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Chiusi capitale del misterioso popolo Etrusco

Caccia al tesoro con gli etruschi sotto terra e alla luce del sole, fra il sacro delle catacombe e il profano della gastronomia tipica: Chiusi

Di Giulia Mencaglia, Chiusi

Città sotterranea

Città sotterranea

Il labirinto dei cunicoli sotterranei pieni di urne, l’assaggio del brustico, il pesce cotto come facevano gli etruschi, la scoperta di una delle chiese più antiche della Toscana, le tombe in cui i misteriosi progenitori dei toscani moderni appaiono completamente nudi,  le mura di massi ciclopici … tutto vi sorprenderà a Chiusi. Arriverete aspettandovi un paese e scoprirete la capitale etrusca.A soli 40 km dalla Fattoria del Colle, Chiusi vi farà conoscere un popolo vissuto oltre 2000 anni fa.

La giornata “Chiusina” parte generalmente dalla Cattedrale di San Secondiano,

Cattedrale di San Secondiano

Cattedrale di San Secondiano

fatta costruire nel VI secolo ed è una delle chiese più antiche della Toscana. Ristrutturata nel corso dei secoli, conserva tutt’oggi l’originaria architettura di basilica paleocristiana; la cattedrale custodisce il corpo di Santa Mustiola, patrona di Chiusi e della Diocesi (festa patronale il 3 Luglio). Accanto alla chiesa, troviamo il Museo della Cattedrale formato da quattro sezioni che raccolgono materiali di grande valore, di epoca paleocristiana, medievale e moderna (fino al XIX  secolo). La fama del museo è legata soprattutto alla splendida collezioni di Codici Miniati Benedettini, provenienti dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Finita la visita qui, ci spostiamo nel Labirinto di Re Porsenna, un percorso di circa 130 mt costituito da cunicoli facenti parte di un complesso sistema idraulico etrusco, che si articola sotto tutta la città. La visita di questo termina nella torre campanaria, particolare per il suo distaccamento dal corpo centrale della cattedrale. Dirigendosi poi verso il Museo Civico, è possibile ammirare la bellezza della città sotterranea, partendo proprio dalla sezione chiamata “Il Labirinto”, nella quale è presentato, sotto tutti i suoi aspetti, il complesso sistema sotterraneo di Chiusi: dalla storia, alla ricerca archeologica, dalla geologia al mito di Porsenna. Un insieme di 140 mt di gallerie ipogee che ospitano l’unica esposizione in Italia interamente dedicata all’epigrafia funeraria etrusca; l’itinerario termina con la visita al famoso “laghetto” sotterraneo, dove sembra che il tempo si sia fermato.

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Nel Brustico il sapore della Toscana antica

L’antica tradizione etrusca della città di Chiusi si riflette nella gastronomia rimasta invariata nel corso dei secoli. A 50 Km dalla Fattoria del Colle

Di Giulia Mencaglia, Chiusi

Enrico Agostinelli prepara per la cottura

Enrico Agostinelli prepara per la cottura

“Mi raccomando Cara” continua a ripetermi Enrico, “due regole sono importanti per questa ricetta: pesce fresco e poco cotto”.  Enrico Agostinelli e la figlia Elisabetta, proprietari del ristorante Pesce d’Oro a Chiusi, mi permettono di assistere alla preparazione del Brustico, una ricetta che ha bisogno di pazienza e attenzione, come vuole la tradizione etrusca da cui deriva.

Il Brustico infatti, è un’antica pietanza etrusca appartenente agli anni del regno di re Porsenna, anni in cui il “Lago di Clusio” era considerato un luogo magico che ha

lasciato un profondo segno nella vita di tutti i giorni. E’ sorprendente quanto di Etrusco rimane ancora oggi nelle tradizioni culinarie di Chiusi, l’antica Chamars e poi Clusium, uno dei più vivi e consistenti nuclei di questa civiltà.

Molti degli alimenti base della cucina chiusina sono tutt’ora legati alla tradizione etrusca

Persici mentre si abbrustoliscono

Persici mentre si abbrustoliscono

e i piatti conservano arcaiche pratiche culinarie. Soprattutto la pesca è il simbolo che lega ancora oggi la Chiusi moderna con la Chamars dell’antica Etruria e proprio il Brustico è quel piatto povero ma gustoso, consumato dai pescatori che lavoravano sulle sponde del lago. Essi infatti, impegnati nella raccolta di erbe e giunchi nelle acque stagnanti del lago, spesso con delle esche rudimentali o piccole trappole improvvisate, si procuravano dei piccoli pesci come lucci o scardole che costituivano il loro pranzo. I pescatori poi, dopo essersi spostati su un terreno asciutto, cominciavano ad ammassare delle canne secche per accendere un piccolo fuoco, sopra al quale venivano buttati i pesci appena catturati e cotti a fiamma viva per qualche minuto, finché l’esterno non era carbonizzato. I pesci “abbrustoliti” venivano raschiati rapidamente per rimuovere le squame e dopo aperti e ripuliti dalle interiora, venivano mangiati con un semplice condimento. Finito il breve pasto, i pescatori ricominciavano il loro lavoro nelle acqua palustri. Leggi tutto…


