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Orcia Wine Festival 2018, A corto di vino

Il tema 2018 dell’Orcia Wine Festival “Paesaggi di-vini Orcia” è stato interpretato dai corsisti dell’Università di Siena con 3 video girati alla Fattoria del Colle

Orcia Wine Festival Richard Baudain

Orcia Wine Festival Richard Baudain

Di Donatella Cinelli Colombini 
Il festival che, da 9 anni, San Quirico d’Orcia-salotto medioevale lungo la via Francigena, dedica al vino Orcia DOC ( 21-25 aprile 2018) ci ha regalato un’emozione in più rispetto alle precedenti edizioni. 3 video realizzati dagli studenti del Corso di Comunicazione Digitale tenuto dal prof. Maurizio Masini all’interno della Laurea Magistrale dell’Università di Siena. Il progetto aveva il simpatico nome “A corto di vino” e ha riguardato 40 corsisti in prevalenza italiani ma anche provenienti da Paesi lontani come Cuba. Gli studenti sono stati divisi in sei gruppi ciascuno dei quali doveva realizzare un video aziendale e uno “territoriale” sul tema “Paesaggio di-vino Orcia” ideato dall’Assessore Ugo Sani. Le lezioni in aula sono state seguite da due visite in zona. Un impegno vero con un voto finale che ha messo a dura prova i ragazzi. Durante la visita alla Fattoria del Colle i corsisti mi hanno sommersa di domande, riprese e foto. Un gruppo aveva le

Orcia Wine Festival Cecilia Sacchi a Palazzo Chigi

Orcia Wine Festival Cecilia Sacchi a Palazzo Chigi

idee chiare: voleva raccontare una mia giornata tipo <<vorremo riprenderla mentre cucina, quando mangia con la famiglia …. >> mi hanno detto, ma io li ho spiazzati <<ma io non ho tempo per cucinare e spesso mangiamo “a tappe” perché la giornata lavorativa è frenetica e deve tenere conto dei fusi orari dei mercati dove esportiamo … >> e poi per rincuorarli << il lavoro in campagna non ha più ritmi lenti di una volta, la lentezza è riservata alla vigne e al vino>> paradosso che ha fatto sorridere anche al Professor Masini << è vero qui il tempo ha come due velocità>>. Da questo dialogo è nata a prima idea del video “Dove il tempo non ha tempo” che interpreta perfettamente l’apparente paradosso della Fattoria del Colle dove <<tante cose sono rimaste così com’erano … mentre altre corrono più veloci del tempo>>. Ottimo il testo, le immagini e persino la musica composta appositamente.
Bello anche il video “Tra passione e coraggio” che ha colto in modo formidabile la passione vignaiola che è dentro di me. Non riesco a guardarlo senza commuovermi.

Più evocativo l’ultimo intitolato “Una favola tutta da scoprire” fatto da un gruppo di studenti che nel racconto del territorio “Val d’Orcia semplicemente perfetta” si è espresso in modo compiuto creando un video di grande forza espressiva.

Orcia Wine Festival Vini Orcia DOC

Orcia Wine Festival Vini Orcia DOC

Nel complesso i 40 studenti del corso sono futuri professionisti davvero talentuosi che, nel futuro sapranno fare grandi cose. E’ bello vedere come l’Università di Siena li sta facendo sbocciare.
Ovviamente l’Orcia Wine Festival 2018 non riguarda solo i video ma soprattutto assaggi. 18 produttori che offrono la degustazione dei loro vini nelle sale affrescate del seicentesco Palazzo Chigi a San Quirico con la regia del Consorzio Orcia. Degustazioni guidate da ONAV e dal wine writer del celebre magazine britannico “Decanter” Richard Baudain. Degustazioni nelle cantine all’interno dei wine tours. Degustazioni a tavola durante la cena di gala ( il Prefetto di Siena Armando Gradone e

Orcia Wine Festival cena di gala con i produttori

Orcia Wine Festival cena di gala con i produttori

l’Onorevole Susanna Cenni hanno onorato la serata con la loro presenza) e le cene con il produttore nei ristoranti. Per noi la cena-degustazione è avvenuta all’Hotel Posta Marcucci di  Bagno Vignoni che si sta trasformando in un lussuoso Hotel de Charme ed ha un ristorante che sembra volare sulla valle davanti a Rocca d’Orcia.
Che fortuna vivere in questo territorio e godere ogni giorno del paesaggio di-vino Orcia.

