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Prezzo dei vigneti TOP in Italia nel 2017

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Negli ultimi 50 anni il prezzo dei vigneti è cresciuto del 2.500% nel Brunello di Montalcino, del 1.400% nell’Amarone e di oltre il 700% nel Barolo

Prezzi-dei-vigneti-vecchi-e-nuovi-proprietrai-di-Vietti-Krause

Prezzi-dei-vigneti-vecchi-e-nuovi-proprietrai-di-Vietti-Krause

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Seguiamo WineNews alla scoperta dei prezzi dei vigneti italiani con cifre da capogiro che spesso, come sottolinea Alessandro Regoli, tagliano fuori i produttori di vino e diventano accessibili solo a fondi di investimento, banchieri, grandi industriali o comunque a chi ha disponibilità finanziarie enormi e voglia di regalarsi una griffe dell’enologia. La cosa più sorprendente è la corsa all’acquisto che sembra inarrestabile nonostante la salita dei prezzi e anzi apparentemente li spinge sempre più su.
Posso testimoniare personalmente di ricevere, almeno una volta al mese, una

Brunello Biondi-Santi-Riserva

Valore-dei-vigneti-in-Italia-Biondi-Santi-recentemente acquistato-da-EPI

telefonata o un e-mail che mi chiede <<non sa mica di qualche proprietà in vendita a Montalcino?>> frase che poi, spesso, ha un proseguo nella richiesta <<la cifra dell’investimento è molto importante, lei per caso non sarebbe interessata?>>
Ma torniamo alle analisi di WineNews. Le quotazioni più alte per i vigneti italiani sono in tre aree: Barolo, Cartizze e Alto Adige. Nelle zone alpine i valori superano il milione di Euro l’ettaro ma le compravendite sono rarissime come del resto nei 106 ettari del Cartizze che tuttavia spunta cifre fra 1,5 e i 2 milioni per ettaro. Invece nella zona più famosa del vigneto piemontese si è assistito a diverse acquisizioni negli ultimi mesi. I prezzi sono arrivati alle stelle, da 1 a 1,5 milioni di Euro con punte di 2 milioni per i cru più prestigiosi. Leggi tutto…

Ma i giovani italiani bevono vino?

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Trasformare il vino in sorpresa, scoperta affinchè i giovani italiani bevano vino. Insegnarlo a scuola e puntare sul fuori pasto con proposte divertenti

i-giovani-italiani-bevono-vino

i-giovani-italiani-bevono-vino

I giovani italiani bevono vino? Poco e male ma si può rimediare, vediamo come.

In cinquant’anni  i consumi di vino sono calati del 70%, da 120 a 36 litri a testa. Il rapporto Istat 2016 su  “L’uso e l’abuso di alcol in Italia” mostra che negli ultimi 5 anni il passaggio da consumatori abituali a saltuari è ancora aumentato toccando il 53% dei bevitori. Questo spiega perché le cantine del Bel Paese, primo produttore mondiale con 50 milioni di ettolitri, si sono buttate sull’export e sui mercati in espansione, Usa e Cina soprattutto.  C’è poi il problema delle riscossioni, nel settore food and beverage solo il 24% rispetta i tempi di pagamento. Come dire <<faccio meno fatica a regalarti il vino!>>.

Giovani-italiani-bevono-vino-Chianti-Superiore-Violante-Gardini

Giovani-italiani-bevono-vino-Chianti-Superiore-Violante-Gardini

Finalmente nel 2015 la tendenza negativa sembra invertire la rotta, i consumi tornano a crescere, poco ma con segno più. Secondo i dati OIV il vino bevuto in Italia  è  +0,3%, rispetto all’anno precedente. Un piccolo dato incoraggiante che sembrerebbe confermato dai dati Iri Infoscan Census  sull’aumento delle vendite nel canale Gdo  che, da solo, è il 66% del mercato enologico interno.

Come trasformare questi timidi segni positivi in un duraturo orientamento del mercato? Sandro Boscaini presidente di Federvini, insiste sulla formazione. In effetti il personale di sala, che esce dalle nostre scuole alberghiere, ha pochissime nozioni sul vino. Leggi tutto…


Chi arriva e chi va alla Fattoria del Colle di Trequanda: Serena, Francesca, Luca e Elena

Luca Mittica e Elena Barabesi nella cantina della Fattoria del Colle di Trequanda

Luca Mittica e Elena Barabesi nella cantina della Fattoria del Colle di Trequanda

Come sempre la fine e l’inizio dell’anno sono periodi di grandi cambiamenti nelle mie fattorie di Trequanda e Montalcino.

Serena e Francesca vanno a lavorare in due prestigiose cantine di Montalcino e Montepulciano. Insieme al dispiacere di non averle più con noi c’è la soddisfazione di sentirci un vivaio di talenti; infatti la capacità professionale di chi lavora nelle mie aziende è invidiata e apprezzata.

Arrivano Luca Mittica e Elena Barabesi. Luca sostituirà Francesca nella commercializzazione del vino, ha una laurea in economia e in passato si è occupato di turismo e di ristorazione, parla inglese, è comunicativo e soprattutto è un foodie che dedica tutto il suo tempo libero ai grandi vini e all’alta cucina. Ultima cosa, ma non meno importante,  Luca è il marito di Chiara che gestisce il nostro negozio “Toscana Lovers” nel cuore di Siena, come dire: resta tutto in famiglia. Elena rafforzerà il front-office cioè la “prima linea” di accoglienza turistica sotto la direzione della vulcanica Alessia. Elena è laureata in scienze della comunicazione e ha un’origine senese anche se è cresciuta a Firenze. Pensate che sua madre è di Vallerona, nel comune di Roccalbegna,  e si chiama Donatella Cinelli proprio come me.

Donatella Cinelli Colombini

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