Si chiama Chiusi e invece è aperta, anzi molto aperta

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Il festival di Chiusi si chiama Orizzonti e invece dovrebbe chiamarsi “Non guardare lontano, guarda qui”, qui dove c’è arte, creatività e ottimismo

Chiusi Museo archeologico Costumi sartoria Farani

Chiusi Museo archeologico Costumi sartoria Farani

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Molte delle più importanti compagnie italiane, fino al 10 agosto, in performance di tutti i generi e a tutte le ore: si sono incontri, spettacoli, musica, danza, teatro, mostre, proiezioni …. Dal gatto con gli stivali a Don Chisciotte, da Philippe Daverio fino alle performance sull’Iliade dentro il Museo etrusco dove sono esposti i sarcofagi e i canopi insieme agli abiti usati nel Satyricon di Fellini e Medea … Roba da non credere. 600 persone che lavorano entusiaste,

Chiusi Museo archeologico Costumi sartoria Farani

Chiusi Museo archeologico performance di Paolo Panaro

molte prime assolute, molte produzioni in proprio…. La Compagnia di Virgilio Sieni, guidata da uno dei coreografi più innovativi della danza internazionale,  Ascanio Celestini che con l’Orchestra da Camera del Maggio Musicale Fiorentino che racconta “Pierino e il lupo” di Prokofiev… ognuno, a suo modo interpreta il mito e la favola… Leggi tutto…

Vi presento Katia la chef stellata dell’albergo di Fellini

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Si chiama Katia Maccari ed è una bella signora bionda con una stella Michelin dal 2003 e nel suo albergo il Patriarca a Chiusi rinnova il mito di Fellini 

Katia Maccari  il Patriarca Chiusi

Katia Maccari il Patriarca Chiusi

Ci sono ancora le suite dedicate a Federico Fellini e a Giulietta Masina, sono le due camere dove i celebri personaggi soggiornavano ogni anno in occasione delle cure termali a Chianciano. Sono divise, una di fronte all’altra cioè non comunicanti, quella della Masina ha anche la camera per la governante. Questo dice molto sulla pazienza dell’attrice e la libertà del regista che al Patriarca ha ambientato una parte di “8 ½” il suo più grande capolavoro.
L’albergo Patriarca è una villa in mezzo a un bosco di pini marittimi all’uscita dall’autostrada.

Ottoemezzo di Federico Fellini

Ottoemezzo di Federico Fellini

La parte moderna compreso il salone delle feste, è disegnata da Pierluigi Nervi, uno dei più grandi ingegneri del Novecento mentre nel sottosuolo ci sono i granai etruschi visibili da oblò in vetro mentre i sarcofagi sono esposti nell’ingresso.
Insomma un posto che colpisce e dove dal 2003 brilla una stella Michelin grazie al talento di una signora bionda con 3 figli e un diploma da ragioneria che è arrivata al successo dalla gavetta partendo dalle origini contadine della sua famiglia. Tanto di cappello per il coraggio, la tenacia e il talento di questa toscana di ferro. Leggi tutto…


Siena resta capoluogo, salvi 1.000 anni di storia

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Siena la più importante città gotica del mondo, una città che ha scritto una parte importante della storia europea non può diventare un paese

Siena

Siena

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Appello diretto ai candidati al Parlamento. Se eletti dovranno gestire il riassetto delle Provincie e vorrei che mettessero nel loro programma politico un impegno per Siena.

Nei mesi scorsi è stato spesso prospettato l’accorpamento di Siena e Grosseto con quest’ultimo come capoluogo.
Ho un grande rispetto per Grosseto e i grossetani, persone concrete, oneste, laboriose, intraprendenti. Credo che saprebbero gestire al meglio la provincia unificata Siena-Grosseto. Per questo la mia non è una protesta quanto piuttosto un invito alla riflessione affinché non si considerino solo i numeri degli abitanti e dell’estensione ma si ponga attenzione anche alla storia e alla cultura.
Siena è uno scrigno di capolavori d’arte, ha un tessuto urbano medioevale intatto e per questo è interamente iscritta nel patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Siena è stata protagonista della storia europea e infatti ha l’Ospedale e la Banca più antichi d’Europa, il primo ultramillenario e la seconda fondata nel 1472. Anche l’ Università di Siena è stata fondata 772 anni fa. Leggi tutto…

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