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Tag Archives: Donatella Cinelli Colombini

La cantina pop a Cannubi arte o provocazione?

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La cantina Astemia pentita progettata da Gianni Arnaudo nelle Langhe riapre il dibattito sull’opportunità di innovare o preservare i paesaggi del vino 

Cantina L'Astemia Pentita Langhe

Cantina L’Astemia Pentita Langhe

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La storia è recente ma capace di incuriosire chiunque ami il Barolo. Sandra Vezza, una piemontese con una vitalità travolgente, è a capo di Italgelatine, gruppo industriale leader nella produzione di gelatine e, più recentemente, della Gufram nel settore del design. La vita non le ha risparmiato prove durissime: è rimasta vedova a 29 anni con un bambino piccolo, ma lei ha saputo reagire e affrontare la vita con coraggio e intraprendenza. Era astemia quando sei anni fa ha acquistato una tenuta nella collina più famosa del Barolo, Cannubi. Per costruire la sua cantina di Astemia pentita si è rivolta a un suo amico architetto di fama internazionale, anche lui piemontese, Gianni Arnaudo, quello del divano a forma di bocca che fece da scenografia alla prima convention dei vini di Langa agli esordi di Slow Food. Arnaudo odia le banalità e ancora più il prevedibile. Ecco che lui progetta per Sandra Vezza una cantina sotterranea con sopra due scatole da vino che ospiteranno uffici e sale degustazioni. Leggi tutto…

Antonella d’Isanto super DonnaDelVino

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Una Donna del vino in versione arcobaleno per la Toscana: Antonella D’Isanto siciliana esperta di risorse umane, produttrice di supertuscan a I Balzini

Donne del vino toscane con la nuova delegata

Donne del vino toscane con Antonella D’Isanto

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Castello di Vicchiomaggio, uno dei luoghi più belli del Chianti Classico, qui, ospiti di Paola Matta, le Donne del Vino toscane hanno scelto Antonella d’Isanto per succedere alla bravissima produttrice chiantigiana  Diana Lenzi come delegata regionale. Si tratta di una delegazione importante, perché l’associazione è nata proprio in Toscana, nel 1988, per merito di Elisabetta Tognana. Oggi le Donne del Vino toscane sono una cinquantina mentre l’associazione nazionale, presieduta da Elena Martuscello, conta circa 600 membri fra produttrici ( che sono la maggioranza) enotecarie, ristoratrici, giornaliste, sommelier e esperte.

Castello di Vicchiomaggio

Castello di Vicchiomaggio

Nel programma di lavoro di Antonella D’Isanto ci sono già due iniziative, la prima in collaborazione con ChiantiBanca, è intitolata “Lavora in agricoltura e semina il futuro” in perfetta sintonia con il tema dell’Expo 2015. La seconda riguarda la comunicazione e coinvolgerà Marzia Morganti- MarteComunicazione, docente al Master dell’Università di Parma, che mostrerà alle Donne del vino come “uscire dal coro” e usare lo story telling per raccontarsi. Leggi tutto…


Le salsicce con le pulezze

Una vecchia ricetta invernale della campagna toscana. Le salsicce con le pulezze cioè con le foglie tenere delle rape sono deliziose semplici da preparare

salsicce-e-rapi

salsicce-e-rapi

Di Donatella Cinelli Colombini

Sulle rape, o meglio i rapi come diciamo in Toscana, la mia famiglia ha un piccolo aneddoto divertente. Uno dei miei avi montalcinesi aveva una moglie particolarmente pia e ghiotta di rapi mentre in marito era poco religioso e affatto amante di queste verdure. Durante l’inverno, quando la lavorazione del maiale portava spesso in tavola salsicce o costole di suino, le rape erano il contorno principale con ire furiose del mio antenato che inventò un sistema diabolico per impedire alla moglie di mettergli nel piatto le rape. Inventò una filastrocca da ripetere a gran voce ogni volta che la poverina provava a uscire dalla cucina con il vassoio delle pulezze <<disse Cristo ai discepoli suoi, non mangiate rapi che è cibo da buoi e San Pietro aggiunse a gran voce – accidenti ai rapi e a chi li coce>>.
In realtà l’abbinamento rape e maiale è prelibato e qui propongo una ricetta tipica di Trequanda
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
8 salsicce fresche, mezzo chilo di foglie tenere di rapa (pulezze), aglio, olio extravergine di oliva sale e pepe. Leggi tutto…

