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Le quote rosa nei consorzi dei vini: favorevoli e contrari

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Quote rosa nei consorzi dei vini: contrari Federdoc e AIGIC, contente ma preoccupate le Donne del vino, incapaci di capire i consumatori

Quote-rosa-nei-Consorzi-di-tutela-Colomba-Mongiello-autrice-dell'emendamento

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Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il Collegato agricolo alla legge di stabilità finanziaria che comprende l’emendamento dell’Onorevole Colomba Mongiello sulle “quote rosa” nei CDA dei Consorzi di tutela ha scatenato polemiche e contrasti. Una reazione, a tratti, al limite delle offese personali che i consumatori hanno seguito quasi con ilarità << contadini maschilisti, loro si che le sanno trattare le donne … come ai bei tempi! >> ed è stato commentato dai 5Stelle con toni ancora più pesanti <<Uno slot per le ‘mogli di’, slegato da qualunque criterio di rappresentanza, e che non ha nulla a che vedere con la meritocrazia e le pari opportunità>>.
La levata di scudi di Federdoc e AIGIC che riuniscono i maggiori consorzi del vino e dell’agroalimentare, alla norma Mongiello, ha trovato una immediata risposta alla Camera dei Deputati. L’emendamento prevede il 20% di donne nei CDA e la modifica degli statuti dei consorzi entro sei mesi dall’approvazione del provvedimento, ma nella stessa legge è stato introdotto un secondo emendamento firmato dagli Onorevoli Cenni, Tentori, Terrosi e Albini, che impegna il Governo ad applicare le norme con la flessibilità e la gradualità

Quote-rosa-nei-cda-dei-consorzi-le-donne-nel-Vino-Nobile-di-Montepulciano

Quote-rosa-nei-cda-dei-consorzi-le-donne-nel-Vino-Nobile-di-Montepulciano

necessarie a non bloccare l’attività di consorzi. Insieme chiede di sostenere le azioni utili a favorire l’ingresso di un numero maggiore di donne in ogni livello della filiera produttiva e nella guida di associazioni. In altre parole rallenta l’introduzione delle “quote rosa” ma obbliga i ministri a fare corsi e altre iniziative che suscitino il protagonismo femminile nel mondo agricolo, come dire << prendiamoci tempo ma non perdiamo tempo e facciamo emergere le donne di talento>>. Leggi tutto…

I migliori nebbiolo fuori dal Piemonte

Solo pochi centinaia d’ettari in giro per il mondo ma il Nebbiolo cresce anche in Australia, California, Cile e Sud Africa

Nebbiolo Dave Fletcher

Nebbiolo Dave Fletcher

Di Donatella Cinelli Colombini

Che dite lo assaggiamo? E’ vino da uve nebbiolo ma non si chiama Barolo o Barbaresco anche se in certi casi proviene dai cloni di Angelo Gaja. So che i puristi considerano il nebbiolo australiano una specie di sacrilegio, ma, che si voglia o no, questa varietà è arrivata nel continente australe intorno al 1980 e si sta diffondendo nelle zone più fresche e argillose.
Tanto vale dunque capire i suoi caratteri e soprattutto il suo potenziale qualitativo fuori dal Piemonte. Per il resto la battaglia sembra persa in partenza perché il nebbiolo piemontese ha una storia fatta di migliaia di vignaioli che, nel corso dei secoli, hanno cercato di interpretare la vocazione dei terreni e delle viti per ottenere la migliore qualità. Sperare di superarli

Ravensworth-Hilltops-Nebbiolo-Canberra-Australia

Ravensworth-Hilltops-Nebbiolo-Canberra-Australia

è pura follia.
Va sottolineato che la maggior parte dei vini di Nebbiolo esteri sono nati intorno al 2000 e denotano un grande rispetto per le varietà italiane. Molti produttori hanno fatto soggiorni di studio in Italia e si stanno riconvertendo all’agricoltura biologica.

Resta la curiosità e per questo elenco i 12 migliori nebbiolo non piemontese scelti da Darren Smith per Drinks Business. L’articolo a cui faccio riferimento è molto interessante e vi consiglio di leggerlo. Qui c’è solo qualche appunto
• SC Pannell Nebbiolo, Adelaide Hills, Australia – Il titolare dell’azienda è un enologo con un lungo curriculum ed ha fatto un’esperienza nel Barolo ( Aldo Vajra) e in Borgogna
• Giornata Nebbiolo, Paso Robles, California Giornata è il nome di un progetto che impiega uve italiane di nebbiolo, sangiovese, aglianico e barbera che Stephanie Terrizzi produce ispirandosi a Elisabetta Foradori Leggi tutto…


La banda suona per me a Canelli “Vino e territorio”

Canelli, 23 settembre, premio “Vino e territorio” 2016 organizzato da OICCE assegnato al Maestro Ugo Nespolo e a me

