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Tag Archives: Donatella Cinelli Colombini

La Cenerentola dell’Orcia Doc mette la corona

Cenerentola diventa principessa con la vendemmia 2015. Annata 5 stelle e una qualità mai raggiunta prima per l’Orcia Doc di Donatella Cinelli Colombini

Cenerentola-2015-Orcia-Doc

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Cenerentola diventa principessa con la vendemmia 2015. E’ la felice conclusione di un lungo percorso, di tante prove, di tante speranze di un grande sogno. Era il 2000 quando Donatella Cinelli Colombini si innamorò di un vitigno senese quasi estinto: il Foglia tonda. Una varietà vigorosa e rustica che nelle povere campagne toscane di un secolo fa, non veniva diradata, con la vendemmia verde, e quindi non maturava. Ma lei e i suoi agronomi hanno trovato il modo di rendere le viti meno produttive e portare i grappoli alla perfetta maturazione. Hanno anche imparato quali sono i terreni e le esposizioni più gradite a questo vitigno che, se coltivato in zone umide e poco solatie mette in bella evidenza la sua contrarietà.
Anche in cantina le sperimentazioni sono state tante e non sempre fortunate. Ora il foglia tonda viene raccolto per ultimo, fermenta da solo e matura da solo, per almeno 12 mesi, in tonneax da 5 ettolitri di rovere francese. E’a questo punto che va a unirsi con il miglior Sangiovese della Fattoria del Colle.

P1060730Anche nel marketing Cenerentola ha fatto una strada in salita, come tutti i vini a base di vitigni autoctoni rari.
E’ diverso e quindici anni fa l’apprezzamento dei giornalisti non andava certo all’enologia più territoriale. Poi è arrivata la moda del raro, dell’autoctono, del naturale e Cenerentola ha cominciato a trovare clienti sempre più importanti e giudizi sempre migliori da parte dei maggiori esperti. Leggi tutto…

Non piacce il tappo sintetico ma neanche il marchio bio

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Le sconcertanti reazioni dei consumatori di vino canadesi di fronte ai vini a marchio bio o biodinamici e il loro rifiuto dei tappi a vite o sintetici

Canada-Vancouver-no-ai-vini-bio-e-con-tappo-alternativo

Canada-Vancouver-no-ai-vini-bio-e-con-tappo-alternativo

Di Donatella Cinelli Colombini

Mi sono spesso chiesta se i vini a marchio bio o biodinamici abbiano un vantaggio commerciale. Ritengo che il rispetto dell’ambiente e l’attenzione alla salute dei consumatori siano dei doveri etici che qualunque produttore di vino dovrebbe sentire indipendentemente da ogni considerazione commerciale ma, visto che la produzione BIO comporta costi di produzione più alti, è comunque importante capire se i consumatori sono disposti a pagare questo prezzo.

Francamente credevo si. Negli ultimi anni il numero delle pubblicazioni, eventi, fiere, cataloghi dedicati ai vini eco-friendly è talmente aumentato da far sembrare il marchio bio come l’autostrada verso il mercato.  Anche la crescita dei dati sulle produzioni e le vendite sembrerebbero confermarlo.

Tappi-vino-silicone-

Tappi-vino-silicone-

Tuttavia non tutto va nella stessa direzione. L’articolo è intitolato “Importance of eco-logo and closure type on consumer expectations, price perception and willingness to purchase wines in Canada”  pubblicato nel Journal of Wine Economics  manda luci e ombre sulla percezione che i consumatori hanno del vino bio e delle nuove chiusure delle bottiglie. Leggi tutto…


Carla Fendi, una grande donna ci ha lasciato

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Protagonista del successo mondiale della moda italiana, mecenate della cultura con il Festival dei Due Mondi e grande esempio di umanità. Ricordo Carla Fendi

Di Donatella Cinelli Colombini

Carla-Fendi-e-Donatella-Cinelli-Colombini-Premio-Casato-Prime-Donne

Carla-Fendi-e-Donatella-Cinelli-Colombini-Premio-Casato-Prime-Donne

Ci sono persone che in poche ore trasformano quelli che incontrano. Carla Fendi lo ha fatto con me. L’ho conosciuta nel settembre 2011 a Montalcino quando le fu conferito il Premio Casato Prime Donne per essere stata, insieme alle sue sorelle, fra i protagonisti del successo della moda italiana nel mondo e successivamente per l’impegno economico e personale nel Festival dei Due Mondi di Spoleto e nel restauro dello storico teatro Caio Melisso.
Colpiva la sua semplicità e umanità. Il giorno dopo la cerimonia andammo insieme a pranzo da Pino Brusone, anche lui con un passato importante nel fashion anche se in un brand concorrente. In quell’atmosfera campagnola Carla era allegra e rilassata. Mi parlò della famiglia del marito Candido, originario di Piancastagnaio, che l’aveva affiancata per tutta la vita nella maison Fendi ma precedentemente era farmacista nella sua terra natale non nascondendo persino un po’ d’invidia <<uno è farmacista e ha una vita ricca, piena di

