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Sommelier del futuro: una professione che cambia

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I sommelier una professione da difendere, dice Franco Ricci di Bibenda e intanto, accanto a quelli del vino, nascono i sommelier dell’olio, della birra e del tè

Benvenuto-Brunello-2016-Sommelier-AIS-Cena-di-gala

Benvenuto-Brunello-2016-Sommelier-AIS-Cena-di-gala

Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

C’era una volta il sommelier in divisa che preparava la cantina del ristorante e spiegava il vino ai clienti, ma ora, dice Ricci << succede che il professionista sia chiamato a far tutto: apparecchiare, portare l’amatriciana a tavola, prendere le comande del menu e di preparare pure il gelato alla fine. Succede anche che la Cantina la prepari il proprietario del Ristorante>>. Ma non tutto il male vien per nuocere e il capo di Bibenda e della Fondazione Italiana Sommelier, sottolinea come la professione del Sommelier si sia evoluta in attività giornalistiche e di valutatore per le guide o le testate. I sommelier insegnano nei corsi sul vino, lavorano nelle reti commerciali delle cantine,

SommelierFisar come scegliere il vino al ristorante

SommelierFisar come scegliere il vino al ristorante

nei wine bar e nelle enoteche, nell’accoglienza turistica delle cantine … mentre sono rarissimi nei ristoranti. Ma, conclude Ricci nella sua dichiarazione a Teatro Naturale, mentre il Sommelier dovrebbe trasmettere la passione e la comprensione del vino << è fatale che affianco nascano come funghi gli imbecilli, quelli che scimmiottano tutto e tutti perché il mestiere che hanno deciso fare è quello di organizzare eventi>>.
Una tentazione che colpisce troppi bravi professionisti e spesso li porta a solenni insuccessi. Molto meglio continuare a fare quello in cui si è veramente competenti, l’assaggio e la divulgazione del vino e dei suoi territori oppure sfruttare il proprio talento nell’assaggio per diventare esperti anche di olio, caffè, te, sakè …. ampliando il proprio campo d’azione. Leggi tutto…

Donatella Cinelli Colombini racconti semiseri d’arte

L’incontro con le opere d’arte è anche l’occasione di racconti semiseri che rivelano un lato poco noto della personalità di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini Toscana Montalcino Casato Prime Donne

Racconti-semiseri-di Donatella-Cinelli-Colombini-Busto-reliquiario-di-Sant'Agata

Racconti-semiseri-di Donatella-Cinelli-Colombini-Busto-reliquiario-di-Sant’Agata

Vivere con “fanatici” come gli storici d’arte, richiede una grossa dose di comprensione, perché nel loro mondo non esiste nient’altro al di fuori dello studio e dei capolavori. Per questo considero un eroe mio marito Carlo Gardini. Il massimo lo toccai con il Professor Luciano Bellosi che era il relatore della mia tesi <<professore mi sposo mercoledì prossimo e una settimana dopo vado a Lille in Francia dove rimarrò alcuni mesi, ma prima vorrei discutere con lei l’indice della tesi>> <<certo>> mi rispose il Professore <<se lei si sposa mercoledì mattina potremmo vederci del pomeriggio>> e io imbarazzatissima <<veramente il giorno del mio matrimonio preferirei di no>> ma Bellosi imperturbabile <<allora vediamoci la mattina dopo alle 9 qui a Firenze>> e dopo la luna di miele buttai giù dal letto il mio novello sposo per arrivare puntuale.

