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Glyphosate: uccide solo l’erba?

L’Unione Europea non trova l’accordo sulla proibizione di questo diserbante che molti ritengono cancerogeno e quindi proroga il suo uso

 

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell'erbicida

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell’erbicida

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il Ministro Martina ne ha limitato l’uso ma questo basta?

Il glyphosate o glifosato come lo chiamiamo in Italia, Monsanto è uno dei prodotti chimici per l’agricoltura più usati nel mondo, campi di cereali, frutteti e vigneti sono pieni di questo diserbante. In Francia è il pesticida più usato. Ma non è sicuro che sia innocuo per la salute, anzi! <<L’Organizzazione mondiale della Salute lo considera un probabile cancerogeno. L’agenzia europea Efsa ha invece definito “improbabile” il rischio cancro>>. Nel dubbio l’Europarlamento ha autorizzato il suo uso per altri 7 anni con 374 voti a favore, 225 contrari e 104 astensioni. Nella commissione sono contrari quattro

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Paesi: Italia, Francia, Svezia e Olanda… speriamo che basti a limitare, visto che vietare sembra impossibile, l’uso di questo prodotto così dannoso per il paesaggio e forse anche per l’uomo. Si perché il rischio cancro non è il solo problema innescato dai pesticidi, altri sono le mutazioni del DNA e i disturbi alla riproduzione. Su questi piccoli inconvenienti i dati epidemiologici sono top secret.
Speriamo bene!
<<Abbiamo comunque ottenuto la richiesta che il discusso erbicida non sia più impiegato in prossimità di parchi pubblici e scuole>> ha spiegato Michele Rivasi, vicepresidente del gruppo politico dei Verdi all’Assemblea di Strasburgo. Poco ma sempre meglio di niente. Leggi tutto…

Toscana cinghiali la strana alleanza di animalisti e cacciatori

Toscana 400.000 cinghiali, daini e caprioli: un esercito affamato che neanche la politica riesce a fermare e trasformerà il paesaggio e la vita in campagna

Toscana-cinghiali-un-problema-enorme

Toscana-cinghiali-un-problema-enorme

Di Donatella Cinelli Colombini

La fauna selvatica ha una densità 4 volte superiore alla media nazionale Un milione di Euro di danni alle colture, ogni anno. La cosa più grave sono i feriti e i morti sulle strade. Secondo Stefano Tesi, nella sola provincia di Siena, ci sono stati nel 2015, circa 1.000 incidenti stradali alcuni dei quali mortali. Ebbene il 75% di essi è stato provocato dalla fauna selvatica.
Le pressioni degli animalisti insieme a decisioni politiche sbagliate, hanno finito per trasformare la regione in una specie di “Kruger Park” quello con i leoni e gli elefanti. La differenza è che nel parco c’è un recinto in Toscana i caprioli entrano anche

Toscana-cinghiali-manifestazione-Coldiretti

Toscana-cinghiali-manifestazione-Coldiretti

nelle strade a 4 corsie e i cinghiali si avvicinano alle case attratti da orti e giardini …. Ormai è ’ pericoloso fare passeggiate nei boschi, dopo il tramonto è pericoloso viaggiare in auto e soprattutto in moto ma, per fortuna, nessun bambino è stato ancora aggredito. Una circostanza del genere, soprattutto se riguardante un bambino straniero, andrebbe sui giornali di tutto il mondo e farebbe collassare il turismo in campagna.
Ma come è potuto succedere un simile scompenso fra la dimensione dei boschi e il numero degli ungulati? E soprattutto c’è una soluzione? Apparentemente no.
La politica, dopo essere rimasta per anni sotto scacco da parte degli animalisti, promette di portare il numero dei cinghiali a 150.000 in tre anni ma dopo aver approvato una legge con questo obiettivo non riesce a farla funzionare per l’opposizione di chi, in realtà, non la vuole: i cacciatori. Quelli che hanno costruito autentici business con i cinghiali mediante l’organizzazione di cacciate, la richiesta di quote ai partecipanti e la vendita della carne. Leggi tutto…


Oggi è il compleanno di Donatella

Odio ammetterlo ma ho un anno in più e oggi vi racconto dei pezzetti della mia storia più remota, di quando Montalcino e il Brunello erano due sconosciuti

Di Donatella Cinelli Colombini

Sono nata a Siena nella casa dei miei nonni e nella via intitolata ai miei antenati Lelio e Fausto Socino e oggi è il mio compleanno.