Carla Fendi Premio Casato Prime Donne

Carla Fendi Premio Casato Prime Donne

soddisfazioni perché è a contatto con la gente del suo paese e aiuta chi è malato>>.
Dopo la morte di Candido il mio epistolario con Carla è cresciuto proprio per onorare la memoria di lui. Io aderivo alle sue azioni di charity e la incoraggiavo nei restauri delle chiese di Piancastagnaio. Lei mi rispondeva << Le tue belle e sentite parole e la tua generosità così profonda mi hanno veramente commossa>>. Da anni mi invitava al Festival dei Due Mondi il cui spettacolare cartellone di concerti, convegni, mostre e balletti non ha eguali in Italia per qualità e quantità. Solo un mecenate della sua statura morale poteva coinvolgere personalità della cultura internazionale e intrecciare artisti completamente diversi in progetti comuni. Leggi tutto…

Aiuti europei al vino e invidia internazionale

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700€ a ettaro e 0,15€ a litro di vino a questo ammontano gli aiuti UE che il resto del mondo guarda con invidia senza considerare la contropartita

Aiuti-europei-al-vino-sostegno-all'export

Aiuti-europei-al-vino-sostegno-all’export

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ noto che all’estero gli aiuti europei al vino e all’agricoltura sono guardati con sospetto, come una specie di turbativa della concorrenza non troppo corretta. E il vino è uno dei prodotti sul banco degli imputati.

Qualche anno fa, per poter esportare, tutte le cantina furono costrette a mandare in Cina le dichiarazioni sui contributi che avevano ricevuto. La cosa si sgonfiò quando l’Europa accettò la commercializzazione dei pannelli solari cinesi.
L’ultimo episodio di questa caccia alle streghe è l’articolo “How Much Government Assistance Do European Wine Producers Receive?”pubblicato sul Journal of Wine Economics da Kym Anderson della School of Economics dell’Università di Adelaide e di Hans G. Jensen dell’Institute of Food and Resource Economics dell’Università di Copenaghen.
I due accademici arrivano a stimare gli aiuti europei in una media di 700€ a ettaro e 0,15€ a litro di vino cioè a un tasso nominale di circa il 20% dei costi.

Aiuti-europei-al-vini-export-in-Brasile

Aiuti-europei-al-vini-export-in-Brasile

Una cifra enorme di 2,341 miliardi l’anno di cui la Francia da sola riceve un circa un terzo del totale (830 milioni di Euro), Italia e Spagna circa un quinto ciascuna (rispettivamente 570 e 405 milioni di Euro) mentre tutti gli altri Paesi sono sotto i cento milioni di Euro.
Se andiamo a vedere dentro questi totali ci accorgiamo che vigneti con più contributi a ettaro sono austriaci. Essi ricevono 2.400 € cioè più del doppio di tutti gli altri. A seguito di questa erogazione iniziale anche il contributo a ettolitro di vino prodotto è superiore in Austria rispetto a ogni altra nazione europea: 370€. In questa graduatoria troviamo al secondo posto la Slovacchia con 255€, poi Slovenia, Repubblica Ceca, Portogallo, Francia e Bulgaria tutte sopra la media europea di 145€ mentre noi siamo sotto con 140€ Leggi tutto…


Arriva la tassa sul vino in USA?

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Arriva una tassa sul vino del 20%? Il nostro primo mercato estero di export a rischio per i dazi di Trump che potrebbero colpire le bottiglie migliori

Donald-Trump-nuove-tasse-sul-vino-importato-in-USA?

Donald-Trump-nuove-tasse-sul-vino-importato-in-USA?

Di Donatella Cinelli Colombini

In passato gli Stati Uniti avevano poche tasse sul vino, anzi erano fra i Paesi con dazi più leggeri con una media del 10% che saliva fino al 20% per le tipologie base e scendeva fino al 3% sui premium come il Brunello, ma ora il rischio di un’impennata fiscale sui prodotti d’importazione comincia a profilarsi all’orizzonte e potrebbe penalizzare proprio le tipologie più pregiate.
Il programma del Presidente Trump “America first” prevede infatti di ridurre le tasse alle grandi imprese nazionali in modo da attrarre investimenti e accrescere la produzione interna contrastando la concorrenza estera mediante forti dazi. Quasi nessuno pensava che tale piano sarebbe stato applicato perché appariva come la spacconata da bar di uno che non capisce niente di equità sociale e accordi internazionali …. Invece il rischio si sta profilando all’orizzonte !!!

Degustazione-Brunello-in-USA-Fila per-entrare

Degustazione-Brunello-in-USA-Fila per-entrare

I rapporti commerciali fra gli Stati sono frutto di un intreccio di interessi economico politico che viene discusso con complicatissimi e lunghissimi negoziati internazionali nel WTO – World Trade Organization, creando un equilibrio politico economico . Della serie io ti compro le banane e tu apri i tuoi porti alle mie portaerei, oppure se tu mi dai il tuo zinco io ti compro anche il caffè ….
In questo contesto delicatissimo Trump si nuove come un elefante in una cristalleria dando colpi senza timore di rompere quello che è stato costruito in anni di lavoro diplomatico ma facendo leva sull’orgoglio americano delle persone più semplici e meno colte, quelle che pensano <<ora gli facciamo vedere chi ha i muscoli e chi comanda!>>. Leggi tutto…

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