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Tag Archives: Donatella Cinelli Colombini

Wine business e arte dei Pizzajuoli napoletani

All’Università di Salerno per il Master in Wine business e per festeggiare il riconoscimento Unesco all’Arte dei Pizzajuoli napoletani

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Di Donatella Cinelli Colombini

Arrivo a Fisciano sede dell’enorme Università di Salerno e mi si apre il cuore di fronte a un campus che sembra quello di una US University. Sono reduce da un viaggio di 4 ore sotto la pioggia e da una telefonata di due ore e mezzo con la Fondazione MPS per partecipare alla Deputazione Generale. Sono più stanca di mio marito Carlo che ha guidato la macchina senza sentire niente e senza poter accendere la radio. La mia è l’ultima lezione del Master in Wine Business 2017 diretto dal bravissimo Professor Giuseppe Festa .In aula ci sono anche le Donne del vino della Campania guidata da Lorella Di Porzio. Il clima è natalizio e mi permette di fare una lezione meno schematica

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Master in Wine Business Università di Salerno 2017 e Donne del vino

di quelle che tengo abitualmente. Spero comunque di aver lasciato agli studenti degli spunti di riflessione e di incoraggiamento. Al termine degustiamo Cenerentola DOC Orcia, IGT Super Tuscan Il Drago e le 8 colombe e il futuro Brunello 2013. Cenerentola colpisce al cuore per la sfida coraggiosa di una giovanissima DOC che vuole emergere con le sole forze dei vitigni autoctoni. Il Drago stupisce per l’orizzonte internazionale che guarda e la sua evidente capacità di accompagnare le cucine asiatiche. Ma è il Brunello non ancora nato (diventerà Brunello a mezzanotte dell’ultimo dell’anno) che li lascia tutti di stucco con il suo tessuto di tannini setosi e la aristocratica piacevolezza. Leggi tutto…

Vino e istruzione, vino e DNA

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Finalmente la scienza conferma quello che avevamo sempre pensato: c’è un legame fra il consumo del vino e l’intelligenza, specialmente fra le donne

Vino e istruzione

Vino e istruzione

Di Donatella Cinelli Colombini

Non solo, c’è anche un legame fra il DNA e la percezione del vino. Due studi confermano quello che tutti sospettavamo: le differenze di genere e di genetica influiscono sulla percezione del vino. Ma soprattutto c’è una relazione fra i risultati dei test scolastici infantili, cioè l’intelligenza e il consumo del vino.

CONSUMO DI VINO E INTELLIGENZA
Il collegamento c’è anche per i maschi ma è meno forte. Invece le donne che fino dall’infanzia (5 anni) prendono buoni voti a scuola e poi ottengono il diploma o la laurea, tendono a consumare vino più spesso ma sono anche molto più soggette al rischio di trasformare l’uso in abuso.

Pauline-Lhote Donne del vino scelte da Glamour

Vino istruzione e intelligenza

La notizia arriva dalla London School of Economics dove , Francesca Borgonovi e Maria Huerta, hanno studiato un campione di migliaia di uomini e donne nate in UK nella stessa settimana del 1970.
Confrontando le loro pagelle scolastiche con i loro consumi risulta evidente che << women with medium or high childhood test scores were up to 2.1 times more likely to have a drink most days, men who scored similarly-high scores were only 49 per cent more likely to do so>>  le donne che nell’infanzia avevano voti di livello medio o alto hanno 2,1 probabilità in più di diventare bevitrici abituali, gli uomini che hanno ottenuto punteggi altrettanto alti hanno solo il 49% di probabilità in più, di fare la stessa cosa. I dati percentuali sono impressionanti: rispetto a quelle con bassa istruzione le donne diplomate bevono vino più volte la settimana nel 71% dei casi e le laureate nell’86%. Leggi tutto…


Campionato mondiale di degustazione: Italia ultima

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Superati dallo Zimbabwe i nostri 4 sommelier sono arrivati ultimi su 24 squadre nazionali. Non sarà che i nostri assaggiatori bevono quasi solo vini italiani?

Campionato mondiale di degustazione team svedese vincitore

Campionato mondiale di degustazione team svedese vincitore

Di Donatella Cinelli Colombini

Il”Championnat du monde de dégustation de vin” assomiglia ai campionati di calcio dove ogni Paese schiera la squadra nazionale. E’ organizzato ogni anno da “La Revue du Vin de France” ed ha un carattere itinerante. Quest’anno, per la quinta edizione, la gara avveniva in Borgogna Maison Jean-Claude Boisset de Nuits-Saint-Georges nello splendido Château de Gilly e riguardava 24 nazioni con quattro new entry: Brasile, Danimarca, Zimbabwe e Olanda.
12 bottiglie da assaggiare alla cieca per capire i vitigni, il Paese di origine, la denominazione, il produttore e l’annata. Oltre ai vini francesi di Bordeaux e Borgogna c’erano vini tedeschi, spagnoli e qualche trabocchetto come un Nebbiolo messicano e un Cabernet Sauvignon libanese.

