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20-22 ottobre con Gianluca Morino da Donatella Cinelli Colombini

Un week end alla scoperta del Piemonte e della Toscana del vino: Brunello e grandi sfide dei territori emergenti: Nizza DOCG e Orcia DOC fra assaggi e cene

Donatella-Cinelli-Colombini-vendemmia-2017

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Donatella Cinelli Colombini e Gianluca Morino, weekend con super assaggi tosco-piemontesi. Un evento capace di emozionare i wine lovers e un’opportunità unica di vivere due giorni insieme a produttori appassionati che fanno dei grandi vini e desiderano condividerli con chi sente lo stesso entusiasmo nello spirito di amore per la natura e per la propria terra.
Un programma fitto e coinvolgente con tre degustazioni di sette vini ciascuna e due cene con prelibatezze gastronomiche di Piemonte e Toscana. Ma soprattutto due protagonisti che

Gianluca-Morino

Gianluca-Morino

racconteranno i vini e l’esperienza di farli nascere.

PROGRAMMA

Ecco nel dettaglio il programma di questo strepitoso week end 20-22 ottobre.
Cena di benvenuto venerdì sera a base di fassona tagliata al coltello, Pinci con sugo di cinghiale e Robiola di Roccaverano dop prodotta da giovani pastori laureati che hanno scelto la vita difficile e selvaggia della Langa Astigiana per passione, insieme alla cugnà mostarda d’uva con fichi, mele, pere martin, nocciole, noci con gran finale di dolci senesi panforte, ricciarelli fatti in casa e ricotta montata. Nei calici Nizza e Brunello. Due DOCG dove i vignaioli appassionati si impegnano alla morte per far sognare i wine lovers.
Sabato dedicato a due degustazioni verticali: al mattino 7 Barbera superiore Nizza DOCG di grandi annate raccontate da Gianluca Morino che affascinerà tutti ricordando la nascita della DOCG nel 2014 nel territorio più storico e più qualificato del Barbera.

Pinci-e-Brunello-tipicità-toscane

Pinci-e-Brunello-tipicità-toscane

L’impegno per portare questo vino ai vertici qualitativi, i successi e le contraddizioni di una bella storia. Brunch a base di zuppa e salumi toscani visita lampo al Casato Prime Donne di Montalcino per partecipare alla degustazione di 7 Brunello di Montalcino DOCG di grandi annate insieme a Donatella Cinelli Colombini, dalla vigna ai punteggi stellari della stampa internazionale.
Barbera tonic, cocktail inventato dai Cugini di Torino di Nizza Monferrato, preparato in diretta da Gianluca Morino e Fiammetta Mussio. Uno show divertente che vi sorprederà. Cena a lume di candela a base dei migliori plin del

Orcia-Doc-Fattoria-del-Colle

Orcia-Doc-Fattoria-del-Colle

Piemonte serviti sul tovagliolo come vuole la tradizione, bistecca fiorentina regina della tavola Toscana e trionfo di dolci piemontesi: torta di nocciole, baci di dama e amaretti di Mombaruzzo. La lista dei vini comprende le riserve di Nizza e Brunello per un brindisi all’amicizia vignaiola.
Domenica mattina dedicata alla visita guidata della Fattoria del Colle con le sale storiche della villa cinquecentesca e la cantina seguita da una degustazione orizzontale dell’annata 2015 che in Piemonte e in Toscana è arrivata ad altissimi vertici qualitativi. Barbara d’Asti, Pinot noir e Brachetto provenienti da Cascina Garitina di Gianluca Morino

Robiola-di-Roccaverano

Robiola-di-Roccaverano

insieme al Cenerentola Doc Orcia, l’IGT Il Drago e le 8 Colombe, il Chianti Superiore e il Passito prodotti dalle due cantine di Donatella Cinelli Colombini.
Chiude questa due giorni di piaceri e scoperte enologiche una spaghettata in allegria prima di partire per tornare a casa.

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LUOGHI E PERSONE

Prima di chiudere due parole sul luogo e i protagonisti di questa due giorni dedicata ai vini del Piemonte e della Toscana. La cornice è quella autentica e antica della Fattoria

battuta di fassona

battuta di fassona

del Colle, a Sud del Chianti con ospitalità in appartamenti e camere agrituristiche.
Gianluca Morino è il vignaiolo più digitale d’Italia, produce Nizza e Barbera Superiore DOCG puntando ai vertici qualitativi. Anticonformista ama i tappi a vite e la Juventus odia i diserbanti. La sua azienda si chiama Cascina Garitina come il diminutivo, in dialetto, della bisnonna ed è a Castel Boglione nel cuore del Monferrato.
Donatella Cinelli Colombini nasce in una famiglia di produttori storici di Brunello ma dal 1998 ne ha creata una tutta sua divisa in due parti, il Casato Prime Donne a Montalcino e la Fattoria del Colle che sono le prime in Italia con un organico interamente femminile. Due personaggi con grandi sfide nel cuore: quella della Doc Orcia Cenerentola per Donatella e quella del Nizza Docg per Gianluca. Le vinceranno? Venite a partecipare a questa splendida 2 giorni e lo capirete.