L’esperienza del parto domestico, con un’enorme quantità di anguria – cibo notoriamente indigesto- nello stomaco e tutti i parenti intorno, fu così traumatica per mia madre che, tre anni dopo, mio fratello nacque a Firenze in clinica. Da piccola ho tenuto tutti svegli a nottate intere. Avevo una bisnonna, Elina Colombini, che abitava al piano di sotto e voleva che fossi continuamente trastullata con il risultato di essere una bambina faticosissima anche se molto allegra. Vivevamo sulle colline di Firenze in una grande casa che porta il nome dal suo più celebre abitatore: Giovanni Boccaccio che vi ambientò il Ninfale e una sosta delle novellatrici del Decamenrone. In estate andavamo a Montalcino e alla Fattoria del Colle a Trequanda soggiorni realmente bucolici dove io ricordo le trebbiature del grano nell’aia con enormi macchine arancioni che riempivano l’aria di pulviscolo di paglia e le serate con i figli dei contadini che portavano a pascolare i maiali e le vacche. A Firenze la situazione era completamente diversa mio nonno frequentava poeti, scrittori, architetti, studiosi e ogni domenica pomeriggio, intorno al camino medioevale a piano terra, c’erano intellettuali che prendevano il te con il plumcake acquistato da Giurovich dopo la Messa. Gli adulti discutevano di letteratura e noi bambini giocavamo con i bastoni e una papalina ricamata che stavano, solo per bellezza, in un angolo dell’ingresso. Scendere le scale con bastone e cappello era un passatempo che ci impegnava per ore.
Andavo a scuola a Ponte a Mensola, avevamo i banchi di legno a due posti con il piano inclinato e il sedile incorporato. Io ero decisamente scarsa, a quell’epoca la dislessia non era conosciuta e chi, come me, aveva questa disabilità, passava per scemo. L’unica soluzione era leggere e fare tanto esercizio cosa che ha fortificato molto il mio carattere nell’affrontare i problemi.
Ci trasferimmo a Siena nel 1966 l’anno dell’alluvione. Non ho vissuto da vicino quella tragedia ma ricordo i viaggi di mia madre per rifornire gli amici dei generi di prima necessità. Siena mi appariva povera e molto chiusa rispetto a Firenze ma anche affascinante nel suo vivere l’arte e la vita medioevale come se fossero la quotidianità. Ci sono rimasta fino alla laurea nella facoltà di Lettere moderne che era appena nata. Forse per quello ebbi dei docenti straordinari: Carli, Previtali, Briganti, Francovich, Coarelli, Carandini … Intanto a Montalcino il Brunello diventava lo strumento di riscatto di quella comunità di irriducibili che nel Cinquecento avevano difeso l’ultimo libero comune italiano. Mio nonno Giovanni Colombini non si era arreso al declino dell’agricoltura toscana negli anni del boom economico e della fuga dalle campagne. Mentre gli altri proprietari vendevano lui sperimentava l’allevamento dei polli, dei maiali e dei vitelli da latte. Mia madre andava ogni giorno, con la sua Cinquecento, a Montalcino e aveva organizzato un vero censimento delle nascite, trasformando i poveri porcili contadini in capannoni industriali per la produzione di maiali. Intanto mio nonno sviluppava quella che oggi chiameremo “filiera corta” o come la definiva lui “dal campo alla tavola” per cui alle pecore seguì un caseificio, alle stalle un salumificio e alle vigne una cantina tutti con punto vendita. Infine nacque il ristorante, il primo in campagna a creare una sorta di rivoluzione che guardava a un turismo del vino ancora quasi inesistente. Ora ricordo quegli anni eroici con orgoglio ma a quell’epoca apparivano come un’avventura assolutamente rischiosa e assolutamente controcorrente perché mio nonno vendeva argenteria, mobili antichi, collezioni di monete e libri per fare vigneti, comprare botti, costruire stalle … mentre tutti gli altri vendevano la campagna e investivano in città. Solo vent’anni dopo risultò evidente che lui, come Tancredi Biondi Santi e pochi altri, avevano costruito le fondamenta del successo internazionale del Brunello. Ma questa è un’altra storia, oggi, nel giorno del mio compleanno, mi piace ricordare di essere stata spettatrice di un autentico miracolo che ha cambiato un territorio e la storia del vino italiano. A diciotto anni partecipai a un viaggio a Bonne in Borgogna e la differenza fra lo stile di vita dei produttori nei loro chateau, che ogni sera indossavano l’abito lungo per cenare in casa, e la nostra semplicità, mi colpì allo stomaco. Quando ci tornai, con mio nonno, due anni dopo e visitai le loro cantine, vidi la rete di celebrità internazionali legavano nelle loro confraternite, mi sembrò impossibile competere con loro e invece ce l’abbiamo fatta. Che storia meravigliosa ho vissuto!