gioielli-sul-reliquiario-di-Sant'Agata

gioielli-sul-reliquiario-di-Sant’Agata

Per anni la nostra vita di coppia è stata un percorso fra le oreficerie. Qualche mese dopo il matrimonio trascinai mio marito a Catania per vedere il Busto reliquiario di Sant’Agata dell’orafo senese Giovanni di Bartolo. Ero in contatto con Monsignor Scalia e quando arrivai nella cattedrale per la festa estiva della Santa il Monsignore mi fece entrare nella cappella in cui il Prefetto e il Questore assistevano all’estrazione del reliquiario dal caveau sotterraneo in cui viene conservato. Una situazione surreale con una delle coppie che litigava apertamente e i fedeli assiepati fuori della cancellata della cappella che urlavano “Viva Sant’Agata” . Tanta gente portava gioielli che il sacerdote metteva in una scatola di cartone, che si riempiva velocemente d’oro <<tutti vorrebbero metterli addosso a Sant’Agata ma non si può, sulla Santa ci sono solo i gioielli più importanti>> mi disse il sacerdote e in effetti sul busto erano appuntati doni principeschi in due strati sovrapposti . Un valore impressionante <<ma non avete paura a portarla in processione?>> chiesi e il sacerdote sorridendo <<chi tocca Sant’Agata non esce vivo da Catania, non ci riuscirono neanche i tedeschi nell’ultima guerra>>. Leggi tutto…


Il tuo Brunello e non solo un Brunello

Ecco come portare a casa un Brunello con il proprio nome in etichetta e come dal vino Cenerentola DOC Orcia è nata una storia d’amore che porta alle nozze

Il-tuo-Brunello-con-etichetta-personalizzata

Il-tuo-Brunello-con-etichetta-personalizzata

Di Donatella Cinelli Colombini

Due bei racconti di cantina: il primo riguarda l’ultima idea di mia figlia Violante Gardini. Insieme con i giovani produttori di vino AGIVI, fa spesso viaggi di studio con lezioni e visite. Da queste esperienze torna sempre con gli occhi brillanti e molte idee. L’ultima era <<facciamo in modo che i migliori clienti abbiamo le nostre bottiglie personalizzate, con la loro etichetta e il loro nome sopra >>. Io non sono favorevole a levare il nostro marchio dalle bottiglie e quindi ero piuttosto  restia ma l’energetica Violante non mollava <<dai mamma proviamo, oggi tutti cercano qualcosa di esclusivo, di diverso dagli altri>> e alla fine ho accettato. Violante si è messa in contatto con le Grafiche Federighi che realizzano etichette con carte, tecniche e effetti straordinari, ha fatto progettare una cornicina bianca a rilievo su carta bianca finemente lavorata e poi abbiamo attrezzato due punti con lapis, gomme, colori e tutto quello che serve per realizzare un’etichetta su misura. Via via che la notizia si diffonde e i visitatori delle due cantine – Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle

Stefano-e-Serena-con-il-loro-Cenerentola

Stefano-e-Serena-con-il-loro-Cenerentola

a Trequanda– notano la proposta chiedono di avere la loro bottiglia. Basta che il primo dica <<voglio 6 bottiglie di Brunello ma una con la mia etichetta perché la tengo per il mio compleanno>> che tutti gli altri lo seguono. Violante aveva ragione. Ovviamente l’etichetta personalizzata non ha l’importanza di quella aziendale che ha ottenuto alti punteggi nella stampa internazionale ma è unica e per un wine lover è un oggetto cult, perché è solo suo.
Possono essere personalizzati tutti i vini delle mie cantine (l’etichetta a norma di legge è quella nel retro) con un piccolissimo sovraprezzo di 8,5€ e i membri del nostro wine club potranno anche avere le loro bottiglie esclusive a casa.

E’ un modo nuovo per far parte della nostra cantina perché in ognuna di quelle bottiglie le nostre storie si uniscono: quella nostra di vignaioli appassionati e quella dei wine lover appassionati. Leggi tutto…

Champagne più cari in vendita

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Devi fare un regalone a un wine lover e cerchi una bottiglia importante? Ecco i 10 Champagne più cari fra cui scegliere quello per un dono super

champagne-più-cari-Boerl-e-Kroff

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Via dall’elenco le bottiglie tempestate di diamanti oppure di una serie talmente limitata da essere in un solo punto vendita. L’elenco pubblicato da Wine Searcher comprende solo gli Champagne più cari effettivamente in vendita in molti Paesi e con diverse annate, insomma quelle alla portata dei molto ricchi o di chi deve fare un regalo memorabile.
La classifica viene pubblicata ogni anno e nel 2016 era monopolizzata dagli Champagne LVMH cioè da quelli distribuiti dalla multinazionale del lusso guidata da Bernard Arnault che anche quest’anno hanno un ruolo dominante ma non esclusivo.