Gianluca Morino vignaiolo virtuale

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Produce Barbera a Nizza Monferrato ed è il vignaiolo più digitale d’Italia. A Gianluca Morino piacciono i tappi a vite e la juve, ma odia i diserbanti

Gianluca-Morino

Gianluca-Morino

Di Donatella Cinelli Colombini, Cenerentola, Doc Orcia

E’ venuto a trovarci alcuni anni fa a seguito di un articolo del nostro blog. In quel momento nacque l’idea di organizzare un evento congiunto che , tuttavia, prende forma solo quest’anno alla Fattoria del Colle nelle mie amate colline toscane. Rimasi sorpresa dalla sua statura, da giocatore di basket, e dai suoi vini di una personalità coraggiosa. Gianluca Morino ha fatto della Barbera e del suo innalzamento qualitativo, lo scopo del suo lavoro e forse persino della sua vita.
Quando scrive nei social ha un approccio diretto, franco fino alla ruvidezza, ma verso la vigna è amorevole. La foto principale nella sua pagina Facebook lo ritrae mentre sorride a un grappolo d’uva; tutto quello che ruota intorno alla sua azienda, Cascina Garitina, ha un carattere quasi intino, cominciando dal nome che è il diminutivo, in dialetto, della bisnonna

Gianluca-Morino

Gianluca-Morino

Margherita. Proprio l’uso del dialetto dimostra un rapporto profondo con la terra, ecco che l’azienda fondata nell’anno Novecento-neuvsent (in piemontese) da il nome al Barbera Nizza, quello con disciplinare più restrittivo, che Gianluca produce con le vigne piantate nella prima metà del secolo scorso.
I Morino sono vignaioli appassionati, di quelli che passano la maggior parte del loro tempo lavorando manualmente i loro 26 ettari di vigna. La coltivano con Barbera, Brachetto, Dolcetto, Pinot Nero, Merlot e Cabernet Sauvignon. Alla fine di aprile 2017 quando arrivarono le gelate tardive che distrussero gran parte rilevante del vigneto europeo, Gianluca fu uno dei primi a suonare l’allarme <<un’altra notte di preghiera>> scrisse mentre la perturbazione artica arrivava. Leggi tutto…


Screw cap o tappo a vite, Gianluca Morino lo vorrebbe anche nel Barolo

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Il tappo a vite nelle bottiglie di vino: per molti in Italia è ancora un tabù. Intervista a Gianluca Morino, produttore di Nizza (AT), che ha un punto di vista diverso.

Di Bonella Ciacci

Gianluca Morino

Gianluca Morino

Scopro per caso, seguendolo su Twitter e Facebook, che Gianluca Morino, della Cascina Garitina, produttore vitivinicolo a Castel Boglione (AT), 43 anni, con la passione per Barbera e Brachetto, è un forte sostenitore del tappo a vite, o screw cap, e che lo usa. Essendo io della zona dei grandi vini toscani come Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano, dove anche il solo pronunciare il nome di questo tappo equivale ad eresia, mi incuriosisco, e da questa curiosità è nata un’intervista ad un produttore piemontese, altra terra di grandi rossi italiani, che sfida la tradizione.

Gianluca Morino è Presidente dell’Associazione Produttori della Barbera d’Asti superiore Nizza. Appassionato innovatore, crede nell’importanza del digitale per lo sviluppo economico delle aziende agricole; divulgatore dei valori e della bellezza del suo territorio, con l’aiuto del web sta facendo scoprire la Barbera e il Nizza a wine lovers, giornalisti e importatori di tutto il mondo.Nel 2011 è stato ideatore e realizzatore di #barbera2; nel 2013 ha realizzato la tavola rotonda #digitalbarbera.

Bonella Ciacci –  Nel mondo dei produttori sei un innovatore, hai cambiato il modo di raccontare un vino e una cantina, e anche nell’argomento dei tappi, sembri stare al passo coi tempi. Da quando hai iniziato ad usare lo screw cap, ovvero il tappo a vite, o Stelvin?

Gianluca Morino – Credo da sempre fortemente che il vino abbia bisogno di conquistare il posto che gli compete. E per farlo serve innovazione nella

Vera

Vera

comunicazione per invertire la rotta. Ho iniziato ad usare il tappo a vite 2 anni fa per una linea di 3 vini rossi chiamata Vera dal nome di mia figlia Veronica. Un Dolcetto, un Merlot ed una Barbera vinificate in acciaio per esaltare frutto e bevibilità che mi interessa portare sul tavolo dei miei consumatori. Proprio per questo aspetto ho scelto il tappo a vite, per la sicurezza di aver ben riposto tutto il lavoro e tutti gli investimenti che ci sono a monte per produrre un vino.  Non si può mai immaginare la rotazione di un vino e per quanto tempo un consumatore possa conservarlo in cantina prima di gustarlo. Per questo aspetto sono più che tranquillo perché sono fermamente convinto che lo screw cap sia perfetto anche per i vini che devono affinare in bottiglia.

BC – Hai utilizzato lo screw cap per l’intera produzione di un’annata, o ne hai tenuta una parte ancora con il tappo “alla vecchia maniera”, ovvero il tappo di sughero?

GM – Ho imbottigliato l’intera produzione perché quello è il progetto e sarebbe ingestibile un doppio magazzino.

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