Gli eventi per turisti in cantina 3° parte

Quanto conta la comunicazione nel caso di eventi per turisti in cantina e quali sono le iniziative a pagamento destinati ai wine lovers 

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino e Trequanda in Toscana

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

L’INIZIATIVA NON COMUNICATA E’ INESISTENTE

Fotografie, video, comunicati stampa azioni di PR, article marketing … l’azione di comunicazione deve essere forte e mirata ma soprattutto deve continuare nel tempo perché non tutte le opportunità di visibilità arrivano immediatamente dopo gli eventi per turisti in cantina. A volte il follow up deve continuare per mesi.
La comunicazione deve usare l’evento come argomento di attualità che riaccende l’interesse ma poi concentrarsi sulla cantina, il produttore, i vini e soprattutto sull’offerta turistica che l’iniziativa mette in evidenza. Non deve raccontare

Alessandro Maurilli uffici stampa

Alessandro Maurilli uffici stampa

solo l’appuntamento, dunque, ma usarlo come riflettore per illuminare quello che ci sta dietro.
In genere la comunicazione più efficace è mista: l’azione dell’ufficio stampa tradizionale con comunicati e inviti spediti ai giornalisti, il recall e l’inoltro di foto, notizie più dettagliate. Accanto l’azione on line che sfrutta i contatti costruiti in precedenza cioè le offerte del sito, il blog con la news letter ad esso collegata e soprattutto i social c on un’azione virale che comprende la scelta di un hashtag a piccoli investimenti che accrescono la visibilità dei post.
Molto spesso il feedback degli eventi dedicati al vino influenza anche l’incoming dei visitatori. Il caso più clamoroso è quello della splendida cantina Antinori nel Chianti

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Classico in cui i Master of Wine fecero la cena di gala in occasione del loro symposium in Toscana nel 2014. Le foto di questa splendida serata hanno fatto il giro del mondo accrescendo la fama e la forza attrattiva di questa cantina capolavoro.

EVENTI IN CANTINA PER TURISTI IN SENSO STRETTO
Si tratta di piccole iniziative dirette proprio ai turisti del vino: appuntamenti a data fissa oppure creati e lanciati via internet. Si tratta generalmente di iniziative a pagamento che, nella stragrande maggioranza dei casi riguardano degustazioni verticali dei propri vini o assaggi di grandi vini altrui. Leggi tutto…


Compleanno di Violante la pasionaria DOCG

Auguri e piccoli segreti di Violante Gardini l’irrefrenabile Cinellicolombini Jr. che oggi finisce 32 anni

Compleanno-di-Violante-Gardini-Cinellicolombini-Jr

Compleanno-di-Violante-Gardini-Cinellicolombini-Jr-FOTO-di-Nicola-Impallomeni

Di Donatella Cinelli Colombini

Oggi è il compleanno di Violante, un giorno di festa, di speranze per il futuro ma anche di ricordi. Violante è una giovane donna in cui convivono dolcezza e determinazione. E’ una “tenerona” che ama le coccole e le situazioni divertenti e spensierate, ma allo stesso tempo ha una volontà di ferro. Un tratto del carattere che l’aiuta a superare le difficoltà e deriva dal suo essere dislessica, una diversa percezione dello spazio che nell’infanzia è stato per lei una vera tortura perché leggere e scrivere come i compagni di scuola  era difficilissimo. Uno sforzo che rafforza il carattere e Violante di carattere ne ha da vendere!
Qui vi racconto qualche episodio curioso. Da piccola Violante non voleva imparare l’inglese. Ora continua a studiarlo benchè lo parli fluentemente ma quando andava a scuola si era piantata come un mulo. Un inverno avevamo ospitato una

Violante-Gardini-Giulia-Mencaglia-Giulia-Valori

Violante-Gardini-Giulia-Mencaglia-Giulia-Valori

studentessa statunitense con l’accordo di cenare insieme parlando inglese. Violante iniziò una sorta di boicottaggio rimanendo muta senza dire neanche le frasi più semplici. Qualche anno dopo ha fatto lo stesso con il francese rifiutandosi di parlarlo per tutto l’anno del suo Master OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) benchè la maggior parte dei suoi compagni di corso fossero francesi e una parte delle lezioni fossero in questa lingua. Lo capisce ma non dice neanche una parola.
Non è l’unica manifestazione del carattere cocciuto della “pasionaria” Cinellicolombini Jr. Leggi tutto…

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