Vino-e-territorio-OICCE-Canelli

Vino-e-territorio-OICCE-Canelli

Di Donatella Cinelli Colombini
Vigneti di Moscato a perdita d’occhio, siamo a Canelli dove, nel 1865 Carlo Gancia inventò lo spumante italiano metodo classico. Fa impressione entrare di notte nello stabilimento Gancia, con la sua facciata primi Novecento e le strutture che raccontano la storia dell’enologia italiana. Oggi il proprietario è il banchiere russo Roustam Tariko qui rappresentato dall’Avvocato Alessandro Picchi, presidente della Gancia. Picchi ha già riportato in utile l’azienda e intende ridargli il prestigio di un tempo anche

Gancia-Premio-Vino-e-territorio-2016

Gancia-Premio-Vino-e-territorio-2016

grazie a piccole serie di bottiglie eccezionali. E’ triste constatare che per rilanciare il brand Gancia ci voglia un proprietario straniero ma pare proprio che sia così. l’Avvocato Picchi e sua moglie hanno una casa a Trequanda, vicinissimo alla Fattoria del Colle e quindi conto di ricevere notizie sulla futura rinascita dell’azienda leader dell’Asti.
Il premio Vino e territorio è organizzato nel cortile della Gancia e ha il carattere di un concerto con brani di musica classica e leggera suonati dalla Banda Città di Asti. Leggi tutto…

Wine blog awards i migliori del 2016

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E’ il premio più importante del mondo per i blog e i post sul vino. Ecco i vincitori del Wine blog awards 2016

Wine-blog-awards-il-principale-riconoscimento-per il-giornalismo-di-vino-on-line

Wine-blog-awards-il-principale-riconoscimento-per il-giornalismo-di-vino-on-line

Di Donatella Cinelli Colombini

Prima di tutto va detto che posso concorrere solo quelli in lingua inglese. Le candidature vengono mandate la prima metà di aprile, i giudici scelgono 5 nomination per ogni categoria e il pubblico vota all’inizio di giugno. Il 13 agosto la premiazione dei Wine Blog Awards avviene a Lodi in California durante la Wine Bloggers Conference. Il premio esiste dal 2010 ed ha ormai una solidissima reputazione.
La lista dei vincitori è lo specchio di un approccio aperto e anticonvenzionale. Pochi super noti e moltissimi emergenti.
 Best Blog Post of the Year: HENRI BONNEAU, LE DERNIER ADIEU by Jerry Clark
 Best Original Photography or Video on a Wine Blog: Vindulge

HENRI-BONNEAU-LE-DERNIER-ADIEU

HENRI-BONNEAU-LE-DERNIER-ADIEU

 Best Winery or Industry Wine Blog: Berry Bros. & Rudd Wine Blog!
 Best Single Subject Wine Blog: Provence Wine Zine!
Best Writing On a Wine Blog: L’Occasion!
 Best New Wine Blog: Dionysian Impulse!
 Best Overall Wine Blog: L’Occasion!
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Quali sono i vini italiani più cari

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Vince il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno ma è la Toscana a dominare la lista dei 10 vini italiani più cari secondo Wine Seacher da 755 a 431$ a bottiglia

Vini italiani più cari Monfortino Giacomo Conterno

Vini italiani più cari Monfortino Giacomo Conterno

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
<<Specchio delle mie brame qual è il vino più caro del reame?>> la classifica delle classifiche, quella in cui tutti noi produttori di vino vorremmo vedere le proprie bottiglie è quella dei vini più cari cioè quelli premiati dal mercato per la loro qualità, esclusività e prestigio. Piccolissime serie di vini mito destinati alla clientela più esigente e danarosa. L’esclusività è infatti la chiave per entrare in questa classifica. Non a caso, lo scorso anno il primo era la Vendemmia d’Artista di Ornellaia una serie limitata di bottiglie con etichette disegnate da artisti di fama internazionale e destinate, insieme ai grandi formati, a finanziare alcuni musei. Ebbene la quantità di bottiglie è stata aumentata e la Vendemmia d’Artista è precipitata fuori dai top 10 dei vini più cari. Peccato!

Masseto vini italiani piùcari

Masseto vini italiani piùcari

Va precisato che mancano, il questa classifica, le bottiglie pressoché introvabili o i pezzi unici. I 10 vini italiani più cari sono nel mercato e per mercato si intende le 72.301 rivendite di tutto il mondo che partecipano al data base di Wine Searcher .
Primo dunque il Monfortino di Giacomo Conterno portabandiera del Barolo e la Toscana protagonista con 5 vini: Masseto, Brunello Riserva Biondi Santi, Bibi Graetz Testamatta, Brunello Riserva Case Basse, Vin Santo Occhio di Pernice Avignonesi. Nel complesso quasi una rivincita dei vini classici sui Spertuscan. Leggi tutto…

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