Champagne-oiù-cari-Krug-clos-d-ambonnay

Champagne-oiù-cari-Krug-clos-d-ambonnay

Infatti per trasformare le bollicine dorate in una pioggia d’oro ci vuole l’associazione di strutture produttive perfette con eventi di lusso, pr, pubblicità con budget milionari nel marketing…. tutte cose che LVMH realizza ai livelli inarrivabili in tutto il mondo.
1) Boërl & Kroff Brut costa 2.809 Dollari a bottiglia e nasce dalla collaborazione fra un produttore di tappi e un esperto di marketing web e la maison di Champagne di Michel Drappier. L’uva viene da una sola vigna di un ettaro circa e viene confezionato solo in grandi formati.
Si tratta dunque di un’operazione di comunicazione fatta su un ottimo vino.
2) Krug Clos d’Ambonnay costa di meno (2.383$) ma ha un nome di tutt’altro livello. Pinot noir. Ed eccoci nella galassia LVMH dove Krug ricopre un ruolo di grande prestigio
3) Boërl & Kroff Rosé un blend di Pinot Meunier e Pinot Noir prodotto solo in grandi formati al prezzo di 2.067$. Per chi vuole risparmiare c’è la normale bottiglia che costa solo (si fa per dire) 296$. Leggi tutto…


Casato Prime Donne un premio nel segno della Valdorcia

Una festa sul tema Ricchezza e povertà della Valdorcia per i vincitori del Premio Casato Prime Donne: Bertocchini, Di Lazzaro, Pancera, Patanè e Rontini

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori-e-giuria

Il territorio e l’ambiente protagonisti come non mai nel Premio Casato Prime Donne che è stato consegnato a Montalcino, nel Teatro degli Astrusi, domenica 17 settembre. Una bomboniera settecentesca che ha ospitato la premiazione di Federica Bertocchini, scopritrice del bruco-mangia plastica e dei migliori contributi alla valorizzazione di Montalcino e dei suoi vini: Pietro di Lazzaro, Stefano Pancera, Vannina Patanè e Andrea Rontini. La foto di Rontini è stata scelta fra 5 finaliste da una giuria popolare che ha votato on line. La sua immagine della Valdorcia -fra realismo e fantasy- introduce il tema della festa in onore dei vincitori che

Federica-Bertocchini-Casato-Prime-Donne-2017

Federica-Bertocchini-Casato-Prime-Donne-2017

si è svolta alla Fattoria del Colle di Trequanda e ha celebrato la rinascita di questo territorio dalla miseria del passato al successo enologico e turistico di oggi.

Il Premio Casato Prime Donne ha una crescente notorietà come vetrina dei nuovi modelli femminili e delle azioni più incisive nella divulgazione dei territorio in cui nascono i vini Brunello e Orcia. Deve molta della sua reputazione al rigore della giuria che sceglie i vincitori, essa è presieduta da Donatella Cinelli

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori

Colombini ed composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.
Quest’anno ha scelto come personaggio emblematico dell’universo femminile: Federica Bertocchini la microbiologa italiana che ha scoperto un bruco contenente l’agente capace di degradare la plastica dando una soluzione all’enorme inquinamento di questo materiale.
Nelle sezioni giornalistiche del Premio hanno vinto Pietro di Lazzaro per il servizio

Premio-Casato-Prime-Donne-lo-staff-organizzatore

Premio-Casato-Prime-Donne-lo-staff-organizzatore

televisivo dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello trasmessi dal TG3 RAI. Stefano Pancera con il servizio televisivo intitolato “Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani” trasmesso da Mattino 5 di Canale 5 che ha avuto il Premio Consorzio del Brunello sul tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”. Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per opere a firma femminile a Vannina Patanè per l’articolo intitolato “Montalcino acqua e vino” pubblicato in “In Viaggio”. Il vincitore del Premio per fotografie sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia” è Andrea Rontini, con l’immagine Val d’Orcia dicembre 2016. Leggi tutto…

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