Tag Archive

Tag Archives: Donatella Cinelli Colombini

Tappi di sughero e ossidazione del vino

  • Pubblicato in Forum

Forse i tappi di sughero sono più magici di quanto sembra e cambiano nel tempo preservando il vino. L’Università di UC Davis li testerà per 100 anni

Tappo-in-sughero-Fattoria del Colle infernotto

Tappo-in-sughero-Fattoria del Colle infernotto-del-Brunello-antiquario

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

<<Un esperimento che forse durerà più della vita umana sulla terra>> ha commentato W. Blake Gray raccontando su Wine searcher la ricerca in atto nella più grande università statunitense d’agricoltura, la mitica UC Davis che sforna gran parte dei migliori enologi a stelle e strisce.
Fare un esperimento che dura 100 anni è infatti qualcosa di difficile da capire nella nostra società basata sulla velocità e sull’oggi. Ricorda piuttosto l’empirismo settecentesco ma forse proprio per questo, si adatta allo studio di un tipo di chiusura che, proprio nel XVIII secolo, perfezionò i suoi caratteri: il tappo sulle bottiglie di vetro contenenti vino.
L’esperimento parte da un mistero: come mai l’ossigeno che penetra attraverso il tappo in sughero nella misura di un milligrammo per anno non ossida il vino?

tappo-in-sughero-e- vino_antiquariato_pregiato_2

tappo-in-sughero-e- vino-di-antiquariato

Potremmo pensare che sia l’anidride solforosa immessa all’atto dell’imbottigliamento (generalmente 20-25 milligrammi per litro) che protegge il vino ma è proprio l’ossigeno che la consuma nell’arco di 5-6 anni e quindi dopo 10 anni o oltre niente difende il nettare di bacco, come ha spiegato il professor Andy Waterhouse autore dell’ardito progetto di ricerca sui tappi in sughero e l’ossidazione del vino.
Waterhouse ha una teoria per spiegare perché le bottiglie di 50 o 60 anni siano ancora bevibili contro ogni logica di chimica enologica; secondo lui anche il sughero si modifica diventando impermeabile all’ossigeno. Leggi tutto…

I wine istagramer più influenti del mondo

  • Pubblicato in Forum

Nella classifica di worldinfluencer fra i TOP 10 wine istagramer più influenti del mondo 3 sono italiani Maximilian Girardi, Saverio Russo e Emanuele Trono

Istagramer del vino Wine Blogger F.Saverio Russo @italianwinelover

Istagramer del vino Wine Blogger F.Saverio Russo @italianwinelover

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne
In un momento in cui i social contano sempre di più, nel mercato del vino, vedere tre italiani fra i TOP 10 della classifica 2018 di worldinfluencer fa piacere. E’ un modo per dire che i wine expert del belpaese non sono così indietro nè sotto il profilo digitale e neanche nella stima dei wine lovers. Ecco dunque la classifica diffusa in Italia da Cronache di gusto.
1. The Wine Wankers – 164 mila follower
2. Wine Enthusiast Magazine – 156 mila follower
3. Once Upon a Time – 126 mila follower
4. Winery Lovers – 124 mila follower
5. The Wine Teller – 106 mila follower

wine istagramer Maximilian Girardi con Supervinoitalia

wine istagramer Maximilian Girardi con Supervinoitalia

6. Supervinoitalia by Maximilian Girardi – 53,4 mila follower
7. Italianwinelover by Saverio Russo – 54,1 mila follower
8. Julien Miquel – 46,3 mila follower
9. Enoblogger by Emanuele Trono – 43,4 mila follower
10. Gini in a Bottle – 39,6 mila follone
Ovviamente la classifica è basata sul numero dei follower e rispecchia un’epoca in cui l’influenza dipende dalla capacità di crearsi un seguito. Insomma rispecchia un’epoca in cui l’importanza del wine critic arriva, ogni giorno di più, dal basso cioè dai lettori-consumatori. Dire se questo sia un bene o un male è difficile. Un tempo era solo il direttore della testata, a dare a un determinato assaggiatore, la responsabilità di valutare le denominazioni più importanti. Oggi sono il peso dei lettori diventa determinante e i risultati sono impressionanti. Leggi tutto…


I bicchieri troppo grandi pro e contro

I ballon che esaltano i grandi vini sono forse anche pericolosi perché fanno bere almeno il 10% in più e riducono la percezione esatta del vino ingerito

Bicchieri troppo grandi

Bicchieri troppo grandi

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Orcia DOC

La possibile relazione fra bicchieri troppo grandi e l’abuso d’alcool è sul tavolo da diversi mesi ed è presa molto sul serio. Persino la prestigiosa Università di Cambridge ha pubblicato una ricerca sull’argomento nel “British Medical Journal”. In effetti dal Settecento la dimensione dei bicchieri da vino è aumentata di sette volte con una netta accelerazione negli ultimi vent’anni. Infatti la diffusione della cultura del vino di qualità ha causato l’aumento della dimensione delle coppe ma anche un utilizzo generalizzato dei grandi calici in cristallo che hanno smesso di essere una peculiarità di pochi ristoranti di lusso per arrivare anche sulle tavole delle osterie. La dimensione della coppa è diventato un modo per evidenziare il prestigio del vino, esaltarne i profumi ma anche per giustificare il prezzo, a volte molto alto, delle bottiglie.