Championnat du monde de dégustation de vin

Championnat du monde de dégustation de vin

La scorsa edizione aveva visto prevalere la squadra cinese, risultato clamoroso che aveva mostrato al mondo come lo studio unito al talento personale permetta, anche alle nazioni giovani nella cultura enoica, di raggiungere e battere quelle veterane.
Il team italiano aveva fatto un brutta figura e per questo tutti speravano che, nel 2017, i responsabili della sommellerie avrebbero mandato dei super assaggiatori, capaci di tenere alta la bandiera nazionale. Invece sono arrivati ultimi. Una Caporetto in piena regola e in mondo visione perché al concorso era presente anche una troup australiana che diffonderà le immagini mentre i risultati sono già in tutti i giornali francesi e nei grandi portali del vino internazionali come The Drinks Business. Leggi tutto…

Montalcino paese di vino e di vinattieri

Curiosiamo nelle enoteche e nei ristoranti di Montalcino per scoprire come cambia il turismo del vino e come cambia il tessuto commerciale che lo accoglie

Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Su un punto tutti concordano <<il 2017 è stata un’annatona per il turismo del Brunello>> . Complice il sole che ha fatto scappare i visitatori dalle città e ha messo a dura prova i vigneti ma ha anche fatto crescere il turismo in campagna mettendo in fila una sequenza impressionate di belle giornate.
Tanti turisti e tanta voglia di assaggiare e comprare.
Parlando con chi lavora a contatto con i visitatori è possibile scoprire qualcosa di curioso sul loro comportamento. I wine lover che arrivano a Montalcino desiderano principalmente scoprire il Brunello e concentrano i loro acquisti su questo vino <<neanche sul Rosso di Montalcino, vogliono solo Brunello>> mi dice Sergio Pierangioli che tuttavia ammette <<il suo Cenerentola Doc Orcia si vende bene, sarà il nome, sarà l’etichetta, sarà il fatto che è diverso …>>.

ENoteca-BD-Bruno Dalmazio-Montalcino

Enoteca-BD-Bruno Dalmazio-Montalcino

C’è però un’altra tipologia di wine lover che desidera assaggiare e soprattutto comprare ottime bottiglie delle denominazioni più famose d’Italia e quindi si fa spedire a casa Barolo, Amarone, Aglianico … <<non hanno tempo per visitare tutte le zone dei vini famosi ma li vogliono comprare perché in Brasile oppure in Canada costerebbero molto di più>> mi spiegano nell’enoteca BD Bruno Dalmazio. Leggi tutto…


Dalla Cina Erika Ribaldi su donne e vino

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Lettera di Erika Ribaldi sull’importanza delle donne nel mercato del vino, soprattutto in Asia. Appello a formarsi per rispondere a un business sempre più rosa

Erika-Ribaldi

Erika-Ribaldi

La lettera di Erika Ribaldi super esperta di marketing del vino, specificamente nell’ area asiatica, argomento sul quale, lo scorso anno, fece una splendida lezione alle Donne del Vino della Toscana, mi arriva a seguito della presentazione dei corsi di formazione, su comunicazione e consorzi, a Verona durante Wine2Wine.
Donatella Cinelli Colombini
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Cara Donatella , sia io che te, ci siamo guadagnate il nostro posto nella breve storia del vino italiano, ma ci sono tante, troppe colleghe che non vedono una via d’uscita dal limite della loro posizione , domestica o professionale e noi, io e te e le altre donne di successo abbiamo il Dovere di accompagnarle in questo percorso di crescita.

E non possiamo prenderci il merito nella virtù dell’ovvietà, ma la responsabilità di formare, supportare, valorizzare è nelle nostre mani.

ERIKA TIBALDI RIUNIONE DONNE DEL VINO

ERIKA TIBALDI RIUNIONE DONNE DEL VINO TOSCANA

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Poco importa anche io sia una professionista pagata lautamente o una tirocinante nella cantina di un piccolo imprenditore, che io sia giovane o vissuta, che io sia forte o che io sia vittima

nella direzione opposta; che io sia magra o formosa, che io faccia fatturati dove nessuno prima di me li ha saputi fare, o che abbia fatto scelte diverse nella mia vita professionale. Che io sia stata single, o felicemente sposata. Poco importa, #metoo now and then. Leggi tutto…

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