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Tag Archives: Donatella Cinelli Colombini

Guido Amedeo Ghiara e il suo racconto alla Fattoria del Colle

Senese, classe 1991, Guido Amedeo Ghiara, pubblica racconti sulla Toscana che assomigliano a un diario ottocentesco. Questo è sulla Fattoria del Colle

Guido-Amedeo-Ghiara-Summer-in-Thuscany-alla-Fattoria-del-Colle

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Di Guido Amedeo Ghiara

I colori della Toscana, a Summer in Tuscany 
“Trequanda, fattoria del Colle Cinelli Colombini “

Il giorno successivo zio Brando decise di prendere con se Astrid ed andare alla Spa di Donatella Cinelli Colombini a Trequanda, nella Fattoria del Colle, dove era possibile fare massaggi all‘olio d oliva e il bagno nel il vino. Si sarebbero presi il week end libero, nipote e zio. Dopo tutto un pò di relax ci voleva. Il  grande amore di Brando sarebbe arrivato nel giro di poche settimane, la vita avrebbe potuto cambiare in un istante oppure rimanere tutto com’era, ma la vita è così. Certe cose le scopriamo solo vivendo e bisogna rischiare per ottenere ciò che vogliamo.

Fattoria-del-Colle-area-relax

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A zio Brando frullavano mille pensieri per la testa ma ora era il momento di rilassarsi e lasciarsi coccolare da un massaggio all’ olio extravergine di oliva sorseggiando un bicchiere di vino rosso “Cenerentola“ della cantina del posto, ed era anche di un’ottima annata.
Zio Brando ad un certo punto ruppe il silenzio rilassato in cui erano sprofondati e chiese: “Astrid a quale scuola vorresti iscriverti se rimanessi qui? “

Astrid rispose “Credo il liceo artistico… vorrei finire gli studi lì “.

Lo zio commentò  “Parla con tua mamma e tuo babbo, ci vuole un pò per l’ iscrizione … comunque ricordati che se loro non si dovessero trasferire qui puoi vivere tranquillamente alla villa con me e nonna Angela, tanto come hai visto, lo spazio c’è .. e poi mi piace questo fatto che ci supportiamo psicologicamente a vicenda“. Leggi tutto…

Con polimeri magnetici l’odore di peperone se ne va

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Arriva dall’Australia la scoperta sui polimeri magnetici che riescono a eliminare la metossipirazina che causa lo sgradevole odore di peperone nel Cabernet 

David-Jeffery-scoperte-sull'odore-di-peperone-nel-Cabernet

David-Jeffery-scoperte-sull’odore-di-peperone-nel-Cabernet

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fattoria del Colle

Sparisce il volgarissimo odore di peperone e rimangono gli altri aromi più raffinati. Questa è la grande novità della scoperta di David Jeffery dell’Università di Adelaide. Il problema dell’odore erbaceo affligge gran parte dei Cabernet provenienti da zone troppo fredde oppure da vendemmie poco felici. Da tempo gli enologi cercano il modo di neutralizzarlo con macerazioni a e trattamenti termici pre fermentativi …… Ma nessun dei metodi conosciuti fin ora risolveva il problema in modo indolore, anzi presentava “effetti collaterali” indesiderati come, ad esempio, il sentore di cotto. Altri tentativi usando film di acido polilattico (PLA), bentonite, trucioli di rovere, trucioli di rovere deodorizzato e carbone attivo, si sono dimostrati deludenti.
L’odore di peperone, nasce da un componente dell’uva che i chimici chiamano 3-alchil-

Cabernet Sauvignon

Cabernet Sauvignon

2-metossipirazine (MP) e specificamente il 3-isobutil-2-metossipirazina (IBMP). Fa parte dei caratteri varietali di Cabernet Sauvignon e Sauvignon Blanc ed è rilevabile con estrema chiarezza quando supera la concentrazione di 15ng al litro.
Il livello di MP dipende dalla maturazione dell’uva cioè dalla sua esposizione alla luce solare e dalla temperatura nell’ultima fase prima della raccolta. Uve vendemmiate troppo presto oppure poco mature a causa della posizione dei vigneti sono ricche di metossipirazzine. Leggi tutto…


Il vino “fai da te” come esperienza esclusiva

BottleUP, Blend and bottled Wine studio, Crea il tuo vino e la mia degustazione Enologo per un giorno … le bottiglie diventano pezzi unici fatti su misura

Assaggi del Piccolo enologo

esperienza con il vino- Enologo per un giorno- Fattoria del Colle Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Fai il tuo vino e imbottiglialo, sarai felice. Dopo i vigneti sui grattacieli, le cantine di città, ora cresce la moda del vino “fai da te” e delle etichette uniche per eventi eccezionali.
Si chiama Bottle UP e propone etichette personalizzate realizzate una per una con colori e pennelli, da applicare su bottiglie di birrerie artigianali o piccole cantine familiari. Servono per matrimoni, ricorrenze aziendali, doni importanti ….
Poi ci sono le esperienze con il vino personalizzate come quella proposta da “Blend and bottled Wine studio” letteralmente mescola, cioè fai il taglio e imbottiglialo. Si