Asciano un angolo di Toscana bella scoperto dagli stranieri

Nel 2011 The Telegraph mette il Museo Corboli di Asciano fra i 15 piccoli musei più belli d’Italia e i primi a meravigliarsi sono i senesi. Scopriamolo insieme

Asciano Museo Corboli

Asciano Museo Corboli

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La lista del Telegraph contiene delle vere star: il Museo di San Marco a Firenze con gli affreschi di Beato Angelico, la Zisa a Palermo capolavoro arabo normanno, la Galleria Doria Panphilj a Roma con i suoi Caravaggi o e Velazquez e poi il museo di Asciano . <<Possibile che in un paese così lontano dai circuiti turistici, ci sia un tale gioiello?>> si chiedevano a Siena dove Asciano è reputata più per i fantini del Palio che per le opere d’arte. E invece …. altro che se c’è, di musei strepitosi ce ne sono addirittura due!

Asciano (20 km dalla Fattoria del Colle) fu un insediamento etrusco e poi romano di notevole importanza, come

ASCIANO MUSEO CORBOLI

ASCIANO MUSEO CORBOLI

dimostrano i pavimenti a mosaico ritrovati in un orto del centro storico. Nel medioevo era un feudo dei Cacciaconti della Scialenga e diventò importante e ricco. Infatti le opere d’arte del Museo Coboli magnificato dal Telegraph mostrano una comunità florida e tutt’altro che isolata. Un meraviglioso Crocifisso ligneo di Giovanni Pisano, un’Annunciazione di Francesco di Valdambrino, San Michele di Ambrogio Lorenzetti … i capolavori sono tanti così come le urne etrusche ma quello che lascia basiti sono le decorazioni ad affresco delle stanze di questo palazzo: coloratissime e piene di allegorie complicate e raffinate. Virtù, filosofia greca e fede in un intreccio affascinante che copre intere pareti. Nel Trecento il palazzo era abitato dai nobili Bandinelli, un casato senese a cui apparteneva Papa Alessandro III (1181), questo spiega lo sfoggio di cultura e ricchezza di questo frammento di vita quotidiana medioevale miracolosamente arrivato ai tempi nostri.
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1.82 miliardi di $ boom della vendita diretta del vino USA

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Nel colosso americano, la vendita del vino ai privati segna un +15,5 % nel solo 2014 e cresce 4 volte più velocemente dei canali commerciali tradizionali

Napa Valley

Napa Valley

Visto per voi  da Donatella Cinelli Colombini

Il 61% delle spedizioni va in 5 stati dove vive il 37% di tutta la popolazione statunitense: California, Texas, New York, Florida e Illinois. Ma anche altri si danno da fare: grazie alla legge che ha facilitato l’invio di vino ai privati, i wine lovers del Montana hanno aumentato i loro acquisti del 245 % in un anno. La grossa novità è il Massachusetts, 7° mercato statunitense del vino, che da quest’anno ammette la spedizioni dalle aziende di produzione.
Le cantine dell’Oregon sono quelle che hanno fatto il pieno di vendite ai privati con uno spettacolare + 53% in un solo anno e il Pinot Noir a tirare la corsa. L’Oregon pare la nuova star del panorama enologico USA ma anche chi è sulla breccia da tempo, come Napa Valley, principale zona vinicola della nazione, ritiene determinante la vendita ai clienti privati, che rappresenta il 48,5 % del business. Fa venire l’acquolina in bocca a noi produttori italiani che difficilmente superiamo il 15%. La cosa più spettacolare sono i prezzi medi. Il più alto è quello del Cabernet: 66,3$ a bottiglia, seguito dal Pinot Noir 45,2 $ ma con un aumento del 33% in un anno. State sgranando gli occhi vero?
Sembra impossibile, soprattutto visto dall’Italia in crisi nera. Eppure la fonte è più che attendibile, si tratta di Wine Searcher la più grande piattaforma on line del mercato del vino. Leggi tutto…

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