelle del Brunello 2012 e le 4 dell’annata successiva appaiono ora da invertire

Stelle-del-Brunello-Sting-davanti-alla-mattonella-della-vendemmia-2017

Stelle-del-Brunello-Sting-davanti-alla-mattonella-della-vendemmia-2017

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Lo strano caso dei Brunello 2012 e 2013 il primo con cinque stelle e il secondo con quattro ma attualmente, a giudizio unanime giudicato migliore del precedente, riapre la discussione sull’attribuzione del valore della vendemmia a pochi mesi dalla nascita del vino.
Bisogna ricordare che non si tratta di un’invenzione italiana. Da duecento anni, ad aprile, centinaia di esperti, negozianti, importatori e (da una quarantina d’anni) collezionisti accorrono a Bordeaux per assaggiare il vino En-Primeur cioè in anteprima. Oltre 150 tra i più grandi châteaux aprono le porte e fanno degustare i vini dell’ultima annata direttamente dalle barrique. In seguito ai giudizi dei grandi

Stelle-del-Brunello-2017-Sting

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esperti, e fino al 2014 soprattutto alle valutazioni di Robert Parker, vengono decisi i prezzi e i commercianti comprano i vini Primeurs cioè 12-24 mesi in anticipo sul momento in cui verranno imbottigliati.
Un sistema basato sulla convinzione che sia possibile valutare con assoluta certezza e in modo definitivo, la qualità del vino poco dopo la vendemmia prevedendo la sua evoluzione futura.
Da secoli il sistema en-primeur da liquidità alle cantine e permette ai commercianti più capaci di guadagnare sulla crescita dei valore. Si perché non tutti hanno fatto soldi, negli anni c’è anche chi è fallito per aver sbagliato a comprare e vendere.
E arriviamo in Italia. Un tempo la valutazione dell’annata veniva fatta dai giornalisti e soprattutto da Antonio Niederbacher storico giornalista ed esperto che, 1963 fu fra i creatori del SIMEI salone delle attrezzature enologiche che si svolge a Milano. Leggi tutto…


Il futuro del vino è rosa per WineMonitor di Nomisma

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Rosè, biologico, vini premium, enoturismo ecco in trend del vino italiano raccontati da WineMonitor di Nomisma oltre alle bollicine regine dell’export

Nomisma-WineMonitor ai Georgofili

Nomisma-WineMonitor ai Georgofili

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Georgofili, la più antica istituzione del mondo dedicata all’agricoltura, fondata nel 1753, quasi un tempio dedicato allo studio di agricoltura, ambiente e alimenti. Parlare in un posto simile è un privilegio e mette soggezione anche perché i relatori siedono in un alto banco che somiglia a quello di un rettorato universitario. Mi sento privilegiata e emozionata.
L’incontro è organizzato da Silvana Ballotta la vulcanica CEO di Business Strategies, che è sempre un passo avanti a tutti in materia di export e mercati mondiali. Accanto a me siedono Lamberto Frescobaldi, Guido Folonari e Sergio Zingarelli pronti a commentare il libro Wine Marketing che viene presentato dal suo autore Denis Pantini responsabile Nomisma WineMonitor. Un volume che contiene dati su produzione consumi e export di vino oltre a un elenco di 125 pagine con i principali importatori in

LambertoFrescobaldi-GuidoFolonari,-SilvanaBallotta

LambertoFrescobaldi-GuidoFolonari,-SilvanaBallotta

Europa e Stati Uniti curato da Agra Editrice (che è anche l’editore dei miei manuali).
Dall’incontro emergono spunti nuovi e, in certi casi persino inaspettati soprattutto nel focus sulla Toscana. Le esportazioni sono letteralmente trascinate dal Prosecco, le bollicine segnano infatti un + 240% negli ultimi 10 anni contro un + 56% dei vini rossi. I prezzi medi all’export sono sempre stati la nota dolente delle bottiglie tricolori ecco che se la Nuova Zelanda vende a 4,9 € al litro i bianchi ed a 7,31€ i rossi, noi italiani, nel 2017 abbiamo fatturato rispettivamente a 2,8€ e 4,37€ il litro. Tuttavia stiamo migliorando, negli scorsi 5 anni, l’aumento medio dei prezzi è stato positivo: uno spettacoloso +36% in Piemonte e un buon + 24% in Toscana. C’è tuttavia una nota dolente: nello stesso arco di anni i volumi sono cresciuti in Piemonte del 6% e calati in Toscana del 12%. Leggi tutto…