Elisa-Marcocci-bicchieri-troppo-grandi-ma-grande-apprezzamento-del-vino

Elisa-Marcocci-bicchieri-troppo-grandi-ma-grande-apprezzamento-del-vino

Gli esperti della celebre università britannica hanno esaminato 411 calici, da quelli più belli esposti nei musei a quelli commerciali acquistabili su eBuy ed il risultato è un aumento della dimensione media, in tre secoli, da 66 millilitri a 449 cioè quasi mezzo litro.
Ecco che la cultura del buon bere, in quei calici di cristallo bianco dalla coppia ampia, che noi produttori di vini rossi da invecchiamento consigliamo ai nostri clienti per godere a pieno la qualità del nostro nettare, diventa un possibile elemento di rischio perché diminuisce la percezione del liquido ingerito. Chi vede il bicchiere quasi interamente vuoto pensa <<ho bevuto pochissimo>> e invece ha già nello stomaco i 180 millilitri che costituiscono la dose consigliata di un pasto per gli uomini. Leggi tutto…

Sposarsi alla Fattoria del Colle

La cerimonia civile, la camera del Granduca, allestimenti, restauri la nuova sala per il party ecco i luoghi di un matrimonio da sogno alla Fattoria del Colle

Sposarsi-alla.Fattoria-del-Colle-Toscana-Agriturismo

Sposarsi-alla.Fattoria-del-Colle-Toscana-Agriturismo

Sposarsi in un boschetto romantico, oppure davanti a un vigneto, o a un panorama che sembra uscito da un dipinto medioevale; alla Fattoria del Colle si può. Il Comune di Trequanda ha infatti autorizzato la celebrazione dei matrimoni civili in 4 luoghi particolarmente suggestivi e Donatella Cinelli Colombini è pronta a celebrare grazie alla delega che le permette di firmare l’atto di matrimonio con tutta l’ufficialità necessaria.
La cerimonia è il momento più importante e sono stati predisposti nuovi allestimenti per renderla più intima e scenografica. Le coppie innamorate che desiderano un matrimonio di stile toscano trovano alla Fattoria del Colle un luogo antico e autentico che emozionerà gli sposi e i loro invitati; una storia di nobili e contadini, uno stile informale che mescola lusso e semplicità, mentre intorno c’è la campagna dei grandi vini rossi e dei paesaggi agricoli più belli del mondo.
Negli ultimi mesi i giardinieri hanno lavorato nei parchi e nei giardini, mentre tappezzieri e restauratori si occupavano degli interni. Tutto per trasformare il sogno degli sposi nella realtà del loro giorno più bello.

Sposarsi-alla-fattoria-del-Colle-aperitivo

Sposarsi-alla-fattoria-del-Colle-aperitivo

La Camera del Granduca, dove trascorrere la luna di miele ha ora un baldacchino di velo, una cassapanca del seicento e l’aria condizionata. Alla fine del Settecento fu il rifugio segreto di Pietro Leopoldo Granduca di Toscana e della sua amante Isabella. Ancora oggi mantiene un carattere romantico e aristocratico per l’arredamento interamente d’antiquariato e il soffitto in cui sono raffigurati tutti gli uccelli della Toscana.
Accanto c’è la sala del biliardo che è stata arricchita da librerie e da nuove tappezzerie. Un angolo elegante dove gli sposi e i loro ospiti possono riunirsi in caso di pioggia. Se invece il tempo è bello, nella Fattoria ci sono quattro parchi e tre piscine per rilassarsi in mezzo alla natura. Leggi tutto…


Donne del vino in festa per i loro 30 anni

  • Pubblicato in Forum

A Firenze, in Palazzo Vecchio, con Anna Paola Concia, Giletti e Casati Modignani il 30° anniversario della più grande associazione mondale di donne del vino

Donne-del-vino-30-anni-festa-a-Firenze-Massimo Giletti

Donne-del-vino-30-anni-festa-a-Firenze-Massimo Giletti

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello Prime Donne

Al via il programma 2018 con la Festa delle Donne del vino che avverrà il 3 marzo con eventi diffusi in tutta Italia: degustazioni al cinema, video racconti, inviti in azienda … Una festa in versione film che accende i riflettori sui personaggi femminili che creano, vendono, promuovono le grandi bottiglie italiane

Firenze, città dove Le Donne del vino sono nate nell’inverno di 30 anni fa, festeggia il compleanno della più grande associazione mondiale femminile del vino a Palazzo Vecchio,  con l’assessora Anna Paola Concia che ha voluto <<celebrare un

Storai-Concia-CinelliColombini-CasatiModignani-Tognana-Firenze - 30 anni di Donne del Vino Concia, Cinelli Colombini, Modignani-Tognana

Storai-Concia-CinelliColombini-CasatiModignani-Tognana-Firenze – 30 anni di Donne del Vino Concia, Cinelli Colombini, Modignani-Tognana

anniversario importante per le donne, per le donne del vino e in generale per tutto il vino italiano>>. Due “padrini” eccezionali per il 30° compleanno delle Donne del Vino: Sveva Casati Modignani e Massimo Giletti.
Nata nel 1988 su iniziativa di Elisabetta Tognana, l’associazione Donne del Vino, ha sempre perseguito lo scopo di promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne nella società e nel comparto enologico. Oggi conta 770 membri: produttrici, enotecarie, ristoratrici, sommelier, giornaliste e esperte. E’ presente in tutte le regioni italiane ed ha anche socie estere. Leggi tutto…

Seguici su : f t g p fl is l y tripadvisor icon

Log In

Create an account