Bottle UP esperienze col vino bottiglie e etichette personalizzate

Bottle UP esperienza col vino bottiglie e etichette personalizzate

trova nella città più cool d’Europa: Barcellona, la città dei giovani, della festa perenne e persino piuttosto trasgressiva visto che è la capitale della Catalogna indipendentista. Queste proposte esprimono il bisogno di esperienze partecipate con il vino, la ricerca di oggetti esclusivi, cioè di cose uniche che un tempo erano riservate a super milionari. Un bisogno che si manifestava inizialmente solo con la partecipazione ai corsi da Sommelier e le visite in cantina, poi ha avuto un’evoluzione nei wine tour della vendemmia, nelle urban winery o nella coltivazione di viti sui tetti dei grattacieli. Nessuno spera di fare dei capolavori enologici in situazioni del genere ma, soprattutto le cantine cittadine, sono diventate delle vere destination dove i wine lover pagano, letteralmente pagano, per lavorare al tavolo di cernita delle uve oppure alla macchina di imbottigliamento. Leggi tutto…

Vino e peperoni, matrimonio piccante

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L’idea mi arriva da Daniele Cernilli e dai suoi peperoncini dolci tondi ripieni di tonno abbinati al Vermentino Maremma DOC. Voglia di primavera e di sapori diversi

peperoni-e-vino-Habanero

peperoni-e-vino-Habanero

Di Donatella Cinelli Colombini Fattoria del Colle agriturismo con ristorante

Scopriamo i peperoni e i vini che li accompagnano
NOME E STORIA
Cominciamo col dire che questo ortaggio è originario delle Americhe, probabilmente del Perù e fu portato in Europa dal secondo viaggio transoceanico di Cristoforo Colombo nel 1493. Il suo nome scientifico è “Capsicum” che deriva dalla parola latina “capsa” cioè scatola perché è un involucro quasi vuoto con pochi semi dentro. In America lo chiamavano chilli o xilli e ancor oggi mantiene il suo nome mentre la parola peperone, usata da noi, dipende dalla somiglianza con il pepe.
Arrivato in Europa, i peperoni si diffusero rapidamente soprattutto nelle zone più calde intorno al mediterraneo.
COLTIVAZIONE

Peperoni-e-vino-Capsicum_Malaysia

Peperoni-e-vino-Capsicum_Malaysia

L’ortaggio cresce da una pianta perenne a vita breve, viene raccolto in giugno-luglio e settembre. Per riprodurli bisogna sotterrare i semi a febbraio e per aumentare la piccantezza, quando il frutto è formato, bisogna diminuire le innaffiature limitandosi a dare acqua quando le foglie sono abbassate. La differenza fra peperoni verdi e rossi, della stessa specie, dipende solo dal grado di maturazione, quelli verdi sono più acerbi. Leggi tutto…


Meglio un calice unico oppure tanti bicchieri diversi?

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La richiesta di un calice unico viene da ristoranti, enoteche e semplici wine lovers ma ora è la MW Jancis Robinson a schierarsi per il calice unico

Calice-unico-!Collection-Jancis Robinson

Calice-unico-!Collection-Jancis Robinson

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Un calice solo per tutti i vini. Non è un’idea nuova anzi; nel 2012 partecipai alla presentazione di Chateau Baccarat creato dalla più celebre cristalleria del mondo con 250 anni di storia di cristalli molati. Un bicchiere rivoluzionario con un lungo stello a sorreggere una coppa con base quasi piana che si allarga molto per poi salire dritta verso una bocca molto stretta in modo da concentrare gli odori come in un imbuto aromatico. Lo scorso anno ho sentito il progetto di un calice altrettanto rivoluzionario a Portopiccolo durante in meeting nazionale delle Donne del Vino; è

Calice-unico-!Collection-Jancis Robinson

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stato creato da Luca Bini per Italesse in 3 anni di prove. Un calice molto femminile e molto versatile, ma soprattutto capace di esaltare qualunque vino anche se nasce per le bollicine.
C’è dunque una diffusa controtendenza rispetto alla consueta proposta commerciale che ha riempito i nostri armadi di calici per bollicine, rossi giovani, rossi invecchiati, vini da meditazione … Hanno lavorato ai nuovi bicchieri “millevini” grandi assaggiatori e designer di grande livello. Non si tratta dunque di scelte di basso profilo e lo dimostra il prezzo esorbitante degli Chateau Baccarat. Leggi tutto…

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