Sabrina Manolio la Lady Sommelier pugliese di Londra

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Poco più di 30 anni Sabrina Manolio è la capo sommelier in uno dei ristoranti italiani più esclusivi di Londra, Margot, e si è già fatta notare dai grandi esperti

Sabrina-Manolio-Margot-Restaurant

Sabrina-Manolio-Margot-Restaurant

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Data di nascita 8 ottobre 1986 pugliese di nascita parla un inglese impeccabile e ha una eleganza innata. Volto appena truccato, capelli raccolti sulla nuca veste delle uniformi sobrie di taglio quasi maschile come a nascondere la sua bellezza molto mediterranea. I genitori sono chef e lei è cresciuta con il culto della grande cucina. Fino ad ora la carriera è stata la sua priorità ( si è formata nell’ ‘Atelier del celebre chef francese Joël Robuchon) ma sogna di farsi una famiglia e di avere un vigneto in Puglia.
Il ristorante in cui lavora, Margot, è un raffinato locale italiano nel cuore del Covent Garden di Londra, dove c’è il mitico Royal Opera House che pullula di celebrità sul palcoscenico e in platea. E’ in questo ambiente colto e luccicante che Sabrina Manolito

Margot-London

Margot-London

è capo sommelier e propone una lista di 350 vini cercando di intuire le preferenze di ogni cliente. In cantina le bottiglie italiane sono la maggioranza (45%) ma ci sono anche etichette del nuovo mondo e molti vini di vitigni o denominazioni poco conosciute come il Susumaniello pugliese oppure il Vermentino corso.
The Drinks Business le ha dedicato una lunga intervista che l’ha portata alla ribalta facendone un’autentica star della sommellerie. Leggi tutto…


Il grande vino ha un ingrediente essenziale: il coraggio

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L’alternativa è essere grandi, come Antinori, Penfolds o ricchissimi some Rothschild. Se la cantina è piccola e punta al grande vino deve avere coraggio

Coraggio-nel-vino-Elisabetta Foradori-anfore

Coraggio-nel-vino-Elisabetta Foradori-anfore

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Il coraggio di cambiare, di prendere dei rischi e sfidare i luoghi comuni. Pensate a Tancredi Biondi Santi, Angelo Gaja, Marco Caprai, Elena Fucci, Miani di Enzo Pontoni, Bepi Quintarelli, i Barolo Boys …
Certo comporta dei rischi, Ottavia Giorgi di Vistarino ha subito un atto vandalico e il suo vino che è finito nella fogna. Tutti i vignaioli rivoluzionari hanno rischiato l’isolamento, il boicottaggio, le incomprensioni ….. ma alla fine i coraggiosi aprono nuove strade per tutti e danno un tratto distintivo che rende famose le loro cantine.
Per i wine lovers, in questo momento è difficile distinguere i veri pionieri dalle stravaganze furbette di chi, e sono moltissimi, cerca solo di distinguersi. Fra gli elementi rivelatori ci sono le lacrime e il sudore di chi fa le vere scelte coraggiose, soprattutto è evidente l’apporto dato alla propria comunità e al territorio. In altre parole i furbetti fanno solo il loro interesse mentre i vignaioli rivoluzionari portano avanti interi distretti.

vino-e-coraggio-Benanti

vino-e-coraggio-Benanti

Fra loro c’è chi sale sulle pendici dei vulcani cercando maggiore finezza ma rischiando grandinate e gelate primaverili, il boom dei vini dell’Etna nasce da produttori come Giuseppe Benanti che hanno fatto da pionieri. Ecco i vini artigianali super-bio con scelte che quasi escludono l’apporto dell’uomo come vorrebbe Lorenzo Corino. Ci sono quelli che riscoprono tecniche antiche e danno origine a una moda internazionale, pensate alle anfore di Elisabetta Foradori…. Leggi tutto…

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