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Vernaccia di San Gimignano, il bianco di Toscana

Le 16 torri di San Gimignano vegliano sui filari di Vernaccia, il vino bianco che migliora invecchiando e sa di pietra focaia

di Sara Mazzeschi

San_Gimignano e vigne di vernaccia

San_Gimignano e vigne di vernaccia

Ricordo bene la mia prima degustazione orizzontale, a Siena l’Enoteca Italiana aveva riunito nelle esclusive sale sotteranee molti produttori di San Gimignano e per me, appena uscita dal 2°corso AIS, era un’incredibile occasione per conoscere meglio il vino bianco toscano per eccellenza, la Vernaccia Docg.  Che delusione! Al sesto assaggio già i vini mi sembravano tutti uguali ed in più la beffa, quel bianco asciutto dal retrogusto amarognolo e minerale proprio  non “andava giù”! Ho impiegato un po’ di tempo e numerosi bicchieri per apprezzarlo ed oggi, come spesso accade nel mondo del vino, non solo ho cambiato idea ma  ne sono diventata un’appassionata estimatrice, soprattutto della versione Riserva. Leggi tutto…

Ossi di Morto esiste una ricetta migliore per il 2 novembre?

Gli ossi di morto sono deliziosi biscotti secchi a base di chiare d’uovo e mandorle. Sono tipici di Montalcino il paese del Brunello e dei beccamorti

Ossi di morto

Ossi di morto

Il soprannome beccamorti affligge la popolazione di Montalcino dal lontano 1260 quando andarono alla battaglia di Montaperti con una tale lentezza da arrivare a scontri conclusi e i vincitori senesi li punirono costringendoli a seppellire i morti. E ce n’erano davvero tanti di cadaveri al punto che Dante disse che il loro sangue colorava il torrente Arbia di rosso. Un episodio storico di cui non essere fieri che tuttavia fu riscattato da grandi prove di coraggio nei secoli successivi quando Montalcino difese la sua indipendenza fino a rimanere l’ultimo libero comune in Italia (1559).
I biscotti ossi di morti si riferiscono alla battaglia di Montaperti? Nessuno lo sa.
Sono il dolce tipico delle feste religiose autunnali? Questo sarei per escluderlo, in quel periodo dell’anno sulle nostre tavole c’è il “pan coi santi”, una deliziosa pagnotta dolce a base di noci, uvetta e pepe nero.
Invece gli ossi di morto erano nei barattoli di vetro delle dispense di Montalcino tutto l’anno. Venivano cotti per ultimi nel forno a legna dei contadini, dopo il pane, le crostate e le mantovane, insieme ai sospiri, le soffici meringhe di chiare d’uovo e zucchero. Leggi tutto…


Fontebranda, la fonte che parla della Siena medioevale

A Siena c’è una fonte medioevale di cui hanno scritto Dante e Boccaccio. E’ la Fontebranda uno dei più bei monumenti della città gotica più importante del mondo. Oggi c’è un motivo in più per visitarla: ogni mezz’ora, per pochi minuti, nella fonte si sentono voci, suoni e canti del 1337.

Fontebranda

Fontebranda

Entrare a Siena da porta di Fontebranda significa immergersi in un sogno gotico di bellezza e suggestioni con la grande abbazia domenicana a sinistra e il colle della cattedrale a destra. Pare di entrare in un dipinto del Trecento. Un’emozione fortissima legata all’integrità dei luoghi che appaiono intatti nonostante il passare dei secoli. Ma c’è di più: è possibile sentire dialoghi, rumori e musiche come se il tempo fosse tornato indietro a una mattina di giugno del 1337.

Interno Fontebranda

Interno Fontebranda

Per cinque minuti, ogni mezz’ora, sotto le volte di Fontebranda un sofisticato impianto elettronico crea un ambiente sonoro medioevale assolutamente verosimile: ecco arrivare Agnese con il suo corteggio nuziale, più in la ci sono le sue amiche che cantano, poi passano i dottori molestati dal cattivo odore dei conciatori… Parlano in “volgare” l’antenato dell’italiano, sovrastando i rumori di una città brulicante e laboriosa. Un pezzetto di storia quotidiana che sembra del tutto naturale sotto le volte di Fontebranda.

Per aiutare la comprensione c’è un pannello con la trascrizione in italiano e inglese inoltre un video di animazione che riproduce le stesse scene.
Fontebranda a Siena, una delle più belle e celebri fonti medioevali, citata da Dante e Boccaccio ma soprattutto legata alla storia di Santa Caterina, che abitava poco lontano. Fu costruita nel 1193, in sostituzione di quella preesistente e venne poi ampliata e coperta da volte. Riceve acqua dai bottini, l’acquedotto  di oltre venti chilometri scavato nel sottosuolo di Siena durante il medioevo.
Vi chiederete perchè vi suggeriamo questa visita. Il progetto “Fontebranda” la fonte che parla è una delle più belle realizzazioni  fatte da Donatella Cinelli Colombini in qualità di assessore al Turismo del Comune di Siena.
Non perdetela, vale il viaggio!

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