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Tag Archives: Cronache di gusto

Graziana Grassini e Eleonora Marconi regine di Bolgheri

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Hanno la responsabilità dei vini super star d’Italia: Graziana Grassini firma il Sassicaia e Eleonora Marconi è appena stata nominata wine maker di Masseto

Eleonora Marconi Masseto

Eleonora Marconi Masseto

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Ecco le due enologhe dei vini italiani che sbancano le aste internazionali e portano il tricolore nel mondo dorato delle bottiglie di lusso Graziana Grassini detta “Lady Sassicaia” e Eleonora Marconi appena nominata wine maker di Messeto. Due vini cult dove la qualità intrinseca si associa al prestigio, a una clientela abituata al meglio e all’esclusività di luoghi dove può entrare solo chi ha enormi ricchezza o grande potere.
Entrambi i vini nascono a Bolgheri, e entrambi hanno la polvere di stelle di un blasone millenario. Delle cornici talmente sbalorditive che sembrano incredibili. Sassicaia nasce

Graziana Grassini Sassicaia

Graziana Grassini Sassicaia

nella Tenuta San Guido del Marchese Incisa della Rocchetta. Per arrivarci c’è il viale di cipressi della celebre poesia di Carducci vicino alla cantina ci sono le stalle della Razza Dormello Olgiata, quella del famoso cavallo Ribot e poco distante l’Oasi primo rifugio faunistico italiano WWF. Lo scrigno delle barriques del Sassicaia è stato progettato da Agnese Mazzei con un’eleganza sobria squisitamente toscana. Da qui escono le bottiglie che il nostro Capo del Governo ha portato a Obama e che è stata servita a Madonna durante l’intervista televisiva. Leggi tutto…

Enoteche: la seconda giovinezza in Italia

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Le 7300 enoteche italiane sono trendy. Napoli è la città che ne ha di più con 546 esercizi. Le donne dirigono il 27% del totale, crescono i gestori giovani al Sud

Enoteca-Molesini-Cortona-vita-da-produttori

Enoteca-Molesini-Cortona

Di Donatella Cinelli Colombini

Dopo il boom negli anni Settanta del Novecento, quando le enoteche accesero i riflettori sulla scalata qualitativa del vino italiano e dopo la crisi dei primi anni Duemila, le enoteche vivono, in Italia, una seconda giovinezza.
Due tendenze sembrano emergere: i wine bar per consumare vino, cibo e intrattenimento e i negozi per i turisti. I primi sono luoghi dove i wine lovers trovano amici vecchi e nuovi, scoprono vini rari e vigneti sconosciuti, partecipano a intrattenimenti in chiave enoica, soprattutto vivono il vino come life style capace di dare stimoli e socializzazione. Insomma più che un luogo per lo shopping l’enoteca è vista come un luogo dove trascorrere il tempo libero all’interno di uno stile di vita più lento e attento alla salute. In altre parole nessun cliente cerca la sbornia quanto piuttosto di emozionarsi con la scoperta di una piccola cantina in un’isola vulcanica dove le viti sono coltivate interamente a mano.

Benvenuto-Brunello Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio

Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio-Montalcin

Poi ci sono le enoteche pensate per i turisti che arrivano nelle zone del vino o genericamente in Italia, con l’intenzione di assaggiare ma soprattutto comprare eccellenze, rarità e novità del vigneto tricolore. Questa tipologia di negozi ha sicuramente beneficiato della crescita dei turisti esteri 2017 così come del segmento di quelli interessati al vino. In pratica due visitatori stranieri su 3 tornano tornano  a casa con una bottiglia in valigia. L’enoturismo fa breccia anche sugli italiani ed ecco che, nell’ultimo anno, 16,1 milioni di connazionali hanno partecipato ad almeno un evento enoico. Appuntamenti che spesso avvengono nei distretti di produzione ed hanno nelle enoteche dei punti di sosta quasi obbligatori. Leggi tutto…


I wine istagramer più influenti del mondo

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Nella classifica di worldinfluencer fra i TOP 10 wine istagramer più influenti del mondo 4 sono italiani Roveda, Girardi, Russo e Trono