 

Vernaccia di San Gimignano, il bianco di Toscana

Le 16 torri di San Gimignano vegliano sui filari di Vernaccia, il vino bianco che migliora invecchiando e sa di pietra focaia

di Sara Mazzeschi

San_Gimignano e vigne di vernaccia

San_Gimignano e vigne di vernaccia

Ricordo bene la mia prima degustazione orizzontale, a Siena l’Enoteca Italiana aveva riunito nelle esclusive sale sotteranee molti produttori di San Gimignano e per me, appena uscita dal 2°corso AIS, era un’incredibile occasione per conoscere meglio il vino bianco toscano per eccellenza, la Vernaccia Docg.  Che delusione! Al sesto assaggio già i vini mi sembravano tutti uguali ed in più la beffa, quel bianco asciutto dal retrogusto amarognolo e minerale proprio  non “andava giù”! Ho impiegato un po’ di tempo e numerosi bicchieri per apprezzarlo ed oggi, come spesso accade nel mondo del vino, non solo ho cambiato idea ma  ne sono diventata un’appassionata estimatrice, soprattutto della versione Riserva. Leggi tutto…


Bolgheri, il Bordeaux della Toscana, alla ricerca di identità

Igt, Bolgheri Doc, Sassicaia Doc, una gran confusione definita “il solito pasticcio all’italiana”che però ha dato vita ad alcuni dei migliori vini al mondo

Sara Mazzeschi

Viale dei cipressi, Bolgheri

Viale dei cipressi, Bolgheri

Sassicaia, Paleo, Super Tuscan , vini toscani per lo più della zona di Bolgheri, tra i più apprezzati ma allo stesso tempo ritenuti il tipico esempio del caos italiano perché vini da tavola dai costi esorbitanti. Questo è più o meno quello che il mondo sa su di loro ma non è proprio la verità! Molti di questi vini hanno ottenuto – faticosamente – la Denominazione di Origine Controllata e Bolgheri è da anni teatro di discussioni, modifiche al disciplinare, acquisizioni da parte di grandi investitori. Un’area in pieno fermento dove “identità” e “terroir” sono sentiti più che mai perché se da una parte sono punto di partenza per la produzione enologica, dall’altra non c’è ancora un’idea precisissima di dove sia la zona, pur conoscendo ed apprezzandone i vini. Leggi tutto…

Nobile di Montepulciano Docg, il più social, il più pulito e il più rosa

Dagli etruschi fino ad una produzione senza emissione di CO2, passando dalle App per gli Smartphone.  Ecco il vino “nobile fuori” con un’anima  High-Tec

Di Sara Mazzeschi

Nobile at Heart - vino Nobile di Montepulciano DOCG

Nobile at Heart – vino Nobile di Montepulciano DOCG

Ho sempre saputo che il Nobile di Montepulciano è tra i vini più legati al territorio, tanto che sono i produttori stessi e con loro il Consorzio,  a difendere e valorizzare un bagaglio culturale ed esperienziale antichissimo, certo non immaginavo quanto lo fosse.  Nel 1868 fu scoperta in una tomba etrusca una kylix – tazza – che raffigurava Flufluns, dio del vino ma di maggior valore è considerato  un documento del 789 che sanciva il lascito di una vigna nel castello di Policiano alle autorità ecclesiastiche locali.

Grazie agli elogi di Francesco Redi , medico e poeta del XVII secolo, questo vino diventò tra i più ricercati nelle corti Europee:  << Montepulciano d’ogni vino è Re>> , dopo di chè l’oblio fino agli anni’30 quando Adamo Fanetti, delle omonime cantine, presentò un rosso strepitoso alla Mostra Mercato dei vini a Siena. Lui stesso scrisse l’etichetta e la sua grafia divenne così identificativa da essere ripresa negli anni da altre cantine ma Fanetti fece molto di più: aveva il vezzo di denominare “Nobile” ciò che produceva…da qui la nascita del vino Nobile di Montepulciano! Leggi tutto…


Chianti Classico ma non troppo

Il Chianti Classico , vino rosso della Toscana tra i più famosi, non è poi così “classico” anzi, quest’anno 300 candeline per lui ma in realtà è una Docg giovane e alla moda

Di Sara Mazzeschi

Chianti Classico Collection 2016

Chianti Classico Collection 2016

Lo scorso febbraio  si è svolta a FirenzeChianti Classico Collection”, presentazione delle nuove annate ed occasione per festeggiare un  compleanno importante, 300°annivesario dall’emanazione del bando di Cosimo III de Medici che fissò, per la prima volta nella storia, i confini delle zone di produzione del Chianti. Aveva capito l’importanza di tutelare un vino che secoli dopo sarebbe diventato il Chianti Classico e per questo creò anche delle Congregazioni di Vigilanza, veri e propri antenati dei Consorzi che oggi controllano e promuovono le denominazioni.  Nel 1932 viene

Mappa Chianti Classico

Mappa Chianti Classico

aggiunto il suffisso “classico” proprio per distinguere  quei Comuni, tra Siena e Firenze, delimitati nel 1716 da Granduca di Toscana.

Il Consorzio del Chianti Classico è prodotto oggi con uve Sangiovese  per almeno l’80%, nel restante 20% possono andare altri vitigni a bacca rossa – dal 2006 sono state vietate uve bianche – sia autoctoni come Canaiolo o Colorino sia internazionali come Merlot e Cabernet.  La produzione media annua si aggira sui 270 mila ettolitri che in termini di bottiglie equivale a circa 35 milioni, vendute in oltre 100 Paesi.  Questo vino ha caratteri simili a quelli del Chianti ma più eleganti e raffinati, i profumi che lo contraddistinguono richiamano giaggiolo, mammola e frutti di bosco, grazie poi ad un affinamento in legno di minimo 11 mesi (24 per la Riserva), note speziate e balsamiche rendono il rosso toscano particolarmente complesso ed armonico. Leggi tutto…

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