Istagramer del vino Wine Blogger F.Saverio Russo @italianwinelover

Istagramer del vino Wine Blogger F.Saverio Russo @italianwinelover

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne
In un momento in cui i social contano sempre di più, nel mercato del vino, vedere tre italiani fra i TOP 10 della classifica 2018 di worldinfluencer fa piacere. E’ un modo per dire che i wine expert del belpaese non sono così indietro nè sotto il profilo digitale e neanche nella stima dei wine lovers. Ecco dunque la classifica diffusa in Italia da Cronache di gusto.
1. The Wine Wankers – 164 mila follower
2. Wine Enthusiast Magazine – 156 mila follower
3. Once Upon a Time – 126 mila follower
4. Winery Lovers – 124 mila follower
5. The Wine Teller – 106 mila follower

wine istagramer Maximilian Girardi con Supervinoitalia

wine istagramer Maximilian Girardi con Supervinoitalia

6. Supervinoitalia by Maximilian Girardi – 53,4 mila follower
7. Italianwinelover by Saverio Russo – 54,1 mila follower
8. Julien Miquel – 46,3 mila follower
9. Enoblogger by Emanuele Trono – 43,4 mila follower
10. Gini in a Bottle – 39,6 mila follone
Ovviamente la classifica è basata sul numero dei follower e rispecchia un’epoca in cui l’influenza dipende dalla capacità di crearsi un seguito. Insomma rispecchia un’epoca in cui l’importanza del wine critic arriva, ogni giorno di più, dal basso cioè dai lettori-consumatori. Dire se questo sia un bene o un male è difficile. Un tempo era solo il direttore della testata, a dare a un determinato assaggiatore, la responsabilità di valutare le denominazioni più importanti. Oggi sono il peso dei lettori diventa determinante e i risultati sono impressionanti. Leggi tutto…

Enoteche quando le scelte coraggiose premiano

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Ricerca, scelte forti e esclusività: ecco le parole che fanno rinascere le enoteche come i luoghi preferiti dai wine lovers. Natura, tradizione e personalizzazione

Andrea-Gori-enoteche

Andrea-Gori- wine expert e blogger ci fa conoscere 2 enoteche fiorentine cult

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Tre esempi che fanno riflettere sul ruolo dei wine store in un’epoca di e-commerce selvaggio e GDO imperante. Tre esempi di enoteche molto diversi ma caratterizzati da scelte coraggiose che non possono piacere a tutti ma si rivolgono a una nicchia e questo li porta al successo.
A Milano, nel nuovo shopping district di City Life ha appena aperto “Svinazzando” il primo Personal Wine Bar. Tutto può essere personalizzato: bottiglie ed etichette, percorsi di degustazione e signature cocktail, ma anche allestimenti come la mise en place – dai bicchieri, alle posate fino agli stessi tovaglioli – e, in futuro, anche le opere d’arte esposte dentro l’enoteca.

Pitti Gola e Cantina Edoardo Fioravanti

Pitti Gola e Cantina Edoardo Fioravanti

Un anno fa lessi che una delle nuove tendenze mondiali era l’esclusività “a prezzi abbordabili” e Svinazzando è un esempio spettacolare di questa moda. Partendo da un’ottima gamma di bianchi, rossi, rosati e bollicine è possibile creare la propria bottiglia e firmarla. Esattamente come da noi in cantina. Solo che nello store milanese di Matteo De Pedys la scelta riguarda anche i materiali dell’etichette (pvc, fibra di carbonio, tessuto, platino, oro, argento, cioccolato), fino al colore delle capsule, ai materiali di imbottigliamento e persino alle dimensioni (standard 0,75 litri, magnum 1,5 litri, Jèroboam 3 litri e Mathusalem 6 litri). Fantastico vero! Leggi tutto…


Ricchezza e povertà davanti al Moët & Chandon

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Quanto devi lavorare per comprare una bottiglia di Champagne? In Italia serve l’equivalente di 3 ore di lavoro ma in Nepal non basta il salario di un mese

Moët & Chandon

Moët & Chandon-quanto-lavoro-ci-vuole-per-pagare-1-bottiglia

Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia, Fattoria del Colle

La fotografia di un mondo spaccato fra poveri e ricchi è anche nella quantità di lavoro che serve per acquistare un prodotto di lusso come il Moët & Chandon: nei Paesi economicamente sviluppati è alla portata di un ceto medio largamente diffuso e in posti come Kenya, Ghana o India quasi nessuno può permetterselo.
L’analisi del lavoro necessario per entrare in possesso di una bottiglia delle nobili bollicine francesi arriva da JWE Journal of Wine Economics, un periodico che, insieme a interessantissimi studi sui costi di produzione (nell’ultimo numero relativamente all’incidenza delle barriques), sollecita il mondo del vino con approfondimenti di carattere socio-economico e di scenario.

taj-mahal-India-

taj-mahal-India-

E’ il caso della lista che è arrivata, via internet, insieme all’indice dell’ultimo numero. Elenca 71 Paesi per i quali è stato confrontato il salario medio con il prezzo di una bottiglia di Champagne Moët & Chandon. Vediamo così che in Lussemburgo, Svizzera e a New York basta un’oretta. In Italia ci vogliono circa tre ore di salario e la percentuale sale a oltre un giorno in Polonia, Argentina, Croazia, per passare a una settimana nelle Filippine o in Ucraina. Leggi tutto…

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